Arriva Nugtella. Crema di nocciole con marijuana…

Ci mancava solo la Nugtella per rovinarci il ricordo dei panini dopo le partite in cortile. “Nug”, in gergo, sta per “marijuana di alta qualità”, Nugtella è una crema al cioccolato impreziosita – si fa per dire – da olio di hashish.

Viene venduta in California con un barattolo che ricorda in tutto e per tutto quello del più famoso prodotto della Ferrero, la Nutella. Per ora l’azienda italiana non ha ancora risposto di fronte ad una palese “contraffazione” del suo marchio.

I produttori americani – Organicares, dispensario di marijuana medica in San Jose – specificano, bontà loro, che si tratta di “crema alle nocciole con aggiunta di marijuana a scopi medici” e, pertanto, occorre una carta rilasciata da qualche autorità sanitaria per poterla acquistare. Dal 1996 in California la cannabis può essere coltivata e consumata da pazienti che risultano essere affetti da alcune malattie croniche tra cui anoressia, cancro, ma anche semplice emicrania. L’applicazione di questa legge è piuttosto confusa e con maglie decisamente larghe: per esempio, a San Francisco, è sufficiente attestare un mal di schiena per potersi far prescrivere marijuana a scopo medico.

Per non farsi mancare nulla l’Organicares offre ai consumatori anche delle idee per consumare questo fantasioso – si fa sempre per dire – prodotto: sulle torte, sui biscotti e, come nella migliore tradizione della originale Nutella, a palate, con il cucchiaio.

La Nugtella, a prima vista, sembra un assist notevole per i promotori della liberalizzazione della cannabis: è un prodotto easy, ammantato di quell’aria bonaria e golosa che gli deriva dall’originale, fa bene ed è buona, questo è il succo.

Peccato che dal punto di vista terapeutico la cannabis, per dare determinati benefici, deve essere consumata a dosi molto alte, come ricordava il dott. Zaninetta intervistato dal Corriere nel maggio 2012, talmente alte che, a quel punto, presenta gli stessi effetti collaterali della morfina che però è già utilizzabile. Insomma, nel caso della Nugtella, si rischia anche una bella indigestione. Negli Stati americani dove è ammesso l’uso della marijuana terapeutica si registra anche il fenomeno sociale non trascurabile di adolescenti che consumano cannabis prescritta ad altri, parenti o amici.

La situazione è talmente difficile che il Presidente dell’Ufficio ONU “droga e crimine”, Raymond Yans, in un recente incontro a Vienna, ha detto: “se le norme pro cannabis medica non sono ben gestite e controllate, potrebbero essere viste come una legalizzazione surrettizia della cannabis per uso ricreativo”.

E l’uso “ricreativo” non è propriamente salutare, almeno a quanto indicano diversi studi scientifici. Un documento del Governo italiano del 2012, sottoscritto da 18 presidenti delle principali Società medico-scientifiche, indica che l’utilizzo precoce e costante della marijuana determina effetti negativi soprattutto a carico del sistema nervoso centrale, provoca dipendenza e aumenta il rischio di assumere comportamenti anti-sociali e criminali.

Forse è meglio andarci piano con la Nugtella e restare con l’originale, prendere il cucchiaio e affondarlo dentro quell’inimitabile crema di gianduja che, se proprio non fa passare il mal di testa, almeno dona un po’ di buon umore. A chi non bastasse la Nutella provi un bicchiere di sangiovese e una serata romantica, si accorgerà che, alzando lo sguardo al cielo, ci sono mille ragioni per stare allegri.

I panini alla Nutella – l’originale – sono uno di quei pochi ricordi che fanno parte del vissuto comune, una di quelle poche cose che unisce e non divide. Non c’è bisogno di andare oltre con la metafisica della Nutella per dire: giù le mani dal barattolo! (La Voce di Romagna, 23/08/2013)

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