{"id":133591,"date":"2016-01-02T00:54:42","date_gmt":"2016-01-01T23:54:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=133591"},"modified":"2016-01-02T00:54:42","modified_gmt":"2016-01-01T23:54:42","slug":"la-domanda-di-jurgen-moltmann-puo-dio-soffrire-e-lannuncio-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2016\/01\/la-domanda-di-jurgen-moltmann-puo-dio-soffrire-e-lannuncio-della-chiesa\/","title":{"rendered":"LA DOMANDA DI J\u00dcRGEN MOLTMANN \u00abPU\u00d2 DIO SOFFRIRE?\u00bb E L\u2019ANNUNCIO DELLA CHIESA."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Come dobbiamo pensare Dio? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Stabat Mater dolor\u00f3sa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">iuxta crucem lacrim\u00f3sa,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dum pend\u00e9bat F\u00edlius.<\/p>\n<p>\u00a0<img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Cappella-Redemptoris-Mater-crocifissione.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"622\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 468px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 468\/622;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Padre Ivan Marko Rupnik, S.J., Crocifissione, Cappella Redemptoris Mater, Palazzo Apostolico Vaticano<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Amadeus Mozart, Stabat Mater Quando Corpus morietur. Amen. Versione mp3. Selezionare &#8220;freccia play&#8221;)<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-133591-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/MOZART-1985-STABAT-MATER-QUANDO-CORPUS-MORIETUR-E-AMEN1.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/MOZART-1985-STABAT-MATER-QUANDO-CORPUS-MORIETUR-E-AMEN1.mp3\">https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/MOZART-1985-STABAT-MATER-QUANDO-CORPUS-MORIETUR-E-AMEN1.mp3<\/a><\/audio>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00a0<\/strong>Il segno <em>sacramentale<\/em> dell\u2019arte ci ha aiutato a scorgere la luce oltre la sofferenza. Possiamo ora accostare con serenit\u00e0 quelle considerazioni teologiche che da J\u00fcrgen Moltmann<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, teologo tedesco riformato, in avanti, si sono sempre pi\u00f9 diffuse in parte della teologia contemporanea.<\/p>\n<p>\u00a0 <img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Lurgen-Moltmann.jpg\" alt=\"\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>J<\/em><em>\u00fc<\/em><em>rgen Moltmann, Amburgo, 8 Aprile 1926-<\/em><\/p>\n<p>\u00a0 La domanda \u00e8: <em>come dobbiamo pensare Dio?<\/em> Catherine Chalier nel suo <em>Trattato delle lacrime,<!--more--><\/p>\n<p> fragilit\u00e0 di Dio, fragilit\u00e0 dell\u2019anima<\/em>, davanti al silenzio di Dio, di fronte al male, dichiara che Dio potrebbe tacere perch\u00e9 non c\u2019\u00e8, oppure perch\u00e9 abbandona, oppure perch\u00e9 piange e <em>tace proprio per poter piangere<\/em><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Visione affascinante, dice Giacomo Canobbio<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Per\u00f2, egli annota, non ci si avvede dell\u2019aporia inevitabile in essa contenuta. La vicenda umana di Ges\u00f9 giustifica quella visione. Egli ha portato su di s\u00e9 i peccati e ha compatito, (Eb 4, 15), ma, sottolineando quella fragilit\u00e0, dalla quale ciascuno vorrebbe essere liberato, si rischia una visione riduttiva dell\u2019umano. Come un Dio, pi\u00f9 umano in questo senso, potrebbe soccorrere coloro che vogliono essere liberati da questa fragilit\u00e0? Illustre l\u2019esempio della lettera del 16 luglio 1944 di Dietrich Bonhoeffer<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>: \u00abDio si lascia scacciare fuori del mondo sulla croce, Dio \u00e8 impotente e debole nel mondo e appunto cos\u00ec egli sta al nostro fianco e ci aiuta\u00bb, mettendosi nella condizione di chi \u00e8 abbandonato. Penso al film che ho visto in questi giorni, il \u201cDoctor Korczak\u201d, di Andrzej Vaida (1990), dove, questo medico e \u00a0 <img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Korczak.jpg\" alt=\"\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Il Dottor Korczak con i suoi orfani<\/em><\/p>\n<p>pedagogista ebreo, pur potendo salvarsi, vuole restare a fianco dei suoi centonovantadue bambini orfani, perch\u00e9 non affrontino, da soli, la sofferenza e la morte. Rifiut\u00f2 pi\u00f9 volte gli aiuti e i documenti procuratigli per scappare. Oppure, penso a Edith Stein, Teresa Benedetta della Croce; ebrea, filosofa, atea, convertita al cristianesimo, divenuta,\u00a0con la<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\"thumbnail lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Teresa-Benedetta-della-Trinit\u00e0.jpg\" alt=\"\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Edith Stein, Santa Teresa Benedetta della Croce,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Breslavia, 12 ottobre 1891 \u2013 Auschwitz, 9 agosto 1942<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em> sorella, Carmelitana, che non volle fuggire, -pur potendolo fare-, per restare nel destino del proprio popolo e vicino alle mamme ed ai bambini disperati. La segu\u00ec anche la sorella. Mor\u00ec ad O\u015bwi\u0119cim, nel campo diretto da uno dei pi\u00f9 spietati e, apparentemente, insensibili organizzatori dello sterminio: il Comandante delle SS, Rudolf H\u00f6ss.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\"thumbnail lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Rudolf-Hoss.jpg\" alt=\"\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>O\u015bwi\u0119cim, Rudolf H<\/em><em>\u00f6<\/em><em>ss, Comandante delle SS, al centro<\/em><\/p>\n<p>\u00a0 Santa Teresa Benedetta \u00e8 ben ritratta nel film \u201cLa settima stanza\u201d, diretto da M\u00e1rta M\u00e9sz\u00e1ros. Oppure penso a San Massimiliano Kolbe, morto martire nello stesso campo, per sostituirsi ad un pap\u00e0 di famiglia, condannato al bunker della fame, e che assistette i quaranta condannati alla decimazione, detenuti con lui, finch\u00e9 l\u2019ultimo di essi non mor\u00ec. Essi non scapparono. Bench\u00e9 impotenti, restarono con i sofferenti fino alla morte. Questa \u00e8 la via della croce, la via di Salvezza, la via condivisa di quel Dio, che sta in silenzio. Non \u00e8 il volto di colui che non ha pi\u00f9 n\u00e9 bellezza n\u00e9 splendore (Is 53, 2) a rivelare il volto del Padre? Il contributo di Moltmann, da un lato, \u00e8 prezioso per l\u2019attenzione alla domanda di molti uomini -e l\u00e0, dove la domanda non si manifesta, egli la vuole esplicitare, portarla a consapevolezza- dall\u2019altro, implica felicemente la presenza della Trinit\u00e0 nella vicenda dell\u2019uomo. Occorre, per\u00f2, anche capire cosa importino la <em>impassibilit\u00e0<\/em> e <em>immutabilit\u00e0<\/em> di Dio nel mistero del dolore umano quando diviene <em>dolore salvifico<\/em>, cos\u00ec che in Dio l\u2019uomo trovi l\u2019\u00e1ncora, che lo sostiene nel dolore e nella morte. Altrimenti parlare di <em>sofferenza di Dio<\/em> diventer\u00e0, -come sembra essere diventato-, un \u201cluogo comune\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Uscire dalle secche della metafisica greca<\/strong> <strong>\u00a0<\/strong>La teologia, si dice, dovrebbe uscire dalle secche della metafisica per riprendere la vivezza del messaggio biblico, linguaggio che a molti teologi sembra pi\u00f9 vicino alla mentalit\u00e0 dell\u2019uomo contemporaneo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1-platone-e-il-timeo-particolare-da-la-scuola-di-atene-di-raffaello-sanzio-783x1024.gif\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"470\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 360px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 360\/470;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Raffaello Sanzio, La Scuola di Atene, 1509-15011, affresco, cm 770 x 500, Palazzi Vaticani.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Sala della Signatura Apostolica, particolare.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0 Salvo rare eccezioni<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> gli autori convengono nel sostenere che anche Dio soffre con e per gli uomini, fino a dire che Dio, nella creazione, \u00e8 partecipe della sofferenza e crea addirittura s\u00e9 stesso creando il mondo (un vero cortocircuito della logica, logica che non dovrebbe essere estranea a Dio, almeno non pi\u00f9 della sofferenza)<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Si vuole, insomma, evitare l\u2019immagine di un Dio indifferente alla sofferenza dell\u2019uomo e che, al contempo, imporrebbe all\u2019uomo la sofferenza<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Si ritiene che solo un Dio, che soffre, diventi comprensibile, cos\u00ec come sofferente si mostra nella Bibbia. Eppure, davanti a questo Dio, molti giudei restarono increduli, e non solo tra i farisei, ma tra le folle. Direi che la \u201cfantasia teologica\u201d, in cerca di soluzioni al tema dello <em>scandalo della sofferenza<\/em>, rasenti l\u2019impossibile e l\u2019irreale. Molti, comunque, non si convertirono. Se il Dio sofferente, come qui inteso, bastasse e corrispondesse alla realt\u00e0, allora, l\u2019uomo di oggi, indipendentemente dalla Chiesa, dovrebbe convertirsi, ma cos\u00ec non accade.<\/p>\n<p><strong>Come un Dio impassibile potrebbe essere compassionevole?<\/strong> <strong>\u00a0<\/strong>Sorge la domanda: come pu\u00f2, Colui, che \u00e8 il Tutto, farsi determinare da ci\u00f2 che l\u2019uomo compie? Molti teologi non vogliono parlare della natura, dell\u2019essenza di Dio, ma della sua presenza. E si chiedono: <em>come un Dio impassibile potrebbe essere compassionevole<\/em>? Alla base irrazionale di queste suggestioni contemporanee sta l\u2019idea che Dio non sia razionalit\u00e0, ma <em>relazionalit\u00e0 e processo<\/em>, qualcosa che diviene, in quanto Dio reagirebbe alle scelte delle sue creature. Entra in campo un forte antropomorfismo. Anzi, secondo Nicola Cola \u00abil mistero della pro-esistenza del Figlio significa ci\u00f2 che viene (dunque) chiamato il mistero della pro-esistenza trinitaria\u00bb<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Ci\u00f2 che \u00e8 atteggiamento, ed accade nel crocifisso, in qualche modo, dovrebbe essere e accadere anche nella Trinit\u00e0. Qualche traccia di questa visione, pur salvando la natura impassibile di Dio, si ha nella <em>Dives in Misericordia<\/em>, al n. 39. D\u2019altro canto, chi vuole assumere una <em>visione patetica di Dio<\/em> lo fa in antitesi ad una teologia scolare, che sarebbe frutto della filosofia greca. Ma sempre costoro, che contestano sia la teologia scolare che la\u00a0metafisica greca, non sono forse l\u2019esito dell\u2019ingresso in teologia della <em>filosofia Hegeliana del processo<\/em>? E tutte e due le correnti non intendono interpretare il pensiero biblico, la rivelazione? Ci\u00f2 non ostante, questa linea hegeliana sarebbe ritenuta ancora poca cosa. Ecco, allora, \u00a0che per Moltmann \u00e8 nata una teologia, che non solo pone ascolto al grido di morte lanciato dal Crocifisso, ma inserisce la sua sofferenza <em>in<\/em> Dio. Tale sofferenza, dunque, non sarebbe in ordine alla soteriologia, ma propria del modo di essere di Dio, della Sua natura. Quindi, per Moltmann, Dio non solo soffrirebbe nel rapporto con l\u2019uomo, ma anche in S\u00e9 stesso. Gi\u00e0!, ma come giustificare una sofferenza di Dio in S\u00e9 stesso, se Dio non ha bisogno dell\u2019uomo, \u00e8 diverso dall\u2019uomo ed \u00e8 creatore dell\u2019uomo? Se Dio avesse bisogno, sarebbe una <em>creatura<\/em> e non C<em>reatore<\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Volta_della_stanza_della_segnatura_06_primo_motore.jpg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"463\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 393px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 393\/463;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Raffaello Sanzio,\u00a0 Primo Motore, 1508-1511. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Palazzi Vaticani,\u00a0Volta della Sala della Signatura Apostolica<\/em><\/p>\n<p>Addirittura, Moltmann, in <em>L\u2019avvento di Dio<\/em><a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>, sviluppa il tema del bisogno di Dio di auto redenzione dalle sue sofferenze. Quando la sua \u201cauto redenzione\u201d si sar\u00e0 compiuta, allora Dio sar\u00e0 completamente nella sua creazione e, questa, totalmente in Dio. Ma \u00e8 evidente un limite in questa dottrina. La Trinit\u00e0 immanente, principio per conoscere Dio attraverso la croce, diviene principio di costituzione della Trinit\u00e0. Manca tutto il tema dell\u2019analogia e della differenza, tema, comunque, presente nelle Scritture. E per quanto si voglia unire il Padre alla sofferenza del Figlio sulla croce, comunque, il Figlio resta <em>abbandonato<\/em>. Non se ne esce. Ges\u00f9, uomo, esistenzialmente, muore <em>senza-dio, nel silenzio di Dio<\/em>. Ma per capire che questa nuova dottrina costituisce un nodo insolubile, occorre prendere visione della prospettiva di S. Tommaso, naturalmente accusato da Moltmann, di essere debitore del pensiero greco, e comprendere, invece, le vere ragioni per le quali Tommaso non ammette in Dio passioni<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. <strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Impassibilit\u00e0 della Trinit\u00e0 e passibilit\u00e0 di Cristo nelle due nature.<\/strong> Nella <em>Summa Theologica<\/em> il tema dell\u2019<em>impassibilit\u00e0<\/em> \u00e8 indagato nella trattazione su Dio, mentre il tema della <em>passibilit\u00e0<\/em> \u00e8 presentato nella cristologia. Egli ricorda che i nestoriani negavano si potesse predicare di Dio ci\u00f2 che \u00e8 dell\u2019uomo (quindi anche la sofferenza) e che i cattolici, invece, affermano che quanto si predica di Cristo pu\u00f2 esserlo sia di Dio, sia dell\u2019uomo<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Angelico_san_tommaso_daquino_alla_fondazione_cini-353x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"711\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 245px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 245\/711;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Beato Angelico, San Tommaso, Fondazione Cini<\/em><\/p>\n<p>\u00a0 Naturalmente, se di Cristo si possono predicare diverse caratteristiche, occorre distinguere quelle proprie della natura divina, che sono dette di Cristo, in base alla natura divina, che quelle della natura umana, dette in base alla natura umana e non a quella divina. Chiaramente, la soluzione, gi\u00e0 adottata da S. Agostino<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>, si fonda sull\u2019unione ipostatica, che asserisce l\u2019assunzione in Dio della natura umana con i limiti che le sono propri. Assunzione che non \u00e8 metaforica, ma reale. <em>Proprio la distinzione delle due nature diviene la soluzione della questione se Dio possa soffrire<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\"thumbnail lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Guarigione-del-cieco-nato.jpg\" alt=\"\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Guarigione del cieco nato, Abbazia di Sant\u2019Angelo in Formis, Ce, Sec. VI<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Occhi purificati comprendono la straordinariet\u00e0 di Dio<\/em><\/p>\n<p>\u00a0 Per S. Tommaso, la semplicit\u00e0 infinita di Dio non \u00e8 immutabile, non coincide con la staticit\u00e0. Dio, anzi, \u00e8 <em>pura dinamica attualit\u00e0<\/em>. Egli \u00e8, infatti, <em>non potenza<\/em>, <em>ma atto<\/em>. Cos\u00ec, nel contesto della volont\u00e0 di Dio, S. Tommaso non pu\u00f2 non parlare di misericordia, compassione, amore. Ma ci\u00f2 non significa che in Dio vi siano passioni in senso umano, intese come proprie di Dio. Non vi pu\u00f2 essere interscambio tra Dio e uomo. Infatti, spiega il Santo Dottore nella <em>Summa contra Gentiles<\/em>, in Dio manca qualsiasi conoscenza sensitiva, che \u00e8 alla base di ogni passione affettiva, la quale comporta la trasformazione corporea<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>. In Dio non si possono ammettere n\u00e9 <em>dolore<\/em>, n\u00e9 <em>tristezza<\/em> o <em>timore<\/em>, derivanti da un male, che tocca il soggetto. Si pu\u00f2 invece ammettere <em>gaudio<\/em> perch\u00e9 non contrario alla natura di Dio, infatti, il gaudio riguarda un bene ed una condizione presente, persistente. Egli \u00e8 condizione di gaudio. Ma gaudio e amore in Dio non sorgono ad un dato momento, allorch\u00e9 si compiaccia di qualcosa, ma da sempre. In Dio, infatti, non sono passioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\"thumbnail lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/San-Tommaso-davanti-al-Crocifisso-1024x906.jpg\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"348\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 394px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 394\/348;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Stefano di Giovanni, Il Sassetta, San Tommaso davanti al Crocifisso, <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Pinacoteca Vaticana, 1423-1424<\/em><\/p>\n<p>\u00a0 Quindi, tutto ci\u00f2 che si dice dell\u2019uomo in Dio pu\u00f2 essere detto solo in modo metaforico, allusivo, essendo Dio assolutamente al di sopra della condizione di qualsivoglia creatura e suo fondamento. Le metafore, per\u00f2, non sono qualcosa di vago ed aleatorio, ma sono la via maestra per trapassare dalla conoscenza delle cose visibili alla conoscenza di quelle intelligibili. Dio, allora, resta indifferente al mondo?\u00a0 Non re-agisce alla condizione dell\u2019uomo? No. Dio non re-agisce, ma, in quanto atto, agisce sempre e precede l\u2019uomo, essendo sua provvidenza. Cos\u00ec, quando l\u2019uomo prega Dio, per ottenere il suo aiuto, Dio non muta programma, ma \u00e8 l\u2019uomo che muta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/gozzoli-benozzo-le-triomphe-de-saint-thomas-d-aquin.jpg\" alt=\"\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Benozzo Gozzoli, San Tommaso, 1420-1497<\/em><\/p>\n<p>\u00a0 La stessa incarnazione non \u00e8 mutamento in Dio, in conseguenza del peccato dell\u2019uomo (ci\u00f2 sembrerebbe <em>a parte hominis<\/em>, ma non lo \u00e8 <em>a parte Dei<\/em>). L\u2019incarnazione \u00e8 manifestazione di Dio in una condizione umana mutata. L\u2019uomo, mutato, coglie un aspetto di Dio: l\u2019incarnazione. Dio non conosce discontinuit\u00e0. L\u2019uomo, invece, s\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Sofferenza e imperfezione. Quale rapporto?<\/strong> <strong>\u00a0<\/strong>La Tradizione esclude da Dio la sofferenza se essa indicasse, anche per un momento, mancanza di perfezione. Il rapporto tra amore e sofferenza, invocato dalla recente teologia, per affermare che Dio soffre, \u00e8 inadeguato quale argomento poich\u00e9 l\u2019amore \u00e8 pienezza di beatitudine anche in presenza del male. Oltretutto, posto che non \u00e8 intenzione divina distruggere il demonio, si dovrebbe ipotizzare una sofferenza eterna di Dio per l\u2019esistenza del Demonio. Ci\u00f2 sarebbe assurdo. La stessa incarnazione vuole rendere gli uomini partecipi della beatitudine, che \u00e8 in atto e non in potenza. Dio non deve auto-realizzarsi, un giorno, nella beatitudine. Egli \u00e8 beato e ci attira costantemente. A noi la scelta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\"thumbnail lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Lorenzo-Lotto-Nativit\u00e0.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"485\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 375px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 375\/485;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Lorenzo Lotto, Nativit\u00e0.,1523, tavola cm 46 x 36. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Al centro il luminoso Bambino. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Sull\u2019arco tenebroso, di scorcio a sinistra, il Crocifisso riceve luce dall\u2019Incarnazione.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0 La misericordia di Dio, allora, non \u00e8 risposta ad un difetto, ma costante sostegno alla natura umana del quale Egli \u00e8 creatore. Egli sempre sostiene l\u2019uomo, giusto o ingiusto. Sempre. Tutto lo sforzo del Santo Dottore \u00e8 teso a non attribuire a Dio ci\u00f2 che potrebbe farlo dipendere da qualunque causa a Lui esterna. Egli \u00e8 assolutamente il Libero. Ci\u00f2 non significa, per\u00f2, che sia insensibile, apatico, incapace di compassione. Egli non lo \u00e8 in senso umano, ma \u00e8 molto di pi\u00f9. La misericordia di Dio non \u00e8 definibile salvo voler definire e circoscrivere Dio nelle nostre parole. Tommaso, semplicemente, non vuole abbassare Dio al livello degli d\u00e9i mitologici. Il Tommaso impassibile, nel senso banale del termine, non esiste.<\/p>\n<p><strong>La differenza \u00e8 garanzia di vicinanza<\/strong> San Tommaso, e quanti lo seguirono, e seguono, non dimenticano la differenza ontologica tra Dio e creature. Egli non \u00e8 una sorta di demiurgo, di un supereroe. Proprio la distanza, ovvero l\u2019essere diverso da come l\u2019uomo possa immaginarLo, \u00e8 garanzia di vicinanza e di speranza. Da quanto fin qui detto, da un lato abbiamo l\u2019assolutezza di Dio, trascendente, dall\u2019altro la vicinanza immanente e quasi confusa con la creazione. Quando recenti teologie propendono per una immanenza quasi confusa con la creatura dimenticano la lezione del concilio Lateranense IV (1215) secondo il quale \u00abtra il Creatore e la creatura non si pu\u00f2 notare una somiglianza, senza che si debba notare una maggiore dissomiglianza\u00bb<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>. Cos\u00ec, se Dio \u00e8 sommo amore, rispetto all\u2019amore del quale \u00e8 capace l\u2019uomo, non si pu\u00f2, analogamente, postulare in Dio il sommo della sofferenza. Infatti la sofferenza \u00e8 imperfezione, limite, mutazione, mentre l\u2019amore \u00e8 perfezione e stabilit\u00e0 nell\u2019essere e nei suoi attributi. Ma anche l\u2019amore in Dio \u00e8 ben diverso che nell\u2019uomo, essendo Dio il modello.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/samaritana.jpg\" alt=\"\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Dialogo con la Samaritana, Abbazia di Sant\u2019Angelo in Formis, Ce, Sec. VI <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Ges\u00f9 suscita e guida il cammino della donna.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi, invece, conosciamo l\u2019amore non dal modello, ma dalle creature e, dunque, ne abbiamo un\u2019idea assai impropria, tanto che me parliamo da secoli. Se ciascuno conosce secondo la propria capacit\u00e0 di conoscere (<em>quidquid recipitur ad modum recipientis recipitur<\/em>) \u00e8 chiaro che, parlando di Dio, non possiamo legarlo non solo ai nostri pensieri, ma nemmeno all\u2019immagine che noi abbiamo delle nostre passioni. Anche la Scrittura afferma questo limite quando in Num 23, 19, per esempio, dice che <em>Dio non \u00e8 un uomo<\/em>; in 1Sam 115, 29 che <em>la Gloria di Israele non mentisce n\u00e9 pu\u00f2 ricredersi, perch\u00e9 egli non \u00e8 un uomo per ricredersi<\/em>. La Scrittura avverte una differenza tra Dio e la creatura. Soprattutto, nel N.T., non troviamo affermazioni sulla passione n\u00e9 del Padre, n\u00e9 dello Spirito. Invece, la tesi <em>moltmaniana<\/em> ipotizza proprio una sofferenza del Padre e, non escludiamo, dello Spirito. La sofferenza sarebbe nella Trinit\u00e0, in base alla peric\u00f3resi, ovvero, che ci\u00f2 che vive una delle persone \u00e8 vissuto anche dalle altre. La prima persona, che dovrebbe vivere tale sofferenza sarebbe, ovviamente, il Verbo, ma il Verbo, nella sua natura divina, non la vive. Viceversa, il peccato diverrebbe pi\u00f9 forte di Dio. Dio non potrebbe liberare dal peccato. Sarebbe logico e coerente con la salvezza dire che la relazione tra Figlio e Padre e Spirito impedisce l\u2019inghiottimento del medesimo figlio nella sofferenza e nella morte!<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a> Se pure il punto di partenza per descrivere la realt\u00e0 di Dio sia la Croce, o, meglio, il Mistero dell\u2019incarnazione, morte e risurrezione, la croce non pu\u00f2 essere scelta come unico criterio per pensare Dio o l\u2019uomo. Da dove dovrebbe, poi, sopraggiungere la forza di vittoria sulla morte? Non si vede da dove! \u00abDel resto \u00e8 solo perch\u00e9 la croce esprime l\u2019amore perenne e sempre identico di Dio che la si pu\u00f2 considerare salvifica\u00bb: amore <em>perenne<\/em> e <em>salvifico<\/em>!, soteriologia, che proprio Moltmann mette ai margini della sua riflessione, quando, collegando nel mistero croce e resurrezione, non nella storia \u2013i due piani sono diversi-, pone l\u2019accento sull\u2019escatologia. Egli tralascia la soteriologia, cio\u00e8, la liberazione dal peccato, dal male e dalla morte. Occorre sempre ritornare alle parole di At 2, 24: \u00abOra Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perch\u00e9 non era possibile che questa lo tenesse in suo potere \u2026\u00bb e, poco oltre, alla domanda del <em>cosa dobbiamo fare?<\/em>, la risposta \u00e8 <em>convertitevi e fatevi battezzare<\/em>. La questione diviene soteriologica nella collaborazione, per di pi\u00f9, da parte dell\u2019uomo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/250px-Battesimo_dei_neofiti_2.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"400\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 297px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 297\/400;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Masaccio, San Pietro battezza i neofiti, 1425-1426, affresco. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Firenze, Basilica di Santa Maria del Carmine, in riferimento ad At. 2, 41.<\/em><\/p>\n<p>Mentre la via cristologica della Tradizione ha sempre tenuto presenti nella persona divina, -ma nel rispetto delle diverse nature del Cristo-, l\u2019impassibilit\u00e0 e la passione, una \u2013passatemi l\u2019espressione- \u201ccrucilogia\u201d spezza il legame tra Dio e uomo, anzich\u00e9 rafforzarlo ed impedisce il superamento dell\u2019aporia. Come l\u2019incarnazione \u00e8 propria del Figlio, e non delle altre due persone, cos\u00ec la morte e la resurrezione. Il Padre e lo Spirito sono implicati nella vicenda, ma in modo proprio e non al modo del Figlio, altrimenti perch\u00e9 porre una Trinit\u00e0? Anzi, secondo questa visione, non avrebbe proprio pi\u00f9 senso parlare di Trinit\u00e0, tranne che per omaggio ad una consuetudine.<\/p>\n<p><strong>Salvezza non dalla sofferenza del Padre, ma dall\u2019Impassibile.<\/strong> Scrive Canobbio: \u00abSe la teologia recente ha sentito il bisogno (parlerei di teologi pi\u00f9 che di teologia) di attribuire la sofferenza a\/in Dio per far sentire la solidariet\u00e0 con la sofferenza umana, non pu\u00f2 tuttavia dimenticare che non \u00e8 la sofferenza, che salva, bens\u00ec colui che non si lascia bloccare n\u00e9 indebolire dalla sofferenza\u00bb<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. Naturalmente n\u00e9 Moltmann, n\u00e9 gli epigoni, sosterrebbero di voler ridurre Dio alla sua sofferenza, ma \u00e8 chiaro che una volta poste le premesse metafisiche e linguistiche, se ne debbano trarre le debite conseguenze senza negarle incoerentemente. Perfino K. Rahner, citato da Canobbbio<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>, ritiene che in Moltmann, ed in altri pensatori, vi sia un modo di fare teologia per paragoni assoluti, un certo patripassianesimo, una proiezione della morte in Dio stesso \u00abtanto che mi chiedo per prima cosa con che coraggio si presume di parlare cos\u00ec del buon Dio (e) anche se questo sia davvero consolatorio\u00bb. Cos\u00ec K. Rahner, giunto persino all\u2019eccesso teologico di un cristianesimo anonimo, per dire la vicinanza e la salvezza di Dio per l\u2019uomo, non esita a rifiutare la visione di Moltmann! Moltmann, imperterrito, separa il grido di Cristo dalla salvezza portata da Cristo ponendo in primo piano solo il <em>grido<\/em>.<\/p>\n<p>A Cevo, in Diocesi di Brescia, nel 1988 viene eretto, grazie alla collaborazione del noto scultore Enrico Job, un crocifisso, che si getta sul mondo dall&#8217;alto della rupe. Lo scopo \u00e8 una degna accoglienza di San Giovanni Paolo II in visita alla Diocesi, lasciando un segno della vicinanza di Dio al dolore dell&#8217;uomo. \u00a0 La mole, bench\u00e9 slanciata, \u00e8 impressionante. Un crocifisso aereo &#8230; ma gli angeli &#8230; non lo soccorrono, Lc 4, 9-12:<\/p>\n<p>\u00ab<sup>9<\/sup>Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: -Se tu sei Figlio di Dio, buttati gi\u00f9; <sup>10<\/sup>\u00a0sta scritto infatti: <em>Ai suoi angeli dar\u00e0 ordine per te, perch\u00e9 essi ti custodiscano<\/em>; <sup>11<\/sup>\u00a0e anche: <em>essi ti sosterranno con le mani, perch\u00e9 il tuo piede non inciampi in una pietra<\/em>\u00bb. <sup>12<\/sup>\u00a0Ges\u00f9 gli rispose: -\u00c8 stato detto: <em>Non tenterai il Signore Dio tuo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, per\u00f2, non si gett\u00f2. Pi\u00f9 volte cercarono di gettarlo da un precipizio, ma non vi riuscirono. Egli sal\u00ec, invece, il monte della croce. Ora, negli ultimi tempi, ci siamo riusciti &#8230; il 24 aprile 2014, alle ore 8.37, uccidendo anche un povero giovane &#8230;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cevo-crollo-croce-papa.jpg\" alt=\"\" width=\"557\" height=\"312\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 557px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 557\/312;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Chiaramente il mio riferimento \u00e8 paradossale, ma non cos\u00ec lontano da una realt\u00e0 spirituale discutibile, ove la Croce, il dolore di Dio, portati all&#8217;estremo della confusione con la natura dell&#8217;uomo, possono solo crollare. Sia nella teologia che nell&#8217;arte occorre rispettare il limite.\u00a0Noto, cos\u00ec, quanto\u00a0annuncia 1Pt 1, 3:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><sup>3<\/sup>Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">mediante la risurrezione di Ges\u00f9 Cristo dai morti,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">per una speranza viva,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><sup>4<\/sup>per una eredit\u00e0 che non si corrompe,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">non si macchia e non marcisce.(\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><sup>6<\/sup>Perci\u00f2 siete <em>ricolmi di gioia<\/em>, anche se ora dovete essere<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>un po\u2019 afflitti da varie prove<\/em>,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><sup>7<\/sup>perch\u00e9 il <em>valore della vostra fede<\/em>, molto pi\u00f9 preziosa dell&#8217;oro, che,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">pur destinato a perire, tuttavia <em>si prova col fuoco<\/em>,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Ges\u00f9 Cristo:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><sup>8<\/sup>voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora, senza vederlo, credete in lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Perci\u00f2 <em>esultate di gioia indicibile e gloriosa, <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><sup>9<\/sup><em>mentre conseguite la m\u00e8ta della vostra fede, <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>cio\u00e8 la salvezza delle anime<\/em>.<\/p>\n<p>\u00a0La salvezza delle anime. Essa \u00e8 il nostro limite, cio\u00e8, il segno entro il quale muoverci, secondo il significato etimologico. La via segnata da quelle\u00a0 pietre, che non potevano essere rimosse senza grave delitto e che i romani ritenevano sacre.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Cimabue-crocifisso.jpg\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"479\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 394px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 394\/479;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Cimabue, Basilica di Santa Croce, Firenze\u00a0 1272-1280<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00abPadre, perdona loro perch\u00e9 non sanno quello che fanno\u00bb<\/p>\n<p>\u00a0 In Paolo la prospettiva \u00e8\u00a0soteriologica: conseguire la salvezza delle anime; liberarsi dal peccato. Per Moltmann la sofferenza non sarebbe conseguenza del peccato (principio invece chiaro in Paolo), ma la giusta relazione sarebbe amore-sofferenza, in quanto l\u2019amore implica sempre sofferenza. Ma M. dimentica che l\u2019uomo soffre nell\u2019amore per paura di perdere l\u2019oggetto di amore. Invece, in Dio-Amore, l\u2019amore \u00e8 certezza di essere unito con S\u00e9 e con le creature. \u00c8 tutta un\u2019altra prospettiva quella di Dio. Dio non teme di perdere l\u2019uomo. Dio sostiene l\u2019uomo nel non-perdersi! Per M. l\u2019amore creativo\u00a0 \u2013Dio che crea autolimitandosi-\u00a0\u00a0 \u00e8, invece, sempre anche amore sofferente<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Ancorati a Cristo, vinciamo la sofferenza e la morte, nell\u2019attesa della Sua venuta<\/strong> Le parole evidenziate hanno da dire qualcosa a chi \u00e8 nel dolore se \u00e8 nella novit\u00e0 della fede, o da prima della sofferenza, o, attraverso la sofferenza. Il cristiano \u00e8 invitato nella gioia a non soccombere alle sofferenze (prove), a non perdere la <em>Speranza<\/em>. Cos\u00ec San Giovanni annuncia\u00a0in\u00a0 1Gv 1, 2-4<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"thumbnail aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Evangelista-Giovanni-piccolo-eremo-delle-querce.jpg\" alt=\"\" width=\"422\" height=\"497\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 422px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 422\/497;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>San Giovanni Evangelista, Piccolo eremo delle querce.\u00a0Santuario di\u00a0Santa Maria di Crochi, <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>comune di Caulonia (GC), nella Locride<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u2026 vi annunziamo la vita eterna,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">che era presso il Padre e si \u00e8 resa visibile a noi,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><sup>3<\/sup>quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">perch\u00e9 anche voi siate in comunione con noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La nostra comunione \u00e8 col Padre e col Figlio suo Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><sup>4<\/sup>Queste cose vi scriviamo, perch\u00e9 la nostra gioia sia perfetta.<\/p>\n<p>\u00a0 La differenza tra la sofferenza accolta e la disperazione, che fa considerare Dio come il responsabile di tutto il male, \u00e8 la <em>virt\u00f9 teologale della Speranza, non altro<\/em>.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Moltmann J., Il Dio crocifisso, apparso in lingua tedesca nel 1972, \u00e8 edito da Queriniana, Brescia 1973, 2002<sup>5<\/sup>. <a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Catherine Chalier, Trattato delle lacrime. Fragilit\u00e0 di Dio, fragilit\u00e0 dell\u2019anima. Queriniana, Brescia 2004, 91. <a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Canobbio G., Dio pu\u00f2 soffrire?, Morcelliana, Brescia 2005,\u00a0 10. <a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Bonhoeffer D., Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, Paoline, Cinisello Balsamo 1988, 440. <a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Canobbio G., o.c., 15. <a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Ad es. C. Charamsa, Davvero Dio soffre? La tradizione e l\u2019insegnamento di San Tommaso, Studio Domenicano, Bologna 2003. <a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Cf Cone J.H., Il Dio degli oppressi, Queriniana, Brescia 1978 e la <em>teologia del processo<\/em>. <a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Cf Galot J., in introduzione a F. Varillon, La sofferenza di Dio, Citt\u00e0 Nuova, Roma 1989, 17-18; ma anche J. Maritain. <a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Cola N., Teologia Trinitaria. Storia-metodo-prospettive, EDB, Bologna 1996, 187. <a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Moltmann J., L\u2019avvento di Dio, Queriniana, Brescia 1998. <a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Vedi Ziffoli E., Mistero della sofferenza di Dio, Il pensiero di San Tommaso, LEV, Citt\u00e0 del Vaticano 1988. Non si dimentichi il pronunciamento del Concilio Lateranense IV (1215) nella Costituzione I <em>De fide catholica<\/em> contro i catari e gli albigesi. Prima si afferma che Dio \u00e8 \u00abincommutabilis\u00bb e, poi, nella sezione cristologica, si afferma: \u00abQui cum secondum divinitatem sit immortalis et impassibilis, idem ipse secundum humanitatem factus est passibilis et mortalis\u00bb (DS 801). Ovvero: \u00abColui che, secondo la divinit\u00e0,\u00a0 \u00e8 immortale ed impassibile, egli stesso medesimo, secondo l\u2019umanit\u00e0, \u00e8 divenuto passibile e mortale\u00bb. Tale definizione precede nel tempo San Tommaso ed i riformati. L\u2019attenzione di Tommaso dice, dunque, quanto egli tenesse al tema della sofferenza di Cristo, ma con le debite distinzioni. <a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Canobbio G., Dio pu\u00f2 soffrire? o. c., 83. <a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Augustinus, De Trinitate I, 1.3 e 13.28-30. <a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Cf De Trinitate I, 89, 1. <a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Cc Lateranense IV, Constitutio II: DS 806. <a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Cf Canobbio G., o.c., 107. <a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Canobbio G., o.c., 111. <a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Rahner K., In merito al problema della compassione\u00a0 e dell\u2019impassibilit\u00e0 di Dio, in J. Moltmann, Nella storia del Dio Trinitario, Queriniana, Brescia 1993, 191, citato in Canobbio G., o.c., 111. <a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Moltmann J., Il senso della storia: saggio di una filosofia del destino umano, Jaca Book, Milano 1971, 70.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Come dobbiamo pensare Dio? Stabat Mater dolor\u00f3sa iuxta crucem lacrim\u00f3sa, dum pend\u00e9bat F\u00edlius. \u00a0 \u00a0Padre Ivan Marko Rupnik, S.J., Crocifissione, Cappella Redemptoris Mater, Palazzo Apostolico Vaticano (Amadeus Mozart, Stabat Mater Quando Corpus morietur. Amen. Versione mp3. Selezionare &#8220;freccia play&#8221;) https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/MOZART-1985-STABAT-MATER-QUANDO-CORPUS-MORIETUR-E-AMEN1.mp3 \u00a0Il segno sacramentale dell\u2019arte ci ha aiutato a scorgere la luce oltre la sofferenza. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2016\/01\/la-domanda-di-jurgen-moltmann-puo-dio-soffrire-e-lannuncio-della-chiesa\/\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;LA DOMANDA DI J\u00dcRGEN MOLTMANN \u00abPU\u00d2 DIO SOFFRIRE?\u00bb E L\u2019ANNUNCIO DELLA CHIESA.&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":180050,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","footnotes":""},"categories":[99],"tags":[],"class_list":["post-133591","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/87"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=133591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=133591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=133591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=133591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}