{"id":146794,"date":"2018-04-24T08:01:00","date_gmt":"2018-04-24T07:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=146794"},"modified":"2018-04-24T08:01:00","modified_gmt":"2018-04-24T07:01:00","slug":"informare-le-donne-e-un-dovere-della-scienza-e-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2018\/04\/informare-le-donne-e-un-dovere-della-scienza-e-dello-stato\/","title":{"rendered":"Informare le donne \u00e8 un dovere della Scienza e dello Stato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuseppe-Noia.jpg\" rel=\"attachment wp-att-146795\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-146795 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuseppe-Noia-300x300.jpg\" alt=\"giuseppe-noia\" width=\"300\" height=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuseppe-Noia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuseppe-Noia-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuseppe-Noia-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuseppe-Noia.jpg 960w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 85vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/300;\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Il\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/lettere-al-direttore\/articolo.php?articolo_id=61073\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">Quotidiano Sanit\u00e0<\/a>\u00a0<\/strong>ha pubblicato una lettera molto interessante del\u00a0<strong>prof. Giuseppe Noia,\u00a0<\/strong>Direttore Hospice Perinatale \u2013 Centro per le Cure Palliative Prenatali Policlinico Gemelli, Roma,\u00a0Presidente AIGOC (Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici),\u00a0<strong>clinico e cattedratico di fama internazionale,<\/strong>\u00a0che risponde punto per punto alle balle sparate dai Radicali (come \u00e8 tipico, nel loro stile) quando ProVita onlus ha illustrato in\u00a0<strong>una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.notizieprovita.it\/scroll_news\/provita-a-palazzo-madama-sulla-salute-delle-donne\/\" target=\"_blank\">conferenza stampa al Senato<\/a><\/strong>\u00a0il contenuto della sua petizione<a href=\"https:\/\/www.notizieprovita.it\/attivita\/per-le-donne-firma-perche-siano-davvero-informate-sullaborto\/\" target=\"_blank\">\u00a0<strong>Per la salute delle donne.<\/strong>\u00a0<\/a><\/em><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">*********************<\/p>\n<p>di Giuseppe Noia<\/p>\n<p><strong>22 APR<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>Gentile Direttore,<\/em><br \/>\nho letto le\u00a0<a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/governo-e-parlamento\/articolo.php?articolo_id=60736\">affermazioni che l\u2019Associazione Luca Coscioni<\/a>\u00a0insieme ad altri hanno fatto sulle asserite bugie dell\u2019Associazione Pro Vita, sui rischi e sui danni che l\u2019aborto volontario pu\u00f2 causare alla salute delle donne. Premetto che opero come ginecologo da quasi 40 anni e quindi ho elementi esperienziali diretti sul vissuto fisico e psicologico di donne che hanno scelto l\u2019interruzione volontaria di gravidanza e di donne, di coppie che hanno avuto aborti spontanei ripetuti (pi\u00f9 di 500 coppie).<\/p>\n<p>Il supporto psicoterapeutico, dopo aborti spontanei, aumenta il successo con figlio in braccio nelle successive gravidanze dal 32% al 72%. (<em>Noia et al &#8211; Restoring gestational capacity in women with recurrent spontaneous miscarriages after clinical psychotherapy treatment &#8211; International Journal of Gynecology and Obstetrics (2009<\/em>).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il primo aspetto (complicazioni fisiche) constato che Gallo, Parachini e Pompili ammettano che anche l\u2019aborto, come qualsiasi procedura medica e chirurgica, sia gravata da possibili complicazioni. Per\u00f2 sarebbe opportuno che alla donna che va a chiedere di abortire, oltre a parlarle in maniera generica di complicanze, qualcuno spiegasse loro queste complicanze, cui possono andare incontro, a partire da quelle pi\u00f9 comuni a quelle pi\u00f9 rare (la morte), come avviene sul bugiardino di qualsiasi farmaco acquistato in farmacia. E come ProVita ha fatto nel libretto.<br \/>\nInoltre, nella relazione del 2015 (<a href=\"http:\/\/www.salute.gov.it\/imgs\/C_17_pubblicazioni_2428_allegato.pdf\">relativa ai dati del 2013<\/a>) il Ministro della Salute scrive: \u201cDal 2013 il modello D12\/Istat&#8230;Tuttavia, molte Regioni non hanno ancora aggiornato i loro sistemi di raccolta dati per poter riportare l\u2019informazione in maniera completa e non \u00e8 quindi possibile analizzare i risultati. Si raccomanda le Regioni di procedere alle modifiche necessarie nel pi\u00f9 breve tempo possibile\u201d.<\/p>\n<p>Questa stessa frase si ritrova anche nell\u2019anno 2017 (4 anni dopo) per cui si pu\u00f2 desumere che i numeri dei dati relativi alle complicazioni siano effettivamente sottostimati.<\/p>\n<p>Tuttavia se assumiamo per l\u2019anno 2014 la prevalenza di 7.4 per 1.000 IVG moltiplicando il numero delle complicazioni per il numero totale degli aborti volontari per quell\u2019anno, otteniamo la cifra considerevole di 721 pazienti con complicazioni da aborto volontario. Sarebbe quindi importante, per la piena consapevolezza della donna, riportare e informarla di questi dati.<\/p>\n<p>Sul piano della capacit\u00e0 gestazionale, la rivista Human Reproduction nel 2012, riferisce che le donne con 3 o pi\u00f9 aborti precedenti avevano probabilit\u00e0 3 volte pi\u00f9 alta di partorire un bambino prematuro. Per quanto riguarda le complicazioni relative alla mortalit\u00e0 materna, il Ministero della Salute afferma anche: \u201cSi ricorda che purtroppo l\u2019interruzione volontaria di gravidanza, come tutti gli interventi sanitari e il parto, non \u00e8 esente da rischio di complicanze, fino al possibile decesso\u201d. (<a href=\"http:\/\/www.salute.gov.it\/imgs\/C_17_pubblicazioni_2686_allegato.pdf\">Vedi relazione Ministero Salute, dati 2016<\/a>\u00a0a pag. 44). Ora, visto che anche il Ministero della Salute ammette che l\u2019aborto pu\u00f2 provocare il decesso della donna, sarebbe opportuno che questa informazione non sia negata alla donna che chiede di abortire. Vediamo qualche cifra della mortalit\u00e0 materna legata all\u2019aborto volontario nel mondo.<\/p>\n<p>Secondo i dati del World Abortion Policies del 2011, delle Nazioni Unite, nei Paesi dove la legislazione dell\u2019aborto \u00e8 pi\u00f9 restrittiva vi sono prevalenze di mortalit\u00e0 materne molto basse (Mauritius 15 morti su 100.000, Cile 16 morti per 100.000 aborti) mentre nei Paesi dove la legislazione \u00e8 pi\u00f9 liberale (Sud Africa 400 morti su 100.00, Nepal 830 su 100.000) le cifre di mortalit\u00e0 materne legate all\u2019aborto sono molto alte. Per l\u2019aborto farmacologico, poi, il numero delle morti da RU486 segnalate raggiunge la cifra di 27 come hanno pubblicato diversi autori tra cui Khoo et al Journal of Obstetrics and Gynaecology (2013).<\/p>\n<p>Credo che ce ne sia abbastanza per affermare l\u2019obbligo di informazione.<\/p>\n<p>Sul secondo punto (rapporto aborto\/maggior prevalenza di tumore al seno) \u00e8 vero che c\u2019\u00e8 una certa letteratura che nega questa correlazione ma, \u00e8 anche vero che ne esiste un\u2019altra abbondante che conferma che la gravidanza a termine protegge dall\u2019incidenza dei tumori al seno. Un lavoro recente pubblicato su Cancer Causes and Control (2013) evidenza che l\u2019aborto indotto \u00e8 significativamente associato al rischio di cancro al seno. In particolare: un aborto indotto aumenta il rischio di cancro al seno del 44%, due aborti del 76% e tre aborti dell\u201989%. La popolazione cinese \u00e8 particolarmente adatta a queste meta analisi sia per l\u2019enorme prevalenza di aborto volontario, sia per la numerosit\u00e0 della popolazione studiata (<em>A meta-analysis of the association between induced abortion and breast cancer risk among Chinese females. Huang Y et Al. Cancer Causes &amp; Control, 2013<\/em>).<\/p>\n<p>Gli studi della Lanfranchi sulla suscettibilit\u00e0 delle mammelle a istotipo 3 e 4 che maturano dopo 32 settimane in forme protettive dal cancro al seno, sono dati accettati da moltissimi ricercatori e, trovano fondamento scientifico nell\u2019evoluzione istologica e funzionale delle cellule mammarie durante la gravidanza; anzi, aver avuto gravidanze a termine, fa parte dei punteggi di protezione insieme all\u2019allattamento e il menarca dopo 10 anni. Joel Brind, professore di biologia e endocrinologia al Baruch College di New York e co-fondatore del Breast Cancer Prevention Institute, ha evidenziato sul Journal of Epidemiol Community Health una \u00abprobabilit\u00e0 del 30% in pi\u00f9 di sviluppare cancro al seno\u00bb per le donne che hanno avuto aborti indotti.<\/p>\n<p>Il terzo aspetto, che riguarda l\u2019aborto volontario e la salute mentale delle donne ha bisogno di una piccola premessa. Non c\u2019\u00e8 peggior servizio all\u2019umanit\u00e0, qualunque sia la fede di appartenenza, o il suo credo politico, o la sua visione filosofica e antropologica di quella pseudo-cultura scientifica che, per far prevalere la sua convinzione, cerca di silenziare e di sminuire l\u2019importanza di tutto il patrimonio di conoscenza sulla verit\u00e0 della persona umana, sull\u2019essere umano, unico e irripetibile che \u00e8 ciascuno di noi. Ognuno di noi \u00e8 stato un embrione e la scienza vera, veramente libera da influenze di lobbies e convinzioni anti umane lo ha sancito da molto tempo.<\/p>\n<p>Allora bisognerebbe chiedersi: come \u00e8 possibile che tutta questa dimensione simbiotica (il feto \u00e8 addirittura medico della madre!), quando viene interrotta, possa non comportare conseguenze sul piano psicologico e fisico? Noi tutti soffriamo quando perdiamo una persona cara, fisicamente e psicologicamente: come \u00e8 possibile che non si soffra quando si perde un figlio? Noi tutti sappiamo quanta solitudine del cuore abbiamo, quanta tristezza si verifica dopo un lutto. E perch\u00e9 la natura umana dovrebbe fare un distinguo in base ai centimetri e ai grammi del figlio che si perde? Infatti, la natura non fa questa distinzione: il tempo di elaborare la perdita di un embrione al 2\u00b0 mese \u00e8 sovrapponibile al tempo di elaborare la perdita di un uomo adulto. (<em>Noia et al &#8211; International Journal of Gynecology and Obstetrics (2009<\/em>).<\/p>\n<p>Diventa, quindi, poco credibile affermare che la perdita di un figlio, qualunque siano le sue dimensioni sia irrilevante per la salute della donna, soprattutto se questo evento non avviene naturalmente ma come una precisa scelta volontaria della madre verso il figlio. Affermare che, sulla base di studi datati e controversi, non ci siano problematiche sulla salute psicologica delle donne, dopo un aborto volontario, \u00e8 quanto di pi\u00f9 anti scientifico si possa dire. A tal proposito elenco alcuni recentissime pubblicazioni (delle 50 selezionate) che riconoscono questa problematica di forte impatto sulla salute mentale della donna:<br \/>\n\u2022 Curley M &amp; Johnston C (2013), The characteristics and severity of psychological distress after abortion among university students, Journal of Behavioral Health Services &amp; Research 40(3):279-293.<br \/>\n\u2022 Olsson CA, Horwill E, Moore E, Eisenberg ME, Venn A et al. (2013), Social and emotional adjustment following early pregnancy in young Australian women: a comparison of those who terminate, miscarry, or complete pregnancy, J Adolesc Health 54(6):698-703.<br \/>\n\u2022 Sullins DP (2016), Abortion, substance abuse and mental health in early adulthood: Thirteen-year longitudinal evidence from the United States, SAGE Open Med 4:1-11.<\/p>\n<p>Infine in una revisione meta analitica, il Dr Greg Pike, (<em>Founding Director of Adelaide Centre for Bioethics and Culture, Australia, ABORTION AND WOMEN\u2019S HEALTH An evidence-based review for medical professionals of the impact of abortion on women\u2019s physical and mental health, April 2017<\/em>) concludeva che le donne hanno diritto di essere informate di tutti i rischi associati all\u2019aborto volontario e gli operatori sanitari hanno l\u2019obbligo di fornire tutte le informazioni rilevanti.<\/p>\n<p>In conclusione, prima di affermare che Pro Vita ha riportato dati non scientifici, bisognerebbe essere pi\u00f9 prudenti e prima di dare del bugiardo a tantissimi gruppi nel mondo di eminenti scienziati (Pro Vita ha riportato quello che questi ricercatori hanno pubblicato), bisognerebbe essere pi\u00f9 rispettosi e onesti intellettualmente. La scienza \u00e8 veramente libera quando \u00e8 vera e se vuole fare un servizio alle donne le deve informare per prevenire i danni fisici e psicologici. La salute delle donne \u00e8 un bene prezioso da salvaguardare cos\u00ec come la capacit\u00e0 di procreare ma, espropriare le donne della verit\u00e0 di informazione equivale a rubare la loro salute, il loro corpo e il loro futuro, e soprattutto la loro dignit\u00e0. Rubare beni materiali \u00e8 grave ma, rubare l\u2019anima a la dignit\u00e0 di una persona \u00e8 un delitto contro l\u2019umanit\u00e0, tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Giuseppe Noia<\/em><\/strong><em><br \/>\nDirettore Hospice Perinatale &#8211; Centro per le Cure Palliative Prenatali Policlinico Gemelli, Roma<br \/>\nPresidente AIGOC (Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici)\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/lettere-al-direttore\/articolo.php?articolo_id=61073\" target=\"_blank\">Quotidiano Sanit\u00e0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span style=\"color: #000080\"><strong><u>Articolo correlato:<\/u><\/strong><\/span><\/h3>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"KS4nMcpqhn\"><p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2018\/04\/aborto-le-conseguenze-di-cui-nessuno-parla\/\">Aborto: le conseguenze di cui nessuno parla<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content lazyload\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Aborto: le conseguenze di cui nessuno parla&#8221; &#8212; \" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2018\/04\/aborto-le-conseguenze-di-cui-nessuno-parla\/embed\/#?secret=x5rwQnnC9k#?secret=KS4nMcpqhn\" data-secret=\"KS4nMcpqhn\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" data-load-mode=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0Quotidiano Sanit\u00e0\u00a0ha pubblicato una lettera molto interessante del\u00a0prof. 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