{"id":123153,"date":"2013-08-28T08:22:15","date_gmt":"2013-08-28T07:22:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=123153"},"modified":"2013-08-28T08:34:18","modified_gmt":"2013-08-28T07:34:18","slug":"eutanasia-e-suicidio-assistito-in-olanda-vertiginoso-%e2%80%9cslippery-slope%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2013\/08\/eutanasia-e-suicidio-assistito-in-olanda-vertiginoso-%e2%80%9cslippery-slope%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Eutanasia e suicidio assistito in Olanda: vertiginoso \u201cslippery slope\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/01-Olanda-slippery-slope.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-123155 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/01-Olanda-slippery-slope.jpg\" alt=\"\" width=\"442\" height=\"271\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/01-Olanda-slippery-slope.jpg 1024w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/01-Olanda-slippery-slope-300x183.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 442px) 85vw, 442px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 442px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 442\/271;\" \/><\/a><\/p>\n<p>Bench\u00e9 fossero contro la legge \u2013 scrive Rita Marker<strong>[1]<\/strong> &#8211; sia l\u2019eutanasia che il suicidio assistito sono stati ampiamente praticati nei Paesi Bassi per un certo numero di anni, grazie a una serie di decisioni giudiziarie e agli orientamenti dei medici. In Olanda, infatti, a differenza di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto negli altri Stati, \u00e8 stata proprio la classe medica ad aprire la strada ad entrambe le pratiche mortifere.\u00a0<!--more--><\/p>\n<p>Tutto inizia nel 1973, quando il Tribunale Distrettuale condanna il medico olandese Geertruida Postma per il reato di eutanasia, dopo aver messo fine alla vita della madre gravemente malata. Tuttavia \u2013 precisa la Marker -, la modalit\u00e0 secondo la quale era avvenuta la morte dell\u2019anziana donna, non avrebbe mai attirato l\u2019attenzione delle autorit\u00e0, se non ci fosse stata l\u2019insistenza della dottoressa Postma a rendere pubblico ci\u00f2 che aveva fatto. <strong>L\u2019ammissione di aver somministrato alla madre un\u2019iniezione letale sembrava, infatti, calcolata per sensibilizzare il pubblico e forzare la revisione giuridica delle leggi contro il suicidio assistito e l\u2019eutanasia<\/strong>. La Postma riesce nell\u2019intento. Grazie all\u2019enorme visibilit\u00e0 ottenuta, il suo caso diventa il punto di riferimento per tutti coloro che volevano cambiare la legge. I medici del distretto firmano una lettera aperta per il Ministro Olandese della Giustizia, in cui dichiarano che l\u2019eutanasia \u00e8 comunemente praticata.<\/p>\n<p>Sebbene la dottoressa sia trovata colpevole del reato di eutanasia, punibile con la reclusione fino a un massimo di 12 anni, il tribunale emette una condanna prettamente simbolica, condannandola, per omicidio del consenziente, a una settimana di carcere con la sospensione condizionale della pena, pi\u00f9 un anno di libert\u00e0 vigilata. Il giudice ha fatto grande affidamento sulla testimonianza autorevole dell\u2019ispettore sanitario del Distretto, che ha fissato i criteri entro i quali i medici comunemente pensano che l\u2019eutanasia debba essere considerata accettabile. <strong>L\u2019inclusione dei criteri per valutare se un comportamento sia eutanasico oppure no, ha costituito la base per la successiva accettazione di eutanasia e suicidio assistito in Olanda<\/strong>.<\/p>\n<p>Su iniziativa dei medici e con l\u2019appoggio dell\u2019Associazione Medica Olandese seguono altri casi, ognuno dei quali contribuisce ad allargare ulteriormente i confini e a liberalizzare le condizioni secondo le quali, pur continuando a rimanere illegali, eutanasia e suicidio assistito non sarebbero stati puniti. Tra questi vi \u00e8, per esempio, il \u201ccaso Alkmaar\u201d, che ha per protagonista una donna che aveva chiesto e ottenuto di morire perch\u00e9 l\u2019et\u00e0 avanzata e le condizioni fisiche l\u2019avevano costretta a dipendere da altri, portandola alla depressione. <strong>La Corte d\u2019Appello dell\u2019Aia, riconosce la \u201csofferenza psichica\u201d e il \u201cpotenziale deterioramento della personalit\u00e0\u201d come un motivo valido per ottenere la morte indotta<\/strong>. I giudici discolpano anche i medici che avevano praticato il suicidio assistito ad una giovane donna che soffriva di anoressia nervosa, e ad un\u2019altra donna che era caduta in depressione dopo la morte dei suoi due figli e il fallimento del suo matrimonio. Negli anni \u201890 ci sono anche i processi inerenti a due vicende di eutanasia infantile. In un caso il medico aveva facilitato la morte di un neonato affetto da una forma acuta di spina bifida, mentre, nell\u2019altro, l\u2019eutanasia era stata pratica ad un neonato affetto da trisomia 13. Entrambi i verdetti convalidano le procedure eutanasiche, giudicandole in linea con gli obblighi della professione medica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/02-dottore-pro-eutanasia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-123159 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/02-dottore-pro-eutanasia.jpg\" alt=\"\" width=\"161\" height=\"200\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 161px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 161\/200;\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel tentativo di determinare la frequenza di suicidio assistito ed eutanasia, lo Stato promuove uno studio nazionale, che garantisce ai medici sia l\u2019immunit\u00e0 che l\u2019anonimato sulle risposte, al fine di ottenere informazioni il pi\u00f9 possibile complete e veritiere. Realizzato nel 1990 e pubblicato dal governo olandese il 10 settembre 1991, lo studio ha rilevato che le morti procurate dai medici ammontavano a pi\u00f9 del 9,1% dei decessi annuali. Di queste morti, 2.300 riguardavano le eutanasie su richiesta, 400 i suicidi assistiti, e 1.040 (una media di circa 3 al giorno) erano morti da eutanasia praticata all\u2019insaputa o senza il consenso del paziente. Dallo studio \u00e8 altres\u00ec emerso che il 50% dei medici olandesi aveva suggerito l\u2019eutanasia ai pazienti. Risultati simili saranno messi in luce da uno studio analogo promosso cinque anni dopo.<\/p>\n<p>Alla fine, il 10 aprile 2001, <strong>il Parlamento olandese approva con 46 s\u00ec contro 28 no la Riforma delle procedure per porre fine alla vita su richiesta e per il suicidio assistito, e emenda il codice penale, affermando, in particolare, che i reati di eutanasia e di suicidio assistito non sono punibili se sono \u201cattuati da un medico che ha soddisfatto i requisiti di dovuta diligenza\u201d<\/strong> descritti nella legge, e se \u00e8 stato informato il \u201cperito autoptico\u201d municipale in conformit\u00e0 con la Legge su Sepoltura e Cremazione. <strong>L\u2019inserimento dei requisiti di \u201cdovuta diligenza\u201d \u2013 osserva la Marker \u2013 trasforma i reati in trattamenti sanitari<\/strong>, come sostenevano i medici, mentre ogni intervento eutanasico che non sia mosso da \u201cnecessit\u00e0 terapeutiche\u201d \u00e8 considerato a tutti gli effetti una violenza e, di conseguenza, rimane sanzionato penalmente. Il medico che pratica l\u2019eutanasia deve rispettare precise condizioni: vi deve essere una richiesta ripetuta e confermata da parte del malato; le condizioni del paziente devono essere cos\u00ec gravi da rendere intollerabile la sofferenza, e non vi deve essere pi\u00f9 alcuna possibilit\u00e0 di intervento medico; prima di eseguire la richiesta di morte il dottore deve consultarsi con un collega esperto che non abbia prima avuto in cura il paziente e, dopo la morte del malato, deve segnalare il caso all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria; dopodich\u00e9 il procuratore del distretto verifica che siano stati rispettati i criteri previsti dalla legge. Se cos\u00ec non fosse, potr\u00e0 intraprendere un procedimento penale nei confronti del medico che ha praticato l\u2019eutanasia. In sostanza, la legge olandese stabilisce in modo preciso la non punibilit\u00e0 dei medici che abbiano agito per fini terapeutici, ma punisce chi, non essendo medico, metta fine alla vita di una persona, anche se ha agito con l\u2019intenzione di esaudire una sua esplicita richiesta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima dell\u2019entrata in vigore della legge, i medici erano riluttanti a denunciare le morti che avevano facilitato. Secondo quanto sostenuto dal governo olandese, il motivo primario della necessit\u00e0 di cambiare la legge era quello \u201cdi portare le cose allo scoperto, applicare criteri di valutazione uniformi in tutti i casi in cui un medico termina la vita [di un paziente], e perci\u00f2 garantire che in questi casi si adoperi la massima diligenza\u201d. <strong>Visto che gli studi condotti sembravano mostrare che le morti indotte erano una prassi medica comune ma occulta, il governo credeva che portando le pratiche alla luce, attraverso la legalizzazione e la definizione di regole precise, si sarebbero potuti prevenire gli abusi e impedire il far west.<\/strong> In parole povere si \u00e8 trattato n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che della solita applicazione del \u201cmale minore\u201d, che ha portato il legislatore olandese a dire: poich\u00e9 l\u2019eutanasia c\u2019\u00e8 gi\u00e0, facciamo almeno in modo di regolamentarla con una legge, cos\u00ec da tutelare i malati. <strong>Ma le cose sono andate diversamente: la classe medica olandese ha ritenuto che le modalit\u00e0 contenute nella nuova legge fossero \u201ctroppo confuse\u201d, cos\u00ec, dopo la legalizzazione, i casi di eutanasia segnalati non solo non sono aumentati ma sono persino diminuiti.<\/strong> E non solo, <strong>la legittimazione di suicidio assistito ed eutanasia ha contribuito ad inclinare ancor pi\u00f9 il piano, dando in tal modo una spinta accelerativa all\u2019allargamento dei confini per accedere alla morte su richiesta<\/strong>.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo il passaggio della nuova legge, il ministro della Salute Els Borst, colei che aveva promosso il disegno di legge in Parlamento, afferma che il governo avrebbe dovuto prendere in considerazione l\u2019introduzione di una pillola per il suicidio per quei pazienti che, bench\u00e9 in salute, si sentono comunque pronti a morire. A dicembre 2004, la Royal Dutch Medical Association (KNMG), l\u2019associazione professionale dei medici dei Paesi Bassi, sostiene in una relazione che i criteri in vigore per applicare l\u2019eutanasia non sono di nessun aiuto nella definizione dei limiti della pratica medica, definisce le linee guida \u201cun\u2019illusione\u201d, e conclude affermando che l\u2019eutanasia dovrebbe essere di fatto permessa a tutti coloro che non vogliono pi\u00f9 vivere. Secondo il dottor Rob Jonquiere della Dutch Voluntary Euthanasia Society, la proposta affronta un \u201cproblema esistenziale\u201d al di fuori del campo medico, ciononostante dovrebbe essere ugualmente adottata, poich\u00e9 anch\u2019essa rientrante nell\u2019ambito del porre fine ad una sofferenza insopportabile. La KNMG risponde che avrebbe \u201cpreso l\u2019iniziativa\u201d per discutere come i medici avrebbero potuto affrontare la questione dal punto di vista pratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/03-welkom-in-Groningen.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-123161 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/03-welkom-in-Groningen.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"254\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/03-welkom-in-Groningen.jpg 500w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/03-welkom-in-Groningen-300x211.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 360px) 85vw, 360px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 360px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 360\/254;\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Qualche mese dopo, l\u2019University Medical Centre Groningen, ammette l\u2019applicazione dell\u2019eutanasia ai bambini, non solo nei confronti dei neonati malati terminali, ma anche per i bambini nati con la spina bifida e con altre disabilit\u00e0<\/strong>. A questo proposito, sul <em>New England Journal of Medicine<\/em><strong>[2]<\/strong> del 10 marzo 2005 si poteva leggere: \u201cVentidue casi di eutanasia su neonati sono stati segnalati agli uffici dei procuratori distrettuali nel corso degli ultimi sette anni. Recentemente ci \u00e8 stato permesso di esaminare questi casi. Si riferiscono tutti a bambini con forme molto gravi di spina bifida\u201d. Per le 22 eutanasie \u201cnessun medico \u00e8 stato perseguito\u201d poich\u00e9 \u201csono stati soddisfatti i requisiti di diligenza\u201d. Tuttavia, \u201cdato che l\u2019indagine nazionale ha mostrato che tali procedure sono eseguite su 15-20 neonati all\u2019anno\u201d, mentre \u201cla media rilevata annualmente \u00e8 di 3 casi\u201d, se ne ricava che \u201cla maggior parte dei casi non \u00e8 effettivamente segnalata\u201d. \u201cNoi crediamo che tutti i casi debbano essere denunciati se si vuole prevenire l\u2019eutanasia senza controllo e ingiustificata, e se vogliamo discutere la questione pubblicamente e quindi sviluppare ulteriormente i criteri per l\u2019eutanasia dei neonati. Per questo motivo, abbiamo sviluppato nel 2002 un protocollo, in stretta collaborazione con un procuratore distrettuale. Il protocollo contiene le linee guida generali e i requisiti specifici relativi alla decisione di eutanasia e alla sua attuazione\u201d. <strong>A giugno 2005, l\u2019Associazione Olandese dei Pediatri, approva il \u201cProtocollo di Groningen\u201d che di fatto formalizza ci\u00f2 che anche per i bambini era diventata in Olanda una prassi acquisita<\/strong>, come aveva documentato anche uno studio del 1997 pubblicato sul <em>Lancet<\/em>, che aveva messo in luce come l\u20198% di tutti i decessi infantili derivasse da iniezione letale, e il fatto che il 45% dei neonatologi e il 31% dei pediatri &#8211; che avevano risposto ai sondaggi del <em>Lancet<\/em> &#8211; avesse ucciso bambini.<\/p>\n<p>Per riepilogare, quindi, la legge olandese stabilisce che, non solo i malati terminali o gli adulti depressi, possano chiedere la morte, ma anche i giovani tra i sedici e i diciotto anni che ne formulino domanda scritta. La normativa prevede, in questo caso, che i genitori &#8211; o, in mancanza, il tutore &#8211; ne siano informati, anche se non hanno per\u00f2 il potere di bloccare la richiesta di morte avanzata dai figli. Eutanasia e suicidio assistito per tutti, in Olanda, anche per gli adolescenti tra i dodici e i sedici anni, capaci di consenso, che siano colpiti da malattia inguaribile o da dolore, purch\u00e9 i genitori aggiungano il loro consenso alla richiesta fatta dai figli; e per i bambini sotto i 12 anni fino all\u2019et\u00e0 neonatale, che abbiano delle disabilit\u00e0 o siano gravemente malati, previa richiesta dei genitori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Olanda \u00e8 il Paese nel quale l\u2019insidioso scivolamento gi\u00f9 per il pendio delle pratiche eutanasiche, emerge con assoluta chiarezza. Si \u00e8 iniziato nel 1973 (caso della dottoressa Postma) depenalizzando l\u2019eutanasia nei limiti dell\u2019atto compiuto da un medico nei confronti di un malato terminale, per motivi \u201ccompassionevoli\u201d; poi si sono discolpati i medici che avevano praticato il suicidio assistito ad alcune pazienti che, per motivi diversi, soffrivano di depressione; pi\u00f9 tardi sono stati scagionati i dottori che avevano posto fine alla vita di due neonati con disabilit\u00e0; quindi nel 2001 sono stati legalizzati sia l\u2019eutanasia che il suicidio assistito per adulti e giovani capaci di consenso; e nel 2005 si \u00e8 introdotto il Protocollo di Groningen per disciplinare l\u2019eutanasia neonatale e infantile (persone incapaci di dare personalmente il consenso).<\/p>\n<p><strong>In sostanza, all\u2019inizio, l\u2019eutanasia \u00e8 stata contemplata solo per casi eccezionali di malattia terminale, poi vi \u00e8 stata inglobata la sofferenza psicologica, in seguito si \u00e8 aggiunta la disabilit\u00e0 e, dall\u2019eutanasia chiesta da giovani e adulti, si \u00e8 arrivati a quella decisa dai genitori nei confronti di neonati e bambini, finch\u00e9 si \u00e8 cominciato a discutere di estenderne la possibilit\u00e0 anche a coloro che, bench\u00e9 sani, manifestino tedio per la vita, stanchezza di vivere, o che, semplicemente, \u201csoffrano\u201d di vecchiaia. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/05-I-cittadini-hanno-completato-la-vita-Del-Libero-Arbitrio.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-123163 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/05-I-cittadini-hanno-completato-la-vita-Del-Libero-Arbitrio.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 214px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 214\/150;\" \/><\/a>Riguardo a quest\u2019ultimo passaggio \u00e8 significativo far notare la nascita in Olanda del gruppo \u201cUit Vrije Wil\u201d (\u201cDel Libero Arbitrio\u201d), che ha raccolto le firme per una proposta che prevede l\u2019opportunit\u00e0 di beneficiare del suicidio assistito da parte di coloro che abbiano compiuto 70 anni di et\u00e0 e siano stanchi di vivere. Tra i fondatori del gruppo vi \u00e8 il presidente dell\u2019Istituto olandese di Neuroscienze, Dick Swaab, e tra i firmatari l\u2019ex ministro, ex europarlamentare di sinistra, Hedy d\u2019Ancona. La proposta, sostengono i promotori, rappresenta un\u2019ottima soluzione per gli oltre 400 over settanta che ogni anno tentano di uccidersi da soli, e spesso senza neppure riuscirci. Sulla stessa scia si colloca il centro per anziani St Pieters en Bloklands dove si \u00e8 deliberatamente deciso di non rianimare i pazienti che abbiano superato i settant\u2019anni.<\/p>\n<p><strong>Ma non \u00e8 ancora tutto, l\u2019insano scivolamento prosegue inarrestabile, e nel 2011, con le nuove linee guida rilasciate dalla KNMG, le maglie della morte assistita sono state allargate ancora di pi\u00f9, prevedendo per l\u2019accesso alla morte assistita anche l\u2019inclusione di fattori \u201cpsicosociali\u201d<\/strong>. Secondo le nuove disposizioni dell\u2019Associazione Medica Olandese \u2013 rende noto <em>Lifesitenews.com<\/em><strong>[3]<\/strong> &#8211; dovrebbero essere annoverati tra i destinatari dell\u2019eutanasia anche coloro che soffrono di \u201cdisturbi mentali e psicosociali\u201d come perdita di funzioni e di autonomia, e isolamento. In questo modo, alle \u201csofferenze insostenibili e continue\u201d previste dalla legge, verrebbero inglobate anche la mancanza di \u201ccapacit\u00e0 sociali, mezzi finanziari e una rete sociale\u201d. Nel rapporto del 2011, intitolato \u201cIl ruolo del medico nell\u2019interruzione volontaria della vita\u201d, si parla di un \u201cconcetto di sofferenza pi\u00f9 ampio\u201d che dovrebbe comprendere \u201cdisturbi che interessano vista, udito e mobilit\u00e0; cadute; confinamento a letto; affaticamento; esaurimento e perdita di forma fisica\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019emanazione in Olanda delle nuove linee guida ha infiammato subito la discussione, facendo entrare con forza nel dibattito coloro che da sempre si oppongono all\u2019eutanasia. Tra costoro vi \u00e8 <strong>Alex Schadenberg, direttore esecutivo e presidente internazionale del comitato \u201cEuthanasia Prevention Coalition\u201d, il quale ha fatto notare che in Olanda \u201cl\u2019estensione di eutanasia e suicidio assistito \u00e8 stata costante e intenzionale\u201d, e ha avvertito del fatto che, ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nei Paesi Bassi, accadr\u00e0 anche in altre giurisdizioni, se l\u2019eutanasia e\/o il suicidio assistito saranno legalizzati<\/strong>. Ha fatto sentire la sua voce anche <strong>Karl Gunning, a capo del Sindacato dei Medici Olandesi, che gi\u00e0 nel 1994, dopo l\u2019estensione dell\u2019eutanasia ai pazienti sofferenti di malesseri emotivi, aveva messo in guardia il Paese del \u201cpendio scivoloso\u201d (\u201cslippery slope\u201d) in cui stava slittando<\/strong>. \u201cAvevamo regolarmente preannunciato che, una volta che si inizia a guardare all\u2019uccisione come un mezzo per risolvere i problemi, allora si troveranno sempre pi\u00f9 problemi per i quali l\u2019uccisione pu\u00f2 essere la soluzione\u201d, ha ribadito Gunning dopo l\u2019emanazione delle nuove linee guida. Mentre <strong>l\u2019avvocato americano Wesley J. Smith, ha chiesto dal suo blog come si possa dire che con la legalizzazione dell\u2019eutanasia \u201cnon c\u2019\u00e8 pendio scivoloso\u201d, quando la \u201csolitudine\u201d diventa uno dei fattori legalmente riconosciuti per porre fine alla propria vita<\/strong>. \u201cDa quando nel 1973 l\u2019eutanasia \u00e8 stata quasi decriminalizzata \u2013 ha ricordato nell\u2019occasione \u2013 i medici olandesi sono passati dall\u2019eutanasia ai malati terminali che la chiedono, ai malati cronici che la chiedono, alle persone disabili che la chiedono, ai mentalmente angosciati che la chiedono\u2026 E, ora, vogliono colpire le persone anziane vulnerabili ed emarginate\u201d. Poi ha aggiunto: \u201cLa cultura della morte \u00e8 vorace. Una volta che inizia ad alimentarsi, non \u00e8 mai sazia. Le categorie per uccidere, alla fine, non sono mai abbastanza\u201d. Quindi ha concluso con enfasi: \u201c\u00c8 questa la compassione?\u201d. Parole al vento, i paladini olandesi dell\u2019eutanasia vanno avanti senza sosta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/04-NVVE.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-123165 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/04-NVVE.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"325\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/04-NVVE.jpg 630w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/04-NVVE-300x245.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 397px) 85vw, 397px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 397px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 397\/325;\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019ultima diavoleria che si sono inventati, attiva da marzo 2012, con l\u2019obiettivo di rimuovere l\u2019ostacolo dell\u2019obiezione di coscienza, \u00e8 il \u201cpronto soccorso eutanasico\u201d (programma \u201cLevenseinde\u201d)<\/strong>: 15 unit\u00e0 sanitarie mobili composte da medici e infermieri volontari, disposti a praticare l\u2019eutanasia a domicilio. Ora, quando un medico di famiglia si rifiuta di applicare l\u2019eutanasia, a motivo dei propri convincimenti morali o religiosi, ai propri assistiti che la richiedono, intervengono gli \u201cangeli della morte\u201d di Amsterdam a far s\u00ec che il diritto di morire venga pienamente garantito. Contattare il \u201cservizio\u201d \u00e8 molto semplice, basta una telefonata o una e-mail e, nel giro di 48 ore, sono da te con la \u201cmedicina\u201d. Walburg de Jong &#8211; portavoce della NVVE (Nederlandse Vereniging voor een Vrijwilling Levenseinde), l\u2019associazione olandese per la fine volontaria della vita che ha ideato e attuato l\u2019iniziativa \u2013 ha spiegato che, prima, si pratica un\u2019iniezione di sedativo e, quando la persona \u00e8 piombata in un sonno profondo, si fa l\u2019iniezione letale che arresta battito cardiaco e respirazione. Il programma \u201ceutanasia ambulante\u201d, che \u00e8 stato approvato dal ministro della Sanit\u00e0 Edith Schippers, nei primi otto mesi di attivit\u00e0 aveva gi\u00e0 456 persone registrate per farsi uccidere, di queste avevano usufruito del \u201cservizio a domicilio\u201d in 51, e di queste 51 solo il 30% era sofferente di una malattia allo stadio terminale. L\u2019associazione NVVE d\u00e0 anche il proprio appoggio al gruppo \u201cdel libero arbitrio\u201d che, come abbiamo visto, si muove per introdurre a livello legislativo l\u2019eutanasia per tutti coloro che abbiano superato i 70 anni, e, da novembre 2012, collabora anche con la compagnia assicurativa olandese <em>Menzis<\/em>. Il presidente della <em>Menzis<\/em>, Roger van Boxtel, ha dichiarato in una conferenza stampa che la compagnia assicurer\u00e0 la copertura dei costi dell\u2019eutanasia per coloro che soddisfano i requisiti della clinica ambulante del gruppo NVVE. Come si dice: \u201cl\u2019unione fa la forza\u201d, e la cultura della morte, in Olanda, di unit\u00e0 di intenti e di forza ne ha da vendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/06-pronto-soccorso-eutanasico.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-123167 lazyload\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/06-pronto-soccorso-eutanasico.jpg\" alt=\"\" width=\"374\" height=\"211\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/06-pronto-soccorso-eutanasico.jpg 468w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/06-pronto-soccorso-eutanasico-300x169.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 374px) 85vw, 374px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 374px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 374\/211;\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\">Note:<\/span><\/p>\n<p><strong>[1]<\/strong> Rita L. Marker, \u201cAssisted Suicide &amp; Death with Dignity: Past, Present &amp; Future\u201d, Part III, www.patientsrightscouncil.org\/site\/rpt2005-part3.<\/p>\n<p><strong>[2]<\/strong> Eduard Verhagen, M.D., J.D., and Pieter J.J. Sauer, M.D., Ph.D, \u201cThe Groningen Protocol \u2013 Euthanasia in Severely Ill Newborns\u201d, N Engl J Med 2005, 352:959-962, 10 marzo 2005.<\/p>\n<p><strong>[3]<\/strong> Peter Baklinski, \u201cSlippery slope: \u2018loneliness\u2019, \u2018fatigue\u2019 now criteria for euthanasia in Netherlands\u201d, www.lifesitenews.com, 24 ottobre 2011.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bench\u00e9 fossero contro la legge \u2013 scrive Rita Marker[1] &#8211; sia l\u2019eutanasia che il suicidio assistito sono stati ampiamente praticati nei Paesi Bassi per un certo numero di anni, grazie a una serie di decisioni giudiziarie e agli orientamenti dei medici. 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