Arduin il rinnegato

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Una delle caratteristiche del cristianesimo è di aver rovesciato qualunque categoria, qualunque certezza l’uomo potesse aver avuto fino a quel momento.
A dividere in due la Storia è stato un bambino appartenente a un popolo non libero, nato povero, scampato a una strage, figlio di una ragazza umile, che però ha portato la razza umana ad altezze impensate e impensabili. A seguire, un esercito senza spada: pescatori, un esattore delle tasse, due ragazzi dalla testa calda, Giacomo e Giovanni e pochi altri improbabili eroi, perlopiù morti ammazzati.

E però da allora il mondo non fu più lo stesso: ciò che sembrava piccolo e debole dimostrò una forza straordinaria, che travolse l’Impero romano, superò le persecuzioni, convertí i barbari, ricreò un Impero riportando e garantendo l’ordine. Con la spada, certo, ma brandita da uomini ormai permeati dal Vangelo, da quella Parola che impone di amare, di agire per amore, di amare anche chi ti odia e chi ti fa del male.
Perché parlare di tutto ciò nella recensione di un libro?
Perché agli scrittori cattolici, come Tolkien, come Silvana De Mari, questa storia scorre nelle vene.
Non è da loro proporre eroi come Ercole, o Superman o Capitan America, non riescono a fare a meno di rievocare sempre Quella Storia: l’eroe piccolo e nascosto, la creatura improbabile ma mossa dall’amore che distrugge, contro ogni logica, i piani del Male.

Nel suo ultimo romanzo “Arduin il rinnegato“, che è il prequel della bellissima saga cominciata anni fa con “L’ultimo elfo” Silvana De Mari ci presenta un eroe molto improbabile destinato a salvare il mondo degli uomini: il figlio di un nemico, un orco bambino.

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Venduto da un padre ottuso e violento, scappato da un istruttore militare ancor più ottuso e violento, Arduink diventa uomo (se cosí si può dire di un orco…) traendo la propria etica e la propria morale da qualsiasi persona ed evento che il destino gli pone davanti. E, alla fine, a far da catalizzatore a tutto quello che nel suo animo riflessivo e intelligente già si agitava, arriva l’amore per una donna.
Sarà dunque un orco feroce e innamorato a salvare gli uomini contro ogni speranza e a regnare su di loro, scoprendo con stupore di straniero, di ex nemico, la grandezza e la follia dell’umanità.

Un libro molto bello e profondo, adatto agli adolescenti e agli adulti, un Bildungsroman che tocca temi importanti, come l’amore per i figli, cosa sia la civiltà, il valore della bellezza, e temi scottanti e impopolari come la necessità della violenza, di una spada che, qualora le circostanze lo richiedano, non esiti a difendere figli, civiltá e bellezza.

Nessun buonismo, dunque. Tuttavia, inaspettatamente, in quello che è un romanzo dedicato a un orco, tanta pietá. Per le femmine oppresse degli orchi, per i figli non amati e mandati al macello dalla loro bellicosa religione, per i vinti, per le vittime della guerra, ma anche per i nemici, perché una volta passato il pericolo, anche di loro bisogna avere pietà, dei loro morti, dei prigionieri.

Questa d’altronde è l’etica della cavalleria, del soldato cristiano, che Arduink, il più forte degli orchi, traditore del suo popolo per amore, apprenderá a poco a poco nel corso della vita e attraverso il proprio dolore.

Approfittate allora delle feste per la venuta di Cristo, l’improbabile divisore della Storia, regalando e regalandovi qualche ora in compagnia di Arduink, l’eroe che ci insegna che non importa dove nasciamo e da chi: noi siamo i padroni del nostro destino e siamo sempre e solo chi decidiamo di essere. E soprattutto che l’amore ci può portare dove mai avremmo pensato, ma che non ce ne pentiremo mai e poi mai.

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Author: Libertà e Persona

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