SULLE BOZZE DELLE INDICAZIONI NAZIONALI PER LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO. Dante, Leopardi e Manzoni avviati alla loro scomparsa?

Il 22 aprile scorso sono state pubblicate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito le nuove Bozze delle Indicazioni nazionali per la Scuola Secondaria di II grado e sono a disposizione di famiglie, docenti, associazioni e case editrici per essere esaminate. Ringrazio il prof. Giovanni Fighera che ha iniziato tempestivamente a parlarne. Infatti, su questo stesso blog è stato pubblicato in data 14 maggio scorso un suo prezioso contributo in merito con cui provo umilmente a confrontarmi in una sorta di dialogo a distanza.

Anche io mi occupo di Lingua e Letteratura italiana, essendo stata docente di Lettere nella Scuola Secondaria di II grado per oltre quattro decenni e, pur in pensione, mi considero ancora tale. Dell’impostazione e degli aspetti generali delle Indicazioni mi occuperò in un secondo articolo. Ora vorrei soffermarmi sul particolare che il professore Fighera ha messo in evidenza proprio perché esso riveste un significato che va al di là del senso letterale, cioè al di là di un semplice spostamento di contenuti da un anno a un altro. Fatta salva la libertà del docente, il ministro propone di spostare la lettura de I promessi sposi dalla classe seconda alla classe quarta perché il nostro romanzo più famoso apparirebbe ostico alla lettura di ragazzi quindicenni. Manzoni si troverebbe in buona compagnia con Leopardi e con lo stesso Dante compressi alla conclusione del quarto anno delle ‘superiori’.

Non sto a ripetere le motivazioni del professor Fighera che condivido completamente e alle quali rimando il lettore (cfr. https://www.libertaepersona.org/wordpress/2026/05/lanalisi-1-indicazioni-ministeriali-il-rischio-perdere-profondita/#more-178096). Faccio riferimento invece alla mia esperienza. Nell’istituto tecnico-economico e nel liceo delle scienze applicate dove insegnavo, negli ultimi anni era subentrato l’uso di anticipare Manzoni e Leopardi alla conclusione della classe quarta. Quanto a Dante da lungo tempo subisce drastiche riduzioni in ogni ordine di scuola.

Solo in un caso, ho provato a riprendere I promessi sposi (lo avevamo già letto in seconda), alla conclusione della classe quarta, presentando altresì altre opere dell’autore (Inni Sacri, Conte di Carmagnola e Adelchi), ma l’esperimento non mi ha convinta affatto. Ho avuto la sensazione che questi tre grandi autori (Dante, Manzoni e Leopardi), ai quali io dedicherei – sia detto per inciso – tutto il tempo della Scuola Secondaria di II grado con l’aggiunta di pochi altri (Omero, Virgilio, Dostoevskij, Shakespeare, per esempio), vengano volutamente ridimensionati perché mostrano una capacità educativa straordinaria. Se letti e presentati da docenti personalmente in dialogo con le loro opere, essi hanno il potere di attivare l’avventura della conoscenza di sé e della realtà come pochi altri autori nella letteratura.

Fin dal tempo lontano del mio anno di prova all’inizio della mia carriera ho sempre riservato a Manzoni e a Leopardi il posto d’onore durante il primo quadrimestre della quinta. Allora, nel lontano 1985, la cattedra di Italiano era di tre ore settimanali in ogni classe del triennio. Eppure, trovavo il tempo per svolgere quello che una volta si chiamava programma arrivando a leggere autori contemporanei. Le quattro ore odierne rendono possibile presentare pagine e pagine interessanti di vari autori con maggiore agio. In altri termini, sostengo che la mancanza di tempo non è il problema principale; lo è semmai la modalità con cui l’insegnante presenta la letteratura ai suoi studenti: o come travaso di conoscenze e abilità o – alternativa ben più affascinante – come incontro con un’esperienza umana con cui confrontarsi e da cui essere mossi.

Aggiungo solo una breve riflessione su Dante. Il sommo poeta accompagnava me e i miei studenti, durante tutto il triennio, con la lettura di canti scelti delle tre cantiche. Sono sempre più convinta che leggere il Paradiso in quinta sia un toccasana per l’anima, non solo per ragioni di intertestualità – considerata la presenza della Commedia in opere della letteratura italiana ed europea del Novecento – ma soprattutto per confrontarsi con una visione del mondo e dell’uomo che possa bilanciare gli effetti nefandi di tante opere contemporanee affacciate semplicemente sul vuoto e sul nulla. Dante offre invece un’esperienza ragionevole e buona della vita che i giovani sono chiamati a verificare insieme all’insegnante. Questo non significa evitare di guardare in faccia il male (in tutte le sue forme) e la disperazione che ne consegue, ma essere accompagnati da chi li ha attraversati e sa per questo indicarci la via.

Nell’osservare, sulla lunga distanza di quasi mezzo secolo, il destino di Manzoni, Leopardi e Dante nella scuola superiore, sorge il dubbio che il loro ridimensionamento sia funzionale al progetto di eliminare voci scomode che metterebbero in crisi ciò che qualunque potere teme di più: la ragionevolezza, il pensiero critico verso le derive del nostro tempo e il rapporto con Dio che – o perché affermato o perché ultimamente desiderato nella negazione – costituisce l’unico orizzonte adeguato al respiro del cuore umano.

Maria Giovanna Fantoli

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Author: Maria Giovanna Fantoli

Fantoli Maria Giovanna è nata l’8 maggio 1959, a Novara, dove vive attualmente. Laureata in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e in Lettere moderne presso l’Università Statale della medesima città, ha conseguito il dottorato in Scienze Pedagogiche presso l’Università di Bergamo. Ha insegnato dal 1982 fino al 2021 nella scuola secondaria di secondo grado, dai Professionali ai Licei, facendo dell’insegnamento la propria vocazione. La sua storia professionale le ha permesso di approfondire la Didattica della Lingua e della Letteratura italiana e temi legati all’educazione e alla pedagogia. Ha collaborato con le riviste «Nuova Secondaria» e «Scuola e Didattica» e con il CQIA (Centro Qualità Insegnamento e Apprendimento) dell’Ateneo di Bergamo. È coautrice, insieme all’amica e collega professoressa Gelmi, di un’opera in dieci fascicoli (corredata di due guide per l’insegnante), intitolata La letteratura e la sua bellezza, pubblicata da Bonomo – Diesse e Le botteghe dell’insegnare, nel 2024. È autrice del romanzo, Stringi la mia vita. Storia di una crocerossina, edito da Bookabook, Milano 2022 e della biografia Il Nostromo. La traversata di Giorgio Ferro, edita da Ares, Milano 2024. Ha autopubblicato in Amazon la sua terza silloge di poesia, In bilico su un filo a un passo dal cielo, il romanzo Voci dalla memoria e, con la sorella Laura, una riflessione sulla vicenda della madre affetta da Alzheimer, Come sono belle le stelle. Storia di Adele e del suo Alzheimer. L’interesse più importante, oltre all’insegnamento, è la scrittura a cui si è da sempre dedicata nei suoi vari generi: filastrocche, poesie, racconti, romanzi, saggi, relazioni, recensioni, sceneggiature.

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