Lectio divina sul Vangelo secondo Luca 14,1.7-11

Lectio divina sul Vangelo secondo Luca 14,1.7-11

Immagini dell’Autore realizzate con “IA”

Sabato 31 ottobre 2026. San Quintino, martire

Un’occasione per meditare sul Vangelo ogni giorno: unisciti al canale di Fiamma dello Spirito per ascoltare la meditazione audio.

O Spirito dolce e soave, orienta sempre più la mia volontà verso la tua, perché la possa conoscere chiaramente, amare ardentemente e compiere efficacemente.

In questa parabola il posto a tavola ci rivela qualcosa del rapporto tra l’uomo e

Dio prima ancora di quello tra l’uomo e i convitati, perché il posto d’onore si riceve e non lo si pretende. Il greco ha una parola per dire questo atteggiamento: tapeinōsis, l’umile, che viene da tapeinos, «basso», «abbassato», che, se accostato a prōtoklisia, ossia il primo posto, stride. Questo sostantivo viene da prōtos, «primo», e klisia, «giaciglio», che è il seggio che tutti desiderano senza averne diritto.

Il Signore, avendo cura della salvezza anche dei farisei, entra nella loro casa benché ne conoscesse la malizia. Il sabato era stato benedetto da Dio, e i farisei, nel passo di ieri, vietando di fare il bene in quel giorno, lo avevano reso nefasto. Il Maestro ha dato una lezione di umiltà per recidere ogni ramo di quel ceppo malato che è la vanagloria.

Il Siracide aveva già suggerito «Figlio, compi le tue opere con mitezza, e sarai amato più di un uomo generoso. Più sei grande, più umiliati te stesso, così troverai grazia davanti al Signore» (Sir 3,17-18). Pietro ne fece la ragione della nostra fiducia: «Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno» (1Pt 5,6).

Mi soffermo per un attimo sul quel prendere l’ultimo posto. In effetti è conveniente per ognuno prendere il primo.

Tuttavia, quando si cerca l’onore, si finisce per essere delusi. Quel banchetto raffigura la Chiesa, quindi nessuno, entrato per la fede, si esalti e minimizzi gli altri. Quando si è invitati, si deve tenere in poca considerazione la nostra condizione, sempre e dovunque, in ogni circostanza della vita. Ogni azione sarà un’occasione per esercitare l’umiltà, così riempie l’anima e il corpo e ogni altra cosa.

Mi domando in quale posto mi metto quando entro in una situazione in cui sono invitata? Che cosa viene suscitato in me quando un altro riceve l’onore che io attendevo?

Fuggiamo la superbia del fariseo,

impariamo l’umiltà dalle lacrime del pubblicano.

Gridiamo al Salvatore, abbi pietà di noi, o Dio,

perché tu solo sei misericordioso.

Scorgo nell’insegnamento di queste parole che il disonore di dover cedere somiglia a un furto seguito dalla restituzione della refurtiva. Quel posto va restituito, non se ne aveva diritto. La vita virtuosa non si accompagna mai al vanto.

Al banchetto del Signore valgono i suoi criteri. Opporsi a quei criteri è la superbia più grande che prendere il posto che non ci appartiene.

Ascolta l’audio della meditazione sul canale libero e gratuito di Fiamma dello Spirito e accedi ai contenuti riservati.

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Author: Professoressa Alessia Brombin

Alessia Brombin è ricercatrice indipendente e docente di Teologia e Patrologia. Collabora con atenei e istituti pontifici romani, tra cui il Seraphicum, il Teresianum e il Claretianum. Si occupa di spiritualità cristiana, con particolare attenzione alla tradizione orientale, ai suoi autori e ai suoi testi. Si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Padova nel 2003 e ha conseguito il Baccalaureato in Teologia presso l’Istituto Sant’Antonio Dottore di Padova nel 2009. Nel 2014 si trasferisce a Roma per proseguire gli studi alla Pontificia Università Gregoriana, dove consegue la Licenza in Teologia nel 2015. Nel 2022 le viene conferito il Dottorato di ricerca con una tesi sulla preghiera del cuore e l’esicasmo in Gregorio Palamas. Tiene unite contemplatio e doctrina, studio teologico e vita spirituale. Nel medesimo anno diventa oblata benedettina camaldolese del monastero di San Gregorio al Celio in Roma. Alla ricerca e all’insegnamento affianca la predicazione di ritiri, le conferenze e la divulgazione. Nel 2025 pubblica per Cittadella la traduzione e il commento della Scala dei monaci di Guigo il Certosino, testo dedicato alla lectio divina e alla meditazione della Scrittura. Nel 2026, nella solennità dell’Ascensione, viene istituita nel ministero del lettorato dalla Diocesi di Roma. Con lo pseudonimo Fiamma dello Spirito avvia un podcast e un canale pubblico WhatsApp, nel quale pubblica quotidianamente la lectio divina sul Vangelo del giorno, per favorire la riscoperta di quest’antica pratica monastica. Vi propone riflessioni sulla Scrittura e offre una testimonianza discreta dell’azione dello Spirito nella vita quotidiana. Fiamma dello Spirito richiama l’immagine del monastero custodito nel cuore, una cella interiore fatta di silenzio, vigilanza e preghiera. È una cella monastica portatile, un luogo interiore in cui fermarsi davanti a Dio anche nelle occupazioni quotidiane, dove ascoltare la sua Parola, lasciarla decantare e ritrovare un ritmo contemplativo capace di accompagnare il discernimento personale e la vita alla presenza di Dio.

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