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Lunedì 2 novembre 2026. Commemorazione di tutti i fedeli defunti
Un’occasione per meditare sul Vangelo ogni giorno: unisciti al canale di Fiamma dello Spirito per ascoltare la meditazione audio.
O Spirito dolce e soave, orienta sempre più la mia volontà verso la tua, perché la possa conoscere chiaramente, amare ardentemente e compiere efficacemente.
Lectio
Oggi la Chiesa ricorda i nostri cari che ci precedono nel Regno. È il giorno in cui la memoria si unisce alla preghiera di coloro che continuano a sostenerci silenziosamente, oggi li ricordiamo per sostenerli a nostra volta. La pagina che abbiamo ascoltato parla di un Padre che attira i suoi figli e del suo Figlio prediletto che non lascia indietro nessuno.
Il verbo greco che risalta nel passo evangelico è ekballō, gettare fuori. Siamo portati a pensare a una porta che si chiude, a un uomo respinto. Gesù “non getterà fuori nessuno” dal Regno che verrà. E aggiunge che nessuno viene a lui se il Padre non lo attira; questa volta il verbo nell’originale greco è helkō, che dice un attrarre come se si tirasse una barca alla riva.
Tutto si gioca sul desiderio di Dio quale dono che spesso dimentichiamo. Eppure Gesù è paziente perché ha un unico scopo: salvare quanti accolgono il suo dono. Per questo motivo nomina la risurrezione, non si perderà nessuno di noi, perché Dio ha mandato il Figlio. I defunti, che ci precedono, attendono con noi l’ultimo giorno per vedere la vita eterna realizzarsi pienamente.
Michea aveva visto il giorno in cui Dio raccoglie i suoi dispersi: «In quel giorno – oracolo del Signore – raccoglierò gli zoppi, radunerò i dispersi e quelli che ho maltrattato. Degli zoppi farò un resto, dei dispersi una nazione potente» (Mi 4,6-7). Paolo, scrivendo ai Romani, aveva elencato le potenze che potrebbero separarci dall’amore di Dio, e nessuna di loro può nulla: «Io sono persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,38-39). La morte è in questo elenco, ma non sarà più forte delle nostre attese speranzose.
Meditatio e scrutatio
Penso che la sovranità di Dio rispetti la libertà dell’uomo, per questo il Padre chiama, e l’uomo si affida. L’ascolto del Padre e l’accoglienza del suo insegnamento rispondono alla logica della libera adesione. «Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno ammaestrati da Dio”. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me» (Gv 6,45). Nessuno viene obbligato a seguire il Figlio. Si segue il Figlio perché si ha dato credito alle sue Parole, per questo si compie la sua volontà senza indugio.
Posso allora chiedermi, quando entro in chiesa, che cosa cerco? La fede è per me un mezzo, o un fine? Credo che il Padre abbia chiamato i miei cari per aiutarmi a seguirlo o lo ha fatto inutilmente?
Oratio
Con i santi, o Cristo, dona riposo alle anime dei tuoi servi, in un luogo libero dal dolore e dal gemito. Là la vita non ha fine (Kontakion dei defunti).
Contemplatio
Mi chiedo a che cosa servano i denti e lo stomaco, quando credere è già aver mangiato? Credo di essermi saziata, ma il Figlio è venuto per salvare quanti si lasciano salvare, e il Padre vuole che nulla vada perduto di quanto gli è stato affidato. La promessa dice che nessuno di quanti si avvicinano a Dio viene respinto, allora sento che avvicinarsi anche con il suffragio è aver ricordato che Dio non manca mai all’appuntamento.