{"id":145410,"date":"2018-01-05T07:29:37","date_gmt":"2018-01-05T06:29:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=145410"},"modified":"2018-01-05T07:29:37","modified_gmt":"2018-01-05T06:29:37","slug":"sul-matrimonio-si-riproponga-la-posizione-tradizionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2018\/01\/sul-matrimonio-si-riproponga-la-posizione-tradizionale\/","title":{"rendered":"\u00abSul matrimonio si riproponga la posizione tradizionale\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Mons-Negri.jpg\" rel=\"attachment wp-att-143654\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-143654 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Mons-Negri-229x300.jpg\" alt=\"mons-negri\" width=\"177\" height=\"232\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Mons-Negri-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Mons-Negri.jpg 266w\" data-sizes=\"(max-width: 177px) 85vw, 177px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 177px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 177\/232;\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Riccardo Cascioli.<\/p>\n<p><em>Mons. Negri: nella chiesa \u201cla confusione c\u2019\u00e8. C\u2019\u00e8 ed \u00e8 gravissima. Non c\u2019\u00e8 persona sensata che possa negare questo. E io lo posso testimoniare per quel che ho visto soprattutto negli ultimi mesi del mio episcopato a Ferrara-Comacchio. Ero quotidianamente interloquito da buoni cristiani nella coscienza dei quali si era prodotta una delusione fortissima, e vivevano con molta sofferenza. \u00c8 la sofferenza di un popolo che non si sente pi\u00f9 accudito, sostenuto nella esigenza fondamentale di verit\u00e0, di bene, di bellezza e di giustizia che costituiscono il cuore profondo dell\u2019uomo, che soltanto il mistero di Cristo rivela profondamente e attua in maniera straordinaria\u201d.<\/em><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">*************<\/p>\n<p>\u00abCome vescovi cattolici,\u00a0siamo costretti in coscienza a professare, di fronte all\u2019attuale dilagante confusione, l\u2019immutabile verit\u00e0 e l\u2019altrettanto immutabile disciplina sacramentale riguardo all\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio secondo l\u2019insegnamento bimillenario ed inalterato del Magistero della Chiesa\u00bb. Cos\u00ec scrivono tre vescovi del Kazakhistan &#8211; Tomash Peta,<em>\u00a0<\/em>arcivescovo metropolita dell\u2019Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana<em>,\u00a0<\/em>Jan Pawel Lenga<em>,\u00a0a<\/em>rcivescovo-vescovo emerito di Karaganda e<em>\u00a0<\/em>Athanasius Schneider<em>,\u00a0v<\/em>escovo Ausiliare dell\u2019arcidiocesi di Maria Santissima in Astana \u2013 in un lungo documento titolato \u201cProfessione delle verit\u00e0 immutabili riguardo al matrimonio sacramentale\u201d e pubblicato il 2 gennaio (qui potete leggere il testo integrale).<\/p>\n<p>I tre vescovi prendono atto che dopo l\u2019esortazione apostolica Amoris Laetitia, singoli vescovi e diversi episcopati agiscono con norme pastorali che avranno come esito la diffusione della \u201cpiaga del divorzio\u201d anche all\u2019interno della Chiesa, ci\u00f2 che \u00e8 in grave contrasto con quanto Dio ha stabilito. E grave \u00e8 il fatto che ormai la prassi sia diversa da diocesi a diocesi e perfino da parrocchia a parrocchia.<em>\u00a0\u00ab<\/em>In vista dell\u2019importanza vitale che costituiscono la dottrina e la disciplina del matrimonio e dell\u2019Eucaristia, la Chiesa \u00e8 obbligata a parlare con la stessa voce\u00bb, affermano i tre vescovi citando i Padri della Chiesa.<\/p>\n<p>Infine i vescovi kazakhi ribadiscono il magistero tradizionale della Chiesa che considera sempre illeciti i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio sacramentale, e quindi l\u2019impossibilit\u00e0 di accedere alla comunione per coloro che restano in tale stato, pur non costituendo questo un giudizio sullo stato di grazia interiore dei singoli fedeli.<\/p>\n<p>La \u201cProfessione delle verit\u00e0 immutabili\u2026\u201d aggiunge dunque un nuovo capitolo al dibattito successivo ad Amoris Laetitia e alle sue interpretazioni, e dimostra quanto sia diffuso il disagio per la situazione che si \u00e8 creata nella Chiesa. Non sembra neanche destinata a restare un fatto locale, che riguarda il Kazakhistan, tanto \u00e8 vero che subito dopo la pubblicazione, due vescovi italiani hanno a loro volta sottoscritto il documento: monsignor Carlo Maria Vigan\u00f2, gi\u00e0 nunzio apostolico negli Stati Uniti d\u2019America, e monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara. Proprio a monsignor Negri abbiamo rivolto alcune domande sul senso di questo documento e sul perch\u00e9 della sua adesione.<\/p>\n<p><strong>Monsignor Negri, cosa l\u2019ha spinta a firmare questa lettera?<\/strong><br \/>\nDavanti alla grave confusione che c\u2019\u00e8 nella Chiesa riguardo al tema del matrimonio io credo che sia necessario riproporre la chiarezza della posizione tradizionale.<br \/>\nMi \u00e8 sembrata giusto firmare perch\u00e9 il contenuto di questa posizione \u00e8 ci\u00f2 che ho largamente presentato in questi anni, non solo in questi ultimi mesi, in tutti i momenti della messa a punto che ho dedicato al tema della famiglia, della vita, della procreazione, della responsabilit\u00e0 educativa nei confronti dei pi\u00f9 giovani. Sono temi di assoluta importanza per cui il mondo cattolico nel suo complesso non mostra molta sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 chi sostiene che si \u00e8 parlato fin troppo di famiglia e di vita\u2026<\/strong><br \/>\nPensare a una Chiesa senza una preoccupazione esplicita, sistematica, vorrei dire quotidiana, di difesa e di promozione della famiglia e della sua responsabilit\u00e0 missionaria ed educativa fa pensare a una Chiesa gravemente e pesantemente condizionata dalla mentalit\u00e0 mondana. Tale mentalit\u00e0, che domina largamente le nostre societ\u00e0 ritiene che tutte le questioni \u201ceticamente sensibili\u201d, per usare una espressione diventata d\u2019uso comune, siano responsabilit\u00e0 delle istituzioni politiche e sociali, prime fra tutte gli Stati. Mentre con la Dottrina sociale della Chiesa io ritengo che la questione della persona e dello svolgersi della sua identit\u00e0 e della sua responsabilit\u00e0 nel mondo sia un compito specifico, precipuo, irrinunciabile della Chiesa.<br \/>\nSi sta combattendo una battaglia tra la mentalit\u00e0 mondana &#8211; quella che papa Francesco nei primi mesi di pontificato ha chiamato \u201cil pensiero unico dominante\u201d, e la concezione cristiana della vita e dell\u2019esistenza. Se la Chiesa non vive questo confronto finisce sostanzialmente per ridursi a una posizione di sostanziale autoemarginazione dalla vita sociale.<\/p>\n<p><strong>Nella lettera si parla molto della confusione esistente nella Chiesa, e anche lei l\u2019ha accennato. Eppure c\u2019\u00e8 chi nega che ci sia questa confusione, alcuni sostengono che ci siano solo delle resistenze a un cammino di rinnovamento della Chiesa.<\/strong><br \/>\nLa confusione c\u2019\u00e8. C\u2019\u00e8 ed \u00e8 gravissima. Non c\u2019\u00e8 persona sensata che possa negare questo. Ricordo le parole accorate ma terribili del cardinale Carlo Caffarra qualche tempo prima di morire, quando disse: \u00abUna Chiesa con poca attenzione alla dottrina non \u00e8 una Chiesa pi\u00f9 pastorale, ma \u00e8 una Chiesa pi\u00f9 ignorante\u00bb. Da questa ignoranza nasce la confusione. Cito ancora il cardinale Caffarra, che diceva che \u00absolo un cieco pu\u00f2 negare che nella Chiesa ci sia grande confusione\u00bb. E io lo posso testimoniare per quel che ho visto soprattutto negli ultimi mesi del mio episcopato a Ferrara-Comacchio. Ero quotidianamente interloquito da buoni cristiani nella coscienza dei quali si era prodotta una delusione fortissima, e vivevano con molta sofferenza. Lo dico con chiarezza, una sofferenza maggiore di tanti ecclesiastici e di tanti miei confratelli vescovi. \u00c8 la sofferenza di un popolo che non si sente pi\u00f9 accudito, sostenuto nella esigenza fondamentale di verit\u00e0, di bene, di bellezza e di giustizia che costituiscono il cuore profondo dell\u2019uomo, che soltanto il mistero di Cristo rivela profondamente e attua in maniera straordinaria.<br \/>\nIo non voglio far polemica con nessuno ma non posso non dire che \u00e8 necessario lavorare perch\u00e9 lo splendore della tradizione torni ad essere una esperienza per il popolo cristiano e una proposta che il popolo cristiano fa agli uomini. Questo \u00e8 per me un compito che sento esauriente.<\/p>\n<p><strong>A proposito di confusione, in questi giorni \u00e8 nata una nuova polemica partita dall\u2019accusa a papa Ratzinger di errori dottrinali mai corretti, e di nuovo si \u00e8 tirato in ballo il Concilio.<\/strong><br \/>\nNon voglio perdermi in riletture veloci e ideologiche di momenti fondamentali della vita della Chiesa, quale \u00e8 stato il Concilio ad esempio: una straordinaria esperienza, complessa, articolata e &#8211; perch\u00e9 no \u2013 con aspetti non sempre chiari. Oppure il grande e indimenticabile magistero di san Giovanni Paolo II, il suo impegno a riproporre al mondo l\u2019annunzio di Cristo come l\u2019unica possibilit\u00e0 di salvezza e quindi a riproporre la Chiesa come ambito di questa esperienza &#8211; come diceva lui &#8211; di una vita rinnovata. Queste sono pietre miliari di un cammino che poi ha trovato nel grande magistero di Benedetto XVI un punto di sintesi, il richiamo forte a quella continuit\u00e0 nel passaggio tra la realt\u00e0 preconciliare alla realt\u00e0 del Concilio e del post-Concilio: \u00e8 stata una formulazione di straordinario rilievo, di cui la Chiesa vive ancora.<br \/>\nGiovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno innalzato il magistero cattolico a livelli di straordinaria ampiezza. Assurdo piegare l\u2019interpretazione di questi grandi personaggi della vita della Chiesa a interessi di bottega. Ma \u00e8 assurdo anche stabilire paragoni dei pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI con il magistero di papa Francesco. Nella storia della Chiesa ogni Papa ha la sua funzione. La funzione di Francesco non \u00e8 certamente quella di riproporre l\u2019integralit\u00e0 e l\u2019ampiezza del messaggio cristiano ma \u00e8 quella di tirare certe necessarie conseguenze sul piano etico e sociale.<\/p>\n<p><strong>Parlando sempre di confusione, in questo anno che ha ricordato i 500 anni della Riforma protestante, nella Chiesa si sono viste e sentite cose francamente sconcertanti.<\/strong><br \/>\nLa confusione dottrinale e culturale presenta degli aspetti che sembrano difficilmente credibili a persone di buon senso e a persone che hanno avuto una formazione culturale adeguata. Questa di Lutero \u00e8 una vicenda incredibile. Questo Lutero di cui tanto si parla non esiste. Questo Lutero riformatore, questo Lutero evangelico, questo Lutero la cui presenza sarebbe stata una riforma positiva e benefica per la Chiesa non ha alcun fondamento storico e critico.<br \/>\nTutt\u2019altro discorso \u00e8 se in un momento di grave attacco alla tradizione religiosa dell\u2019Occidente si renda necessario che tutti gli uomini religiosi percepiscano che \u00e8 il momento di una nuova e grande unit\u00e0 operativa. Bisogna lavorare insieme, certamente. Ma per lavorare insieme non bisogna annacquare la propria identit\u00e0 o pensare che l\u2019esistenza dell\u2019identit\u00e0 sia una obiezione al lavoro. \u00c8 esattamente l\u2019opposto: chi si mette nel dialogo religioso, nel dialogo ecumenico, nel dialogo con la vita sociale con una sua precisa identit\u00e0 d\u00e0 un contributo estremamente significativo. Non si collabora e non si dialoga a partire dalla confusione. Si dialoga a partire dall\u2019identit\u00e0, e l\u2019identit\u00e0 cattolica se \u00e8 vissuta fino in fondo d\u00e0 un contributo unico e irriducibile alla vita sociale.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 chi mette in guardia dalla tentazione \u00a0dell\u2019egemonia.<\/strong><br \/>\nIo non penso affatto a una egemonia sulla vita sociale, come ritengono tanti cattolici irresponsabili. Non \u00e8 per una volont\u00e0 di egemonia, ma per una volont\u00e0 di missione. Una missione esplicita, limpida, significativa, appassionata e quindi polemica nei confronti del mondo. Questo ho imparato da don Giussani in 50 anni di convivenza con lui e su questo, secondo me si sono giocati in maniera positiva i grandi magisteri di Giovanni Paolo e Benedetto in linea con il grande magistero della Chiesa del XIX e del XX secolo.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/lanuovabq.it\/it\/sul-matrimonio-si-riproponga-la-posizione-tradizionale#.Wk3j542y3vA.facebook\" target=\"_blank\">La nuova Bussola Quotidiana<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Riccardo Cascioli. Mons. Negri: nella chiesa \u201cla confusione c\u2019\u00e8. C\u2019\u00e8 ed \u00e8 gravissima. Non c\u2019\u00e8 persona sensata che possa negare questo. E io lo posso testimoniare per quel che ho visto soprattutto negli ultimi mesi del mio episcopato a Ferrara-Comacchio. 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