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Martedì 3 novembre 2026. San Martino de Porres, religioso
Un’occasione per meditare sul Vangelo ogni giorno: unisciti al canale di Fiamma dello Spirito per ascoltare la meditazione audio.
O Spirito dolce e soave, orienta sempre più la mia volontà verso la tua, perché la possa conoscere chiaramente, amare ardentemente e compiere efficacemente.
Lectio
Sulle labbra del convitato, quasi una voce fuori campo, vi è la beatitudine che ci proietta nel futuro, mentre la mensa dinanzi a lui è ricolma di doni elargiti da Dio nel presente. Il testo sacro impiega il termine makarios, che designa una sorta di privilegio celeste. Mangiare alla mensa del Signore è dunque segno dell’accoglimento della grazia.
La beatitudine che l’uomo pronuncia guardando al futuro viene ripresa da Dio, che la porta a compimento, e il banchetto acquista così il carattere delle nozze dell’agnello. In quella tavola è prefigurato il mistero eucaristico. Questo convito, a cui sono tutti invitati, il Padre ha preparato in Cristo il dono del suo stesso corpo.
Il veggente Isaia aveva contemplato il convito allestito sul colle per tutte le genti, con cibi succulenti e vini pregiati (Is 25,6). L’Apocalisse completa idealmente la parabola con una beatitudine che adempie quella del convitato: «Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!» (Ap 19,9).
Meditatio e scrutatio
Mi soffermo sulle tre scuse addotte dai servi per declinare l’invito. La scusa del campo acquistato rivela che è più importante l’amore per la sapienza di questo mondo. Le cinque paia di buoi sono i sensi dell’anima legati a doppio nodo ai sensi del corpo, segno che l’uomo non desidera più il cibo spirituale. L’alibi della moglie rivela in realtà l’amore per il piacere. I sommi sacerdoti, ostinati e superbi, rimasero fuori dal banchetto perché presi dalle cose del mondo. Il padrone si adira, e la sua collera ha il volto del dolore di un amore rifiutato. Mi chiedo allora se posso davvero discorrere del convito del Regno e differire la partecipazione al banchetto divino a quando avrò compiuto tutte le mie faccende?
Oratio
Del tuo mistico banchetto
fammi oggi partecipe, o Figlio di Dio,
perché non dirò il mistero ai tuoi nemici,
non ti darò il bacio di Giuda,
e come il ladrone ti confesserò:
Ricordati di me, Signore,
nel tuo Regno (ispirato all’inno bizantino dalla liturgia dei Presantificati)
Contemplatio
C’è ancora posto. Il vuoto della dimora pesava al servo più del rifiuto dei convitati. Il padrone è in collera e gli comanda di estendere l’invito. Ora mi ritrovo alla mensa del Signore seguendo il suo comando attraverso quel servo che ha preso le sembianze di Gesù. Il sapore delle beatifiche pietanze è per me del tutto nuovo, il mio palato lo coglie prima che io possa intendere qualcosa. Gustare la beatitudine di sedere alla mensa di Dio è un privilegio esteso ai molti che hanno accolto l’invito inatteso della grazia.