{"id":146763,"date":"2018-04-19T06:26:05","date_gmt":"2018-04-19T05:26:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=146763"},"modified":"2018-04-19T06:26:05","modified_gmt":"2018-04-19T05:26:05","slug":"mira-il-tuo-pop-il-rap-stonato-del-vescovo-a-fedez","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2018\/04\/mira-il-tuo-pop-il-rap-stonato-del-vescovo-a-fedez\/","title":{"rendered":"Mira il tuo pop, il rap stonato del vescovo a Fedez"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/stagliano.jpg\" rel=\"attachment wp-att-146764\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-146764 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/stagliano-237x300.jpg\" alt=\"stagliano\" width=\"178\" height=\"225\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/stagliano-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/stagliano.jpg 398w\" data-sizes=\"(max-width: 178px) 85vw, 178px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 178px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 178\/225;\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Aurelio Porfiri.<\/p>\n<p><em>Il vescovo di Noto e il rap per Fedez. Che ci possano essere valori positivi anche nelle canzonette non \u00e8 in discussione, ma il poco che si salva non giustifica il tanto che corrompe. Di questo \u201ccristianesimo umano\u201d non ce ne facciamo nulla. Oggi siamo una perferia culturale, sempre pronti ad esaltarci per i rimasugli che i poteri del mondo ci lanciano.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Tempo fa avevo gi\u00e0 parlato di Monsignor Antonio Staglian\u00f2, vescovo di Noto e propugnatore di una \u201c<em>pop theology<\/em>\u201d. Credo di averlo fatto con il rispetto che si deve alle persone, ma anche con la fermezza necessaria nella lotta delle idee. Ora, vorrei continuare ad occuparmene per spiegare perch\u00e9 penso (e non sono il solo) che la strategia che c\u2019\u00e8 dietro questo tipo di idee non \u00e8 utile, \u00e8 anzi deleteria per l\u2019annuncio evangelico. Mi viene l\u2019occasione da diversi articoli apparsi sugli organi di stampa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019<em>Avvenire di Calabria<\/em>\u00a0ha pubblicato un articolo<\/strong>\u00a0(12\/4\/2018) che dice: \u201cMons. Antonio Staglian\u00f3 (Vescovo di Noto) durante la puntata de &#8220;<em>La Vita in Diretta<\/em>&#8221; del 9 Aprile 2018, al conduttore Marco Liorni dichiara di aver scritto una canzone per il rapper Fedez che spera di consegnarlo di persona al matrimonio che si celebrer\u00e0 il 31 Agosto 2018 nella Cattedrale di Noto. La &#8220;Pop Theology&#8221; del Vescovo di Noto, ai giovani piace, e sicuramente \u00e8 un buon metodo per avvicinarli alla chiesa\u201d. (Contattato dalla\u00a0<em>Nuova BQ<\/em>\u00a0Staglian\u00f2 ha poi chiarito che Fedez e Chiara Ferragni si sposeranno nel Comune della perla siciliana e non in Cattedrale ndr)<\/p>\n<p><strong>Ora, io non so cosa significa l\u2019affermazione che questa \u201cteologia\u201d piace ai giovani<\/strong>\u00a0e che questo \u00e8 un buon metodo per avvicinare gli stessi alla Chiesa. Mi verrebbe da chiedere all\u2019articolista (e al Monsignore): a quale idea di Chiesa li stiamo avvicinando? Perch\u00e9 non basta dire che tu stai avvicinando qualcuno a qualcosa per aver compiuto l\u2019essenza di verit\u00e0 che dovrebbe e potrebbe essere implicita in quell\u2019incontro, quando cio\u00e8 uno dei termini dell\u2019incontro viene presentato in un senso depotenziato. Certo bisogna sempre fare compromessi in un incontro, ma fino a che punto?<\/p>\n<p><strong>Ma prosegue l\u2019articolo:\u00a0<\/strong>\u201cPoi, arriva l&#8217;annuncio ufficiale della pubblicazione sui\u00a0<em>digital Store<\/em>, della canzone &#8220;<em>Indimenticabile Sei<\/em>&#8220;, il cui testo \u00e8 di Mons. Antonio Staglian\u00f3 e la musica del dehoniano orante Antonio Cospito\u00a0(gi\u00e0 famoso in tutto il mondo per aver scritto la prima canzone per Papa Francesco). Inoltre, dalle dichiarazioni di Cospito, si evince la &#8220;viva&#8221; volont\u00e0 di portare un testo del Vescovo di Noto, al prossimo &#8220;Festival di Sanremo&#8221; con un big della canzone italiana\u201d.<\/p>\n<p><strong>La mia personale perplessit\u00e0 (e tristezza)\u00a0<\/strong>\u00e8 che si possa pensare che questo rincorrere il mondo possa servire per convertirlo e non invece per rafforzarlo.\u00a0In Giovanni (17, 12-19) viene detto: \u201cQuand&#8217;ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro \u00e8 andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perch\u00e9 si adempisse la Scrittura.\u00a0 Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perch\u00e9 abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perch\u00e9 essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verit\u00e0. La tua parola \u00e8 verit\u00e0. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch&#8217;io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perch\u00e9 siano anch&#8217;essi consacrati nella verit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ora, nessuno vuole pensare che il semplice\u00a0<\/strong>ascoltare musica pop possa pervertire le persone, ma non \u00e8 un mistero che molti dei messaggi del mondo nel senso giovanneo sono proprio veicolati dai potentati e dalle lobbies politiche e culturali attraverso il mezzo della musica pop, che quindi andrebbe redenta e verso la quale bisognerebbe mettere in guardia proprio i giovani, non esser acriticamente accettata. A me sembra la decennale desistenza della Chiesa al mondo che si oppone proprio a quello che il Vangelo annuncia.<\/p>\n<p><strong>Questo correre appresso alla giovent\u00f9 che per definzione \u201cfugge\u201d<\/strong>\u00a0era stata gi\u00e0 ben identificata da Romano Amerio: \u201cLa giovent\u00f9 essendo la vita incipiente, bisogna che essa si rappresenti e che le venga rappresentato l\u2019intero della vita, cio\u00e8 il fine in cui la virtualit\u00e0 dell\u2019incipiente deve adempirsi, la forma in cui la potenza ha da spiegarsi. La vita \u00e8 difficile o, se si vuole, seria. (&#8230;) L\u2019uomo non deve, come si suol dire, realizzarsi, ma realizzare i valori per cui \u00e8 fatto e che esigono che egli si trasformi. Ed \u00e8 curioso che mentre la teologia postconciliare frequenta il vocabolo met\u00e0noia, che vuol dire trasformazione della mente, faccia poi tanta forza sulla realizzazione di s\u00e9 stesso. Seguire la pendenza \u00e8 dolce, osteggiare il proprio io per modellarlo \u00e8 aspro. Tale asprezza fu riconosciuta nella filosofia, nella poesia gnomica, nella politica, nel mito. Ogni bene si acquista o si conquista a prezzo di fatica. Gli d\u00e8i, dice il sapiente greco, hanno messo il sudore tra noi e la virt\u00f9, e Orazio: \u00ab<em>multa tulit fecitque puer, sudavit et alsit<\/em>\u00bb (Ars poet., 413) 150. (&#8230;) Oggi la vita \u00e8 presentata ai giovani irrealisticamente come gioia, prendendo la gioia in isperanza, che serena l\u2019animo in via, per la gioia piena che la appaga soltanto in termino. La durezza dell\u2019umano vivere, dipinto un tempo nelle orazioni pi\u00f9 frequentate come valle di lacrime, viene negata o dissimulata. E poich\u00e9 con quello scambio la felicit\u00e0 viene figurata come lo stato proprio dell\u2019uomo e dunque dovuto all\u2019uomo, l\u2019ideale \u00e8 di preparare ai giovani una strada \u00absecura d\u2019ogn\u2019intoppo e d\u2019ogni sbarro\u00bb (Purg., XXXIII, 42). Perci\u00f2 ai giovani pare ingiustizia ogni ostacolo da saltare e lo sbarro \u00e8 riguardato non come prova, ma come scandalo. Gli adulti hanno ripudiato l\u2019esercizio dell\u2019autorit\u00e0 per voler piacere, giacch\u00e9 credono non potere essere amati se non carezzino e non piacciano. Conviene loro il monito del Profeta: \u00abVae quae consuunt pulvillos sub omni cubito manus et faciunt cervicalia sub capite universae aetatis\u00bb (Ezech., 13, 18)\u201d.<\/p>\n<p><strong>In una risposta a Ragusa Oggi<\/strong>, che ne contestava alcune delle posizioni \u201caperturiste\u201d di cui sopra, il Vescovo Staglian\u00f2 affermava: \u201cPersonalmente non ho nessuna velleit\u00e0 di fare il cantante essendo piuttosto un predicatore. Lungi da me, dunque, anche solo il desiderio di andare a Sanremo. In quanto predicatore e scrittore di saggi teologico-pastorali, nonch\u00e9 di libri di poesie, sto da anni lavorando sul rapporto tra \u201cmusica e predicazione\u201d, sviluppando tre registri di ricerca: il primo \u00e8 la \u201ccantillazione omiletica\u201d come forma retorica non tanto per attrarre l\u2019attenzione dei giovani ma per comunicare in maniera pi\u00f9 diretta e profonda le verit\u00e0 del Vangelo in un\u2019omelia; il secondo \u00e8 la predicazione pi\u00f9 ampia del Vangelo attraverso l\u2019utilizzo delle canzonette conosciute dai giovani, come \u00e8 ben spiegato da due mie opere uscite recentemente con Rubbettino (\u201c<em>Credo negli esseri umani cantando la buona novella pop<\/em>\u201d e \u201c<em>Pop Teology per giovani. Autocritica del cattolicesimo convenzionale per un cristianesimo umano<\/em>\u201d); il terzo \u00e8 l\u2019autocomponimento di testi e musica da far cantare possibilmente ai big\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ora, io non sono proprio sicuro che la \u201ccantillazione omiletica\u201d<\/strong>\u00a0sia veramente cos\u00ec efficace come il presule afferma, anzi sono sicuro del contrario. Da musicista di Chiesa, mi sembra che per pretendere rispetto del ruolo del canto nella liturgia devo anche stare attento che siano rispettate le altre modalit\u00e0 espressive, come quella della predicazione che usa il parlato; la Messa non \u00e8 un happening.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa predicazione pi\u00f9 ampia del Vangelo<\/strong>\u00a0attraverso l\u2019uso delle canzonette\u201d \u00e8 per me anche fuorviante. Ho visto Sua Eccellenza esibirsi durante l\u2019omelia in alcune canzoni di big della musica leggera del panorama italiano, canzoni che comunicavano proprio quel messaggio di desolazione per il quale la Chiesa dovrebbe essere un\u2019alternativa, non una piattaforma di lancio. Che ci possano essere valori positivi anche nelle canzonette non \u00e8 in discussione, come ci possono essere (e ci sono) anche valori positivi in ideologie che sono in opposizione con il messaggio della Chiesa. Ma il poco che si salva non giustifica il tanto che corrompe.<\/p>\n<p><strong>Se poi Sua Eccellenza vuole mettersi a comporre canzoni pop, \u00e8 nel suo diritto.<\/strong>\u00a0Ognuno pu\u00f2 avere gli hobbies e gli interessi culturali che crede. Ma se pensa che in questo modo convertir\u00e0 un certo mondo culturale credo si sbagli di grosso. Molti che hanno tentato di correre appresso a certa modernit\u00e0 non hanno fatto altro che mostrare il fiato corto della Chiesa attuale. Fiato corto mostrato da un\u2019altra risposta del Vescovo a Ragusa Oggi: \u201cStia poi certo che personalmente lavoro indefessamente per la mia amata Diocesi per la quale spendo tutto il mio tempo e le mie energie, checch\u00e9 possano osservare alcune persone dal cuore pieno di astio e di livore. D\u2019altronde, da sempre il lavoro per il Vangelo \u00e8 contrastato da colui che nel loro ultimo CD i Decibel chiamano l\u2019Anticristo e il Nuovo Testamento chiama \u201cLeone ruggente\u201d. La saluto di cuore chiedendo sommessamente un atteggiamento meno malevole del suo giornale nei miei confronti e nei confronti del mio operato, sempre disponibile a ricevere qualsiasi suo giornalista che voglia interessarsi realmente di fatti e non di chiacchiere\u201d.<\/p>\n<p><strong>I Decibel citati prima del Vangelo<\/strong>&#8230;pu\u00f2 sembrare una noncuranza ma a me fa veramente un effetto\u00a0strano. E in effetti il titolo del libro di Mons. Staglian\u00f2 dice molto, \u201c<em>Pop Teology per giovani. Autocritica del cattolicesimo convenzionale per un cristianesimo umano<\/em>\u201d, questa opposizione fra il cristianesimo convenzionale (intende della Tradizione?) per raggiungere un \u201ccristianesimo umano\u201d, questa idea che a me ricorda molto quella della svolta antropologica di rahneriana memoria. E potrei dire che di questo \u201ccristianesimo umano\u201d non ce ne facciamo nulla, perch\u00e9 vorremmo sempre che ci venga mostrato il suo carattere divino, perch\u00e9 dell\u2019umano abbiamo gi\u00e0 abbastanza.<\/p>\n<p><strong>Un tempo la Chiesa era madre di cultura<\/strong>, un tempo i potentati economici si piegavano all\u2019arte dei grandi che lavoravano per la Chiesa, la grande musica \u00e8 nata anche grazie alla Chiesa. Oggi siamo una periferia culturale, sempre pronti ad esaltarci per i rimasugli che i poteri del mondo, ormai incontrastati, ci lanciano oramai indifferenti.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/mira-il-tuo-pop-il-rap-stonato-del-vescovo-a-fedez\" target=\"_blank\">La nuova Bussola Quotidiana<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Aurelio Porfiri. Il vescovo di Noto e il rap per Fedez. Che ci possano essere valori positivi anche nelle canzonette non \u00e8 in discussione, ma il poco che si salva non giustifica il tanto che corrompe. Di questo \u201ccristianesimo umano\u201d non ce ne facciamo nulla. 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