{"id":122997,"date":"2013-08-23T04:32:13","date_gmt":"2013-08-23T03:32:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=122997"},"modified":"2013-08-13T11:35:54","modified_gmt":"2013-08-13T10:35:54","slug":"ma-cosa-vogliono-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2013\/08\/ma-cosa-vogliono-le-donne\/","title":{"rendered":"Ma cosa vogliono le donne?"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Libra-gets-girls.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-116526 lazyload\" title=\"Libra-gets-girls\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Libra-gets-girls-300x146.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Libra-gets-girls-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Libra-gets-girls.jpg 321w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 85vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/146;\" \/><\/a>di Maria Elena Rosati<\/strong><\/p>\n<p>Le colazioni con le amiche, specialmente se non ci si vede da lungo tempo, sono una grande risorsa.<\/p>\n<p>Sono quei momenti che ti permettono di aggiornare le informazioni a tua disposizione sui gente mai pi\u00f9 vista dal 2001, o di avere i\u00a0 consigli lucidi da chi ti ha visto nei momenti pi\u00f9 delicati dell\u2019adolescenza, quando gli occhiali erano troppo spessi e le sopracciglia troppo folte; ma soprattutto sono i momenti per parlare con sincerit\u00e0 , raccontarsi le cose che non vanno, ed essere felici per quelle che vanno.<!--more--><\/p>\n<p>E siccome non sei pi\u00f9 adolescente,\u00a0 ti sfoltisci le sopracciglia, e porti le lenti a contatto, ora la conversazione tra due vecchie amiche pu\u00f2 virare anche sul rapporto tra uomini e donne, su progetti sul futuro, su desideri di vita. E cos\u00ec pu\u00f2 capitarti di sentire una frase tipo questa: \u201c Poco da fare: nell\u201980% dei casi, quando gli uomini escono con una donna hanno solo un pensiero in testa\u201d. Parole\u00a0 che si incastonano nel racconto di una \u201cstoria\u201d iniziata\u00a0 senza troppa convinzione,\u00a0 e portata avanti con stanchezza, e raccontano il desiderio di un rapporto pi\u00f9 serio, di incontrare uomini pi\u00f9 attenti, pi\u00f9 sensibili, disposti ad andare oltre l\u2019approccio fisico, e magari a costruire qualcosa. Un desiderio di felicit\u00e0, di amore vero, di bellezza.<\/p>\n<p>Diverso poi quando torni a casa e, navigando su internet, ti imbatti in un articolo di un blog al femminile che lamenta la situazione contraria, cio\u00e8 la difficolt\u00e0 di trovare uomini disposti a avere storie brevi e fugaci, a fare sesso divertente e non impegnativo, e trascorrere serate in allegria senza chiedersi niente di pi\u00f9. Un desiderio di libert\u00e0 assoluta, da ogni tipo di legame, una sete di qualcosa, forse di felicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Due situazioni diverse, due donne diverse, che parlano all\u2019opposto del rapporto con gli uomini. E tu che stai tra i due estremi, nella confusione, non puoi fare altro che chiederti: insomma si pu\u00f2 sapere che cosa vogliamo? Perch\u00e9 a prima vista non si capisce.<\/strong> Un uomo da amare per tutta la vita, o un uomo usa e getta, per quando l\u2019ormone chiama? Un macho o un micio? E poi vogliamo la libert\u00e0 del corpo, il sesso free, o il rispetto? Le montagne russe del cuore, e le farfalle nello stomaco o l\u2019insensibilit\u00e0 assoluta per non soffrire pi\u00f9? E ancora, buttarsi come e non ci fosse domani, perch\u00e9 ogni lasciata \u00e8 persa,\u00a0 o avere il coraggio di attendere, di mantenersi, per un bene maggiore?<\/p>\n<p>A volte penso che potremmo essere come Mel Gibson nel film <em>What women want<\/em>, e avere la capacit\u00e0 di leggerci nei pensieri pi\u00f9 profondi, cos\u00ec tutte avremmo l\u2019opportunit\u00e0 di ascoltarci sul serio, una volta per tutte. <strong>Perch\u00e9 questo \u00e8 il nostro problema principale; parliamo tanto, tiriamo fuori tutto, spesso raccontiamo pure troppo, ma non sappiamo ascoltarci per davvero. Non sappiamo realmente fare silenzio dentro di noi,<\/strong> allontanarci dai film esistenziali che siamo bravissime a costruirci sulle solide basi di sollecitazioni esterne, di condizionamenti malefici, di modelli di comportamento ormai socialmente diffusi, e politicamente stracorretti.<\/p>\n<p><strong>Convinte che il nostro bene sia legato a quello che sentiamo, a quello che proviamo nella pancia, alle emozioni di cui siamo regine, non siamo pi\u00f9 capaci di guardar con realt\u00e0 alla nostra vita, di rispondere con seriet\u00e0 a quella sete di verit\u00e0, di pienezza, di completezza che anima il nostro cuore.<\/strong> Nella paura di sbagliare, nel terrore di non essere accettate, nell\u2019incubo di essere lasciate da sole, ci accontentiamo di storie che non ci fanno felici, di situazioni che ci mettono in difficolt\u00e0, di rapporti che nascono gi\u00e0 sterili, e continuano a togliere vita. Spesso ci basta il volume, l\u2019aria fritta, e ci lasciamo convincere che il meglio sia quello che abbiamo sotto gli occhi, e che dobbiamo adeguarci.<\/p>\n<p><strong>Eppure, nascosta tra gli stereotipi sul potere delle donne, e le etichette del femminismo,\u00a0 c\u2019\u00e8 una parte di noi che sa quello che vuole,\u00a0 e lo sa bene, e ogni tanto prova pure a dirlo. E\u2019 quella parte di noi che vorrebbe ricordarci che la delicatezza, la mitezza, l\u2019accoglienza le abbiamo scritte dentro, che la cura dei deboli e degli indifesi \u00e8 nel nostro dna, che siamo portatrici di bellezza e dolcezza, in dosi massicce, e siamo fatte per portare nuova vita, in senso non solo fisico, e ad allontanare tutto quello che \u00e8 violenza e volgarit\u00e0.<\/strong> Quella parte di noi, che spesso non consideriamo per niente saprebbe dirci quello che vogliamo davvero, e sottolineare in noi quel desiderio di tenerezza, la voglia di essere abbracciate, accarezzate, coccolate con i gesti e \u00a0le parole da uomini che conoscono la bellezza, e cercano con decisione la verit\u00e0; il desiderio di essere scelte, come il dono pi\u00f9 prezioso, e di essere guardate con la cura di chi ha davanti a s\u00e9 una tesoro di inestimabile valore.<\/p>\n<p><strong>Dobbiamo imparare il silenzio per ascoltare meglio dentro di noi, per sentire meglio quella voce che ci indica la pienezza dell\u2019amore e della felicit\u00e0<\/strong>. E ci offre la consapevolezza dolorosa per riconoscere quando vale la pena donarsi fino in fondo, e quando \u00e8 una forzatura inutile. Il problema \u00e8 che abbiamo paura, perch\u00e9 la verit\u00e0 di noi ci spaventa, come ci fa male ricordarci quanto non abbia senso incastrarsi in storie senza capo n\u00e9 coda, svendersi e buttarsi via al miglior offerente, inseguire un sogno oltre i limiti del tempo e del buon senso.<\/p>\n<p>Facciamoci un regalo: facciamo silenzio di quello che il mondo intorno a noi ci ha insegnato, di quello che gli altri vogliono vedere, dell\u2019immagine di noi che ci siamo costruite, e restiamo in ascolto solo di quella parte del nostro cuore a cui non diamo mai retta. Quella\u00a0che sa bene cosa vuole, e che\u00a0 noi non bastiamo a noi stesse, e sa che, alla fine, per meno di tutto non vale la pena.<\/p>\n<p>Fonte:<em> trentamenouno<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Elena Rosati Le colazioni con le amiche, specialmente se non ci si vede da lungo tempo, sono una grande risorsa. 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