{"id":148965,"date":"2019-01-25T08:46:13","date_gmt":"2019-01-25T07:46:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=148965"},"modified":"2019-01-25T08:46:13","modified_gmt":"2019-01-25T07:46:13","slug":"il-problema-non-e-il-franco-cfa-ecco-come-parigi-controlla-lafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2019\/01\/il-problema-non-e-il-franco-cfa-ecco-come-parigi-controlla-lafrica\/","title":{"rendered":"Il problema non \u00e8 il franco Cfa: ecco come Parigi controlla l\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Macron.jpg\" rel=\"attachment wp-att-142154\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-142154 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Macron-272x300.jpg\" alt=\"macron\" width=\"174\" height=\"192\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Macron-272x300.jpg 272w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Macron.jpg 318w\" data-sizes=\"(max-width: 174px) 85vw, 174px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 174px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 174\/192;\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Andrea Muratore.<\/p>\n<p>In tempi non sospetti, mesi prima della recente e capziosa polemica sorta sul\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/cose-franco-cfa-la-moneta-coloniale-parigi\/\">franco Cfa<\/a>\u00a0su cui\u00a0commentatori, politici e analisti italiani non hanno mancato di fare presenti le loro grossolane opinioni, in uno spettro di strafalcioni che parte da<strong>\u00a0Alessandro Di Battista<\/strong>\u00a0(che tra tutte le problematiche prodotte da tale unione valutaria ha toccato il tasto dell\u2019emigrazione, quello forse ad essa meno correlata) e arriva a\u00a0<strong>Matteo Renzi<\/strong>\u00a0(le cui parole differiscono di poco da quelle di un qualunque sostenitore transalpino di Macron) il quotidiano\u00a0<em>Italia Oggi\u00a0<\/em>ha avuto il merito di gettare nello stagno il sasso di un tema troppo spesso taciuto.\u00a0<!--more--><\/p>\n<p>E lo ha fatto nell\u2019agosto scorso per mezzo dell\u2019ottima penna di Tino Oldani, che in maniera molto razionale e concreta ha chiarito con precisione i termini della questione. Il franco Cfa,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/vi-racconto-tutti-gli-affari-della-francia-in-africa\/\">secondo Oldani,<\/a>\u00a0non esaurisce il problematico rapporto tra Parigi e le sue ex colonie, ma \u00e8 \u201cil perno attorno al quale ruota l\u2019intero sistema del controllo francese sui 14 Paesi\u201d che lo adottano come valuta. Un mezzo, dunque, non un fine: cos\u00ec come lo sono sia quelle che opinionisti e personalit\u00e0 pubbliche poco informate sul tema e viziate dai loro pregiudizi hanno identificato come fini del franco Cfa. Il mantenimento di un regime di<strong>\u00a0cambi fissi<\/strong>, il vincolo alla spesa e il basso livello di inflazione imposto ai Paesi africani e lo stesso controverso tema dell\u2019impoverimento generale dei loro mercati interni, infatti, sono intrinseci a un pi\u00f9 ampio sistema politico.<\/p>\n<p>Il franco Cfa, insomma, non sarebbe nulla senza le sue conseguenze materiali e legali, senza le obbligazioni pi\u00f9 profonde che aumentano la proiezione di Parigi nel continente africano. \u201cTra i numerosi vincoli imposti dagli accordi sul franco Cfa\u201d, notava Oldani, \u201cvi \u00e8 anche il \u2018primo diritto\u2019 per la Francia di comprare qualsiasi risorsa naturale scoperta nelle sue ex colonie. Da qui il controllo di Parigi su materie prime di enorme valore strategico:\u00a0<strong>uranio<\/strong>,\u00a0<strong>oro<\/strong>,\u00a0<strong>petrolio<\/strong>,\u00a0<strong>gas<\/strong>,\u00a0<strong>caff\u00e8<\/strong>,\u00a0<strong>cacao<\/strong>. Soltanto dopo un esplicito \u2018non interesse francese\u2019, scatta il permesso di cercare un altro compratore. Ma attenzione: i maggiori asset economici di tutte le 14 ex colonie sono in mano a francesi che si sono insediati da tempo in Africa, diventando miliardari a palate\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/la-caduta-di-bollore\/\">Il volto pi\u00f9 noto, in Italia, \u00e8 sicuramente quello di Vincent Bollor\u00e8<\/a>, padrone di un impero della logistica che ha il suo cuore nel Golfo di Guinea. Ma non c\u2019\u00e8 solo lui. La radio pubblica tedesca,\u00a0Deutschlandfunk, ha avviato un\u2019inchiesta sul franco Cfa portando avanti un\u2019iniziativa ovvia, ma che ha trovato poco riscontro nelle testate nazionali: chiedere l\u2019opinione di economisti e esperti del settore africani. Appartenenti alle societ\u00e0 di quei Paesi di cui nel nostro Paese si discute per partito preso. La stessa\u00a0<em>Italia Oggi\u00a0<\/em>ha ripreso l\u2019analisi di\u00a0Deutschlandfunk, portando in emersione particolari a dir poco emblematici: il diritto di prelazione di Parigi riguarda \u201cnon solo le fonti energetiche fossili come il petrolio, il gas e il carbone, ma anche quelle pi\u00f9 rare e di maggiore valore attuale, come l\u2019 uranio, il torio, il litio e il berillo. [\u2026]\u00a0Il caso pi\u00f9 clamoroso, racconta la radio tedesca, \u00e8 quello del Niger: qui il gruppo industriale Orano, ex Areva, controllato dallo Stato francese, estrae notevoli quantit\u00e0 di uranio, sufficienti per coprire il 40% della domanda proveniente dalle centrali nucleari francesi che producono elettricit\u00e0. Il tutto pagando un prezzo che \u00e8 circa un terzo di quello di mercato. \u2018E il Niger \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 poveri al mondo&#8217;\u201d, commenta la radio tedesca.\u00a0\u201c\u00c8 probabilmente l\u2019esempio pi\u00f9 estremo dello sfruttamento previsto dai trattati che la Francia ha imposto alle sue ex colonie, in cambio della loro indipendenza. Ma il principio di fondo \u00e8 lo stesso in tutti i paesi interessati\u201d.<\/p>\n<p>Tutto questo si aggiunge a una completa\u00a0<strong>depressione delle economie locali<\/strong>\u00a0per fini che non riguardino la mera esportazione. Il regime di cambi fissi danneggia le prospettive della piccola e media imprenditoria dei Paesi africani aderenti al franco Cfa, che hanno scarse possibilit\u00e0 di accedere al credito necessario per avviare attivit\u00e0 imprenditoriali.\u00a0Nelle ex colonie francesi, ad esempio, ci sono alcune delle zone di produzione del cotone pi\u00f9 importanti al mondo. Eppure non esiste un\u2019 industria tessile locale indipendente: neanche il 10% del cotone locale viene lavorato sul posto. I grandi economisti che hanno studiato le problematiche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pooreconomics.com\/about-book\">connesse alla povert\u00e0<\/a>, su cui spiccano Abhijit Banerjee e la moglie Esther Duflo, hanno pi\u00f9 volte indicato come nei Paesi meno sviluppati sia proprio la difficolt\u00e0 nell\u2019accesso al credito o agli strumenti di partenza per l\u2019attivit\u00e0 d\u2019impresa a determinare il mantenimento di ampie sacche di disuguaglianza ed economia informale. Contrapposte, nel caso dei Paesi africani, alle sfavillanti ricchezze che i grandi gruppi transalpini acquisiscono a prezzi di favore sfruttando le clausole collaterali all\u2019adesione del franco Cfa.<\/p>\n<p>E questo ci ricorda la grande lezione di Thomas Sankara, che poco prima di essere ucciso, nel 1987, aveva indicato la via maestra per l\u2019autonomia economica dell\u2019Africa: \u201cFacciamo in modo che il mercato africano sia il mercato degli africani. Produrre in Africa, trasformare in Africa, consumare in Africa. Produciamo quello di cui abbiamo bisogno e consumiamo quello che produciamo, invece di importarlo\u201d. Parole semplici che nascondono implicazioni profonde: la migliore garanzia per quel \u201cdiritto a non emigrare\u201d\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/diritto-non-emigrare-joseph-ratzinger-1432981.html\">enunciato negli scorsi anni da Benedetto XVI<\/a>, la risposta pi\u00f9 adatta a una storia di dipendenza che non si \u00e8 interrotta con la fine del colonialismo. E di cui il franco Cfa \u00e8 il volto pi\u00f9 ambiguo. Non causa diretta, ma mezzo essenziale. Funzionale alle \u00e8lite dei Paesi membri dell\u2019unione monetaria e armate da Parigi, meno ai loro popoli.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/oltre-il-franco-cfa-come-parigi-controlla-le-economie-della-francafrique\/?fbclid=IwAR2VMwXMG0f6xVK4kM2p8AsUKnARPjWmwx9L2ZsBfmuiUhVnhnUtuixHIGU\" target=\"_blank\">Fonte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Muratore. 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