{"id":145421,"date":"2018-01-06T08:36:02","date_gmt":"2018-01-06T07:36:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=145421"},"modified":"2018-01-06T08:36:02","modified_gmt":"2018-01-06T07:36:02","slug":"professione-delle-verita-immutabili-riguardo-al-matrimonio-sacramentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2018\/01\/professione-delle-verita-immutabili-riguardo-al-matrimonio-sacramentale\/","title":{"rendered":"Professione delle verit\u00e0 immutabili riguardo al matrimonio sacramentale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Peta_Schneider_Lenga.jpg\" rel=\"attachment wp-att-145422\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-145422 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Peta_Schneider_Lenga-294x300.jpg\" alt=\"peta_schneider_lenga\" width=\"188\" height=\"191\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Peta_Schneider_Lenga-294x300.jpg 294w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Peta_Schneider_Lenga.jpg 751w\" data-sizes=\"(max-width: 188px) 85vw, 188px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 188px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 188\/191;\" \/><\/a><\/p>\n<p>di:<\/p>\n<p>+\u00a0<strong>Tomash Peta<\/strong>,\u00a0<em>Arcivescovo Metropolita dell\u2019Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana<\/em><\/p>\n<p>+\u00a0<strong>Jan Pawel Lenga<\/strong>,\u00a0<em>Arcivescovo-Vescovo emerito di Karaganda<\/em><\/p>\n<p>+\u00a0<strong>Athanasius Schneider,<\/strong>\u00a0<em>Vescovo Ausiliare dell\u2019Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la pubblicazione dell\u2019Esortazione Apostolica \u201cAmoris laetitia\u201d (2016) vari vescovi hanno emanato a livello locale, regionale e nazionale norme applicative riguardanti la disciplina sacramentale di quei fedeli, detti \u201cdivorziati risposati\u201d, i quali, vivendo ancora il loro coniuge al quale sono uniti con un valido vincolo matrimoniale sacramentale, hanno tuttavia iniziato una stabile convivenza\u00a0<em>more uxorio<\/em>\u00a0con una persona che non \u00e8 il loro coniuge legittimo.<\/p>\n<p>Le norme menzionate prevedono tra l\u2019altro che in casi individuali le persone, dette \u201cdivorziati risposati\u201d, possano ricevere il sacramento della Penitenza e la Santa Comunione, pur continuando a vivere abitualmente e intenzionalmente\u00a0<em>more uxorio<\/em>\u00a0con una persona che non \u00e8 il loro coniuge legittimo. Tali norme pastorali hanno ricevuto l\u2019approvazione da parte di diverse autorit\u00e0 gerarchiche. Alcune di queste norme hanno ricevuto l\u2019approvazione persino da parte della suprema autorit\u00e0 della Chiesa.<\/p>\n<p>La diffusione di tali norme pastorali, ecclesiasticamente approvate, ha causato una notevole e sempre pi\u00f9 crescente confusione tra i fedeli e il clero, una confusione che tocca le centrali manifestazioni della vita della Chiesa, quali sono il matrimonio sacramentale con la famiglia, la chiesa domestica e il sacramento della Santissima Eucaristia.<\/p>\n<p>Secondo la dottrina della Chiesa solamente il vincolo matrimoniale sacramentale costituisce una chiesa domestica (cf. Concilio Vaticano Secondo,\u00a0<em>Lumen gentium<\/em>, 11). L\u2019ammissione dei fedeli cosiddetti \u201cdivorziati risposati\u201d alla Santa Comunione, che \u00e8 la massima espressione dell\u2019unit\u00e0 di Cristo-Sposo con la Sua Chiesa, significa nella pratica un modo d\u2019approvazione o di legittimazione del divorzio, e in questo senso una specie di introduzione del divorzio nella vita della Chiesa.<\/p>\n<p>Le menzionate norme pastorali si rivelano di fatto e col tempo come un mezzo di diffusione della \u201cpiaga del divorzio\u201d, un\u2019espressione usata dal Concilio Vaticano Secondo (cf.\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>, 47). Si tratta di una diffusione della \u201cpiaga del divorzio\u201d persino nella vita della Chiesa, quando la Chiesa, invece, dovrebbe essere, a causa della sua fedelt\u00e0 incondizionata alla dottrina di Cristo, un baluardo e un inconfondibile segno di contraddizione contro la piaga ogni giorno pi\u00f9 dilagante del divorzio nella societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>In modo inequivoco e senza ammettere nessuna eccezione Nostro Signore e Redentore Ges\u00f9 Cristo ha solennemente riconfermato la volont\u00e0 di Dio riguardo al divieto assoluto del divorzio. Un\u2019approvazione o legittimazione della violazione della sacralit\u00e0 del vincolo matrimoniale, seppure indirettamente tramite la menzionata nuova disciplina sacramentale, contraddice in modo grave l\u2019espressa volont\u00e0 di Dio e il Suo comandamento. Tale pratica rappresenta perci\u00f2 un\u2019alterazione sostanziale della bimillenaria disciplina sacramentale della Chiesa. Inoltre, una disciplina sostanzialmente alterata comporter\u00e0 col tempo anche un\u2019alterazione nella corrispondente dottrina.<\/p>\n<p>Il costante Magistero della Chiesa, cominciando dagli insegnamenti degli Apostoli e di tutti i Sommi Pontefici, ha conservato e fedelmente trasmesso sia nella dottrina (nella teoria) sia nella disciplina sacramentale (nella pratica) in modo inequivoco, senza alcuna ombra di dubbio e sempre nello stesso senso e nello stesso significato (<em>eodem sensu eademque sententia<\/em>) il cristallino insegnamento di Cristo riguardo all\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio.<\/p>\n<p>A causa della sua natura Divinamente stabilita, la disciplina dei sacramenti non deve mai contraddire la parola rivelata di Dio e la fede della Chiesa nell\u2019indissolubilit\u00e0 assoluta del matrimonio rato e consumato. \u201cI sacramenti non solo suppongono la fede, ma con le parole e gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono; perci\u00f2 vengono chiamati sacramenti della fede\u201d (Concilio Vaticano Secondo,\u00a0<em>Sacrosanctum Concilium<\/em>, 59). \u201cNeppure l\u2019autorit\u00e0 suprema nella Chiesa pu\u00f2 cambiare la liturgia a sua discrezione, ma unicamente nell\u2019obbedienza della fede e nel religioso rispetto del mistero della liturgia\u201d (<em>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/em>, 1125). La fede cattolica per sua natura esclude una formale contraddizione tra la fede professata da un lato e la vita e la pratica dei sacramenti dall\u2019altro. In questo senso si pu\u00f2 intendere anche la seguente affermazione del Magistero: \u201cLa dissociazione tra la fede che si professa e la vita quotidiana, va annoverata tra i pi\u00f9 gravi errori del nostro tempo\u201d (Concilio Vaticano Secondo,<em>Gaudium et spes<\/em>, 43) e \u201cla pedagogia concreta della Chiesa deve sempre essere connessa e non mai separata dalla sua dottrina\u201d (Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica\u00a0<em>Familiaris consortio<\/em>, 33).<\/p>\n<p>In vista dell\u2019importanza vitale che costituiscono la dottrina e la disciplina del matrimonio e dell\u2019Eucaristia, la Chiesa \u00e8 obbligata a parlare con la stessa voce. Le norme pastorali riguardo all\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio non devono, quindi, contraddirsi tra una diocesi e un\u2019altra, tra un paese e un altro. Dal tempo degli Apostoli la Chiesa ha osservato questo principio come lo attesta Sant\u2019Ireneo di Lione: \u201cLa Chiesa, sebbene diffusa in tutto il mondo fino alle estremit\u00e0 della terra, avendo ricevuto dagli Apostoli e dai loro discepoli la fede, conserva questa predicazione e questa fede con cura e, come se abitasse un\u2019unica casa, vi crede in uno stesso identico modo, come se avesse una sola anima ed un cuore solo, e predica le verit\u00e0 della fede, le insegna e le trasmette con voce unanime, come se avesse una sola bocca\u201d (<em>Adversus haer<\/em>eses, I, 10, 2). San Tommaso d\u2019Aquino ci trasmette lo stesso perenne principio della vita della Chiesa: \u201cC\u2019\u00e8 una sola e medesima fede degli antichi e dei moderni, altrimenti non ci sarebbe l\u2019unica medesima Chiesa\u201d (<em>Questiones Disputatae de Veritate,\u00a0<\/em>q. 14, a. 12c).<\/p>\n<p>Resta attuale e valida la seguente ammonizione di Papa Giovanni Paolo II: \u201cLa confusione, creata nella coscienza di numerosi fedeli dalle divergenze di opinioni e di insegnamenti nella teologia, nella predicazione, nella catechesi, nella direzione spirituale, circa questioni gravi e delicate della morale cristiana, finisce per far diminuire, fin quasi a cancellarlo, il vero senso del peccato\u201d (Esortazione Apostolica\u00a0<em>Reconciliatio et paenitenia<\/em>, 18).<\/p>\n<p>Alla dottrina e disciplina sacramentale riguardanti l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio rato e consumato \u00e8 pienamente applicabile il senso delle seguenti affermazioni del Magistero della Chiesa:<\/p>\n<ul>\n<li>\u201cLa Chiesa di Cristo, fedele custode e garante dei dogmi a lei affidati, non ha mai apportato modifiche ad essi, non vi ha tolto o aggiunto alcunch\u00e9, ma trattando con ogni cura, in modo accorto e sapiente, le dottrine del passato per scoprire quelle che si sono formate nei primi tempi e che la fede dei Padri ha seminato, si preoccupa di limare e di affinare quegli antichi dogmi della Divina Rivelazione, perch\u00e9 ne ricevano chiarezza, evidenza e precisione, ma conservino la loro pienezza, la loro integrit\u00e0 e la loro specificit\u00e0 e si sviluppino soltanto nella loro propria natura, cio\u00e8 nell\u2019ambito del dogma, mantenendo inalterati il concetto e il significato\u201d (Pio IX, Bolla dogmatica\u00a0<em>Ineffabilis Deus<\/em>).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cQuanto alla sostanza stessa della verit\u00e0, la Chiesa ha, dinanzi a Dio e agli uomini, il sacro dovere di annunziarla, d\u2019insegnarla senza alcuna attenuazione, come Cristo l\u2019ha rivelata, e non vi \u00e8 alcuna condizione di tempi che possa far scemare il rigore di quest\u2019obbligo. Esso lega in coscienza ogni sacerdote a cui \u00e8 affidata la cura di ammaestrare, di ammonire e di guidare i fedeli\u201d (Pio XII,\u00a0<em>Discorso ai parroci e ai quaresimalisti<\/em>, 23 marzo 1949).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cLa Chiesa non storicizza, non relativizza alle metamorfosi della cultura profana la natura della Chiesa sempre eguale e fedele a se stessa, quale Cristo la volle e la autentica tradizione la perfezion\u00f2\u201d (Paolo VI,\u00a0<em>Omelia<\/em>\u00a0dal 28 ottobre 1965).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cNon sminuire in nulla la salutare dottrina di Cristo \u00e8 eminente forma di carit\u00e0 verso le anime\u201d (Paolo VI, Enciclica\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae.html\"><em>Humanae Vitae<\/em><\/a>, 29).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cLe eventuali difficolt\u00e0 coniugali siano risolte senza mai falsificare e compromettere la verit\u00e0\u201d (Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica\u00a0<em>Familiaris consortio<\/em>, 33).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cDi tale norma [della legge morale Divina] la Chiesa non \u00e8 affatto n\u00e9 l\u2019autrice n\u00e9 l\u2019arbitra. In obbedienza alla verit\u00e0, che \u00e8 Cristo, la cui immagine si riflette nella natura e nella dignit\u00e0 della persona umana, la Chiesa interpreta la norma morale e la propone a tutti gli uomini di buona volont\u00e0, senza nasconderne le esigenze di radicalit\u00e0 e di perfezione\u201d (Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica\u00a0<em>Familiaris consortio,\u00a0<\/em>33).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201c\u00c8 il principio della verit\u00e0 e della coerenza, per cui la Chiesa non accetta di chiamare bene il male e male il bene. Basandosi su questi due principi complementari, la Chiesa non pu\u00f2 che invitare i suoi figli, i quali si trovano in quelle situazioni dolorose, ad avvicinarsi alla misericordia divina per altre vie, non per\u00f2 per quella dei sacramenti della Penitenza e dell\u2019Eucaristia, finch\u00e9 non abbiano raggiunto le richieste disposizioni dell\u2019anima\u201d (Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica\u00a0<em>Reconciliatio et paenitentia,\u00a0<\/em>34).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cLa fermezza della Chiesa nel difendere le norme morali universali e immutabili, non ha nulla di mortificante. \u00c8 solo al servizio della vera libert\u00e0 dell\u2019uomo: dal momento che non c\u2019\u00e8 libert\u00e0 al di fuori o contro la verit\u00e0\u201d (Giovanni Paolo II, Enciclica\u00a0<em>Veritatis splendor<\/em>, 96).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cDi fronte alle norme morali che proibiscono il male intrinseco non ci sono privilegi n\u00e9 eccezioni per nessuno.\u00a0Essere il padrone del mondo o l\u2019ultimo \u00abmiserabile\u00bb sulla faccia della terra non fa alcuna differenza: davanti alle esigenze morali siamo tutti assolutamente uguali\u201d (Giovanni Paolo II, Enciclica\u00a0<em>Veritatis splendor<\/em>, 96).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u201cIl dovere di ribadire questa non possibilit\u00e0 di ammettere all\u2019Eucaristia [i divorziati risposati] \u00e8 condizione di vera pastoralit\u00e0, di autentica preoccupazione per il bene di questi fedeli e di tutta la Chiesa, poich\u00e9 indica le condizioni necessarie per la pienezza di quella conversione, cui tutti sono sempre invitati dal Signore\u201d (Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,\u00a0<em>Dichiarazione circa l\u2019ammissibilit\u00e0 alla Santa Comunione dei divorziati risposati<\/em>, dal 24 giugno 2000, n. 5).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come vescovi cattolici, i quali &#8211; secondo l\u2019insegnamento del Concilio Vaticano Secondo &#8211; devono difendere l\u2019unit\u00e0 della fede e la disciplina comune della Chiesa, e procurare che sorga per tutti gli uomini la luce della piena verit\u00e0 (cf.\u00a0<em>Lumen gentium<\/em>, 23), siamo costretti in coscienza a professare, di fronte all\u2019attuale dilagante confusione, l\u2019immutabile verit\u00e0 e l\u2019altrettanto immutabile disciplina sacramentale riguardo all\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio secondo l\u2019insegnamento bimillenario ed inalterato del Magistero della Chiesa. In questo spirito reiteriamo:<\/p>\n<ul>\n<li>I rapporti sessuali tra persone che non sono legate tra loro con il vincolo di un matrimonio valido &#8211; ci\u00f2 che si verifica nel caso dei cosiddetti \u201cdivorziati risposati\u201d &#8211; sono sempre contrari alla volont\u00e0 di Dio e costituiscono una grave offesa a Dio.<\/li>\n<li>Nessuna circostanza o finalit\u00e0, neanche una possibile imputabilit\u00e0 o colpevolezza diminuita, possono rendere tali relazioni sessuali una realt\u00e0 morale positiva e gradevole a Dio. Lo stesso vale per gli altri precetti negativi dei Dieci Comandamenti di Dio. Poich\u00e9 \u201cesistono atti che, per se stessi e in se stessi, indipendentemente dalle circostanze, sono sempre gravemente illeciti, in ragione del loro oggetto\u201d (Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica\u00a0<em>Reconciliatio et paenitentia,\u00a0<\/em>17).<\/li>\n<li>La Chiesa non possiede il carisma infallibile di giudicare lo stato di grazia interiore di un fedele (cf. Concilio di Trento, sess. 24, cap. 1). La non-ammissione alla Santa Comunione dei cosiddetti \u201cdivorziati risposati\u201d non significa quindi un giudizio sul loro stato di grazia dinanzi a Dio, ma un giudizio sul carattere visibile, pubblico e oggettivo della loro situazione. A causa della natura visibile dei sacramenti e della stessa Chiesa, la ricezione dei sacramenti dipende necessariamente dalla corrispondente situazione visibile e oggettiva dei fedeli.<\/li>\n<li>Non \u00e8 moralmente lecito intrattenere rapporti sessuali con una persona che non \u00e8 il proprio coniuge legittimo per evitare un altro supposto peccato. Poich\u00e9 la Parola di Dio ci insegna, che non \u00e8 lecito \u201cfare il male affinch\u00e9 venga il bene\u201d (Rom. 3, 8).<\/li>\n<li>L\u2019ammissione di tali persone alla Santa Comunione pu\u00f2 essere permessa solamente quando loro, con l\u2019aiuto della grazia di Dio ed un paziente ed individuale accompagnamento pastorale, fanno un sincero proposito di cessare d\u2019ora in poi l\u2019abitudine di tali rapporti sessuali e di evitare lo scandalo. In ci\u00f2 si \u00e8 espresso sempre nella Chiesa il vero discernimento e l\u2019autentico accompagnamento pastorale.<\/li>\n<li>Le persone che hanno abituali rapporti sessuali non coniugali, violano con tale stile di vita il loro indissolubile vincolo nuziale sacramentale nei confronti del loro coniuge legittimo. Per questa ragione essi non sono capaci di partecipare \u201cnello Spirito e nella Verit\u00e0\u201d (cf. Giov. 4, 23) alla cena nuziale eucaristica di Cristo, tenendo conto anche delle parole del rito della Santa Comunione: \u201cBeati gli invitati alla cena nuziale dell\u2019Agnello!\u201d (Ap. 19, 9).<\/li>\n<li>L\u2019adempimento della volont\u00e0 di Dio, rivelata nei Suoi Dieci Comandamenti e nel Suo esplicito e assoluto divieto del divorzio, costituisce il vero bene spirituale delle persone qui in terra e le condurr\u00e0 alla vera gioia dell\u2019amore nella salvezza della vita eterna.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Essendo i vescovi nel loro ufficio pastorale \u201ccultores catholicae et apostolicae fidei\u201d (cf. Missale Romanum,\u00a0<em>Canon Romanus<\/em>), siamo coscienti di questa grave responsabilit\u00e0 e del nostro dovere dinanzi ai fedeli che aspettano da noi una professione pubblica e inequivocabile della verit\u00e0 e della disciplina immutabile della Chiesa riguardo all\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio. Per questa ragione non ci \u00e8 permesso tacere.<\/p>\n<p>Affermiamo perci\u00f2 nello spirito di San Giovanni Battista, di San Giovanni Fisher, di San Tommaso More, della Beata Laura Vicu\u00f1a e di numerosi conosciuti e sconosciuti confessori e martiri dell\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio:<\/p>\n<p>Non \u00e8 lecito (<em>non licet<\/em>) giustificare, approvare o legittimare n\u00e9 direttamente, n\u00e9 indirettamente il divorzio e una relazione sessuale stabile non coniugale tramite la disciplina sacramentale dell\u2019ammissione dei cosiddetti \u201cdivorziati risposati\u201d alla Santa Comunione, trattandosi in questo caso di una disciplina aliena rispetto a tutta la Tradizione della fede cattolica e apostolica.<\/p>\n<p>Facendo questa pubblica professione dinanzi alla nostra coscienza e dinanzi a Dio che ci giudicher\u00e0, siamo sinceramente convinti di aver prestato con ci\u00f2 un servizio di carit\u00e0 nella verit\u00e0 alla Chiesa dei nostri giorni e al Sommo Pontefice, Successore di San Pietro e Vicario di Cristo sulla terra.<\/p>\n<p>31 dicembre 2017, Festa della Sacra Famiglia, nell\u2019anno del centenario\u00a0delle apparizioni della Madonna a Fatima.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/lanuovabq.it\/it\/professione-delle-verita-immutabili-riguardo-al-matrimonio-sacramentale\" target=\"_blank\">La nuova Bussola Quotidiana<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di: +\u00a0Tomash Peta,\u00a0Arcivescovo Metropolita dell\u2019Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana +\u00a0Jan Pawel Lenga,\u00a0Arcivescovo-Vescovo emerito di Karaganda +\u00a0Athanasius Schneider,\u00a0Vescovo Ausiliare dell\u2019Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":180050,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","footnotes":""},"categories":[153],"tags":[],"class_list":["post-145421","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-dalla-rete"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/145421","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=145421"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/145421\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=145421"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=145421"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=145421"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}