Una bimba malata di tumore, Gesù e la Madonna al suo fianco. Una storia in cui la morte non ha l’ultima parola
Martina il Cuore e la Rosa (Edizioni Ares, pp. 264, euro 18,00) racconta la storia stupefacente di una bimba morta di tumore il 7 giugno 2007,
a soli sette anni. Il libro riporta la cronaca nuda di due anni di dolore che travolgono una famiglia, tra ospedali, paura e amore ostinato. Ma l’esito incredibilmente non è tragico: queste pagine non sfociano in un atto d’accusa né in un grido di rabbia. Perché Marti, prima di «volare via come un uccellino», rivela altro: una fede che cresce nel buio; una gioia disarmante; incontri reali, vivi con il Gesù-Sacro Cuore caro a santa Faustina Kowalska e la Madonna-Rosa Mistica delle apparizioni di Montichiari a cui l’autorità della Chiesa ha riconosciuto il Nihil obstat nel luglio 2024.
Sono loro, Gesù e Maria, il Cuore e la Rosa a cui la protagonista àncora la sua esistenza, che chiede e annuncia gioia eterna. «Al funerale fate festa», dice a mamma e papà, «perché io la farò con voi». La morte arretra, la speranza avanza.
Un racconto che scuote e seduce, che rivela la grazia nell’esperienza della croce, dove il dolore diventa offerta di sé e promessa di vita nuova, profumo di Paradiso. E l’invito preciso, consegnato da una bambina ai famigliari, di testimoniare con la sua storia «che Gesù e la Madonna ci vogliono bene».
In definitiva, come rileva in Prefazione suor Daniela Del Gaudio, consultrice del Dicastero per la Dottrina della fede, Martina colpisce non tanto per i segni soprannaturali che hanno caratterizzato il suo passaggio o per i fenomeni a dir poco eccezionali che ha testimoniato, ma per la straordinarietà veramente esemplare con cui ha vissuto l’amore verso il prossimo, non solo i suoi familiari, e la fede incrollabile e certa con cui ha affrontato una malattia incurabile e la sua stessa morte.
Il libro, in proposito, è talmente ricco di aneddoti toccanti che padre Serafino Tognetti, raccogliendo le fila in Postfazione, annota:
«La limpidezza di Martina è straordinaria. Raramente mi sono imbattuto in una figura simile. Ella non si accorge nemmeno di quello che si realizza in lei perché, come esige la carità cristiana, il suo bene è il bene degli altri: vuole che tutti vadano d’accordo, che il medico sorrida, che la mamma preghi, che i bambini del reparto siano curati ecc. Ella vuole il mondo limpido, perché è Dio che lo vuole».
Il volume è stato scritto a nome dei familiari dalla mamma di Martina, Giovanna Pupillo, che ha raccolto le memorie di tutti, trovando un aiuto per la stesura nel giornalista Riccardo Caniato, socio della Pontificia Academia Mariana Internationalis, che spiega: «Il mio coinvolgimento in questo libro nasce da un confronto con i genitori di Martina che si è fatto via via più profondo nella misura in cui questa dolcissima bambina è divenuta anche per me ‘Marti’, cioè si è ritagliata un posto solo suo nel mio cuore».
Di Martina e del suo legame speciale con Maria Rosa Mistica ha parlato anche il vescovo di Brescia, nell’omelia tenuta proprio al santuario di Montichiari domenica 12 luglio 2026. Mons. Pierantonio Tremolada ha invitato a guardare a questa piccola come a una stella in una galassia di bambini luminosissimi testimoni dell’amore di Dio, che paiono un segno del nostro tempo. Fra essi la Chiesa ha già additato alcuni santi, come i Pastorelli di Fatima e Carlo Acutis, e venerabili, come la delicatissima Antonietta Meo, nota ai più come Nennolina, la cui tomba in Santa Croce di Gerusalemme a Roma, è meta di costante pellegrinaggio.