Cannabis terapeutica, inganno Radicale

«Chiediamo al Parlamento di affrontare il problema della legalizzazione ad uso terapeutico dei derivati della cannabis, regolamentando la materia in modo da poter soddisfare le necessità dei pazienti in un contesto di legalità e sicurezza, senza arroccarsi in sterili contrapposizioni». Messa così, la richiesta che i Radicali hanno avanzato lunedì mattina nel corso di una conferenza convocata presso la sala stampa di Montecitorio, ha effettivamente un sapore filantropico. E anche se quanto riguarda l’impiego dei farmaci contenenti il Thc, il principio attivo della cannabis, non mancano criticità  – occorrono dosaggi molto alti che presentano gli stessi effetti collaterali della morfina, che però è già disponibile e costa molto meno –  verrebbe quasi da condividerla, questa battaglia radicale. Se non fosse che in realtà, ai Radicali, dell’uso «terapeutico dei derivati della cannabis» interessa fino a un certo punto; e, quel che è peggio, in chiave puramente strumentale.

Com’è messo nero su bianco sul manuale “I radicali e le Droghe. Basta con il Proibizionismo”(1995), infatti, per i Radicali il cosiddetto «modello medico» altro non è che un trucco per propagandare la legalizzazione della cannabis; trucco particolarmente conveniente in quanto «la medicalizzazione rimpiazza la penalizzazione e ha il merito di essere rassicurante per l’opinione pubblica». In altre parole, si parte dal sostegno all’uso «terapeutico dei derivati della cannabis» per arrivare allo spinello libero. Non solo: i Radicali puntano a molto di più. Lo ha affermato molti anni fa lo storico leader del Partito, Marco Pannella, il quale, ospite a San Patrignano, nell’agosto del 1984 già auspicava che la droga «si potesse trovare al self-service» perché così «la cocaina sarebbe doc, l’eroina anche» (La Repubblica, 28/8/1984, p. 14). E questi oggi vogliono farci credere di battersi per «soddisfare le necessità dei pazienti in un contesto di legalità e sicurezza». Ci spiace, siamo e rimaniamo apoti: non la beviamo.

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