{"id":179174,"date":"2026-06-15T13:39:02","date_gmt":"2026-06-15T12:39:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=179174"},"modified":"2026-06-16T08:23:22","modified_gmt":"2026-06-16T07:23:22","slug":"di-stupore-in-stupore-nel-paradiso-di-dante-parte-quarta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2026\/06\/di-stupore-in-stupore-nel-paradiso-di-dante-parte-quarta\/","title":{"rendered":"DI STUPORE IN STUPORE NEL PARADISO DI DANTE\u00a0 (Parte quarta)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Paradiso \u00e8 luogo di stupore e meraviglia:<\/strong> le cose belle conosciute, nella misura e modalit\u00e0 umane, sono potenziate in modo straordinario o<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">addirittura capovolte rispetto a quanto capita nella dimensione terrena. Dante, per esempio, sale verso l\u2019alto pur essendo ancora vivo poich\u00e9 in lui \u00e8 stata ripristinata la condizione originaria, quella per cui la natura umana creata da Dio a Dio ritorna compiuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La meraviglia di Dante \u00e8 cos\u00ec forte da attrarlo fuori di s\u00e9 distraendone<\/strong> lo sguardo che passa di stupore in stupore. Mentre i suoi occhi sono fissi in quelli di Beatrice, al poeta, pellegrino nell\u2019Aldil\u00e0, capita un\u2019esperienza unica per la quale conia un neologismo: \u2018trasumanar\u2019, cio\u00e8, andare oltre i limiti dell\u2019umano pur essendo pienamente se stesso. Descrivere una tale condizione \u00e8 impossibile con le parole, ma \u00e8 possibile consegnare al lettore quanto egli vede e sente in Paradiso. Durante il suo <em>passaggio, <\/em>Dante \u00e8 colpito dallo splendore e dalla luminosit\u00e0 dei cieli che lo accolgono in un tripudio di luce come se al sole che conosciamo si sia aggiunto un altro sole. Ci\u00f2 che nella vita terrena \u00e8 splendida metafora di tutto ci\u00f2 che \u00e8 bello, buono, vero e giusto, cio\u00e8 la luce appunto, in Paradiso ha evidenza massima, totale. Dio la irradia proprio come irradia Amore. Il mistero dell\u2019essere non \u00e8 oscurit\u00e0, ma \u00e8 tanto luminoso da rendere impresa vana il nostro tentativo di sostenerne la potenza. Mos\u00e9, scendendo dal Sinai, ha il volto splendente a tal punto da doversi coprire per presentarsi al suo popolo. \u2018Io sono\u2019, che \u00e8 il nome con cui Dio si manifesta all\u2019uomo nell\u2019Antico e nel Nuovo Testamento, splende con luce intensa davanti al nostro sguardo. Ges\u00f9 lo ribadisce con chiarezza dicendo di s\u00e9: Io sono la luce del mondo (Gv 8, 12).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Contro la luce agiscono le tenebre, <\/strong>non per nulla l\u2019inferno di Dante inizia dalla selva oscura; all\u2019opposto, il Paradiso inizia con il segno distintivo del chiarore accecante. La visione di quella luce potenziata oltre ogni nostra capacit\u00e0 di afferrarla \u00e8 resa possibile dalla mediazione di Beatrice: prima il poeta guarda lei e poi indirizza lo sguardo verso i cieli. \u00c8 straordinaria la triangolazione di sguardi che accade in pochi versi. Beatrice guarda il sole, Dante guarda Beatrice e poi guarda il sole. I vertici di questo triangolo sono appunto il Sole, Beatrice e Dante. C\u2019\u00e8 in questa immagine una potente anticipazione di ci\u00f2 che accadr\u00e0 negli ultimi versi della cantica e ultimi versi del poema: lo sguardo di Dante sosterr\u00e0 per pochi attimi (poich\u00e9 il tempo esiste per noi ma non per Dio) il mistero della Trinit\u00e0 di cui questo primo triangolo \u00e8 figura anticipatrice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(\u2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>quando Beatrice in sul sinistro fianco<\/em>\/<em>vidi rivolta e riguardar nel sole:<\/em>\/<em>aguglia s\u00ec non li s\u2019affisse unquanco.<\/em>\/   <em>E s\u00ec come secondo raggio suole<\/em>\/<em>uscir del primo e risalire in suso,<\/em>\/<em>pur come pelegrin che tornar vuole,<\/em>\/   <em>cos\u00ec de l\u2019atto suo, per li occhi infuso\/ne l\u2019imagine mia, il mio si fece,\/e fissi li occhi al sole oltre nostr\u2019uso.<\/em> (<em>Paradiso<\/em>, canto I, vv. 49-54)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Viene in mente la famosa icona della <em>Trinit\u00e0<\/em> di  Andrej Rubl\u00eb<\/strong>v, nella quale il Padre guarda il Figlio e il Figlio guarda lo Spirito Santo, stessa sostanza divina in tre persone, splendida raffigurazione dell\u2019amore circolare che si esprime visibilmente attraverso gli occhi. Fino a quando l\u2019amore non si fa concreto, non si fa gesto, sguardo, voce, non \u00e8 davvero tale. Si tratta di una potenza di cambiamento che percorre ogni fibra dell\u2019essere umano e la trasforma dall\u2019interno. Tutto rimane apparentemente uguale, in realt\u00e0 tutto cambia di segno e diviene luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Analogamente, accade per il suono.<\/strong> Distratto dalla luce, cio\u00e8 attratto da un\u2019altra parte, Dante concentra la sua attenzione su quanto sta ascoltando. Il senso dell\u2019udito \u00e8 accarezzato dall\u2019armonia prodotta dal movimento dei cieli, governata e modulata da Dio stesso. Cos\u00ec immerso nello sguardo di Beatrice che lo guida e affascinato da tanta bellezza, Dante vive l\u2019esperienza del trasumanar, cio\u00e8 l\u2019esser pienamente lui, eppure, in una condizione umana trasfigurata e pienamente compiuta. Nel primo cielo incontra il primo gruppo di anime. Di loro parler\u00f2 nella prossima puntata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dante, duomo di Orvieto, cappella di san Brizio. Foto dell&#8217;autrice<\/p>\n","protected":false},"author":140,"featured_media":180050,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"yes","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-179174","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/140"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=179174"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179174\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":179196,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179174\/revisions\/179196"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=179174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=179174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=179174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}