{"id":146783,"date":"2018-04-23T06:23:47","date_gmt":"2018-04-23T05:23:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=146783"},"modified":"2018-04-23T06:23:47","modified_gmt":"2018-04-23T05:23:47","slug":"il-bullo-in-classe-figlio-della-cappa-statalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2018\/04\/il-bullo-in-classe-figlio-della-cappa-statalista\/","title":{"rendered":"Il bullo in classe figlio della cappa statalista"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bulli-di-lucca.jpg\" rel=\"attachment wp-att-146784\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-146784 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bulli-di-lucca-241x300.jpg\" alt=\"bulli-di-lucca\" width=\"151\" height=\"188\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bulli-di-lucca-241x300.jpg 241w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bulli-di-lucca.jpg 318w\" data-sizes=\"(max-width: 151px) 85vw, 151px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 151px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 151\/188;\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Marco Lepore.<\/p>\n<p><em>Di fronte al caso dello studente di Lucca che ha preso a testate il professore, al di l\u00e0 delle banalit\u00e0 ministeriali, giova ricordare due cose. La prima: non tutti gli insegnanti preparati sulla materia sono adatti a insegnare. La\u00a0seconda: anche questa violenza \u00e8 figlia della logica statale, che non consente un&#8217;autonomia gestionale che servirebbe alla scuola statale per ripartire.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 non reagisce? Perch\u00e9 non lo punisce?<a href=\"http:\/\/iltirreno.gelocal.it\/lucca\/cronaca\/2018\/04\/18\/news\/bullismo-contro-il-prof-a-lucca-indagati-tre-studenti-1.16729217\">\u00a0Guardando il video girato in quella classe di Lucca<\/a>, dove uno studente pretende con la violenza il \u201csei politico\u201d dal suo docente, e lo prende perfino a testate con un casco, ci siamo tutti fatti questa domanda: perch\u00e9 il professore non esercita la sua autorit\u00e0?\u201d E\u2019 quanto si chiede Antonio Polito in un interessante articolo uscito oggi sul\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>, a riguardo dell\u2019episodio di bullismo contro un docente avvenuto in un Istituto Tecnico di Lucca. Come \u00e8 possibile che accada una cosa simile? Sembra impossibile, eppure, come riportato da diversi organi di stampa, nei primi quattro mesi del 2018 ben 26 insegnanti sono stati aggrediti dentro o nei dintorni di scuole italiane. In pratica, uno ogni quattro giorni. Una vera e propria emergenza sociale. Cosa sta succedendo?<\/p>\n<p><strong>Il ministro uscente Fedeli<\/strong>\u00a0invoca il pugno duro e ricorda che le punizioni giungono sino all\u2019esclusione dallo scrutino finale: \u201cChi infrange le regole, chi ricorre alla violenza verbale o fisica nei confronti di professoresse e professori va sanzionato secondo le norme vigenti, che prevedono la sospensione dalle lezioni per periodi di tempo diversi a seconda della gravit\u00e0 delle azioni compiute e, nei casi pi\u00f9 gravi, anche la non ammissione allo scrutinio finale\u201c.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 la fiera delle banalit\u00e0<\/strong>: dobbiamo attendere che accadano episodi simili per ribadire concetti tanto ovvi quanto disattesi? Stando a quanto segnalato da Evangelisti su\u00a0<em>Il Messaggero<\/em>, lo scorso anno solo lo 0,1% degli studenti \u00e8 stato bocciato a causa della sua cattiva condotta. Ha ragione Polito, allora, a parlare di \u201ccultura fintamente permissiva, cinica e narcisistica, che spinge a dar ragione ai giovani anche quando hanno torto: per pavidit\u00e0, per convenienza, perch\u00e9 i ragazzi sono oggi generosi consumatori, divoratori di mode, e modelli per adultescenti che non vogliono invecchiare mai, e per questo vengono vezzeggiati anche nei loro peggiori difetti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Tuttavia, credo, non saranno le analisi n\u00e9 le regole ferree<\/strong>\u00a0(che pur ci vogliono\u2026) a fermare una frana di simile portata, sulle cui cause remote\u00a0<a href=\"http:\/\/lanuovabq.it\/it\/violenza-non-e-nella-scuola-la-radice-del-problema\">ho gi\u00e0 espresso in altro articolo il mio punto di vista<\/a>. Vorrei solo aggiungere, alle tante cose giuste gi\u00e0 evidenziate da altri pi\u00f9 competenti di me, due aspetti di cui si parla poco, probabilmente perch\u00e9 politicamente poco corretti.<\/p>\n<p><strong>Il primo, \u00e8 un tentativo di riposta alla domanda posta\u00a0<\/strong>in apertura da Polito: \u201cPerch\u00e9 non reagisce? Perch\u00e9 non lo punisce?\u201d. La risposta, al netto di tutte le motivazioni di natura sociologica e culturale espresse nell\u2019articolo, \u00e8 molto semplice da individuare per chiunque abbia lavorato un po\u2019 di tempo (particolarmente se con funzioni di responsabilit\u00e0) dentro una scuola statale: ci sono persone buone e molto preparate quanto a conoscenza della materia, che per\u00f2 non sono adatte ad insegnare.<\/p>\n<p><strong>Non sono adatte perch\u00e9 non hanno la solidit\u00e0 psicologica<\/strong>\u00a0per stare di fronte a classi che hanno mediamente un atteggiamento oppositivo; non sono adatte perch\u00e9 non hanno ricevuto a loro volta una formazione umana che gli permetta di stare davanti ai ragazzi con quella apertura e certezza che consente di non cadere nella trappola dell\u2019alternativa \u201cautoritarismo-permissivismo\u201d; non sono adatte perch\u00e9 sono esse stesse fagocitate dalla cultura odierna, che sforna adulti \u00a0\u201cgenerosi consumatori, divoratori di mode\u2026.che non vogliono invecchiare mai\u201d; non sono adatte perch\u00e9 sono deboli. Insegnare \u00e8 un mestiere difficilissimo, che necessita di risorse umane non indifferenti e comporta responsabilit\u00e0 gravissime, dato che riguarda la crescita umana e culturale delle giovani generazioni, quelle che avranno in mano la societ\u00e0 di domani.<\/p>\n<p><strong>In Italia, purtroppo, vige la logica che l\u2019insegnamento<\/strong>\u00a0\u00e8 un lavoro di ripiego, quello che fanno \u201cgli sfigati\u201d. Le analisi statistiche sull\u2019orientamento universitario dei giovani diplomati ne sono una dimostrazione: sempre meno studenti hanno come prospettiva l\u2019insegnamento e si iscrivono a scienze della formazione primaria in maggioranza quelli che hanno conseguito un voto basso all\u2019esame di maturit\u00e0 e molti che cambiano facolt\u00e0 dopo il primo anno.<\/p>\n<p><strong>Per essere ammessi all\u2019insegnamento occorrerebbero<\/strong>\u00a0selezioni accuratissime sotto diversi profili, mentre nella scuola entra di tutto e di pi\u00f9, grazie alla imperante logica sindacale che ne ha modificato geneticamente lo scopo, trasformando un luogo di educazione e formazione in un ammortizzatore sociale.<\/p>\n<p><strong>Altro aspetto che non viene messo in luce \u00e8 questo:<\/strong>\u00a0perch\u00e9 questi episodi accadono solo nella scuola statale? Vero \u00e8 che la scuola non statale rappresenta \u201csolo\u201d il 10% del sistema nazionale di istruzione, per\u00f2 questa non \u00e8 una spiegazione esauriente. La ragione vera \u00e8 che la scuola non statale dispone di quella autonomia gestionale che servirebbe alla scuola statale per ripartire: possibilit\u00e0 di assunzione diretta del personale; figure dirigenziali dedicate alla supervisione didattica ed educativa; maggiore coinvolgimento delle famiglie e dunque possibilit\u00e0 di un rapporto coi genitori pi\u00f9 stretto ed efficace; esistenza di un Ente Gestore che si prende a cuore la scuola in tutti i suoi aspetti, mentre lo Stato \u00e8 presenza evanescente.<\/p>\n<p><strong>Forse, se si avesse il coraggio di mettere a tema questi aspetti<\/strong>\u00a0politicamente scorretti, si riuscirebbe anche ad individuare la strada percorribile per uscire dalla melma in cui si \u00e8 infilata la scuola italiana: una vera e completa autonomia. Tutte le analisi fatte in questi giorni sono utili e sacrosante, ma non possono essere risolutive, mentre da qui si potrebbe davvero ripartire.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/il-bullo-in-classe-figlio-della-cappa-statalista\" target=\"_blank\">La nuova Bussola Quotidiana<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Lepore. Di fronte al caso dello studente di Lucca che ha preso a testate il professore, al di l\u00e0 delle banalit\u00e0 ministeriali, giova ricordare due cose. La prima: non tutti gli insegnanti preparati sulla materia sono adatti a insegnare. 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