Lectio divina sul Vangelo secondo Luca 13,31-35

Lectio divina sul Vangelo secondo Luca 13,31-35

Immagini dell’Autore realizzate con “IA”

Giovedì 29 ottobre 2026. Sant’Onorato, vescovo

Un’occasione per meditare sul Vangelo ogni giorno: unisciti al canale di Fiamma dello Spirito per ascoltare la meditazione audio.

O Spirito dolce e soave, orienta sempre più la mia volontà verso la tua, perché la possa conoscere chiaramente, amare ardentemente e compiere efficacemente.

Alcuni farisei si avvicinano a Gesù con un avvertimento che ha tutta l’aria di un consiglio. Erode intende ucciderelo, e loro lo esortano ad allontanarsi. La risposta che ricevono è franca e libera.

Erode viene paragonato a una volpe (alṓpēx). Alcuni Padri interpretano questa analogia quale simbolo di un uomo carnale, che tenta di opporsi alla fede con l’inganno. La volpe è l’animale che si accovaccia, che non avanza seguendo un’andatura lineare, nonché che esala un odore insopportabile. La volpe è la figura di ogni uomo che si serve della paura come suo strumento.

Tuttavia, il rimprovero è rivolto direttamente ai farisei, i quali si trincerano dietro l’avvertimento per non compromettersi. 

Nella profezia finale Gesù ricorda che il Signore aveva guidato gli Israeliti attraverso Mosè, li aveva ammoniti per mezzo dei profeti, aveva inteso accoglierli all’ombra della sua potenza. Il profeta Ezechiele aveva conosciuto già questa stessa durezza: «Ora io ti mando a questi figli d’Israele, a un popolo ribelle che si è ribellato contro di me» (Ez 2,3). L’Apocalisse mostra la città santa che discende dal cielo, con dodici fondamenta e sopra di queste vi erano i nomi dei dodici apostoli dell’Agnello (Ap 21,14). Gerusalemme è chiamata a diventare quella città, e la sua vicenda è la vicenda di un rifiuto che non estingue la promessa.

Il passo evangelico illustra un avvertimento e la replica di Gesù. Da una parte il timore, dall’altra una libertà che non si lascia piegare. La domanda che il testo lascia aperta riguarda che cosa implica tutto ciò, per chi crede, quando si consiglia di voltare le spalle a Gerusalemme sapendo che cosa doveva aspettarsi? La storia successiva è stata stabilita da Dio, e a noi spetta la fedeltà al nostro compito, poiché il governo degli eventi appartiene a un disegno più grande di quanto riusciamo a immaginare.

Sappiamo che quando le circostanze esterne si fanno difficili, la consolazione cresce per chi rimane fedele. Il timore del domani, poi, riesce a muovere alla pietà e alla misericordia verso se stessi, e la soluzione consiste nello smettere di preoccuparsi e fare la volontà di Dio, ossia mettersi a servizio di coloro che ci sono stati affidati.

Mi chiedo se, davanti alla città che uccide i suoi profeti, io mi ponga tra coloro che respingono o tra coloro che lo ricevono? Mi domando se la mia dimora si sia svuotata dei profeti, e se il mio rifiuto attenda ancora il ritorno di colui che viene nel nome del Signore.

Egli ha piegato le sue ali e mi ha preso,

mi ha posto tra le sue penne e si è levato in alto.

Gerusalemme, città che uccidi i profeti,

Egli ha voluto raccogliere i tuoi figli sotto le sue ali,

e tu l’hai rifiutato.

O Re celeste, Consolatore, Spirito di verità,

vieni, abita in me, purificami da ogni macchia,

e salva la mia anima.

Sono trascorsi quei tre giorni. Ora la Tua risurrezione è ancora un mistero che riguarda il Tuo corpo, ossia la Chiesa. I demoni sono stati scacciati quando i popoli, lasciata la superstizione, hanno creduto in Te. Attendo con la Tua Chiesa il compimento delle Tue promesse, perché quel terzo giorno vi sarà l’angelica pienezza, anche per questo Tuo corpo martoriato.

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Author: Professoressa Alessia Brombin

Alessia Brombin è ricercatrice indipendente e docente di Teologia e Patrologia. Collabora con atenei e istituti pontifici romani, tra cui il Seraphicum, il Teresianum e il Claretianum. Si occupa di spiritualità cristiana, con particolare attenzione alla tradizione orientale, ai suoi autori e ai suoi testi. Si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Padova nel 2003 e ha conseguito il Baccalaureato in Teologia presso l’Istituto Sant’Antonio Dottore di Padova nel 2009. Nel 2014 si trasferisce a Roma per proseguire gli studi alla Pontificia Università Gregoriana, dove consegue la Licenza in Teologia nel 2015. Nel 2022 le viene conferito il Dottorato di ricerca con una tesi sulla preghiera del cuore e l’esicasmo in Gregorio Palamas. Tiene unite contemplatio e doctrina, studio teologico e vita spirituale. Nel medesimo anno diventa oblata benedettina camaldolese del monastero di San Gregorio al Celio in Roma. Alla ricerca e all’insegnamento affianca la predicazione di ritiri, le conferenze e la divulgazione. Nel 2025 pubblica per Cittadella la traduzione e il commento della Scala dei monaci di Guigo il Certosino, testo dedicato alla lectio divina e alla meditazione della Scrittura. Nel 2026, nella solennità dell’Ascensione, viene istituita nel ministero del lettorato dalla Diocesi di Roma. Con lo pseudonimo Fiamma dello Spirito avvia un podcast e un canale pubblico WhatsApp, nel quale pubblica quotidianamente la lectio divina sul Vangelo del giorno, per favorire la riscoperta di quest’antica pratica monastica. Vi propone riflessioni sulla Scrittura e offre una testimonianza discreta dell’azione dello Spirito nella vita quotidiana. Fiamma dello Spirito richiama l’immagine del monastero custodito nel cuore, una cella interiore fatta di silenzio, vigilanza e preghiera. È una cella monastica portatile, un luogo interiore in cui fermarsi davanti a Dio anche nelle occupazioni quotidiane, dove ascoltare la sua Parola, lasciarla decantare e ritrovare un ritmo contemplativo capace di accompagnare il discernimento personale e la vita alla presenza di Dio.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.