{"id":122437,"date":"2013-07-10T12:41:15","date_gmt":"2013-07-10T11:41:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=122437"},"modified":"2013-07-10T18:26:06","modified_gmt":"2013-07-10T17:26:06","slug":"fivet-far-finta-di-essere-sani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2013\/07\/fivet-far-finta-di-essere-sani\/","title":{"rendered":"Fivet, far finta di essere sani"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Benedetta Frigerio<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUn figlio sano o su misura?\u201c. A padre Giorgio Maria Carbone, docente di bioetica e teologia morale alla facolt\u00e0 di teologia dell\u2019Emilia-Romagna, e autore di diversi libri sulla fecondazione extracorporea, manca l\u2019aria a leggere il titolo dell\u2019articolo apparso luned\u00ec sul Corriere della Sera a firma del genetista Edoardo Bonicelli. Per prevedere se il bambino crescer\u00e0 sano, si legge, \u00absi preleva da un abbozzo di embrione umano di cinque giorni, ottenuto tramite una fecondazione in vitro,<!--more--> una delle pochissime cellule che lo compongono. Ci si conduce sopra un\u2019approfondita analisi genetica e, se tutto \u00e8 a posto, si impianta il resto delle cellule dell\u2019abbozzo in un utero e gli si lascia completare la sua gestazione\u00bb. La conclusione di Boncinelli \u00e8 questa: \u00abSi tratta di problemi che la societ\u00e0 deve analizzare e dibattere al pi\u00f9 presto, ma sarebbe folle rinunciare a uno strumento di questo tipo: meglio sani per scelta che malati per caso\u00bb.<\/p>\n<p>Questa non \u00e8 una grande notizia. Il cardinale Carlo Caffarra diceva che \u00e8 solo l\u2019ultimo esito, reso visibile dall\u2019accettazione della fecondazione in vitro, di una concezione dell\u2019uomo ridotto a prodotto materiale. Una volta ammesso questo, diceva il cardinale, il produttore si sentir\u00e0 autorizzato a trattare l\u2019uomo come tale. Quindi anche a renderlo perfetto ed efficiente per venderlo agli acquirenti.<\/p>\n<p><strong>Chi sarebbero gli acquirenti?<\/strong><br \/>\nLei crede che chi fa i figli tramite fecondazione, scoprendo poi che potrebbero non essere sani, li accetter\u00e0? Chi produce un figlio non lo sta accogliendo come un dono da \u201cridonare\u201d a chi lo ha creato, ma come qualcosa da avere, da realizzare, come un suo progetto. Bisognerebbe chiedere a chi li \u201cproduce\u201d: \u00abMa che significato ha per te avere un figlio? Perch\u00e9 li metti al mondo? Per te stesso?\u00bb. Siamo onesti, nessuno, producendo una cosa per s\u00e9, potendo scegliere, la far\u00e0 difettosa. Sbaglio?<\/p>\n<p><strong>Parlando di figli si usano parola come: \u201cfabbricazione\u201d, \u201cproduzione\u201d, \u201cprodotto difettoso\u201d, \u201cammasso di cellule\u201d.<\/strong><br \/>\nQueste espressioni sono la naturale conseguenza della fecondazione extracorporea, della fivet, cio\u00e8 della produzione dell\u2019essere umano dentro una provetta. Una volta che si consente che uno di noi possa venire al mondo, non in seguito a un rapporto sessuale e coniugale, ma a causa di un intervento tecnico, non all\u2019interno del grembo materno, ma dentro una piastrina di vetro, allora \u00e8 giocoforza che le parole esprimano i fatti: l\u2019essere umano non \u00e8 pi\u00f9 generato, ma prodotto. E quindi come ogni prodotto sar\u00e0 sottoposto a un giudizio di qualit\u00e0. C\u2019\u00e8 un per\u00f2. Oramai la letteratura scientifica conferma copiosamente che le tecniche di fecondazione extracorporea sono responsabili della maggiore incidenza di molte patologie. Questi studi sono taciuti, ma la letteratura ne parla. Penso ai dati dei registi australiani pubblicati sul New England Journal of Medicine e da cui \u00e8 emerso che nell\u20198,3 per cento dei casi i bambini nati da inseminazione artificiale hanno delle malformazioni. Nel novembre 2008 la rivista scientifica Clinical Obstetrics and Gynaecology ha poi pubblicato le ricerche mondiali pi\u00f9 importanti condotte sulla popolazione con analisi di paragone fra gruppi. Ne \u00e8 emerso che il tasso di rischio di malattia per i concepiti in provetta \u00e8 salito in 5 anni al 40 per cento. Nel febbraio del 2012 i ricercatori giapponesi Shiota e Yamada hanno dimostrato ampie possibilit\u00e0 di contrarre gravi sindromi, quella di Beckwith-Wiedemann, di Angelman, di Prader Willi e altre ancora.<\/p>\n<p><strong>Boncinelli parla di una nuova tecnica di sequenziamento del Dna, che \u00abdovrebbe evitare brutte sorprese\u00bb, proprio per scartare i bambini malati.<\/strong><br \/>\nSolo i dati sull\u2019autismo dei bambini nati in provetta, pubblicati sul Journal of the American Medical Association lo scorso 2 luglio, ci dicono quante cose sfuggono all\u2019analisi del Dna. Comunque sia, non \u00e8 detto che i bambini il cui codice genetico sembra perfettamente sano non si ammaleranno. Boncinelli trascura di considerare un aspetto molto significativo: il prelievo di una o pi\u00f9 cellule embrionali quali conseguenze produrr\u00e0 nella crescita e nello sviluppo dell\u2019embrione stesso? L\u2019essere umano di et\u00e0 embrionale sarebbe sottoposto all\u2019asportazione di cellule che non sono l\u00ec a caso e in sovrappi\u00f9, ma sono fortemente interrelate con le altre, al punto che i segnali di una influenzano lo sviluppo delle altre. Non si pu\u00f2 far passare l\u2019operazione descritta da Boncinelli come indenne. Inoltre nell\u2019articolo si parla di \u201cabbozzo di embrione\u201d, eppure chi scrive sa benissimo che non sta parlando di un abbozzo, ma di un embrione fatto e finito, e siccome si tratta della specie umana, \u00e8 bene dire che siamo davanti a un mio simile di et\u00e0 embrionale.<\/p>\n<p><strong>Che altre conseguenze ha una medicina determinista, in cui si pensa che l\u2019uomo sia descrivibile solo dal suo Dna?<\/strong><br \/>\n\u00c8 sbagliata gi\u00e0 nelle premesse. Non \u00e8 vero che la presenza di un gene determiner\u00e0 per forza una malattia. Molti di noi hanno dei geni portatori di patologie che magari non si esprimeranno, rimanendo silenti. In altre persone, invece, questi stessi geni potrebbero attivarsi per via di fattori non genetici, ma ambientali o esistenziali, come ad esempio lo stress. Il determinismo \u00e8 una delle tante forme di riduzionismo: coglie solo un aspetto e lo assolutizza, come se esistesse solo tale aspetto. \u00c8 una grande trappola: \u00e8 incapace di predire il futuro, come invece pretende di fare. Non pu\u00f2 tener conto di variabili imprevedibili, come lo stress, o altri fattori ambientali che dipendono dalla vita concreta di ognuno di noi. Pretende di essere oggettivo, ma in realt\u00e0 non produce scienza perch\u00e9 salta dati necessari alla conoscenza.<\/p>\n<p><strong>Considerare l\u2019uomo non solo come materia ma come mistero non \u00e8 quindi necessario solo dal punto di vista esistenziale.<\/strong><br \/>\nAssolutamente. Se non teniamo conto del dato misterioso che fa essere l\u2019embrione, cercando di manipolare e misurare tutto, la natura si ribella: vedi le patologie legate alla fecondazione in vitro di cui parlavamo sopra. E poi si frena la vera ricerca. Cercando il modo di eliminare i malati non si prova pi\u00f9 a trovare rimedio alle malattie. Lo stesso premio nobel giapponese, Shinya Yamanaka, lo dice: fermandosi davanti al dato reale della dignit\u00e0 umana dell\u2019embrione ha intrapreso vie nuove, alternative all\u2019uso strumentale e manipolatorio delle cellule embrionali. Cos\u00ec ha fatto una grande scoperta per sconfiggere le malattie. Solo rispettando i dati, solo tutelando ogni essere umano di qualsiasi et\u00e0, e non manipolandolo o eliminandolo, solo cos\u00ec le conoscenze progrediscono, la scienza avanza e la medicina trova nuove vie.<\/p>\n<p><strong>L\u2019articolo del Corriere non parla infatti di una scoperta per curare una malattia, ma per dire se i geni sono potenzialmente sani o no. Anche se poi non si sa dire cosa accadr\u00e0.<\/strong><br \/>\nSe elimini il malato anzich\u00e9 ricercare la cura, quando poi nel sano si presenta una malattia non saprai come affrontarla. Paradossalmente programmando ogni cosa ci sfugge tutto, perch\u00e9 non abbiamo tenuto conto del dato imprevedibile che pu\u00f2 verificarsi. Purtroppo \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Una visione del genere \u00e8 soffocante.<\/strong><br \/>\nSiamo in quel bunker di cui ha parlato Benedetto XVI. Infatti, a trattare cos\u00ec gli embrioni, cio\u00e8 i bambini, non ci perdono solo loro ma noi tutti: abituandoci a guardare l\u2019altro solo come oggetto di performance qualitative e quantitative, senza aspettarci nulla oltre a ci\u00f2 che tocchiamo e vediamo, senza fare attenzione al mistero imprevedibile che \u00e8 l\u2019altro, ci stanchiamo subito di lui, proprio come di una merce troppo usata. Se non ci abituiamo a esercitare questa curiosit\u00e0 profonda per le cose e le persone tutto stanca e annoia. Dopo un po\u2019 nulla ci parla pi\u00f9. E, proprio come dice Benedetto XVI, la vita diventa una stanza senza aria in cui soffochiamo.<\/p>\n<p><strong>Fonte: Tempi.it, 10\/07\/2013<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Benedetta Frigerio \u201cUn figlio sano o su misura?\u201c. 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