Fare del bene giocando a scacchi? Si può 

Era il novembre 2020, eravamo tutti chiusi in casa per il Covid, quando tre amici di una fraternità di CL di Milano, decisero di mettere insieme la loro comune passione per gli scacchi e la loro stima per il lavoro di AVSI nel mondo: “Facciamo un torneo di scacchi online, raccogliamo delle piccole offerte per giocare, e le mandiamo ad AVSI”. Questa era la proposta di Francesco S. a me e a Francesco DV.

I tre amici ci ragionarono un po’: si trattava di partire da zero con una cosa completamente nuova e poi gli scacchisti sono personaggi particolari, come avrebbero preso l’iniziativa?

Superate in qualche maniera le obiezioni si divisero i compiti:

Francesco S. avrebbe raccolto le offerte e tenuto i rapporti con AVSI, Francesco DV, giocatore di circolo e insegnante di scacchi nelle scuole, avrebbe coinvolto (con le buone e non) i suoi amici scacchisti, e Manuel avrebbe gestito il torneo al pc con turni, classifiche ed elenco partecipanti.

A gennaio 2021, con un po’ di titubanza, è partito così il primo torneo di scacchi con 30 minuti per giocatore a favore di AVSI.

Ma come far conoscere il lavoro di AVSI ai giocatori? durante il lockdown avevamo tutti imparato a usare Zoom, e così abbiamo invitato i giocatori a collegarsi una sera con noi e con una testimone d’eccezione: Mireille Yoga responsabile AVSI in Camerun, presentata da Elena Ricci, responsabile della Campagna Tende AVSI.

In questo primo torneo avevamo coinvolto 24 giocatori di ogni livello e raccolto 300 euro circa. 

Ci sembrava già molto ma, senza saperlo, avevamo aperto una strada nuova.

A novembre dello stesso anno, all’apertura della campagna tende di AVSI abbiamo ripetuto il torneo con 40 giocatori e 460 euro di raccolta fondi. E poi via via ogni anno aumentando i partecipanti grazie a un provvidenziale passaparola a cascata, si sono coinvolti con noi giocatori non solo da ogni parte d’Italia, ma anche d’Europa: Spagna, Lussemburgo, Francia, Germania… e anche dagli Stati Uniti. L’anno scorso a novembre ‘25 abbiamo toccato numeri importanti: 112 giocatori per oltre 3000 euro di raccolta.

Ma al di là dei numeri, ciò che ci stupisce ogni volta è l’affezione di alcuni giocatori che ogni anno non solo partecipano e donano, ma coinvolgono a loro volta anche altri giocatori.

Ogni anno, all’inizio e alla fine di ogni torneo, facciamo una serata Zoom con i partecipanti: all’inizio con un testimone sul campo per presentare il lavoro di AVSI, alla fine, ancora con Elena Ricci per ringraziare e per premiare i giocatori con premi simbolici e virtuali con una scherzosa carrellata in PowerPoint ogni volta diversa, preparata da Francesco S.

Da tre anni oltre al torneo principale e a uno a cinque minuti per giocatore, organizziamo anche un torneo in presenza in un oratorio di Corsico, con 40 giocatori e un testimone AVSI dal vivo di volta in volta.

In questi anni è cresciuto anche il rapporto e la fraternità tra noi tre amici, e nel tempo siamo diventati quattro perché da qualche anno si è aggiunto Pino che ci supporta nella conduzione delle serate Zoom e dei tornei in presenza (e ci sopporta anche, non essendo uno scacchista).

E, sempre da tre anni, abbiamo deciso di sostenere con le donazioni quattro bambini a distanza in Uganda di cui diffondiamo le letterine ai giocatori che hanno partecipato.

Insomma un grande lavoro della Provvidenza, di cui noi siamo solo umili servitori (“siamo in missione per conto di Dio” è uno dei nostri slogan preferiti).

Adesso a novembre 2026 partiamo con un nuovo torneo a 30 minuti. A sostegno dei 4 bambini ugandesi e del lavoro di AVSI in Venezuela.

Sappiamo già che il risultato non dipenderà da noi, ma siamo pronti a rimetterci in gioco per questa piccola opera che dà frutti ben oltre le nostre capacità.

Francesco S., Francesco DV., Manuel S. e Pino A.

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Author: Manuel Stefani

Nato a Caracas nel 1958, al primo anno di liceo scientifico a Milano incontra il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, che, per Grazia di Dio, lo ha accompagnato nelle varie vicende della vita. Ha lavorato per quarant'anni in un ente pubblico e ora è in pensione, ma sempre impegnato con la vita, per quello sguardo attento alla realtà che ha imparato nella Chiesa e alla sequela di don Giussani. Appassionato di cinema, musica e scacchi, da sempre lettore vorace e scrittore per grazia, da molti anni cura una piccola mailing list  in cui riporta i principali discorsi del Papa e articoli di attualità che aiutino a un giudizio cattolico sul mondo. Grazie ancora e, come riporto all’inizio del mio libro:” Non nobis, Domine!” - Pubblicazioni: Della Vita e della Morte, pubblicato in self-publishing con Amazon.

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