Lectio divina sul Vangelo secondo Luca 14,15-24

Lectio divina sul Vangelo secondo Luca 14,15-24

Immagini dell’Autore realizzate con “IA”

Martedì 3 novembre 2026. San Martino de Porres, religioso

Un’occasione per meditare sul Vangelo ogni giorno: unisciti al canale di Fiamma dello Spirito per ascoltare la meditazione audio.

O Spirito dolce e soave, orienta sempre più la mia volontà verso la tua, perché la possa conoscere chiaramente, amare ardentemente e compiere efficacemente.

Sulle labbra del convitato, quasi una voce fuori campo, vi è la beatitudine che ci proietta nel futuro, mentre la mensa dinanzi a lui è ricolma di doni elargiti da Dio nel presente. Il testo sacro impiega il termine makarios, che designa una sorta di privilegio celeste. Mangiare alla mensa del Signore è dunque segno dell’accoglimento della grazia. 

La beatitudine che l’uomo pronuncia guardando al futuro viene ripresa da Dio, che la porta a compimento, e il banchetto acquista così il carattere delle nozze dell’agnello. In quella tavola è prefigurato il mistero eucaristico. Questo convito, a cui sono tutti invitati, il Padre ha preparato in Cristo il dono del suo stesso corpo.

Il veggente Isaia aveva contemplato il convito allestito sul colle per tutte le genti, con cibi succulenti e vini pregiati (Is 25,6). L’Apocalisse completa idealmente la parabola con una beatitudine che adempie quella del convitato: «Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!» (Ap 19,9). 

Mi soffermo sulle tre scuse addotte dai servi per declinare l’invito. La scusa del campo acquistato rivela che è più importante l’amore per la sapienza di questo mondo. Le cinque paia di buoi sono i sensi dell’anima legati a doppio nodo ai sensi del corpo, segno che l’uomo non desidera più il cibo spirituale. L’alibi della moglie rivela in realtà l’amore per il piacere. I sommi sacerdoti, ostinati e superbi, rimasero fuori dal banchetto perché presi dalle cose del mondo. Il padrone si adira, e la sua collera ha il volto del dolore di un amore rifiutato. Mi chiedo allora se posso davvero discorrere del convito del Regno e differire la partecipazione al banchetto divino a quando avrò compiuto tutte le mie faccende?

Del tuo mistico banchetto

fammi oggi partecipe, o Figlio di Dio,

perché non dirò il mistero ai tuoi nemici,

non ti darò il bacio di Giuda,

e come il ladrone ti confesserò:

Ricordati di me, Signore,

nel tuo Regno (ispirato all’inno bizantino dalla liturgia dei Presantificati)

C’è ancora posto. Il vuoto della dimora pesava al servo più del rifiuto dei convitati. Il padrone è in collera e gli comanda di estendere l’invito. Ora mi ritrovo alla mensa del Signore seguendo il suo comando attraverso quel servo che ha preso le sembianze di Gesù. Il sapore delle beatifiche pietanze è per me del tutto nuovo, il mio palato lo coglie prima che io possa intendere qualcosa. Gustare la beatitudine di sedere alla mensa di Dio è un privilegio esteso ai molti che hanno accolto l’invito inatteso della grazia.

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Author: Professoressa Alessia Brombin

Alessia Brombin è ricercatrice indipendente e docente di Teologia e Patrologia. Collabora con atenei e istituti pontifici romani, tra cui il Seraphicum, il Teresianum e il Claretianum. Si occupa di spiritualità cristiana, con particolare attenzione alla tradizione orientale, ai suoi autori e ai suoi testi. Si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Padova nel 2003 e ha conseguito il Baccalaureato in Teologia presso l’Istituto Sant’Antonio Dottore di Padova nel 2009. Nel 2014 si trasferisce a Roma per proseguire gli studi alla Pontificia Università Gregoriana, dove consegue la Licenza in Teologia nel 2015. Nel 2022 le viene conferito il Dottorato di ricerca con una tesi sulla preghiera del cuore e l’esicasmo in Gregorio Palamas. Tiene unite contemplatio e doctrina, studio teologico e vita spirituale. Nel medesimo anno diventa oblata benedettina camaldolese del monastero di San Gregorio al Celio in Roma. Alla ricerca e all’insegnamento affianca la predicazione di ritiri, le conferenze e la divulgazione. Nel 2025 pubblica per Cittadella la traduzione e il commento della Scala dei monaci di Guigo il Certosino, testo dedicato alla lectio divina e alla meditazione della Scrittura. Nel 2026, nella solennità dell’Ascensione, viene istituita nel ministero del lettorato dalla Diocesi di Roma. Con lo pseudonimo Fiamma dello Spirito avvia un podcast e un canale pubblico WhatsApp, nel quale pubblica quotidianamente la lectio divina sul Vangelo del giorno, per favorire la riscoperta di quest’antica pratica monastica. Vi propone riflessioni sulla Scrittura e offre una testimonianza discreta dell’azione dello Spirito nella vita quotidiana. Fiamma dello Spirito richiama l’immagine del monastero custodito nel cuore, una cella interiore fatta di silenzio, vigilanza e preghiera. È una cella monastica portatile, un luogo interiore in cui fermarsi davanti a Dio anche nelle occupazioni quotidiane, dove ascoltare la sua Parola, lasciarla decantare e ritrovare un ritmo contemplativo capace di accompagnare il discernimento personale e la vita alla presenza di Dio.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.