{"id":6,"date":"2006-09-03T19:34:45","date_gmt":"2006-09-03T18:34:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2006\/09\/john-r-tolkien-il-signore-degli-anelli-il-positivismo-e-la-bioetica-6\/"},"modified":"2006-09-03T19:34:45","modified_gmt":"2006-09-03T18:34:45","slug":"john-r-tolkien-il-signore-degli-anelli-il-positivismo-e-la-bioetica-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2006\/09\/john-r-tolkien-il-signore-degli-anelli-il-positivismo-e-la-bioetica-6\/","title":{"rendered":"John R. Tolkien: &#8220;Il Signore degli anelli&#8221;, il positivismo e la bioetica."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Nell&#8217;Inghilterra contemporanea, patria, spesso, delle pi&ugrave; incredibili sperimentazioni sulla vita e sull&#8217;uomo, si distinguono per&ograve;, per la loro tenace ed efficace battaglia in difesa dei valori pi&ugrave; alti, alcuni personaggi, in particolare due grandi scrittori cattolici, Gilbert Chesterton, l&#8217;inventore della figura di padre Brown, e J.R.R.Tolkien, il celebre autore de &#8220;Il Signore degli anelli&#8221;.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" class=\"MsoBodyText\"><span style=\"font-size: 10pt; line-height: 150%; color: windowtext;\">John R. Tolkien nasce nel <st1:metricconverter w:st=\"on\" productid=\"1892 in\">1892 in<\/st1:metricconverter> sud Africa, ma ben presto si trasferisce in Inghilterra. Rimane precocemente orfano del padre e nel 1900 sua madre, Mabel, si converte dall&#8217;anglicanesimo al cattolicesimo. Non &egrave; una scelta facile in Inghilterra, perch&eacute; comporta l&#8217;emarginazione e la riprovazione sociale. Dall&#8217;epoca di Enrico VIII infatti, quando venivano squartati e i loro corpi disseminati agli angoli delle strade perch&eacute; fungessero da monito, i cattolici sono considerati come stranieri, anche se sul finire dell&#8221;800 la loro condizione &egrave; in parte mutata.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Presto Tolkien rimane orfano anche della madre e, pur essendo molto povero, con l&#8217;aiuto di un prete riesce ad entrare all&#8217;universit&agrave; di Oxford, dove studiano i rampolli dell&#8217;aristocrazia inglese. Nel 1915 viene chiamato in guerra, la I guerra mondiale, e non potendo sopportare la separazione dalla fidanzata Edith Bratt, si unisce a lei in matrimonio (nasceranno negli anni, quattro figli, uno dei quali diverr&agrave; sacerdote). Nella I guerra mondiale l&#8217;uomo scopre per la prima volta la sua piccolezza di fronte alle macchine di morte e alla tecnologia che lui stesso ha creato. Crolla cos&igrave; l&#8217;illusione illuminista-positivista, l&#8217;idea di un uomo capace con le sue forze, grazie alla scienza, di dominare il mondo e la realt&agrave;, totalmente, divenendo Dio a se stesso. Affonda, con lo stesso fragore e dolore del Titanic, l&#8217;idea di poter procurare la felicit&agrave; e l&#8217;immortalit&agrave;, qui, su questa terra. Lo scrittore Domenico Giuliotti scrive: <span style=\"color: black;\">&#8220;Era il 1913&#8230;i cervelli, finch&egrave; non si smontavano nella pazzia, funzionavano automaticamente come gli stantuffi delle macchine che avevano inventate e delle quali stavano divenendo, senza saperlo, accessori. Il mondo avvolto giorno e notte nel fumo, nel fragore e nella polvere, puzzava di morchia, di benzina, di bruciaticcio e di bestemmia. E in mezzo a questo ciclo di lordure, l&#8217;oro rotolava sulla libidine e la libidine sull&#8217;oro, in avvinghiamenti spasmodici. Sembrava che, dopo aver rifiutato il cristianesimo, alla societ&agrave; inebetita fosse caduta la testa e si fosse posta in adorazione, cos&igrave; decapitata, dinnanzi alla materia, mentre questa, divenuta, per un prodigio infernale, micidialmente intelligente, si preparava ad annientarla&#8221;.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\"><span style=\"font-size: 10pt; line-height: 150%;\">Nel 1916 Tolkien combatte sulla Somme, in una battaglia epocale, fra le pi&ugrave; disastrose della storia. La vita in trincea &egrave; segnata dall&#8217;ansia dell&#8217;attesa e del logoramento, dall&#8217;esposizione continua al fuoco di sbarramento, dalle nubi di gas stagnanti nell&#8217;aria, dal fango e dalla terra bruciata dalle granate e desertificata. Si diffondono, per la prima volta nella storia, una grande quantit&agrave; di nuove nevrosi, figlie della guerra industrializzata: la &#8220;nevrosi del sepolto vivo&#8221;, la &#8220;simpatia isterica per il nemico&#8221;, isterie che si verificano dopo un trauma da esplosione, con i sintomi di paralisi, spasmi, mutismo, cecit&agrave; e analoghi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">I medici osservano come un grosso calibro caduto vicino, o un fuoco di sbarramento prolungato danneggino il sistema nervoso del soldato ed il suo autocontrollo, generando scatti improvvisi, pianti isterici, sordit&agrave;, rifiuto di avanzare, desiderio di suicidio&#8230; <span style=\"font-size: 12pt; line-height: 150%;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Sono scenari, quelli della Somme, che torneranno ne &#8220;Il Signore degli anelli&#8221;, per la descrizione della terra di Mordor, la terra dell&#8217;Oscuro Signore; cos&igrave; come torneranno il nemico lontano e senza volto, il coraggio, il sacrificio e il cameratismo dei soldati semplici, i tommie<i style=\"\">s<\/i>, i Frodo di tutti i giorni, di contro alla vilt&agrave; e all&#8217;inettitudine degli ufficiali. <span style=\"color: black;\">A tale riguardo<\/span> <span style=\"color: black;\">lo scrittore francese<\/span> <span style=\"color: black;\">Bernanos, anche lui combattente, afferma: &#8220;Dio non ci ha lasciato che il sentimento profondo della sua assenza&#8221;; e ancora: &#8220;La maggior parte dei soldati ignorava perfino il nome di grazia&#8230;Voglio dire soltanto che forse erano stati talvolta degni di questa grazia, di questo sorriso di Dio. Infatti vivevano senza saperlo, in fondo a quelle tane fangose, una vita fraterna&#8221;, una vita fraterna, e, tante volte, eroica, alla faccia di chi la guerra la aveva voluta, per lo pi&ugrave; meschinamente e segretamente, come nel caso dell&#8217;Italia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Rientrato dalla guerra Tolkien crea un sodalizio di amici con Lewis, Belloc e Chesterton. I quattro si trovano ogni marted&igrave; sera in un pub per parlare di letteratura, di fede, di vicende personali. Riguardo all&#8217;amicizia Tolkien scrive: &#8220;La vita, la vita terrena, non ha dono pi&ugrave; grande da offrirci&#8221;; e altrove, all&#8217;incirca: &#8220;quando due divengono amici si allontanano insieme dal gregge&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Diviene poi professore all&#8217;universit&agrave; di Oxford, dove insegna letteratura inglese, studia i miti nordici, si reca ogni giorno a messa e fa i conti con il problema del male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Dopo la I guerra gi&agrave; un&#8217;altra si prepara: la dittatura comunista asservisce duramente 180 milioni di persone, quella nazista 60 milioni di tedeschi. Ma anche la sua Inghilterra, che si ritiene al di sopra di ogni critica, esercita una forte oppressione sull&#8217;Irlanda cattolica e sulle sue colonie. E&#8217; nella sua patria che inizia a provare &#8220;dispiacere e disgusto&#8221; di fronte all&#8217;imperialismo inglese, e a divenire, insieme a Chesterton, un amante delle &#8220;piccole patrie&#8221;, delle specificit&agrave; e delle tradizioni locali, contro ogni tentativo di unificare, forzatamente o subdolamente. Il mondo non bello che lo circonda nasce dall&#8217;orgoglio, dal desiderio di potere, sugli uomini e sulla vita, che, a livello poetico, viene raffigurato nell&#8217;anello. Sauron, colui che lo ha forgiato, il Nemico, il menzognero, tende ad unificare il mondo sotto di s&eacute;, ad appiattire, a livellare le diversit&agrave;, gli uomini, i nani, e gli elfi, la Contea, Gran burrone, Gondor e Rohan&#8230;Un po&#8217; come fanno, con metodi diversi o analoghi, la Germania, la Russia, l&#8217;Inghilterra e l&#8217;America: Tolkien non risparmia nessuno. Nel suo poema Sauron vuole imporre a tutti anche la stessa lingua, il Linguaggio Nero, soppiantando cos&igrave; tutti gli idiomi preesistenti: Tolkien, che ama profondamente la parola e i linguaggi, come espressione della diversit&agrave; multiforme delle culture, ha paura che questo possa veramente avvenire. Nel 1945, lui che apprezzava profondamente il latino liturgico, lingua solenne, maestosa, sacra, e nello stesso tempo universale, cattolica, ha paura che una lingua non della preghiera ma del commercio e del denaro, non che unifica ma che colonizza, l&#8217;inglese, il suo inglese, si affermi sulle altre lingue. Nel 1945 prospetta inoltre un mondo post-bellico massificato, omologato, globalizzato, nella lingua, l&#8217;inglese, nei gusti, in ogni cosa. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Quando scrive la sua opera pi&ugrave; famosa Tolkien ha in mente questo mondo, il nostro, ma lo trasporta in uno mitico, metatemporale, perch&eacute; sa che il problema del bene e del male &egrave; antico come l&#8217;uomo. Discende infatti dalla Caduta, termine con cui definisce il peccato originale: c&#8217;&egrave; in noi, fin da bambini, una tendenza al male che lotta con una tendenza di segno contrario. Si esprime nell&#8217;egoismo, nella superbia, nella volont&agrave; di dominio, sulle cose, talora nei rapporti con gli altri&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Per Tolkien non esiste, per&ograve;, una contrapposizione manichea: non ci sono un Dio del bene e un Dio del male. Il suo riferimento filosofico &egrave; quello cristiano, da S.Agostino a S.Tommaso: Dio ha creato ogni cosa buona, <i style=\"\">omnia bona<\/i>, ma ha lasciato la libert&agrave; di scegliere. Gollum, ad esempio, non &egrave; originariamente cattivo, anzi &egrave; una specie di hobbit: &egrave; l&#8217;anello a pervertirlo, rendendolo omicida e menzognero. Cos&igrave; Melkor e il suo servo Sauron sono semplicemente, come il Lucifero cristiano, degli angeli (Ainur) decaduti, che hanno deciso di opporsi al loro creatore, di cantare non pi&ugrave; la sua musica armoniosa, creatrice, ma una musica propria, stridente e stonata, distruttrice. Melkor, divenuto il Nemico, assume gli attributi tipici di Satana, del diavolo: desideroso di potere, di gloria, menzognero, &egrave;, etimologicamente, &#8220;colui che &egrave; separato e che separa&#8221;, che non ama, che cerca di guastare l&#8217;opera bella, armoniosa del creatore. Abita in una terra desolata, impervia, in cui pullulano macchinari e rifiuti industriali. Non ha amici o collaboratori, ma solo servi, come Sauron, o sciocchi servitori che sperano di essere un giorno padroni, come Saruman. Del male si pu&ograve; infatti divenire solo servi, perch&eacute; abbracciando la menzogna e il vizio si perde la propria libert&agrave;. Ci&ograve; che cerca e ci&ograve; che vuole, Sauron, &egrave; l&#8217;anello: chi lo porta assume poteri immensi ma si lascia a poco a poco soggiogare. Non &egrave; il portatore, alla lunga, che decide, ma l&#8217;anello che decide per lui. Anche dell&#8217;anello si pu&ograve; essere solo servi, e non &egrave; lecito usarlo, usare un mezzo cattivo per fini buoni, come vorrebbe Sauron. In una sua lettera ad un figlio, dopo lo sganciamento della bomba atomica, che aveva permesso agli americani, e quindi anche agli inglesi, di essere totalmente vincitori, Tolkien afferma: &#8220;abbiamo usato l&#8217;anello!&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Ma se in questo tempo cos&igrave; &#8220;feroce&#8221; Sauron si &egrave; risvegliato, se la sua ombra si allunga da est verso le terre ancora libere e il mistero d&#8217;iniquit&agrave; sembra totalmente dominante, non manca la speranza: l&#8217; &#8220;arbitro&#8221; della storia non &egrave; Melkor, ma Dio, che appare nel libro come una sorta di Provvidenza nascosta, che affida ai suoi il compito immenso di contrastare il male, di caricarsi del &#8220;fardello&#8221;. &#8220;quando le cose sono in pericolo, qualcuno vi deve rinunciare, perderle, affinch&egrave; altri possano goderle&#8221;. A caricarsi del fardello, come un novello Cristo portatore della croce, &egrave; il piccolo Frodo, un mezzouomo, apparentemente il meno adatto di tutti. Eppure &egrave; in lui che si realizza il detto secondo cui Dio ha scelto ci&ograve; che &egrave; debole in questo mondo per confondere i forti. Frodo &egrave; una creatura mite, semplice, attaccata alla sua terra, ma capace di sacrificio: questa &egrave; la sua grande virt&ugrave;! Non &egrave; chiamato, come nelle cerche dei miti e delle storie passate, dall&#8217;Iliade alla Gerusalemme liberata, a conquistare qualcosa, ma a rinunciare, a sacrificarsi: &#8220;E&#8217; l&#8217;eroismo dell&#8217;obbedienza e dell&#8217;amore- scrive Tolkien-, non quello dell&#8217;orgoglio e dell&#8217;ostinazione, a essere il pi&ugrave; alto e commovente&#8221;. Eppure Frodo non &egrave; l&#8217;eroe senza macchia, il superuomo di Nietzsche o del positivismo, ma &egrave; il mezzouomo, l&#8217;uomo di tutti i giorni, il soldato semplice inglese della I guerra, il Tolkien qualsiasi chiamato a vivere in un&#8217;epoca spaventosa, ma ciononostante, a vivere con dignit&agrave; e grandezza interiore. Ha le stesse paure di tutti: &#8220;Avrei tanto desiderato che tutto ci&ograve; non accadesse ai miei giorni!&#8221;, esclama di fronte a Gandalf, che gli risponde: &#8220;Anch&#8217;io, come d&#8217;altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ci&ograve; che possiamo decidere &egrave; come disporre del tempo che ci &egrave; dato&#8221;. E altrove: &#8220;Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito &egrave; di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo&#8221;. Di fronte al compito immenso che gli &egrave; proposto Frodo acconsente e parte; porta l&#8217;anello fino a Gran Burrone, ma qui una alleanza di elfi, gnomi, uomini e hobbit, la Compagnia, &egrave; chiamata a decidere: cosa fare e a chi affidare l&#8217;anello per il viaggio finale. Nessuno sembra adatto, e allora Frodo afferma: &#8220;Prender&ograve; io l&#8217;anello, ma non conosco la strada&#8221;. C&#8217;&egrave;, in questa affermazione, tutto il concetto che Tolkien ha di eroismo: la generosit&agrave;, il non arretrare di fronte alle responsabilit&agrave; (&#8220;Prender&ograve; io l&#8217;anello&#8221;), e nello stesso tempo l&#8217;umilt&agrave;, la necessit&agrave; di un aiuto di una compagnia (&#8220;ma non conosco la strada&#8221;). Se guardiamo alla vita di Tolkien, tramite le sue lettere, la Compagnia diventano la Chiesa, gli amici, e la figura di Gandalf assume i contorni dell&#8217;angelo custode.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Eppure, lungo il cammino, Frodo dovr&agrave; fare i conti con s&eacute; stesso: il male, e questo &egrave; uno dei concetti pi&ugrave; anti-moderni espressi da Tolkien, non &egrave; solo fuori, negli altri, nei sistemi politici ecc., ma in ognuno di noi, e va combattuto con coraggio e strenua lotta interiore. Anche Frodo &egrave; preso, talora, dal desiderio dell&#8217;anello, gli viene da pensare che in fondo se lo &egrave; meritato, oppure viene tentato di non vivere fino in fondo il compito che gli &egrave; affidato: devo stare, afferma, &#8220;in guardia contro i ritardi, contro la via che pare pi&ugrave; agevole, contro lo scrollarmi di dosso il peso che grava sulle mie spalle&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Lotta con i nemici e lotta con se stesso. La sua forza sta nella disposizione d&#8217;animo che risulta, non senza difficolt&agrave;, vincente: il sostanziale desiderio di distruggere l&#8217;anello. La sua saggezza, ancora una volta come quella di Cristo, &egrave; una saggezza che il nemico considera &#8220;follia&#8221;. Tolkien ha certo in mente questo concetto, la &#8220;croce scandalo e follia&#8221; per le genti, quando fa dire a Gandalf: &#8220;Ebbene, che la follia sia il nostro manto, un velo dinnanzi agli occhi del nemico! Egli &egrave; molto sapiente, e soppesa ogni cosa con estrema accuratezza sulla bilancia della sua malvagit&agrave;. Ma l&#8217;unica misura che conosce &egrave; il desiderio, desiderio di potere, egli giudica tutti i cuori alla sua stregua. La sua mente non accetterebbe mai il pensiero che qualcuno possa rifiutare il tanto bramato potere, o che, possedendo l&#8217;anello, voglia distruggerlo: questa deve essere la nostra mira, se vogliamo confondere i suoi calcoli&#8221;. Ancora una volta il concetto che l&#8217;eroismo, in questo caso la saggezza, consiste nella rinuncia, e non nel possesso. E&#8217;, in fondo, un concetto che vale per ogni cosa: basti pensare che ogni vero amore umano, di marito, di moglie, di madre e di padre, di amico, passa dalla rinuncia, cio&egrave; dal riconoscere la presenza dell&#8217;altro, senza trasformare la persona amata in oggetto di possesso, senza volerlo stringere tra le mani, fino a soffocarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">La saggezza fasulla di Sauron, contrapposta alla follia di Frodo, richiama un&#8217;altra contrapposizione essenziale: quella tra Gandalf e Saruman. Entrambi rappresentano gli uomini di scienza, che sanno molto, che conoscono molto. Eppure non &egrave; dato a loro, non &egrave; dato a Gandalf, il compito pi&ugrave; alto, quello di portare l&#8217;anello: l&#8217;intelligenza ed il sapere devono essere al servizio, e non strumento di potere. Inoltre ci&ograve; che distingue la nobilt&agrave; dei cuori non &egrave; la maggior o minor conoscenza, ma la disposizione della volont&agrave;, della libert&agrave;, al bene. La volont&agrave;, la libert&agrave;, &egrave; l&#8217;unica cosa totalmente nostra, mentre l&#8217;intelligenza ci &egrave; data. Il sapere, dicevo, &egrave; cosa buona, originariamente, come tutte, perch&eacute; nasce dal desiderio naturale dell&#8217;uomo di aderire alla realt&agrave;, di leggervi dentro (<i style=\"\">intus legere<\/i>). Ma come ogni cosa, anche il conoscere, la scienza, pu&ograve; essere usata negativamente, quando diviene orgoglio intellettuale, volont&agrave; di dominio, superbia. Saruman si illude di poter collaborare con Sauron e rimanere libero, si illude che egli voglia dividere il potere, si illude che &#8220;i saggi come noi potrebbero infine riuscire a dirigerne il corso, a controllarlo&#8221; in attesa, pur lungo un cammino di male, di plaudire &#8220;all&#8217;alta meta prefissa: Sapienza, Governo, Ordine&#8221;. Saruman, come Sauron, come il diavolo Melkor, hanno un loro superbo disegno di mondo, che definiscono sapiente e ordinato, e nelle loro &#8220;fucine&#8221; plasmano mostri e manipolano creature. Non sono capaci di creare, perch&eacute; questa &egrave; una prerogativa solo di Dio. Secondo la filosofia tomista infatti l&#8217;amore &egrave; diffusivo di se stesso, o, con una espressione pi&ugrave; celebre, solo l&#8217;amore crea. I nemici del Creatore, allora, sono solo pallidi imitatori, scimmie di Dio, come Melkor, che cerca di suonare una melodia pi&ugrave; bella di quella di Dio, e finisce solo per creare una disarmonia di suoni. Cos&igrave; Saruman, Sauron, Melkor, coloro che fanno cose per se stessi, per esserne i loro Signori, non creano ma manipolano, modificano, alterano, corrompono, determinando creature mostruose, ibridi, chimere come gli Orchetti. Il loro peccato &egrave; &#8220;il pi&ugrave; grande che abbia(no) potuto commettere, l&#8217;abuso del (loro) pi&ugrave; alto privilegio&#8221; .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoFootnoteText\">E&#8217; evidente che nel dire questo Tolkien ha presente la realt&agrave; storica del suo tempo, come noi potremmo avere la nostra: conosce le teorie di Aldous Huxley; sa che nella Germania nazional-socialista e nella Russia comunista, gli esperimenti sugli uomini si sprecano. Nelle loro &#8220;fucine&#8221; diaboliche, nelle loro moderne cliniche, medici manipolatori si accaniscono sulla vita per esserne padroni, in un&#8217;ottica di &#8220;progresso&#8221; futuro e di benessere. Si parla di esperimenti &#8220;positivi&#8221;, che porteranno al miglioramento della razza umana (eugenetica), al miglioramento della vita degli uomini futuri&#8230; Come con la bomba atomica si vuole usare l&#8217;anello a fin di bene, ma non &egrave; possibile!<span style=\"font-size: 12pt; line-height: 150%;\"> <\/span>Cos&igrave; i nazisti fanno nascere circa 80.000 bambini nati tramite accoppiamenti stabiliti dall&#8217;alto; Himmler fonda una associazione, chiamata Lebensborn, che sceglie donne non sposate da accoppiare a riproduttori ariani; si introducono sterilizzazioni forzate ed eutanasia; si sperimenta sulle donne incinte, per conoscere la vita del feto, la sua resistenza; si scarterebbero gli embrioni con la diagnosi pre-impianto, se fosse una tecnica gi&agrave; conosciuta, per selezionare i &#8220;migliori&#8221;, o per decidere il sesso, o l&#8217;altezza, come avviene oggi. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoFootnoteText\">Dottrine eugenetiche attraversano anche tutta la storia del socialismo: dalla &#8220;Repubblica&#8221; di Platone, in cui accanto alla comunanza di beni e di donne, si parla della necessit&agrave; che lo Stato imponga chi debba accoppiarsi con chi; a &#8220;La Citt&agrave; del Sole&#8221; di Campanella, in cui il ministro dell&#8217;Amore &egrave; chiamato a scegliere i tempi e i soggetti dell&#8217;accoppiamento sessuale, al fine di garantire una certa purezza razziale; fino alle pi&ugrave; recenti affermazioni dello staliniano Preobrazenskij: &#8220;Dal punto di vista socialista non ha senso che un membro della societ&agrave; consideri il proprio corpo come una sua propriet&agrave; privata inoppugnabile, perch&eacute; l&#8217;individuo non &egrave; che un punto di passaggio tra il passato e il futuro&#8221;, tanto che alla societ&agrave; spetta &#8220;il diritto totale e incondizionato di intervenire con le sue regole fin nella vita sessuale, per migliorare la razza con la selezione naturale&#8221;. Del resto un&#8217;eugenetica <i style=\"\">de facto<\/i> verr&agrave; attuata nei regimi comunisti asiatici, in Cina, Cambogia e Corea del Nord, tramite l&#8217;eliminazione di handicappati, invalidi, malati mentali e barboni, di coloro cio&egrave; ritenuti incapaci dell&#8217;unica attivit&agrave; cui il materialismo riconosce importanza: il lavoro (in Corea gli handicappati vengono ancor oggi deportati in localit&agrave; remote, in montagna o nelle isole del mar Giallo, mentre i nani vengono sistematicamente braccati e isolati: &#8220;La razza dei nani deve sparire&#8221; ha ordinato Kim Jong II in persona).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\" class=\"MsoNormal\">Tolkien aveva gi&agrave; visto tutto questo, insieme a tante bruttezze del mondo moderno, e aveva indicato gli antidoti: il coraggio e la purezza di Frodo, l&#8217;amicizia dei membri della Compagnia, l&#8217;utilizzo della sapienza nei limiti della giustizia, la consapevolezza che, al di l&agrave; dei &#8220;muri di questo mondo&#8221;, esiste un Dio che dirige la storia, nonostante la presunzione di Saruman e le sue melodie disarmoniche. (tratto da: Francesco Agnoli, &#8220;Voglio una vita manipolata&#8221;, Ares).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;Inghilterra contemporanea, patria, spesso, delle pi&ugrave; incredibili sperimentazioni sulla vita e sull&#8217;uomo, si distinguono per&ograve;, per la loro tenace ed efficace battaglia in difesa dei valori pi&ugrave; alti, alcuni personaggi, in particolare due grandi scrittori cattolici, Gilbert Chesterton, l&#8217;inventore della figura di padre Brown, e J.R.R.Tolkien, il celebre autore de &#8220;Il Signore degli anelli&#8221;. John &hellip; <a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2006\/09\/john-r-tolkien-il-signore-degli-anelli-il-positivismo-e-la-bioetica-6\/\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;John R. Tolkien: &#8220;Il Signore degli anelli&#8221;, il positivismo e la bioetica.&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":180050,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","footnotes":""},"categories":[61],"tags":[],"class_list":["post-6","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bioetica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}