{"id":146757,"date":"2018-04-18T06:40:57","date_gmt":"2018-04-18T05:40:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=146757"},"modified":"2018-04-18T06:40:57","modified_gmt":"2018-04-18T05:40:57","slug":"ecco-come-e-stata-imposta-la-comunione-in-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2018\/04\/ecco-come-e-stata-imposta-la-comunione-in-mano\/","title":{"rendered":"Ecco come \u00e8 stata &#8220;imposta&#8221; la comunione in mano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/comunione_mano.jpg\" rel=\"attachment wp-att-146758\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-146758 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/comunione_mano-300x271.jpg\" alt=\"comunione_mano\" width=\"175\" height=\"158\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/comunione_mano-300x271.jpg 300w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/comunione_mano.jpg 388w\" data-sizes=\"(max-width: 175px) 85vw, 175px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 175px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 175\/158;\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Luisella Scrosati.<\/p>\n<p><em>Un sacerdote compie lo studio pi\u00f9 approfondito su come si \u00e8 arrivati a concedere la distribuzione della comunione in mano che Paolo VI e la maggioranza dei vescovi bocci\u00f2. Anzitutto con un indulto che doveva essere rivolto solo a quelle diocesi dove si commettevano abusi. Ma poi la &#8220;moda&#8221; \u00e8 dilagata. Resta il fatto che la ricezione della comunione in ginocchio e in bocca sia legge universale della Chiesa, la forma consuetudinaria attuale sia solo frutto di una concessione.\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Don Federico Bortoli \u00e8 attualmente parroco della parrocchia Sant\u2019Andrea Spostolo in Acquaviva, Diocesi di San Marino Montefeltro. E\u2019 inoltre Cancelliere vescovile, Vicario giudiziale e consulente ecclesiastico dell\u2019Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti. Presso il Tribunale Ecclesiastico Flaminio di Bologna \u00e8 Difensore del Vincolo. Il libro\u00a0<em>La distribuzione della Comunione sulla mano<\/em>, pubblicato lo scorso 22 febbraio \u00e8 la sua tesi di Dottorato in Diritto Canonico. E\u2019 su questo importante tema che lo abbiamo intervistato.<\/p>\n<p><strong>Il documento di riferimento relativamente alla distribuzione della S. Comunione sulla mano \u00e8 l&#8217;Istruzione della Sacra Congregazione per il Culto Divino\u00a0<em>Memoriale Domini<\/em>\u00a0(29 maggio 1969, d\u2019ora in avanti MD), voluta da Paolo VI. Sinteticamente, ci pu\u00f2 dire perch\u00e9 nasce questo documento e quali indicazioni contiene?<\/strong><br \/>\nIl documento nasce perch\u00e9, negli anni immediatamente successivi al Vaticano II, si era diffuso in alcuni paesi l&#8217;uso di ricevere la Comunione sulla mano. Si trattava evidentemente di un abuso liturgico, che metteva le sue radici proprio in quei paesi in cui gi\u00e0 si erano registrate problematiche dottrinali relative al mistero della Santa Eucaristia: Belgio, Olanda, Francia e Germania. La Santa Sede, non riuscendo a fermare questo abuso, decise di consultare tutti i vescovi sulla questione. Questa decisione di Paolo VI permette gi\u00e0 di capire l&#8217;importanza dell&#8217;argomento. Lo dico, perch\u00e9 diverse persone ritengono che si tratti di un aspetto marginale, non importante.<\/p>\n<p><strong>E cosa risult\u00f2 da questa consultazione?<\/strong><br \/>\nLa maggioranza dei vescovi espresse la propria contrariet\u00e0 nei confronti dell&#8217;introduzione di questa pratica. MD<em>\u00a0<\/em>recep\u00ec l&#8217;esito della consultazione e conferm\u00f2 che la norma universale per ricevere la Comunione \u00e8 appunto quella di riceverla direttamente sulla lingua, dandone profonde argomentazioni. Nel contempo, per\u00f2, consentiva alle Conferenze Episcopali di quei territori in cui l&#8217;abuso si era gi\u00e0 verificato di poter chiedere un indulto per la Comunione sulla mano, se il proprio episcopato, riunito per votare sulla questione, avesse raggiunto la maggioranza dei due terzi.<\/p>\n<p><strong>MD<em>\u00a0<\/em>conferma quindi che le due modalit\u00e0 di ricevere l&#8217;Eucaristia non sono sullo stesso piano?<\/strong><br \/>\nAssolutamente. Nel libro riporto integralmente l&#8217;Istruzione, dalla cui lettura si comprende chiaramente che la disciplina ritenuta tradizionale e universale \u00e8 quella della Comunione in bocca, perch\u00e9 \u201cpoggia su di una tradizione plurisecolare, ma specialmente perch\u00e9 esprime e significa il riverente rispetto dei fedeli verso la santa Eucaristia\u201d. Inoltre perch\u00e9 \u201csi evita il pericolo di profanare le specie eucaristiche\u201d. Il documento non equipara le due forme. La Comunione sulla lingua \u00e8 raccomandata ed \u00e8 considerata il modo pi\u00f9 consono per ricevere l\u2019Eucaristia, mentre la Comunione sulla mano \u00e8 consentita, a patto che si osservino certe precauzioni, come quello di controllare se rimangono dei frammenti sul palmo della mano.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;altro aspetto dell&#8217;Istruzione che lei mette in risalto nel suo libro \u00e8 il fatto che l&#8217;indulto non doveva essere concesso a chiunque lo chiedesse, ma solo a quelle Conferenze Episcopali nel cui territorio si erano gi\u00e0 verificati degli abusi.<\/strong><br \/>\nEsatto. La richiesta poteva essere fatta solo in quelle situazioni in cui c&#8217;era l&#8217;abuso di ricevere la Comunione sulla mano. Dove questo non c&#8217;era, l&#8217;indulto non poteva essere richiesto. Cos&#8217;\u00e8 accaduto, per\u00f2? Che all&#8217;inizio si \u00e8 osservato questo criterio; poi, quasi tutte le Diocesi hanno chiesto e ottenuto l&#8217;indulto, anche dove non c&#8217;era questa necessit\u00e0. Il Cardinal Knox, che era allora Prefetto del Culto Divino, accolse anche le domande di altre conferenze episcopali. E&#8217; un fatto che l&#8217;interpretazione della MD<em>\u00a0<\/em>da parte del Cardinale non \u00e8 stata corretta.<\/p>\n<p><strong>Nel suo libro, lei fa notare che nel gennaio 1977, Paolo VI, tramite il Cardinal Villot, chiese al Cardinal Knox di rendergli nota la situazione relativa alla concessione degli indulti, alla modalit\u00e0 della loro applicazione ed anche di verificare se, in seguito all&#8217;applicazione dell&#8217;indulto, si fossero verificati abusi, profanazioni, o se fosse diminuita la devozione dei fedeli verso l&#8217;Eucaristia. Ma il Cardinale sembr\u00f2 minimizzare molto i problemi reali&#8230;<\/strong><br \/>\nI papi, Paolo VI prima e Giovanni Paolo II poi, avevano colto la problematica, anche grazie alle segnalazioni del Cardinal Bafile. Nonostante ci\u00f2, il Cardinal Knox ha proseguito per la sua strada, sminuendo quanto il Cardinal Bafile aveva chiaramente messo in evidenza. Paolo VI non chiese a Knox di valutare i suggerimenti del Cardinal Bafile, ma di pensare a come applicarli concretamente. Questi suggerimenti erano in sostanza la sospensione della concessione di nuovi indulti, la necessit\u00e0 di ricordare che la pratica della Comunione sulla mano \u00e8 comunque sconsigliata dalla Chiesa e che, laddove l&#8217;indulto non era stato concesso, essa costituiva anche un abuso.<\/p>\n<p><strong>Quello che passa di fatto, soprattutto a partire dall&#8217;articolo pubblicato da padre Annibale Bugnini sull&#8217;Osservatore Romano (1973), da lei segnalato, \u00e8 che la nuova prassi sia addirittura migliore, pi\u00f9 fedele al modo antico di ricevere l&#8217;Eucaristia&#8230;<\/strong><br \/>\nL&#8217;idea di MD era quella di legalizzare l&#8217;abuso, laddove non si riusciva a sconfiggerlo; ma veniva comunque richiesta una catechesi secondo il testo dell&#8217;Istruzione, una catechesi che cio\u00e8 doveva mettere in luce i pregi della pratica di ricevere la Comunione in bocca ed i rischi che si correvano con la nuova prassi,\u00a0<em>in primis<\/em>\u00a0la dispersione dei frammenti. Le catechesi non dovevano promuovere la Comunione sulla mano, come di fatto si \u00e8 verificato, ma in qualche modo sconsigliarla, pur senza proibirla. Ancora oggi, si parla della Comunione sulla mano come il modo migliore, fedele alle origini e fedele alla Riforma liturgica. Un punto fondamentale del libro \u00e8 quello di dimostrare che invece\u00a0<em>Sacrosanctum Concilium<\/em>\u00a0non ne parla affatto. E neppure ne parlano i documenti successivi, n\u00e9 il nuovo Messale Romano, ma solo\u00a0<em>Memoriale Domini<\/em>, che la pone nei termini di indulto. Certamente l&#8217;articolo di Bugnini ha dato una direzione, ma estranea ai testi del Concilio.<\/p>\n<p><strong>Dopo MD, non ci sono stati altri documenti espliciti. Allo stato attuale, quali sono allora le disposizioni della Chiesta relativamente alla distribuzione della Comunione?<\/strong><br \/>\nRisulta particolarmente esemplificativo il documento che riporto in Appendice di Mons. Bialasik, Vescovo della Diocesi di Oruro, che afferma chiaramente che la Comunione in bocca \u00e8 la legge universale della Chiesa, come stabilisce la MD. Quindi la Comunione sulla lingua \u00e8 legge universale, mentre quella sulla mano \u00e8 un indulto, un&#8217;eccezione. L&#8217;altro riferimento fondamentale, oltre a MD, \u00e8\u00a0<em>Redemptionis Sacramentum<\/em>, 92, che parla del diritto del fedele di ricevere la Comunione sulla lingua, ed anche in ginocchio<\/p>\n<p><strong>Anche nella catechesi, soprattutto ai bambini, bisognerebbe insegnare il modo proprio di ricevere l&#8217;Eucaristia, cio\u00e8 quello sulla lingua&#8230;<\/strong><br \/>\nEsatto. Si dovrebbe chiaramente dire che il modo migliore per ricevere l\u2019Eucaristia \u00e8 in bocca e se proprio si vuole ricevere la Comunione sulla mano, di farlo con la maggior attenzione possibile. Io, come parroco, chiaramente non posso proibire, ma posso sconsigliare, far presenti le problematiche ed educare. Va per\u00f2 anche detto che la stessa\u00a0<em>Redemptionis Sacramentum<\/em>, 91, stabilisce che \u201cse c\u2019\u00e8 pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un altro aspetto che lei mette bene in luce \u00e8 il fatto che l&#8217;ottenimento dell&#8217;indulto da parte di una Conferenza Episcopale non comporta l&#8217;obbligo, da parte dei singoli Vescovi, di applicarlo.<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 un altro aspetto fondamentale. L&#8217;ottenimento dell&#8217;indulto da parte della Conferenza episcopale non comporta la sua automatica applicazione nelle singole diocesi. Semplicemente esso \u00e8 il presupposto per cui un vescovo possa decidere di avvalersi o meno dell&#8217;indulto. In Italia \u00e8 invece avvenuto il contrario: si \u00e8 pensato che l&#8217;indulto concesso alla CEI autorizzasse la recezione della Comunione sulla mano in tutte le diocesi d&#8217;Italia. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Ogni vescovo pu\u00f2 decidere se applicarlo e in quale modalit\u00e0. Il Vescovo di Oruro, per esempio, nel gennaio del 2016 ha emanato un decreto con il quale ha proibito sul territorio della sua diocesi che si ricevesse la Comunione sulla mano. Questo potrebbe farlo ogni vescovo; anzi, a rigor di logica, senza un decreto dei singoli vescovi con cui si dichiara di voler recepire l&#8217;indulto ottenuto dalla Conferenza episcopale, la Comunione sulla mano non \u00e8 lecita. Anche Mons. Laise, in Argentina, non ha recepito l&#8217;indulto. E&#8217; stato accusato dagli altri vescovi di non essere in comunione con loro; lui, allora si \u00e8 rivolto alla Santa Sede, che gli ha dato ragione.<\/p>\n<p><strong>Il suo libro \u00e8 impreziosito dalla pubblicazioni di inediti&#8230;<\/strong><br \/>\nSenza dubbio, la novit\u00e0 principale e pi\u00f9 importante del libro \u00e8 quella di far conoscere la documentazione inedita del Fondo Ghiglione, dove si descrivono le dinamiche con cui \u00e8 stata introdotta la Comunione sulla mano. Si tratta di comunicazioni epistolari tra i vari Dicasteri della Curia romana, di segnalazioni pervenute alla Santa Sede e soprattutto la parte pi\u00f9 corposa di queste comunicazioni riguarda gli scritti del cardinal Domenico Bafile, che \u00e8 stato prima Nunzio in Germania \u2013 e quindi proprio in uno di quei luoghi in cui l&#8217;abuso si \u00e8 presentato precocemente, rendendosi conto di tutte le problematiche connesse -, e poi Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Nel libro riporto gli scritti inviati a Paolo VI e a Giovanni Paolo II, che manifestano la sua preoccupazione per la diffusione della Comunione sulla mano, le problematiche connesse, ed indicano anche dei passi concreti da mettere in atto. La preoccupazione maggiore del Cardinale era la dispersione dei frammenti, pressoch\u00e9 inevitabile con la Comunione sulla mano. E poi il fatto di favorire irriverenze verso l&#8217;Eucaristia, nonch\u00e9 l&#8217;indebolimento della fede nella Presenza reale. Sia Paolo VI che Giovanni Paolo II hanno dato ampio credito alle segnalazioni di Bafile. Ne \u00e8 prova il fatto che il Santo Pontefice, il 24 febbraio 1980, pubblic\u00f2 la Lettera\u00a0<em>Dominicae Cenae<\/em>, dove parlava esplicitamente di \u201cdeplorevoli mancanze di rispetto nei confronti delle specie eucaristiche\u201d, legate alla pratica della Comunione sulla mano. Un mese dopo Giovanni Paolo II prese la grave e importante decisione di sospendere la concessione di nuovi indulti, considerando seriamente l\u2019ipotesi di non concederne pi\u00f9 in avvenire, anche se poi dal 3 aprile 1985 viene ripresa la concessione di nuovi indulti.<\/p>\n<p><strong>Forse la possibilit\u00e0 di concedere indulti, pur avendo Paolo VI espresso chiaramente l\u2019insegnamento della Chiesa sulla modalit\u00e0 di ricevere l\u2019Eucaristia e pur avendo indicato le limitazioni con cui dovevano essere concessi tali indulti (poi non rispettate), \u00e8 stata comunque una porta aperta\u2026<\/strong><br \/>\nIn effetti la possibilit\u00e0 di indulto \u00e8 stata forse una debolezza. C\u2019\u00e8 una parte del libro in cui parlo del ruolo dell\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica, dove cerco di mostrare \u2013 col senno di poi \u2013 che la concessione dell\u2019indulto ha in qualche modo permesso di arrivare alla situazione che \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Se si fosse semplicemente recepita la contrariet\u00e0 della maggioranza dei vescovi consultati alla possibilit\u00e0 di ricevere la Comunione sulla mano, forse le cose sarebbero andate diversamente. E\u2019 necessario tener presente la priorit\u00e0 di custodire nel miglior modo possibile l\u2019Eucaristia dalla possibilit\u00e0 di dispersione dei frammenti e da altre possibili profanazioni, che sono chiaramente facilitate dalla nuova modalit\u00e0 concessa. Giovanni Paolo II, nell\u2019enciclica\u00a0<em>Ecclesia de Eucharistia<\/em>, ha insegnato che \u201cnon c&#8217;\u00e8 pericolo di esagerare nella cura di questo Mistero\u201d (n. 61). Quest\u2019affermazione \u00e8 decisiva.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/lanuovabq.it\/it\/ecco-come-e-stata-imposta-la-comunione-in-mano\" target=\"_blank\">La nuova Bussola Quotidiana<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luisella Scrosati. 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