Il gran finale de “I Cesaroni – Il ritorno” è stato un vero flop?

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Ci sarebbe molto da dire e scrivere di questa serie televisiva che, per anni, dal 2006, su Canale 5, ha visto le gioe e le amarezze (ricordate il buon Cesare?) di una famiglia impicciona e disfunzionale, come l’ha definità Virginia, e che lei avrebbe sempre voluto avere.

Virginia è il secondo grande amore di Marco, l’impacciato e quasi

inconcludente primogenito di Giulio.

Che pensare di questa famiglia, costruita ad hoc per far entrare sempre di più nelle menti della gente l’idea di una famiglia lavoratrice, super aperta e allargata, basata su segreti e piccole bugie “a fin di bene”; capace di lanciare senza difficoltà un normalissimo amore tra un ragazzo definito autistico ed una adolescente sprovveduta?

Ogni tanto, qualche guizzo di resipiscenza morale, per accontentare i ‘bacchettoni cattolici’ e nulla più. Poi sempre giù … per la china che di guai, però, e i Cesaroni lo riconoscono va detto, ne porta tanti.

Ciò che ha tenuto però attaccati allo schermo per anni tanti spettatori è stata la simpatia ed il coinvolgimento emotivo suscitato dai diversi attori, in particolare Cesare, interpretato da Antonello Fassari, scomparso poco più di un anno fa, che non si può ricordare se non con affetto.

In questa nuova stagione, che alcuni immaginano essere stata un flop, pronosticando anche essere l’ultima, -forse, ma nessuno lo sa, però, insomma … ma non sanno in realtà che dire- proprio un flop non sembra essere stata quanto ad audience.

Se Dilei/spettacolo titola Ascolti tv 1 Giugno, il finale dei Cesaroni-Il ritorno contro Ulisse di Alberto Angela e Amica.it I Cesaroni il ritorno”: stasera in tv doppio episodio e addio (forse per sempre) alla Garbatella che ci immaginiamo? Che i Cesaroni il ritono, partito male questa volta, sia terminato ancora peggio. Ma scavando un poco, scopriamo che l’audience di Alberto Angela, stimatissimo divulgatore, non ha poi mortificato tanto I Cesaroni di Claudio Amendola, che pure aveva profetizzato che trasmettere I Cesaroni in tarda serata non sarebbe stata una mossa vincente.

Con quest’ultima, le stagioni sono state sette. L’audience delle prime stagioni raggiungeva anche 7,8 milioni di telespettatori. Già in calo nelle scorse stagioni, ma parliamo di oltre 4 milioni di spettatori, lo sceneggiato mantenne sempre buoni livelli.

Non stupisce però che, dodici anni dopo, con ‘Cesare’ morto, Lucia ed Eva volatilizzate, per non parlare di altri personaggi e attori assai simpatici, e poi il pubblico in parte cambiato, l’audience si sia abbassata, battuta da Alberto Angela, ma non di molto.

I Cesaroni ultima puntata e Ulisse di Alberto Angela si sono così attestati: I Cesaroni 2.186.000 (16.3%) spettatori e Ulisse con Alberto Angela 2.214.000 (16.4%).

Secondo qualche giornale, invece, i conteggi andrebbero ribaltati a favore dei Cesaroni.

Ma, insomma, al di là di piccole differenze, non pare che sia andata poi male, anche perché tutti gli altri spettacoli della serata sono stati ben sotto gli 800.000 spettatori, scendendo anche intorno ai trecentomila. Forse la gente era uscita per un gelato, essendo vigilia del 2 Giugno?

Credo che ci troviamo ad una propaganda pro Cesaroni mascherata, basata sul lamentare il flop presunto e l’idea che non possano esserci altre stagioni, ma con il semplice intento di risvegliare negli spettatori l’interesse, come se questo fosse l’argomento più importante di queste settimane.

Penso che o si rivedrà il cast, in gran parte rinnovato con scelte discutibili, o il flop sarà vero … la prossima volta.

Al di là che I Cesaroni continuino, o meno, una cosa sarebbe auspicabile: che venissero riviste le scelte da Mulino bianco di una famiglia sempre più allargata, ma in fondo buona e sempre accettabile perché nessuno esclude … Luoghi comuni, più che convinzioni sentite che lasciano insoddisfatti chi nella vita cerca qualcosa di più solido.

In tutte queste chiacchiere, però, cosa è stato trascurato? L’unica cosa che avrebbe potuto interessare qualcuno: entrare in merito agli ultimi due episodi, trasmessi nella stessa ed ultima serata (ultima al momento, lo ripeto), senza sottolineare che, in fondo, lavorando sugli interpreti migliori, Amendola ha mostrato un riflesso dell’efficacia delle prime stagioni, con una ripresa intensità di sentimenti ed uno scatto finale verso il futuro.

Spero, però, in futuro, di vedere in TV, se proprio fosse necessario produrre altri simili sceneggiati, per nulla originali relizzati sulla falsa riga del format spagnolo Los Serrano, un’idea di famiglia fondata, invece, su valori e non solo su sentimenti labili come il vento e pseduo principî morali veri, perché famiglie così esistono.

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Author: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.

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