{"id":182787,"date":"2026-10-30T17:00:00","date_gmt":"2026-10-30T16:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=182787"},"modified":"2026-10-30T14:28:45","modified_gmt":"2026-10-30T13:28:45","slug":"trazione-elettrica-e-ibrida-una-bufala-per-lambiente-e-le-nostre-tasche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2026\/10\/trazione-elettrica-e-ibrida-una-bufala-per-lambiente-e-le-nostre-tasche\/","title":{"rendered":"Trazione elettrica e ibrida, una bufala per l\u2019ambiente e le nostre tasche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:11px\">Foto disponibile gratuitamente, Autore Magda Ehlers. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019Unione europea dopo la decisione suicida di interrompere la produzione di motori endotermici nel 2035 sembra stia parzialmente ripensandoci concedendo deroghe alle case automobilistiche per la produzione di motori ibridi o il taglio delle emissioni di CO2 del 90-80%. Ma nonostante queste misure pagliative il passaggio massiccio all\u2019elettrico o alla trazione ibrida ha costi pesanti sia per l\u2019ambiente che per le tasche dei consumatori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattito sulla mobilit\u00e0 del futuro \u00e8 dominato da una narrazione praticamente a senso unico, in cui la trazione elettrica \u00e8 stata presentata come l&#8217;unica e indiscutibile panacea per i problemi ambientali ed energetici del pianeta. Tuttavia, un&#8217;analisi tecnica, economica e geopolitica rivela che l&#8217;adozione di massa dei veicoli elettrici a batteria &nbsp;ma anche dei veicoli cosiddetti ibridi che comunque montano batterie, comporta una serie di macroscopiche controindicazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi svantaggi, spesso minimizzati dal marketing industriale e dalle agende politiche, rischiano di trasformare una transizione ecologica accelerata in un boomerang socio-economico e strutturale di vaste proporzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo e pi\u00f9 evidente limite della trazione elettrica risiede nell&#8217;infrastruttura di ricarica e nei relativi tempi di rifornimento. Anche utilizzando colonnine a corrente continua ad altissima potenza (Ultra-Fast), il ripristino dell&#8217;80% della carica richiede tra i venti e i quaranta minuti, a patto che la colonnina eroghi la massima potenza nominale e che le condizioni termiche della batteria siano ottimali. Fate voi il calcolo di quanto occorrerebbe per spostarsi da Milano a Roma, o Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il tempo della ricarica \u00e8 tutto sommato un problema trascurabile se paragonato a tutto il resto. Ad esempio la densit\u00e0 energetica dei pacchi batteria attuali, basati prevalentemente sulla tecnologia agli ioni di litio. Nonostante i progressi tecnologici, la densit\u00e0 energetica di una batteria rimane inferiore di circa trenta volte rispetto a quella dei combustibili fossili tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per garantire un&#8217;autonomia accettabile, i costruttori sono costretti a installare accumulatori dal peso spropositato, che oscilla mediamente tra i 400 e i 700 chilogrammi per singola vettura. Questo aggravio di massa genera un circolo vizioso: un veicolo pi\u00f9 pesante richiede pi\u00f9 energia per muoversi, stressa maggiormente gli pneumatici e le sospensioni, e produce una quantit\u00e0 superiore di particolato ultrasottile (PM2.5 e PM10) derivante dall&#8217;usura delle gomme e del manto stradale, parzialmente vanificando i benefici dell&#8217;assenza di emissioni allo scarico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I costi di acquisizione e la sostenibilit\u00e0 economica a lungo termine costituiscono un ulteriore e insormontabile ostacolo per la mobilit\u00e0 elettrica di massa. Il prezzo di listino di un&#8217;auto elettrica \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 alto rispetto a un modello equivalente a benzina o diesel. Questo divario \u00e8 imputabile quasi interamente al costo dei materiali e dei processi produttivi delle celle della batteria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va un po\u2019 meglio per le auto cosiddette \u201cibride\u201d che utilizzano pacchi batteria pi\u00f9 piccoli, anche se il limite del 90% di abbattimento delle emissioni costringer\u00e0 i costruttori ad aumentarne le dimensioni. Per questo tipo di auto ad oggi i costi per l\u2019acquisto, rispetto ad un pari modello a diesel o benzina aumentano di 500-2000 euro per l\u2019\u201dibrido leggero\u201d, che per\u00f2 riduce solo leggermente consumi ed emissioni; di 2.000-4.000 euro con il Full Hibrid, per arrivare a 6.000 -10.000 euro e pi\u00f9 per il Plug-in Hibrid, ricaricabile con spina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene gli incentivi statali abbiano temporaneamente drogato il mercato c\u2019\u00e8 da aspettarsi un crollo con la fine dei sussidi pubblici, che in ogni caso gravano sulle tasche di tutti noi, come avviene per i pannelli fotovoltaici. A ci\u00f2 si aggiunge il problema del deprezzamento dell&#8217;usato: il valore residuo di un veicolo elettrico scende molto pi\u00f9 rapidamente rispetto alle auto tradizionali, a causa del degrado della batteria, la cui sostituzione pu\u00f2 costare pi\u00f9 del valore del veicolo usato. Anche i veicoli a trazione ibrida hanno la necessit\u00e0 di sostituire il pacco batteria una volta arrivato al termine della sua vita operativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista ecologico, poi il mito delle &#8220;emissioni zero&#8221; svanisce non appena si allarga l&#8217;orizzonte all&#8217;intero ciclo di vita del veicolo (Life Cycle Assessment). Sebbene un&#8217;auto elettrica non emetta gas serra durante il funzionamento locale la sua impronta ecologica iniziale \u00e8 enorme, come \u00e8 enorme l\u2019impronta di un\u2019auto ibrida che carica anch\u2019essa batterie al litio. La produzione di una batteria richiede un dispendio energetico immenso, spesso soddisfatto in paesi che dipendono fortemente dal carbone, come la Cina. Di conseguenza, un veicolo elettrico esce dalla fabbrica con un &#8220;debito di carbonio&#8221; altissimo, che richiede decine di migliaia di chilometri di percorrenza per essere colmato, a condizione che l&#8217;energia utilizzata per le successive ricariche provenga interamente da fonti rinnovabili. Se la rete elettrica nazionale \u00e8 alimentata da combustibili fossili, l&#8217;inquinamento non viene eliminato, ma semplicemente delocalizzato dalle citt\u00e0 alle aree in cui sorgono le centrali termoelettriche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro si complica ulteriormente se si esaminano le implicazioni geopolitiche ed etiche legate all&#8217;approvvigionamento delle materie prime essenziali fornite per gli accumulatori, quali litio, cobalto, nichel e manganese. L&#8217;estrazione di queste risorse \u00e8 concentrata in pochi paesi caratterizzati da forte instabilit\u00e0 politica o da standard democratici e ambientali carenti. Il cobalto, ad esempio, proviene per oltre il 70% dalla Repubblica Democratica del Congo, dove lo sfruttamento del lavoro minorile e la devastazione degli ecosistemi locali nelle miniere artigianali sono tragicamente documentati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La raffinazione di quasi tutte le materie prime critiche \u00e8 invece un monopolio di fatto della Cina, che controlla oltre il 75% della capacit\u00e0 globale. Questa dipendenza strategica sposta l&#8217;asse geopolitico dalla sottomissione verso i paesi produttori di petrolio (OPEC) a una dipendenza ancora pi\u00f9 rigida e centralizzata verso Pechino, privando l&#8217;Occidente della propria sovranit\u00e0 industriale e lasciando le catene di fornitura alla merc\u00e9 di tensioni commerciali e geopolitiche internazionali. I problemi relativi alla dipendenza geopolitica, ai pesanti costi ambientali della produzione, i limiti fisici delle batterie e l&#8217;impatto economico sui consumatori e sulle reti energetiche \u2013 qui appena accennati &#8211; dovrebbero chiarire a sufficienza quanto sia stata suicida la decisione dell\u2019Europa di interrompere la produzione di veicoli con motori endotermici nel 2035 e quanto autolesionista la decisione dei consumatori di acquistare un veicolo elettrico. Il fatto di un parziale ripensamento da parte di Bruxelles non annulla l\u2019enorme danno fatto all\u2019industria automobilistica \u2013 e all\u2019occupazione -europea &#8211; la cui produzione di auto \u00e8 diminuita di 3 milioni di unit\u00e0 rispetto al 2019 (anno p e precedente alla stretta normativa sulla transizione elettrica) mentre nel 2024 la produzione di auto nell&#8217;UE \u00e8 diminuita del 6,2%, e la quota delle auto prodotte in Europa e vendute sul mercato interno \u00e8 scesa al 68% nel primo semestre del 2026, Il che non si \u00e8 tradotto in un minor numero di veicoli circolanti ma in aumento della quota di mercato a favore di Paesi che delle rigide normative per la tutela ambientale semplicemente se ne infischiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foto disponibile gratuitamente, Autore Magda Ehlers. 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