{"id":484,"date":"2007-10-18T18:33:26","date_gmt":"2007-10-18T17:33:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2007\/10\/il-razzista-abortista-e-determinista-watson-484\/"},"modified":"2007-10-18T18:33:26","modified_gmt":"2007-10-18T17:33:26","slug":"il-razzista-abortista-e-determinista-watson-484","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2007\/10\/il-razzista-abortista-e-determinista-watson-484\/","title":{"rendered":"Il razzista abortista e determinista Watson."},"content":{"rendered":"<p>Elementare Watson! Perch&egrave; elementare? I giornali di oggi riportano tutti, stupiti, la notizia che il celebre scienziato ateo Watson &egrave; un razzista: bella scoperta! Lo &egrave; esattamente come tutti i suoi predecessori che hanno ridotto l&#8217;uomo al suo dna, negando la libert&agrave; e l&#8217;anima umana, e che, di conseguenza, hanno appoggiato l&#8217;eugenetica, l&#8217;aborto, la selezione embrionale ecc.Watson &egrave; solo un dei tanti esponenti del neopositivismo odierno, solo che &egrave; pi&ugrave; coerente e dice tuto quello che pensa, anche sui neri (non solo sugli handicappati e sui bambini non pefetti da eliminare). E&#8217; razzista come lo furono, a tratti, Darwin, suo cugino Galton, il suo discepolo T.Huxley (lo dice anche Dawkins nel suo ultimo libro) e tutti gli eugenisti anglosassoni e tedeschi alla fine dell&#8217;ottocento e per met&agrave; del Novecento. <\/p>\n<p>Corriere della Sera &#8211; NAZIONALE &#8211; sezione: Cronache &#8211; data: 2007-10-18 num: &#8211; pag: 29 autore: Guido Santevecchi categoria: REDAZIONALE<\/p>\n<p>Nuova provocazione del padre del Dna. &laquo;Senza fondamento e offensiva&raquo; Watson: &laquo;Neri meno intelligenti dei bianchi&raquo; Frase choc del Nobel. La Montalcini: indignata DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA &#8211; Pu&ograve; un monumento vivente della scienza, un Premio Nobel paragonato a Darwin e Copernico per la scoperta della struttura del Dna, dire impunemente che i popoli di pella nera sono meno intelligenti dei bianchi? Pu&ograve; attribuire questa teoria ai dati della genetica? &Egrave; quello che si sta chiedendo la Commissione per i diritti umani di Londra dopo che il professor James Watson, 79 anni, americano, ha deciso di aprire la sua mente a un giornale britannico. &laquo;Sono pessimista sulle prospettive dell&#8217;Africa &#8211; ha detto lo scienziato &#8211; perch&eacute; tutte le politiche sociali dell&#8217;Occidente sono basate sul fatto che la loro intelligenza sia uguale alla nostra, mentre tutti i test svolti dicono il contrario&raquo;. E ancora: &laquo;La gente che deve trattare con dipendenti neri sa che (il fatto che abbiamo pari intelligenza, ndr) non &egrave; vero&raquo;. Non c&#8217;&egrave; speranza che la frase sia sfuggita inconsapevolmente al dottor Watson o sia stata riportata fuori contesto nel colloquio con il Sunday Times. Perch&eacute; il premio Nobel del 1962 ha appena scritto nel suo ultimo libro di memorie Avoid boring people (Evitate le persone noiose): &laquo;Non c&#8217;&egrave; alcun motivo di credere che le capacit&agrave; intellettuali di popoli geograficamente separati nella loro evoluzione si siano evolute in modo identico. Il nostro desiderio di considerare una uguale forza della ragione come eredit&agrave; comune a tutta l&#8217;umanit&agrave; non basta per fare in modo che sia cos&igrave;&raquo;. L&#8217;esternazione ha suscitato reazioni politiche e scientifiche sdegnate. Per Keith Valz, presidente della Commissione Interni di Westminster, &egrave; &laquo;triste vedere uno scienziato di questo livello dire cose cos&igrave; prive di fondamento e offensive&raquo;. Non c&#8217;&egrave; da credere che Watson si faccia impressionare, perch&eacute; gi&agrave; in passato aveva invitato &laquo;gli accademici a lasciare la correttezza politica ai politici di mestiere&raquo;. Anche i suoi colleghi per&ograve; sono amareggiati. &laquo;Sono veramente indignata &#8211; commenta Rita Levi Montalcini -. Macch&eacute; genetica, a influenzare l&#8217;intelligenza &egrave; l&#8217;ambiente. Il fatto che una persona sia nera non conta niente, il cervello &egrave; uguale se non migliore del nostro&raquo;. La premio Nobel italiana conclude: &laquo;&Egrave; stato lui a dire questo? Io speravo fosse stato uno Storace&raquo;. Di sicuro quest&#8217;ultima battuta non dispiacerebbe a James Watson. Da quando 45 anni fa ricevette il Nobel per lo studio sul Dna, definito il pi&ugrave; grande passo in avanti della scienza genetica nel ventesimo secolo, il professore ha corteggiato la controversia. Ha cominciato litigando con i colleghi di Cambridge con cui aveva condiviso la scoperta e il premio. Ha fatto infuriare i movimenti femministi dicendo che la dottoressa Rosalind Franklin, che non ottenne il Nobel nonostante i suoi appunti fossero stati cruciali, aveva il difetto di essere brutta e quando gli fu chiesto di spiegare il significato del pronunciamento rispose: &laquo;L&#8217;aspetto fisico &egrave; importante &raquo;. Dieci anni fa ha suggerito che le donne in attesa di figli con geni omosessuali dovrebbero avere il diritto di abortire&raquo;. E, accusato di essere degno degli scienziati dell&#8217;eugenetica nazista replic&ograve;: &laquo;Era un ragionamento ipotetico. Dicevo solo che, se si potessero individuare i geni dell&#8217;omosessualit&agrave; prima della nascita, molte donne sceglierebbero l&#8217;aborto. Perch&eacute; la maggior parte delle madri vogliono anche diventare nonne. Non &egrave; senso comune?&raquo;. Poi si &egrave; detto a favore dello screening genetico sostenendo che la &laquo;stupidit&agrave;&raquo; un giorno sar&agrave; curabile ed evitabile. Nel 2000 Watson si era gi&agrave; occupato di geni e colore della pelle. Suggerendo un collegamento tra forte libido sessuale e neri. Allora gli scienziati americani insorsero, dicendo che il vecchio collega &laquo;sfruttava i successi passati per promuovere opinioni senza alcuna base&raquo;. Invece ci furono accademici britannici che difesero il diritto a discutere in termini politicamente scorretti e Susan Greenfield, direttrice della Royal Institution, afferm&ograve;: &laquo;La scienza dev&#8217;essere libera da preoccupazioni su genere e razza, niente dovrebbe fermarla sulla via della ricerca della verit&agrave;&raquo;. Forse per&ograve; non &egrave; questo che vuole James Watson. Forse cerca solo davvero evitare di &laquo;essere noioso&raquo;, come ammonisce il suo libro pubblicato dalla Oxford University Press. A costo di rovinarsi la reputazione. D&#8217;altra parte, con le sue conferenze e il suo nome, ha raccolto 100 milioni di dollari in donazioni per il laboratorio di Long Island negli Usa. Di s&eacute; dice: &laquo;In realt&agrave; non ho mai avuto una mente eccezionale&raquo;. E conclude: &laquo;Mi piacerebbe se dal mio libro fosse tratto un film divertente&raquo;. Chi vedrebbe nel suo ruolo? &laquo;Sacha Baron Cohen&raquo;, l&#8217;attore pi&ugrave; politically uncorrect del momento. Fosse possibile un test genetico per l&#8217;orientamento sessuale, per le madri dei gay sarebbe giustificabile l&#8217;aborto Nel futuro potrebbe diventare realt&agrave; la manipolazione dei geni in modo da far nascere solo ragazze belle<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elementare Watson! Perch&egrave; elementare? I giornali di oggi riportano tutti, stupiti, la notizia che il celebre scienziato ateo Watson &egrave; un razzista: bella scoperta! 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