{"id":140563,"date":"2017-03-13T07:56:11","date_gmt":"2017-03-13T06:56:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=140563"},"modified":"2017-03-13T07:56:11","modified_gmt":"2017-03-13T06:56:11","slug":"il-matrimonio-non-e-un-affare-solo-privato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2017\/03\/il-matrimonio-non-e-un-affare-solo-privato\/","title":{"rendered":"Il matrimonio non \u00e8 un affare solo privato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/matrimonio.jpg\" rel=\"attachment wp-att-140564\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-140564 aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/matrimonio.jpg\" alt=\"matrimonio\" width=\"194\" height=\"281\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/matrimonio.jpg 309w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/matrimonio-207x300.jpg 207w\" data-sizes=\"(max-width: 194px) 85vw, 194px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 194px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 194\/281;\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Stephan Kampowski*.<\/p>\n<p><em>Il legislatore si interessa giustamente nel matrimonio come unione stabile tra un uomo e una donna in quanto istituzione di alta rilevanza pubblica. Tale rilevanza deriva dal fatto che nella famiglia viene trasmessa la vita biologica, s\u00ec, ma anche quella sociale: il linguaggio, i costumi, le tradizioni. Essendo intrinsecamente sterili, le unioni di persone dello stesso sesso non hanno rilevanza pubblica, e non sono quindi in grado di porsi al servizio del bene comune.<\/em><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">*******************<\/p>\n<p><strong>La legge \u00e8 qualcosa che appartiene alla ragione<\/strong><strong>.<\/strong> \u00c8 compito della ragione fare ordine, ordinare le cose in una disposizione armonica. Un ordine \u00e8 tale in quanto \u00e8 disposizione verso un fine. Il fine della legge \u00e8 il bene comune. In quanto \u00e8 compito della legge disporre per il bene comune, soltanto delle realt\u00e0 di rilevanza pubblica possono diventare oggetto di una legislazione umana. Per questa ragione, l\u2019amicizia, essendo cosa privata, non cade nella sfera giuridica (cfr. F. D\u2019Agostino,\u00a0<em>Una filosofia della famiglia<\/em>, 147). Il legislatore umano per\u00f2 si interessa giustamente nel matrimonio come unione stabile tra un uomo e una donna in quanto istituzione di alta rilevanza pubblica. Tale rilevanza deriva dal fatto che un\u2019unione siffatta \u00e8 idonea a trasmettere sia la vita, sia la cultura ai nuovi membri della societ\u00e0. Come diceva Cicerone: la famiglia (basata come era per lui sul matrimonio) \u00e8 il seminario della repubblica (<em>De Officiis<\/em>\u00a0I, 17). Nella famiglia viene trasmessa la vita biologica, s\u00ec, ma anche quella sociale: il linguaggio, i costumi, le tradizioni.<\/p>\n<p><strong>Essendo intrinsecamente sterili<\/strong>, le unioni di persone dello stesso sesso non hanno rilevanza pubblica, e non sono quindi in grado di porsi al servizio del bene comune. Si tratta di unioni private, basate non su una comune missione, ma sull\u2019affetto reciproco. Se adesso il legislatore ne d\u00e0 un riconoscimento pubblico, conferendo a tali unioni uno status giuridico, allora si mette a legiferare nella sfera privata degli affetti che non hanno alcun riferimento al bene comune. Perci\u00f2 non pu\u00f2 risultarne una legge in senso stretto, dato che la legge \u00e8 per definizione orientata al bene comune.<\/p>\n<p><strong>Ma in tal caso il legislatore non solo promulga<\/strong>\u00a0<strong>una legge senza ragione<\/strong>\u00a0di legge, ma commette anche un\u2019ingiustizia effettiva. Talvolta si sente l\u2019obiezione: \u201cIl mio matrimonio (gay) non nuoce al tuo matrimonio (tra uomo e donna)\u201d. Ma nuoce comunque a un istituto giuridico al servizio del bene comune l\u2019essere messo sullo stesso livello di un\u2019unione strettamente privata. Chiamando le unioni di persone dello stesso sesso con il nome \u201cmatrimonio\u201d, oppure dando loro altre forme analoghe di riconoscimento pubblico, il legislatore dichiara implicitamente che il matrimonio \u00e8 un affare privato. Sta qui l\u2019ingiustizia di una tale legislazione. Pretendendo una rilevanza pubblica per le cose private, si rendono private le cose di rilevanza pubblica. Chi pertanto si oppone a una tale legislazione si oppone alla privatizzazione del matrimonio, ribadendo la rilevanza pubblica del matrimonio al servizio del bene comune. Le unioni tra persone dello stesso sesso, non avendo una tale rilevanza pubblica e perci\u00f2 essendo cosa molto diversa dal matrimonio, non devono essere chiamate con lo stesso nome n\u00e9 ricevere uno status giuridico analogo. Altrimenti si tratta di un caso eclatante di discriminazione contro le persone sposate, in quanto si d\u00e0 discriminazione non soltanto quando si trattano in modo differente le realt\u00e0 eguali, ma anche quando si trattano in modo eguale le realt\u00e0 differenti.<\/p>\n<p><strong>La legislazione che conferisce alle unioni tra persone dello stesso sesso<\/strong>\u00a0uno status giuridico eguale o analogo al matrimonio \u00e8 estremamente preoccupante anche per un\u2019altra ragione. Come abbiamo notato sopra, una tale legislazione si insinua nella sfera privata degli affetti senza riferimento al bene comune. Se il bene comune non serve pi\u00f9 come fondamento della legislazione, occorre un sostituto. Il posto che il bene comune occupa nella definizione della legge proposta da S. Tommaso viene ora occupato dai desideri. Ebbene, se i diritti si fondano sui desideri, lo Stato si arroga un potere arbitrario e inappellabile. I desideri non richiedono un riconoscimento: a essi si risponde o non si risponde. Un diritto basato sul desiderio non \u00e8 riconosciuto, bens\u00ec concesso. Ma un legislatore creatore dei diritti pu\u00f2 anche toglierli. In quanto contano i desideri e non le ragioni, non \u00e8 possibile ragionare contro uno Stato siffatto. Non vi \u00e8 istanza comune (ad esempio, la realt\u00e0 del bene comune) alla quale fare appello. C\u2019\u00e8 solo il legislatore che concede i diritti graziosamente quando gli piace e li toglie spudoratamente quando gli piace.<\/p>\n<p>*<strong><em>Professore ordinario di Antropologia Filosofica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-il-matrimonio-non-e-un-affare-solo-privato-16176.htm\" target=\"_blank\">La nuova Bussola Quotidiana<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stephan Kampowski*. 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