{"id":123135,"date":"2013-08-26T11:42:56","date_gmt":"2013-08-26T10:42:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=123135"},"modified":"2013-08-26T11:42:56","modified_gmt":"2013-08-26T10:42:56","slug":"siria-gli-usa-pronti-a-una-seconda-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2013\/08\/siria-gli-usa-pronti-a-una-seconda-libia\/","title":{"rendered":"Siria, gli Usa pronti a una seconda Libia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/guerra-in-siria.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-123136 lazyload\" title=\"guerra-in-siria\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/guerra-in-siria-300x191.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/guerra-in-siria-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/guerra-in-siria.jpg 500w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 85vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/191;\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di\u00a0 <strong>Gianandrea Gaiani<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla fine Damasco ha ceduto, forse in seguito alle pressioni di Mosca, consentendo l\u2019accesso ai sobborghi di Damasco del team di esperti dell\u2019Onu incaricato di investigare sul presunto uso di armi chimiche. Le ispezioni inizieranno<!--more--> oggi nella zona di Ghouta, teatro del presunto attacco denunciato dai ribelli il 21 agosto ma l\u2019organizzazione francese Medici senza frontiere ha gi\u00e0 fatto sapere di aver rilevato presso gli ospedali della zona 3.500 persone che presentavano \u201csintomi neurotossici&#8221;, di questi 355 sono morti. Cifre emerse da quanto raccontato da medici locali poich\u00e9 Msf non ha proprio personale in loco. Le ispezioni dell\u2019Onu potrebbero trovare ostacoli dal fatto che l\u2019area colpita \u00e8 sotto il controllo dei ribelli ma gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 fatto sapere di considerare l\u2019apertura di Damasco tardiva e poco credibile.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Se il governo siriano non aveva<\/strong> nulla da nascondere e voleva dimostrare al mondo di non avere fato uso di armi<br \/>\nchimiche in questa circostanza, avrebbe dovuto far cessare gli attacchi nella zona e consentire un accesso immediato dell&#8217;Onu cinque giorni fa&#8221;, ha affermato un alto funzionario dell&#8217;Amministrazione Usa citato dal Wall Street Journal. A questo punto, ha aggiunto il funzionario, l&#8217;offerta giunge &#8220;troppo tardi per essere credibile&#8221; anche perch\u00e9 &#8220;le prove disponibili sono state inquinate in maniera significativa a seguito dei continui bombardamenti del regime e di altre azioni intenzionali avvenute negli ultimi<br \/>\ncinque giorni&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Washington sembra certa delle responsabilit\u00e0<\/strong> del regime di Bashar Assad. Ci sono &#8221;pochi dubbi&#8221; sull&#8217;uso di armi chimiche da parte del regime siriano contro i civili ha scritto l&#8217;Associated Press citando un anonimo esponente dell\u2019Amministrazione Obama , secondo il quale la valutazione dell&#8217;intelligence americana fornita alla Casa Bianca si basa sul numero riportato delle vittime, i sintomi di chi \u00e8 stato ucciso e le testimonianze.\u201d<\/p>\n<p><strong>Damasco continua a negare l\u2019impiego<\/strong> di armi di distruzione di massa e sul piano militare resta inspiegabile il motivo<br \/>\nper cui Assad avrebbe dovuto autorizzare l\u2019uso di tali armi per uccidere poche centinaia di civili o oppositori. Un suicidio politico che potrebbe scatenare un intervento internazionale che non ha comportato nessun vantaggio militare. Pi\u00f9 che lecito quindi avere dubbi sulle responsabilit\u00e0 reali dell\u2019attacco chimico anche se la questione \u00e8 ormai politica. Se Washington ha deciso di attuare un intervento militare in Siria l\u2019attacco chimico, vero o no, costituisce un ottimo alibi, una \u201cpistola fumante perfetta per giustificare l\u2019azione. I russi sembrano aver compreso che Obama intende comunque agire e hanno messo in guardia gli Stati Uniti dal non ripetere &#8220;gli errori del passato&#8221; scatenando una guerra in Siria che avrebbe &#8220;conseguenze devastanti&#8221; in Medio Oriente con un chiaro riferimento a quanto accaduto in seguito agli interventi in Iraq e Libia.<\/p>\n<p><strong>La questione delle armi chimiche<\/strong> desta qualche sospetto anche perch\u00e9 giunge in concomitanza con forti incrementi degli<br \/>\naiuti ai ribelli. Dalla Turchia stanno affluendo 20 convogli di armi dirette ai ribelli (400 tonnellate ) fornite da sauditi ed emirati del Golfo, una delle forniture pi\u00f9 massicce dall\u2019inizio della guerra civile. Ankara ha smentito mentre un alto funzionario di un Paese del Golfo ha confermato la notizia alla Reuters sottolineando che l&#8217;invio di armi \u00e8 aumentato all&#8217;indomani dell&#8217;attacco chimico nei sobborghi sunniti di Damasco. Giustificazione ridicola poich\u00e9 la consegna di un simile carico di armi, per di pi\u00f9 attraverso canali non ufficiali, non si improvvisa certo in pochi giorni.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra strana coincidenza <\/strong>riguarda la mobilitazione in battaglia nel sud della Siria dei primi reparti dell\u2019Esercito Siriano Libero addestrati ed armati dai consiglieri militari statunitensi e dalla Cia in Giordania, subito dopo Ferragosto. Il rafforzamento<br \/>\ndelle milizie ribelli sembra quindi coincidere con l\u2019iniziativa statunitense tesa a giustificare un intervento esterno nel conflitto sostenuto a quanto pare da Francia, Gran Bretagna (la Germania invece si oppone) e dai Paesi della Lega Araba, pronti a muovere anche in assenza di un mandato dell\u2019Onu, bloccato dal prevedibile veto russo, con il pretesto di proteggere i civili dalle armi di distruzione di massa di Assad.<\/p>\n<p><strong>Il segretario alla Difesa, Chuck Hagel<\/strong>, mantiene toni prudenti affermando che prima di un eventuale intervento militare<br \/>\n\u201cgli Stati Uniti continueranno a raccogliere elementi di intelligence sul presunto impiego di armi chimiche\u201d confermando per\u00f2 la messa a punto dei piani per diverse opzioni militari che Obama avrebbe gi\u00e0 valutato durante il week end. L\u2019opzione militare pi\u00f9 morbida \u00e8 quella gi\u00e0 in atto che prevede un robusto rafforzamento degli aiuti militari ai ribelli, probabilmente da abbinare a raids di rappresaglia condotti con i missili da crociera Tomahawk imbarcati su quattro navi della Sesta Flotta del Mediterraneo che potrebbero colpire sedi governative e comandi militari siriani ma che non influirebbero sull\u2019andamento del conflitto.<\/p>\n<p><strong>Per azioni a pi\u00f9 ampio respiro <\/strong>occorrerebbe invece pi\u00f9 tempo e il supporto degli alleati. Come nel caso dell\u2019imposizione di una no-fly zone che impedisca il volo ai jet e agli elicotteri di Assad che richiederebbe lo schieramento di velivoli in Turchia e Giordania ma anche pesanti incursioni preventive per azzerare le consistenti difese aeree di Damasco gestite con la collaborazione di tecnici russi. Un\u2019azione del genere comporterebbe il rischio che Assad ordini attacchi di rappresaglia contro i Paesi vicini con le centinaia di missili balistici presenti nel suo arsenale e forniti da Russia, Iran e Corea del Nord. Come in Libia due anni or sono, la no-fly zone potrebbe venire rafforzata da un blocco navale e dall\u2019impiego dei jet in raids contro le truppe governative in appoggio diretto ai ribelli.<\/p>\n<p><strong>Opzioni che comporterebbero dure<\/strong> e imprevedibili reazioni russe, cinesi e iraniane. L\u2019opzione dell\u2019invasione della Siria \u00e8 finora esclusa da molte fonti statunitensi ed \u00e8 in effetti impensabile che Obama schieri in Siria consistenti contingenti di truppe ma non \u00e8 poi cos\u00ec improbabile che statunitensi ed europei offrano un ombrello aereo e d\u2019intelligence a una forza d\u2019invasione turco-araba. Tutte ipotesi teoriche ovviamente anche se il principale punto oscuro di un intervento internazionale \u00e8 rappresentato dall\u2019aspetto politico. Far cadere Assad per consegnare la Siria a chi? Al caos? Ad al-Qaeda?<\/p>\n<p>(fonte: <a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-siria-gli-usa-pronti-a-una-seconda-libia-7150.htm\">http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-siria-gli-usa-pronti-a-una-seconda-libia-7150.htm)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di\u00a0 Gianandrea Gaiani &nbsp; Alla fine Damasco ha ceduto, forse in seguito alle pressioni di Mosca, consentendo l\u2019accesso ai sobborghi di Damasco del team di esperti dell\u2019Onu incaricato di investigare sul presunto uso di armi chimiche. 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