{"id":154160,"date":"2020-11-29T22:35:32","date_gmt":"2020-11-29T21:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=154160"},"modified":"2020-11-29T22:35:35","modified_gmt":"2020-11-29T21:35:35","slug":"a-proposito-del-veto-al-bilancio-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2020\/11\/a-proposito-del-veto-al-bilancio-europeo\/","title":{"rendered":"A PROPOSITO  DEL VETO AL BILANCIO EUROPEO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enorme indignazione \u201cdemocratica\u201d dei partiti di governo\u00a0 e dei mass-media per quello che viene definito il veto opposto in sede Ue all\u2019approvazione del\u00a0 <em>Quadro Finanziario pluriennale 2021-2027<\/em>, cio\u00e8 del Bilancio europeo, <strong>da Polonia e Ungheria<\/strong> (cui si \u00e8 aggiunta la Slovenia), che in realt\u00e0 per ora si sono limitate a dire che potrebbero fare mancare il loro consenso se permanessero\u00a0 i requisiti proposti per potere accedere agli aiuti previsti a favore dei paesi europei danneggiati dalla pandemia (cio\u00e8 tutti, inclusi Polonia, Ungheria e Slovenia) da <em>Next Generation EU <\/em>cio\u00e8 dal\u00a0 <em>Recovery\u00a0 Fund, <\/em>come viene abitualmente chiamato in Italia.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp; In realt\u00e0 si tratta di un\u2019unica\ncondizione: il rispetto dello Stato di diritto. Una condizione gravida per\u00f2 di\nimportanti&nbsp; conseguenze, perch\u00e9&nbsp; se oggi riguarda&nbsp; la corresponsione degli aiuti&nbsp;&nbsp; <em>Next Generation, <\/em>potrebbe estendersi,\nuna volta ammesso il principio,&nbsp; a molti\naltri contributi della Ue fino a&nbsp; mettere\naddirittura in gioco (\u00e8 gi\u00e0 stato proposto e minacciato) l\u2019effettiva\nesplicazione dei diritti e delle prerogative spettanti a tutti gli Stati\nmembri. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0E\u2019 vero per\u00f2 che si tratta di una condizione il cui rispetto da parte di un qualunque Stato appartenente all\u2019ecumene occidentale appare oggi assolutamente ovvio e scontato, dal momento che nel suo ambito non esiste uno Stato che non abbia adottato le caratteristiche essenziali dello Stato di diritto nella sua consolidata versione liberale: il principio di legalit\u00e0, per i quali tutti sono soggetti alla legge e soltanto alla legge ( il latinorum dei ricordi scolastici \u00e8 il <em>sub lege rex<\/em> contrapposto al <em>sub rege lex<\/em> dei regimi assoluti),\u00a0 il principio della separazione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario, il principio per cui non vi sono\u00a0 pi\u00f9 sudditi, ma cittadini, titolari di diritti costituzionalmente garantiti (anche nei rari casi in cui manchi\u00a0 una vera e propria Costituzione scritta). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tuttavia l\u2019art. 2 del Trattato richiede ai paesi aderenti all\u2019Unione europea <\/strong>una visione pi\u00f9 ampia e approfondita\u00a0 dello Stato di diritto in quanto all\u2019art. 2 dichiara che <em>\u00a0\u201cl\u2019Unione si fonda sui\u00a0 valori del rispetto della dignit\u00e0 umana, della libert\u00e0, della democrazia, dell\u2019uguaglianza, dello Stato di diritto\u00a0 e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una societ\u00e0 caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione,\u00a0 dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidariet\u00e0 e dalla parit\u00e0 tra uomini e donne\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In realt\u00e0, secondo le loro dichiarazioni,\u00a0 i tre Stati obiettori\u00a0 non rifiutano affatto lo Stato di diritto<\/strong> nemmeno nella concezione allargata e approfondita recepita dall\u2019Unione, che anzi affermano di volere da tutti rispettato ma \u201c<em>qualsiasi meccanismo discrezionale che sia basato su criteri arbitrari e politicamente motivati<\/em>\u201d. Una giustificazione male accolta dai partiti di governo e dai media italiani che, a sostegno della loro indignazione per una presa di posizione che mette a rischio o comunque ulteriormente ritarda la\u00a0 corresponsione\u00a0 dei miliardi di euro previsti dal<em> Recovery Fund, <\/em>sui quali il nostro paese fonda tutte le\u00a0 speranze di evitare il crack definitivo, si sono affrettati a ricordare che nei confronti tanto della Polonia quanto dell\u2019Ungheria\u00a0 l\u2019Unione ha aperto procedure d\u2019infrazione ex art. 7 del Trattato per avere adottato sistemi che hanno determinato una crescente influenza\u00a0 del potere esecutivo e legislativo sul funzionamento della giustizia. A questo riguardo, nell\u2019impossibilit\u00e0 di esprimere, allo stato, un giudizio definitivo, si pu\u00f2 dire che la questione \u00e8 <em>sub judice<\/em> e che\u00a0 i sistemi giudiziari adottati dai vari paesi membri presentano, come evidenziato anche dalla prima edizione della<em> Relazione dello Stato di diritto nell\u2019UE<\/em>, \u00a0non piccole differenze,\u00a0 suscettibili di essere utilizzate da parte di chi \u00e8 in grado di fare ricorso ai temuti meccanismi discrezionali per colpire una particolarit\u00e0 nell\u2019amministrazione della giustizia invece che un\u2019altra. Quindi un paese piuttosto che un altro. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per uscire dal generico, ci si pu\u00f2 chiedere, a titolo di esempio, se rispettino totalmente il principio della divisione dei poteri quegli Stati che, a differenza dell\u2019Italia<\/strong> (dove per\u00f2 molti politici vorrebbero imitarli) attribuiscono all\u2019esecutivo poteri di controllo sui magistrati dell\u2019accusa (quindi sull\u2019esercizio dell\u2019azione penale) e su quelli (come l\u2019Italia e altri) dove il Consiglio Superiore della Magistratura ha dei componenti di nomina partitica e\u00a0 la Corte costituzionale, che \u00e8 di fatto il massimo organo della\u00a0 giustizia, pur se non incluso nell\u2019ordine giudiziario, \u00e8 per due terzi di nomina politica (e non mancano le sentenze &#8211; una recentissima \u2013 che ne evidenziano la natura di giudice, per l\u2019appunto, politico).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci\u00f2 che ragionevolmente si teme a Budapest e Varsavia \u00e8 che la Commissione von der Leyen<\/strong> voglia, usando l\u2019arma dei contributi europei, di cui in particolare\u00a0 i paesi dell\u2019Est hanno vitale necessit\u00e0, approfittare\u00a0 della crisi\u00a0 sanitaria ed economica causata dalla pandemia per omologarle alla propria visione dello Stato di diritto e del mondo. E non solo per quanto riguarda l\u2019organizzazione giudiziaria o le leggi che in Ungheria ostacolano l\u2019attivit\u00e0 dello speculatore finanziario e benefattore George Soros o i dubbi finanziamenti esteri delle Ong. Nella nozione che ne d\u00e0 l\u2019art. 2 del Trattato lo Stato di diritto include il riconoscimento e il rispetto dei diritti umani. Nulla da obiettare \u2013 si pu\u00f2 immaginare \u2013 da parte di Viktor Orban e di Mateusz Morawiecki se non fosse che sempre pi\u00f9 spesso nell\u2019elenco dei diritti umani i paesi cosiddetti occidentali includono, a volte di fatto a volte anche formalmente, la politica immigrazionista, i matrimoni omosessuali, la maternit\u00e0 surrogata, la cultura Lgbt\u00a0 e, in generale, i cosiddetti \u201cdiritti civili\u201d, che sono tutt\u2019altro dei diritti umani e spesso li contraddicono, come nel caso del cosiddetto diritto della donna\u00a0 all\u2019aborto in totale negazione del\u00a0 diritto alla vita. A questo proposito cosa si deve pensare a Varsavia delle prese di posizione degli altri paesi europei e delle \u201cspontanee\u201d manifestazioni organizzate sul proprio territorio contro il divieto di aborto eugenetico,\u00a0 frutto non di un provvedimento del governo, ma di una sentenza\u00a0 della Corte costituzionale, fondata, fra l\u2019altro, anche su una corretta interpretazione di normative europee ed internazionali come l\u2019art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea e l\u2019art. 11 della Convenzione di Oviedo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non tutti i governi dell\u2019Europa Orientale la pensano come quelli di Varsavia e Budapest<\/strong>. Ci\u00f2 non toglie che le\u00a0 preoccupazioni\u00a0 a proposito di una Ue sempre pi\u00f9 prossima\u00a0 a realizzare le previsioni del dissidente sovietico Valdimir Bukovsky, che la vedeva molto simile all\u2019Unione sovietica dei suoi tempi, siano condivise da molti dei popoli\u00a0 che i diktat dell\u2019Urss li hanno sperimentati sulla loro pelle. Proprio l\u2019altro giorno l\u2019ex presidente della Repubblica Ceca,\u00a0 Klaus Vaclav,\u00a0 criticato\u00a0 da alcuni politici del suo paese per avere partecipato, il 28 ottobre,\u00a0 senza la mascherina anticovid alla festa di quella Repubblica, ha replicato in\u00a0 un\u2019intervista: \u201c<em>Chi vuole imporci la mascherina sono gli stessi che vorrebbero imporci l\u2019immigrazione selvaggia, l\u2019adozione dell\u2019euro e piegarci ai diktat dell\u2019Unione Europea<\/em>\u201d.\u00a0 Forse non interessa la mascherina, ma i diktat dell\u2019Ue s\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Enorme indignazione \u201cdemocratica\u201d dei partiti di governo\u00a0 e dei mass-media per quello che viene definito il veto opposto in sede Ue all\u2019approvazione del\u00a0 Quadro Finanziario pluriennale 2021-2027, cio\u00e8 del Bilancio europeo, da Polonia e Ungheria (cui si \u00e8 aggiunta la Slovenia), che in realt\u00e0 per ora si sono limitate a dire che potrebbero fare &hellip; <a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2020\/11\/a-proposito-del-veto-al-bilancio-europeo\/\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;A PROPOSITO  DEL VETO AL BILANCIO EUROPEO&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":180050,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-154160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154160\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}