Nek Nominate: l’impresa etilica che impazza sul web

Bere così tanto da rischiare di morire: questa la sintesi dell’ultima deriva che sta impazzando sul web e sui social network. Si chiama Nek Nominate e consiste nel bere il più possibile nel minor tempo possibile, il tutto davanti all’obiettivo vigile di una telecamera che registra l’impresa etilica e dona – o, meglio, dovrebbe donare – al protagonista qualche minuto di gloria. Una volta registrato, il video viene postato su internet e scatta la nomination verso altri amici, che entro 24 ore devono rispondere alla sfida, pena la derisione pubblica.
Questo assurdo e pericolosissimo drinking game ha preso il via qualche mese fa in “[…] Australia, ha contagiato – scrive Serena Coppetti sul blog de Il Giornale – gli Stati Uniti, l’Inghilterra, ha dilagato in mezza Europa ed è approdato anche in Italia. All’estero ha già fatto le prime vittime, almeno cinque, tutti ragazzi sotto i 30 anni. In Italia c’è chi c’è andato molto vicino: ad Agrigento un adolescente lotta tra la vita e la morte per avere voluto provare. È entrato in coma etilico per intossicazione acuta da assunzione eccessiva di alcol. A Milano la nomination a colpi di alcol si è diffusa tra i ragazzi del liceo. Il nome deriva da ‘neck’ collo, in questo caso di una bottiglia, specie quella di birra ma anche di superalcolici che vengono spesso mescolati in un micidiale cocktail”.

In Italia la situazione sulla diffusione dell’alcol tra gli adolescenti si presenta piuttosto allarmante: il primo bicchiere viene infatti bevuto tra gli 11 anni e 8 mesi e i 12 anni e mezzo, contro una media europea che si attesta attorno ai 14 anni e 6 mesi. Inoltre, sono otto milioni e mezzo le persone che rischiano un abuso di alcol, e tra questi 750mila sono adolescenti. Un eccesso, questo, che spesso porta alla morte: ben il 25% dei ragazzi minorenni e circa il 10% delle ragazze sono deceduti per motivi correlati al consumo di alcol.

La diffusione virale di questo fenomeno – su Facebook la pagina Best Nek Nomination, creata nel gennaio del 2014, ad oggi ha 37.998 “Mi piace” – deve portare a delle riflessioni. Ci soffermeremo qui in maniera molto sintetica su tre aspetti, senza alcuna pretesa di esaustività.
Il primo aspetto che emerge è l’esigenza dei giovani di sentirsi accettati dal gruppo dei pari, di non differenziarsi per non essere esclusi e derisi. Questo meccanismo emulativo – che di certo non è nato adesso, ma che pare essersi acuito – sottende una mancanza di autostima personale: prima dei miei pensieri e delle mie idee, vengono quelle imposte dagli altri. E a prevalere, chissà perché, sono sempre i comportamenti meno costruttivi, fatta salva qualche rara eccezione (quali alcune realtà cattoliche giovanili).
Un secondo aspetto che emerge è: perché i ragazzi bevono così tanto? La risposta è complessa, ma si articola attorno a due punti fondamentali: perché nessuno ha mostrato ai giovani che esiste un modo più bello e appagante di vivere e perché le amicizie adolescenziali odierne sono spesso superficiali e, di conseguenza, più improntate sul “fare qualcosa con”, piuttosto che sul dialogo e la condivisione sincera.
Veniamo quindi a un ultimo punto: il senso di responsabilità, in primis degli adulti. Sì perché se i ragazzi si comportano in un determinato modo, la ‘colpa’ non è solamente loro, ma soprattutto delle persone che dovrebbero prendersi cura di loro. Tuttavia è molto più facile dare ai propri figli la paghetta (con cui comprarsi da bere, le sigarette o, perché no, la droga) e imporre un orario entro cui rientrare a casa, piuttosto che instaurare una relazione fondata sulla sincerità e che, inevitabilmente, comporta una rinegoziazione continua…

Il fenomeno della Nek Nomination non riguarda solamente i giovani, ma coinvolge la società nel suo complesso. Una società che ha perso la bussola, che non ha più valori cui conformarsi, e che vorrebbe degli adulti che si comportino come dei ragazzini, invece che come guide credibili, e dei ragazzi in grado – sotto certi aspetti – di ragionare come degli adulti, dandosi da sé delle regole e delle risposte di felicità e pienezza che in troppo pochi oggi propongono loro.

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