{"id":181662,"date":"2026-09-28T03:45:19","date_gmt":"2026-09-28T02:45:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=181662"},"modified":"2026-09-28T09:13:37","modified_gmt":"2026-09-28T08:13:37","slug":"la-mia-esperienza-con-gli-alunni-stranieri-una-riflessione-e-ipotesi-di-intervento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2026\/09\/la-mia-esperienza-con-gli-alunni-stranieri-una-riflessione-e-ipotesi-di-intervento\/","title":{"rendered":"LA MIA ESPERIENZA CON GLI ALUNNI STRANIERI: UNA RIFLESSIONE E IPOTESI DI INTERVENTO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\">La Ragazza sulla soglia, (Paolo Veronese, Villa Barbaro, Maser, 1560-1561 &#8211; Fonte Wikimedia Commons <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Paolo_Veronese_-_Girl_in_the_Doorway_-_WGA24888.jpg\">Pubblico dominio<\/a>) nonostante la sua intrinseca simpatia, e l\u2019esser parte di un meraviglioso ciclo di affreschi che, non a caso, nemmeno viene menzionato dal sublime Architetto della nobile dimora, forse pu\u00f2 rappresentare la soglia, sulla quale restando tra curiosit\u00e0 e timore, desiderio di uscire e timore di farlo, l\u2019allegra giovinezza del mondo potrebbe sfiorire. Cos\u00ec noi?<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sono un\u2019insegnante di Lettere in pensione, ho trascorso quasi quarant\u2019anni tra i banchi delle \u2018superiori\u2019 e, anche ora,&nbsp;<\/strong>continuo a occuparmi di scuola e a raccogliere le voci di chi opera in essa. L\u2019intento di questo articolo \u00e8 di parlare della mia esperienza con gli alunni stranieri e gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e con Disturbi Specifici dell\u2019Apprendimento (DSA). Gli uni e gli altri sono aumentati fortemente durante i primi due decenni del nuovo millennio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non entro nel merito delle recenti proposte&nbsp;<\/strong><strong>da parte dell\u2019attuale governo<\/strong>&nbsp;relative all&#8217;accoglienza e all&#8217;integrazione degli alunni stranieri&nbsp;o, viceversa, dell\u2019accoglienza degli scolari italiani&nbsp;quando a essere minoranza sono proprio loro&nbsp;rispetto ai loro coetanei stranieri.&nbsp;Le polemiche suscitate, a mio avviso del tutto fuori luogo, dimostrano quanto poco si conosca la difficolt\u00e0 di chi insegna e di chi cerca di imparare nel sistema scolastico italiano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli&nbsp;<\/strong><strong>osservatori del mondo della scuola&nbsp;<\/strong>che&nbsp;lo&nbsp;guardano dall\u2019esterno&nbsp;procedono,&nbsp;talora,&nbsp;per slogan ideologici senza avere mai&nbsp;sperimentato&nbsp;la reale situazione sul campo. In sostanza, gli unici davvero&nbsp;autorizzati a parlarne con cognizione di causa sono i docenti e i discenti (con le loro famiglie). Tutti gli altri possono naturalmente esprimere le loro opinioni, ma&nbsp;difficilmente colgonola complessit\u00e0 dei problemi da affrontare&nbsp;allorch\u00e9 si ha&nbsp;di fronte una classe multietnica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La prima constatazione \u00e8 che difficilmente gli studenti stranieri<\/strong>&nbsp;portano a termine il corso di studi e conseguono il diploma di maturit\u00e0 se non conoscono bene la lingua&nbsp;italiana, quindi, se non hanno precedentemente frequentato&nbsp;la&nbsp;scuola primaria e&nbsp;la&nbsp;secondaria di primo grado nel nostro Paese.&nbsp;In sostanza, solo gli studenti di seconda generazione hanno reali possibilit\u00e0 di successo formativo e solo nel caso in cui anche in famiglia si parli la lingua italiana. Diversamente, il loro percorso sar\u00e0 accidentato e irto di ostacoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un\u2019accoglienza vera e\u00a0un\u2019inclusione efficace non possono essere pensate in termini sociologici come \u2018convivenza\u2019 <\/strong>rispettosa delle diversit\u00e0, n\u00e9 possono essere ottenute solo con atteggiamenti di simpatia e di amichevole predisposizione verso gli stranieri al fine di socializzare con essi. La scuola \u00e8 appunto tale e ha il compito prioritario di trasmettere la cultura, in questo caso italiana, fondata sulle radici greche e ebraico-cristiane\u00a0che ha dato tanto alla civilt\u00e0 occidentale. Per ottenere tale risultato, come detto prima, la conoscenza della lingua italiana \u00e8 condizione fondamentalepoich\u00e9 \u00e8 il veicolo attraverso il quale si trasmette un tesoro di contenuti necessari a portare avanti un progetto professionale e di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Immaginiamo una classe multietnica con diversi idiomi presenti e con pochi italiani.<\/strong> Quale dovrebbe essere il collante che unisce studenti di provenienze e culture diverse? E quale potrebbe essere il tempo concesso a una sola insegnante per lavorare in modo personale con ciascuno di essi? Per entrambe le domande esistono risposte chiare,\u00a0se si esamina la questione con onest\u00e0 intellettuale. Occorre che, all\u2019inizio del percorso scolastico,\u00a0la lingua italiana sia conosciuta almeno al livello A2\u00a0da tutti gli scolari. Se questa condizione non fosse soddisfatta, soprattutto se riguardasse le classi pi\u00f9 elevate, di necessit\u00e0 si dovrebbe procedere con gruppi pi\u00f9 ristretti di studenti per dare autentica attenzione a ciascuno di essi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La mia riflessione si concentra per\u00f2<\/strong>&nbsp;sulla scuola secondaria di secondo grado dove le percentuali degli alunni senza cittadinanza italiana si abbassano. Si tratta di un dato significativo poich\u00e9 dice di quanto sia difficile proseguire fino al termine della scuola \u2018superiore\u2019. Infatti, se da un lato, le statistiche presentano percentuali inferiori di alunni nati all\u2019estero e che non possiedono il livello A2 di italiano, dall\u2019altro,&nbsp;sono proprio gli stranieri a gonfiare le percentuali dell\u2019abbandono e della dispersione scolastica. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fino al 2021, il mio ultimo anno di insegnamento, s<\/strong><strong>correndo<\/strong><strong>&nbsp;l&#8217;elenco degli alunni non ammessi alla conclusione<\/strong>&nbsp;dell&#8217;anno scolastico&nbsp;risultava che&nbsp;la maggior parte di loro era di origine straniera. La soluzione appariva semplice: riorientarli verso i professionali e corsi regionali oppure fermarli con la bocciatura. Tra l&#8217;altro solo pochi docenti erano disposti a modificare in modo significativo la programmazione per gli studenti stranieri che in molti casi non avevano neppure il PDP,&nbsp;poich\u00e9 alle spalle avevano famiglie sprovvedute e poco consapevoli della normativa vigente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nelle classi in cui ho insegnato era prassi inserire studenti<\/strong>&nbsp;senza cittadinanza italiana appena arrivati in Italia (i cosiddetti NAI, Neo Arrivati in Italia) nella classe congruente all\u2019et\u00e0 anagrafica (nel migliore dei casi) oppure inferiore con una variazione di et\u00e0 anche importante (tra i diciotto anni e i quattordici anni dei compagni) senza che essi possedessero il livello adeguato della lingua italiana. Pochi docenti (2-3) venivano impegnati con corsi di alfabetizzazione&nbsp;erogati per&nbsp;studenti con difficolt\u00e0 e, in taluni casi, si&nbsp;provvedeva a cancellare alcune materie per liberare ore al fine di&nbsp;apprendere la&nbsp;lingua italiana. Alla conclusione dell\u2019anno scolastico tale trattamento di \u2018favore\u2019 veniva di fatto annullato.&nbsp;Al&nbsp;liceo, i&nbsp;traguardi fissati per l\u2019intera classe dovevano essere raggiunti a prescindere dalle diverse condizioni personali, se non al primo anno senza dubbio al secondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ho avuto studenti&nbsp;<\/strong><strong>del primo biennio del liceo<\/strong>&nbsp;che, a fronte del loro insuccesso scolastico, erano&nbsp;dirottati all&#8217;istituto tecnico economico giudicato pi\u00f9 semplice come se&nbsp;per uno studente ucraino, per esempio,&nbsp;appena giunto in Italia&nbsp;(in tempi non sospetti)&nbsp;fosse pi\u00f9 semplice studiare&nbsp;Diritto,Economia aziendale,&nbsp;Finanze invece di&nbsp;Chimica,&nbsp;Biologia,&nbsp;Latino e affini. Ho provato pi\u00f9 volte a suggerire di utilizzare testi in inglese o in altra lingua veicolare conosciuta dallo studente straniero per rendergli pi\u00f9 semplice studiare materie di indirizzo che non cambiano&nbsp;in un&nbsp;Paese rispetto a un altro. Mi riferivo per esempio alla&nbsp;Matematica, alle&nbsp;Scienze,&nbsp;all\u2019Economia. Nulla da fare. Solo con grande motivazione, notevoli capacit\u00e0 personali,&nbsp;carichi di lavoro aggiuntivi e tanto sacrificio alcuni alunni, in partenza&nbsp;NAI,&nbsp;arrivavano all&#8217;Esame di Stato. Ma si trattava di eccezioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A mio avviso, p<\/strong><strong>er aiutare e integrare davvero gli stranieri<\/strong><strong>&nbsp;(come anche gli altri alunni con difficolt\u00e0)<\/strong>,&nbsp;occorre ripensare l&#8217;intera politica scolastica.&nbsp;Nelle \u2018superiori\u2019 si pu\u00f2 procedere seriamente con una programmazione alternativa rispetto a quella degli studenti italiani oppure la situazione non cambier\u00e0 molto.&nbsp;Nel&nbsp;primo caso, allorch\u00e9 si&nbsp;propone&nbsp;un percorso differente,coerenza vuole che si istituiscano gruppi di stranieri&nbsp;i cui docenti&nbsp;italiani sappiano per\u00f2&nbsp;parlare,&nbsp;o per lo meno comprendere,&nbsp;oltre alla lingua italiana,&nbsp;anche una seconda lingua veicolare&nbsp;utilizzando testi scritti nella lingua conosciuta dai ragazzi (Inglese,&nbsp;Francese,&nbsp;Spagnolo).&nbsp;Meglio sarebbe impostare dalla scuola primaria un\u2019altra modalit\u00e0 di approccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Infatti, bisogna intervenire subito&nbsp;<\/strong><strong>quando&nbsp;<\/strong><strong>lo&nbsp;<\/strong><strong>scolaro entra per la prima volta in un\u2019aula scolastica&nbsp;<\/strong><strong>e non parla<\/strong><strong>&nbsp;quasi per nulla la lingua italiana<\/strong>; magari, ad aggravare il problema,&nbsp;i genitori e i parenti mantengono l\u2019idioma del paese di provenienza&nbsp;e,&nbsp;in diversi casi,&nbsp;hanno&nbsp;un atteggiamento&nbsp;di chiusura e di distanza dalla cultura del Paese che li accoglie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qui \u00e8 davvero importante che il numero di questi ragazzini<\/strong>&nbsp;<strong>sia molto contenuto rispetto al totale degli alunni italiani<\/strong>, altrimenti non si crea un ambiente di apprendimento condiviso e omogeneo, favorevole a imparare la lingua&nbsp;anche solo&nbsp;per osmosi. Soprattutto&nbsp;una presenza eccessiva di scolari stranieri&nbsp;renderebbe difficile un approccio personalizzato da parte del docente su cui grava la responsabilit\u00e0 di&nbsp;favorire&nbsp;l\u2019apprendimento di ciascuno&nbsp;dei suoi alunni&nbsp;rimuovendo gli ostacoli che lo impediscono&nbsp;o lo rallentano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La personalizzazione di cui si parla gi\u00e0 da decenni<\/strong>&nbsp;e che \u00e8 diventata parte della normativa vigente a partire dalla legge Moratti, Legge 53&nbsp;del 2003,&nbsp;non va intesa naturalmente come moltiplicazione delle programmazioni, piuttosto come esigenza di mettere al centro ogni studente, sapendo modulare i&nbsp;contenuti e dando priorit\u00e0 alle competenze rispetto alle nozioni.&nbsp;Anche sulle competenze si \u00e8 molto frainteso: esse non vanno confuse con le&nbsp;<em>skill<\/em>, abilit\u00e0 e procedure meramente tecniche, ma come sintesi di conoscenze, abilit\u00e0 e capacit\u00e0 personali di elaborazione e apprendimento delle une (le conoscenze) e delle altre (le abilit\u00e0) per \u2018muoversi\u2019 nella realt\u00e0 con una solida cultura e formazione umana integrale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da questo punto di vista i contenuti<\/strong>&nbsp;della scuola primaria avrebbero bisogno di una salutare revisione; a mio avviso, essi dovrebbero concentrarsi solo sull\u2019apprendimento linguistico e sulla matematica (aritmetica e geometria) e essere sfoltiti nelle altre discipline ancora troppo nozionistiche. All\u2019inizio della classe terza primaria, per fare un esempio, si \u2018perdono\u2019 ore a parlare dei dinosauri e della loro sparizione&nbsp;obbligando a imparare&nbsp;nomi astrusi che intasano la memoria sacrificata&nbsp;a nomenclature fini a se stesse. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La riflessione sul concetto di competenza e&nbsp;<\/strong><strong>sulla<\/strong><strong>&nbsp;revisione dei<\/strong><strong>&nbsp;contenuti<\/strong>&nbsp;proposti nella scuola primaria&nbsp;pu\u00f2 sembrare staccata e fuorviante rispetto alla questione degli stranieri con scarsa conoscenza della lingua italiana. In realt\u00e0, se si agisse in modo saggio e di buon senso su questi due ambiti, si avrebbero pi\u00f9 tempo ed energie per accogliere e integrare davvero gli stranieri. Non dimentichiamo inoltre che in una classe ci sono mediamente anche&nbsp;scolari&nbsp;e studenti&nbsp;con&nbsp;Bisogni&nbsp;Educativi&nbsp;Speciali e con Disturbi&nbsp;Specifici dell\u2019Apprendimento.&nbsp;L\u2019alternativa \u00e8 semplice: o&nbsp;si scrivono pagine e pagine di documenti (PEI, PDP, ecc.) lasciandoli per\u00f2 lettera morta, senza reale attuazione, o si fa seriamente riducendo alcuni contenuti per insistere su altri (sfera linguistica, creativa, artistica e sfera logico-matematica) che mettano in grado gli alunni (italiani e stranieri) di proseguire con successo &nbsp;il loro percorso nel sistema di istruzione e formazione e consentano loro di scegliere l\u2019approfondimento e la specializzazione delle materie di indirizzo nella scuola secondaria di secondo grado abbandonandone altre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ho sempre ritenuto molto superficiale<\/strong>&nbsp;\u2013&nbsp;quando non dettata da pura malafede&nbsp;\u2013&nbsp;prospettare l\u2019accoglienza degli stranieri a oltranza,&nbsp;senza progettualit\u00e0 successiva. Non basta aprire indiscriminatamente le porte; occorre far accomodare l\u2019ospite e metterlo nelle condizioni di capire che la famiglia che lo accoglie lo precede e ha una propria forma e funzionalit\u00e0 entro la quale l\u2019ospite si integra poco per volta fino a diventare membro effettivo di essa&nbsp;e, forse anche,&nbsp;figlio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ho visto diversi ragazzi stranieri, dotati di capacit\u00e0<\/strong>, e anche altri meno dotati ma con tanta buona volont\u00e0,&nbsp;abbandonare la scuola e perdersi. Non sono riuscita ad aiutarli in un sistema che non mi ha permesso di farlo. Spero che abbiano potuto re-inventarsi in altro modo e che abbiano trovato persone che li abbiano aiutati davvero. Rimane il rincrescimento che proprio la scuola li abbia estromessi dopo&nbsp;avere dato loro l\u2019illusione&nbsp;di accoglierli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Ragazza sulla soglia, (Paolo Veronese, Villa Barbaro, Maser, 1560-1561 &#8211; Fonte Wikimedia Commons Pubblico dominio) nonostante la sua intrinseca simpatia, e l\u2019esser parte di un meraviglioso ciclo di affreschi che, non a caso, nemmeno viene menzionato dal sublime Architetto della nobile dimora, forse pu\u00f2 rappresentare la soglia, sulla quale restando tra curiosit\u00e0 e timore, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2026\/09\/la-mia-esperienza-con-gli-alunni-stranieri-una-riflessione-e-ipotesi-di-intervento\/\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;LA MIA ESPERIENZA CON GLI ALUNNI STRANIERI: UNA RIFLESSIONE E IPOTESI DI INTERVENTO&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":140,"featured_media":181671,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"yes","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","footnotes":""},"categories":[64,1725,97],"tags":[3566,3568,3567,401],"class_list":["post-181662","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualit","category-didattica","category-scuolaeducazione","tag-alunni-stranieri","tag-palladio","tag-paolo-veronese","tag-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181662","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/140"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181662"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181662\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":181740,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181662\/revisions\/181740"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}