{"id":123176,"date":"2013-08-29T09:17:03","date_gmt":"2013-08-29T08:17:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=123176"},"modified":"2013-08-29T09:17:03","modified_gmt":"2013-08-29T08:17:03","slug":"perche-obama-vuole-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2013\/08\/perche-obama-vuole-la-guerra\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 Obama vuole la guerra"},"content":{"rendered":"<p><em>In un\u2019intervista televisiva alla Pbs, il presidente Obama ha detto che\u00a0\u201dnon abbiamo preso ancora alcuna decisione, ma quando e se la prenderemo, l\u2019intervento in Siria sar\u00e0 limitato, non vogliamo un lungo conflitto. Ma il regime di Assad ricever\u00e0 un durissimo colpo\u201d. Secondo Obama,\u00a0\u00e8 sicuro che sia stato Assad a usare le armi chimiche.<!--more-->\u00a0In questo articolo tratto dal settimanale <\/em>Tempi<em> (che esce oggi in edicola), l\u2019esperto inviato di guerra Gian Micalessin ci spiega \u201ccosa non torna\u201d nella decisione obamiana di attaccare in Siria. Noi vi ricordiamo di firmare l\u2019<a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/appello-contro-guerra-siria#.Uh5ezGROrt4\" target=\"_blank\"><strong>appello contro l\u2019intervento armato<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p>Oscenit\u00e0 morale. John Kerry liquida cos\u00ec l\u2019episodio di Ghouta, la localit\u00e0 siriana alle porte di Damasco dove a dar retta al segretario di Stato statunitense il governo siriano avrebbe usato le <a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/siria-obama-attacco-guerra-pentagono-assad-armi-chimiche#.Uh5hKmROrt4\" target=\"_blank\"><strong>armi chimiche contro i ribelli<\/strong><\/a>. In verit\u00e0 pi\u00f9 che di oscenit\u00e0 morale si tratta di oscenit\u00e0 intellettuale. Gettata in faccia ai cittadini americani, ai loro alleati e al resto del pianeta. Chiederci di scendere in guerra e avallare le avventure obamiane sulla base di quanto successo in quel villaggio alle porte di Damasco \u00e8 il vero insulto al buon senso del mondo e dei suoi abitanti. Per comodit\u00e0 di chi non avesse seguito la vicenda riassumiamo. Nelle campagne di Ghouta, alla periferia della capitale siriana, l\u2019esercito governativo fronteggia da mesi le formazioni dei ribelli anti Assad, tra cui una vasta compagine di <a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/siria-usa-armano-ribelli-ecco-perche-cristiani-osservatori-siriani-emma-bonino-sono-contrari#.Uh5fL2ROrt4\" target=\"_blank\"><strong>Jasbat al Nusra<\/strong><\/a>, la fazione esplicitamente legata ad Al Qaeda.<\/p>\n<p>Da mesi i governativi bombardano le postazioni dei guerriglieri. Da mesi gli insorti si muovono di casa in casa spostandosi attraverso tunnel sotterranei e occupando le abitazioni dei civili. A Ghouta come a Jobar, un villaggio distante un paio di chilometri dal centro della capitale, la maggioranza della popolazione ha da tempo abbandonato le case cercando rifugio o a Damasco o in zone rurali non toccate dai combattimenti. Nella cronaca di questo stillicidio bellico s\u2019inserisce, il 18 agosto, l\u2019arrivo a Damasco di una squadra di osservatori dell\u2019Onu mandati a indagare sull\u2019uso di armi chimiche da parte del governo e dei ribelli. Esattamente 72 ore dopo l\u2019arrivo degli ispettori, i ribelli incominciano a diffondere, prima su Youtube e poi su Al Jazeera e su Al Arabiya, le immagini di un presunto attacco chimico contro la popolazione civile.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/ribelli-siria-terrorismo-nusra-jihad.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-85898 alignright lazyload\" data-src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/ribelli-siria-terrorismo-nusra-jihad.jpg\" alt=\"ribelli-siria-terrorismo-nusra-jihad\" width=\"432\" height=\"231\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 432px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 432\/231;\" \/><\/a>Quel che stupisce in quelle immagini \u00e8 l\u2019evidente diversit\u00e0 rispetto a quanto visto nel marzo 1988 ad Halabja dove Saddam Hussein utilizz\u00f2 i gas per sterminare le popolazioni curde. Ad Halabja ben poche delle persone contaminate vennero soccorse sul posto. Vittime e sanitari morirono raggomitolati nelle strade, stroncati in pochi minuti dalle esalazioni velenose. Si salv\u00f2 solo chi riusc\u00ec a spostarsi in fretta verso la periferia della cittadina, muovendosi nella direzione opposta rispetto a dove il vento spingeva la nube tossica. Soccorsi e cure mediche vennero prestati solo a debita distanza. A Ghouta, zona di guerra da molti mesi, assistiamo invece a una sorprendente presenza di civili e di sanitari impegnati a far funzionare ospedali e pronto soccorsi. Ancor pi\u00f9 stupefacente \u00e8 la perfetta forma fisica di medici e infermieri capaci di operare senza mascherine e prestar soccorso a bimbi e donne agonizzanti a causa dei gas. Singolare \u00e8 anche la severa e disciplinata perfezione con cui i fanciulli avvolti nei sudari di morte vengono allineati non vicino ai familiari caduti, ma in una ordinata fila riservata agli obiettivi di macchine fotografiche e telecamere.<\/p>\n<p>La tragedia riassunta in quel composto ordine filmico assume l\u2019aspetto di una farsa. Una farsa sceneggiata per descrivere una strage degli innocenti, far sanguinare i cuori e suscitare l\u2019indignazione dell\u2019opinione pubblica occidentale. Nell\u2019apparente perfezione di queste immagini quel che continua a mancare \u00e8 la logica dei numeri. L\u2019osservatorio per i diritti umani di Londra, un\u2019organizzazione finanziata dal Congresso americano e legata all\u2019opposizione moderata, registra 322 vittime. Le altre fonti ribelli fanno salire il bilancio fin oltre i 1.700 morti. In questa lotteria, a una settimana di distanza non esiste ancora una verit\u00e0 accertata. L\u2019unica certezza \u00e8 il tentativo di accreditare l\u2019utilizzo di armi chimiche da parte di un regime deciso a sterminare gli oppositori arrivati a minacciare da vicino le zone governative di Damasco. La verit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 molto diversa.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/siria-ribelli-nusra.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-97187 lazyload\" data-src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/siria-ribelli-nusra.jpg\" alt=\"siria-ribelli-nusra\" width=\"404\" height=\"215\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 404px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 404\/215;\" \/><\/a>Perch\u00e9 Assad dovrebbe suicidarsi?<br \/>\n<\/strong>Mentre i ribelli distribuiscono quelle immagini l\u2019esercito di Assad non si muove di un millimetro, non tenta nemmeno di approfittare del caos e della paura generate da quei gas per far indietreggiare i nemici e riprendersi i villaggi contesi. Assad, insomma, dopo aver tenuto sotto chiave per oltre due anni e mezzo le scorte di armi chimiche accumulate nei decenni, avrebbe deciso di incominciare a sperimentarne l\u2019uso sotto il naso degli ispettori chimici alloggiati in un hotel distante non pi\u00f9 di venti chilometri da Ghouta. E come se non bastasse, lui e i suoi generali avrebbero deciso di affrontare la condanna del mondo senza cercare di trarne alcun vantaggio strategico. Avrebbero disseminato sarin e altri veleni non per riconquistare la zona di Ghouta e dintorni, ma semplicemente per diffondere il terrore chimico.<\/p>\n<p>Vien da chiedersi allora perch\u00e9 non lo abbiano fatto ad Al Qusayr, la roccaforte dei ribelli al confine con il Libano, riconquistata a giugno dopo due mesi di durissimo assedio costati la vita di migliaia di combattenti di entrambe le parti. Vien da domandarsi perch\u00e9 non lo facciano ad Aleppo, dove dall\u2019agosto del 2012 l\u2019esercito sacrifica uomini e mezzi per impedire ai ribelli d\u2019impadronirsi del secondo centro urbano del paese. O perch\u00e9 non l\u2019abbiano fatto sulle montagne sopra Latakia, dove ai primi di agosto gruppi di miliziani jihadisti sono entrati nei villaggi alawiti sgozzando e massacrando decine di civili colpevoli soltanto di appartenere alla stessa religione del presidente.<\/p>\n<p>Insomma, a dar retta a Kerry e all\u2019amministrazione Obama, sostenuti in questa pretestuosa ricerca di un \u201ccasus belli\u201d da Londra e Parigi, Bashar Assad avrebbe deciso il suicidio politico militare offrendo all\u2019Occidente lo stesso cavillo usato per far fuori Saddam Hussein. Si trattasse solo di Assad e dei suoi generali potremo, forse, anche crederlo. Il problema \u00e8 che in questa vicenda lo scontro non \u00e8 solo con loro, ma anche con Vladimir Putin e gli ayatollah di Teheran. Ed \u00e8 sinceramente poco credibile che alleati smaliziati come l\u2019Iran e la Russia permettano a un proprio protetto di offrire un gancio clamoroso a un Obama, un Hollande o un Cameron alla ricerca di pretesti da ormai molti mesi. In verit\u00e0, l\u2019autentico \u201ccasus belli\u201d non va ricercato sui campi di battaglia siriani, ma all\u2019interno stesso dello Studio Ovale. In cinque anni di mandato il presidente democratico ha collezionato una serie di insuccessi senza precedenti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/siria-attacchi-damasco.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28771 alignright lazyload\" data-src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/siria-attacchi-damasco.jpg\" alt=\"Siria, decine di vittime a Damasco dopo due attentati\" width=\"363\" height=\"243\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 363px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 363\/243;\" \/><\/a>L\u2019ansia di riscatto della Casa Bianca<br \/>\n<\/strong>Ha iniziato la presidenza tendendo la mano ai popoli arabi e si \u00e8 ritrovato a delegare a Qatar e Arabia Saudita, due paesi che a casa loro non hanno mai permesso una singola elezione democratica, la costruzione di un islam democratico. Da l\u00ec \u00e8 iniziato il disastro che ha regalato la Tunisia, la Libia e l\u2019Egitto al fondamentalismo e al caos. Ma ora rimettere il genio nella bottiglia \u00e8 impossibile e dunque Obama non pu\u00f2 che continuare sulla stessa strada. Il suo obiettivo \u00e8 giocarsi il tutto per tutto con un conflitto risolutivo per accreditarsi il merito di aver eliminato un dittatore come Bashar Assad e di aver frantumato l\u2019area d\u2019influenza iraniana in Medio Oriente. Questa lotteria finale \u00e8 per\u00f2 assai rischiosa. Questa volta davanti a s\u00e9 l\u2019America di Obama non ha un dittatore solo e isolato, come lo erano Saddam e Gheddafi. Davanti a s\u00e9 Obama ha una coalizione di potere e d\u2019interessi che unisce Putin, gli ayatollah di Teheran, i miliziani sciiti di Hezbollah. Dietro ha un\u2019Europa esitante e sempre pi\u00f9 divisa, con una Germania, un\u2019Italia e molti altri paesi poco disposti a combattere al fianco dei fondamentalisti per difendere l\u2019immagine di Obama, gli affari di Hollande con il Qatar o gli imperscrutabili calcoli geo-economici dell\u2019Inghilterra di Cameron.<\/p>\n<p>L\u2019Obama alla disperata ricerca di un riscatto dopo cinque anni di fallimenti, rischia dunque di ritrovarsi da solo sull\u2019orlo di un conflitto di dimensioni mondiali. Un conflitto capace di far tracimare il caos della Siria in tutta la regione, gettare nella confusione l\u2019intero bacino del Medio Oriente e trasformare una presunta e mai provata oscenit\u00e0 in un inesauribile e irrisolvibile orrore.<br \/>\nda <strong>Tempi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019intervista televisiva alla Pbs, il presidente Obama ha detto che\u00a0\u201dnon abbiamo preso ancora alcuna decisione, ma quando e se la prenderemo, l\u2019intervento in Siria sar\u00e0 limitato, non vogliamo un lungo conflitto. Ma il regime di Assad ricever\u00e0 un durissimo colpo\u201d. 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