{"id":119709,"date":"2012-12-21T16:53:40","date_gmt":"2012-12-21T15:53:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=119709"},"modified":"2012-12-21T16:57:37","modified_gmt":"2012-12-21T15:57:37","slug":"come-si-concludono-i-promessi-sposi-perche-nessuno-a-scuola-lo-racconta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2012\/12\/come-si-concludono-i-promessi-sposi-perche-nessuno-a-scuola-lo-racconta\/","title":{"rendered":"Come si concludono i Promessi sposi? Perch\u00e9 nessuno a scuola lo racconta?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/manzonispos.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-119710 lazyload\" title=\"manzonispos\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/manzonispos-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" data-srcset=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/manzonispos-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/manzonispos.jpg 524w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 85vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/224;\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>di Giovanni Fighera<\/strong><\/p>\n<p>Qualche settimana fa (sabato 1 dicembre) con\u00a0<em>Repubblica\u00a0<\/em>nella serie \u00abLe grandi storie della letteratura raccontate dai grandi scrittori di oggi\u00bb<em>\u00a0<\/em>\u00e8 uscita una revisione dei\u00a0<em>Promessi sposi\u00a0<\/em>operata dal semiologo, saggista, romanziere italiano di fama internazionale\u00a0Umberto Eco. Uno scrittore, che gi\u00e0 dalla giovent\u00f9 ha professato di aver abbandonato la fede e la chiesa cattolica, ha riscritto\u00a0<em>I promessi sposi<\/em>,<em>\u00a0<\/em>opera che non \u00e8 soltanto il romanzo pi\u00f9 importante che sia stato scritto nella nostra letteratura, ma che rappresenta in forma concreta e incarnata il genio del cristianesimo.<\/p>\n<p>A riguardo del romanzo e del suo autore Eco ha commentato: \u00abIl signor Alessandro sembra amare molto i poveretti, ma certo non sa proprio come aiutarli a far valere i loro diritti. E siccome, per l\u2019appunto, era un cristiano assai fervente, tutti hanno detto che la sua morale era che bisogna rassegnarsi e sperare solo nella Provvidenza\u00bb. Sui\u00a0<em>Promessi sposi<\/em>\u00a0si \u00e8 scritto davvero tanto. A scuola \u00e8 pi\u00f9 facile che gli studenti di quinta sappiano ripetere i commenti di critici illustri sul romanzo o il loro giudizio sulla provvidenza manzoniana piuttosto che sappiano dire semplicemente come Manzoni concluda il romanzo.<!--more--><\/p>\n<p>Fate una verifica immediata. Se avete figli che studiano alle superiori, al biennio (ove andrebbero letti\u00a0<em>I promessi sposi<\/em>\u00a0in forma integrale o quasi) o al triennio (almeno un mese \u00e8 solitamente dedicato allo studio del grande scrittore lombardo), oppure anche alle medie inferiori, chiedete loro che cosa sia la fede per Manzoni. Oppure, in forma pi\u00f9 semplice, come si concluda il romanzo. O quale sia il \u00absugo della storia\u00bb, per utilizzare l\u2019espressione che l\u2019autore pone al termine dell\u2019opera. Oppure chiedetevi voi lettori, che avete studiato, vi siete diplomati o laureati, se abbiate mai affrontato la conclusione dei\u00a0<em>Promessi sposi<\/em>, se vi abbiano mai letto a scuola le ultime quattro pagine del romanzo, quelle che seguono il matrimonio di Renzo\u00a0 e Lucia. Sarebbe interessante condurre una statistica al riguardo tra tutti quanti affermano di aver studiato il romanzo pi\u00f9 importante della letteratura italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?attachment_id=61709\" rel=\"attachment wp-att-61709\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter lazyload\" title=\"manzoni\" data-src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/manzoni.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"215\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 215px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 215\/215;\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel mio piccolo io ho condotto una statistica in questi quindici anni di insegnamento al triennio delle superiori (tre in istituti professionali e ben dodici in Licei classici e scientifici). Non mi risulta difficile calcolare la percentuale, perch\u00e9 posso con certezza affermare che ancora nessuno studente, quando mi accingo ad affrontare Manzoni al triennio e chiedo la conclusione del romanzo (che dovrebbe aver gi\u00e0 letto al biennio), sia riuscito nell\u2019impresa! Quindi, tra gli studenti che arrivano all\u2019ultimo anno della scuola superiore, nessuno (zero per cento) conosce la conclusione. Le risposte che pi\u00f9 si sono avvicinate, per la verit\u00e0, sono state queste: il romanzo prosegue per poco e Renzo e Lucia hanno dei figli oppure i due protagonisti non sono cos\u00ec contenti. Tutto qui? Vi sembra possibile che in un anno di scuola il docente non abbia un\u2019ora di tempo per raccontare quanto Manzoni abbia voluto dirci? \u00c8 un\u2019omissione voluta o casuale? Per approfondire un aspetto della realt\u00e0 \u00e8 importante metterlo in relazione con il suo significato, con il senso, quello che Manzoni chiama \u00abil sugo della storia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il nostro autore, cattolico e realista, non ha voluto scrivere una favola a lieto fine, come potrebbe a taluni sembrare, n\u00e9 tantomeno ha voluto scrivere un\u2019opera moralista. Entrambe le interpretazioni sono una deliberata riduzione della genialit\u00e0 del cristianesimo che emerge dalla lettura del romanzo. Vediamo allora meglio la conclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Una volta sposato con Lucia, Renzo va ad abitare in un paesino della bergamasca dove si crea una forte attesa per vedere quella donna per la quale il giovanotto ha passato tante traversie. Quando finalmente la sposa giunge in paese, le persone incominciano ad esprimere giudizi non sempre lusinghieri sull\u2019aspetto della ragazza. Le voci girano finch\u00e9 qualche \u00abamico\u00bb non pensa di riportare i commenti a Renzo. Questi mostra di aver tutto sommato mantenuto l\u2019indole di un tempo, cova dentro di s\u00e9 un\u2019ira pronta ad esplodere. \u00abA forza d\u2019essere disgustato, era ormai divenuto disgustoso. Era sgarbato con tutti, perch\u00e9 ognuno poteva essere uno de\u2019 critici di Lucia. Non gi\u00e0 che trattasse proprio contro il galateo; ma sapete quante belle cose si possono fare senza offender le regole della buona creanza: fino sbudellarsi\u00bb. Ma finalmente Renzo ha la possibilit\u00e0 di cambiare paese e di comprare l\u00ec un filatoio assieme al cugino Bartolo. \u00abLucia, che l\u00ec non era aspettata per nulla, non solo non and\u00f2 soggetta a critiche, ma si pu\u00f2 dire che non dispiacque; e Renzo venne a risapere che s\u2019era detto da pi\u00f9 d\u2019uno: \u201cAvete veduto quella bella baggiana che c\u2019\u00e8 venuta?\u201d. L\u2019epiteto faceva passare il sostantivo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma i fastidi iniziano a farsi sentire anche l\u00ec. La vita dell\u2019uomo non \u00e8 mai perfetta, immune dalla sofferenza e dai problemi. L\u2019uomo desidera sempre indossare un vestito che non \u00e8 il proprio, percepisce un\u2019insoddisfazione come un pungolo, anche quando sembra aver raggiunto l\u2019obiettivo tanto agognato. Manzoni per rappresentare tale situazione esistenziale utilizza un\u2019immagine icastica:\u00a0 l\u2019uomo \u00e8 come un infermo che desidera cambiare letto, guarda quello altrui e lo vede pi\u00f9 comodo e confortevole. Quando finalmente riesce a trovare un altro giaciglio, inizia a sentire \u00abqui una lisca che lo punge, l\u00ec un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. E per questo, soggiunge l\u2019anonimo, si dovrebbe pensare pi\u00f9 a far bene, che a star bene: e cos\u00ec si finirebbe anche a star meglio\u00bb. Il romanzo, per\u00f2, non \u00e8 ancora terminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019Autore lombardo scrive che gli \u00abimbrogli\u00bb descritti nella prima parte del romanzo non ci furono pi\u00f9 e che la vita trascorse in maniera abbastanza tranquilla tanto che non ce la racconta perch\u00e9 ci avrebbe ad annoiare. Il lavoro procedeva bene e nel primo anno di matrimonio nacque Maria cui seguirono, poi, tanti altri bambini. Renzo provvide a che studiassero poich\u00e9 \u00abgiacch\u00e9 la c\u2019era questa birberia, dovevano almeno profittarne anche loro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Da quanto si legge nell\u2019ultima pagina del romanzo, comprendiamo che diverso fu l\u2019atteggiamento di Renzo e Lucia nei confronti di quanto accaduto: quest\u2019ultima, pi\u00f9 discreta e meno moralista, mossa da una fede e da un abbandono al Mistero e a Dio pi\u00f9 totali, custodiva e meditava l\u2019accaduto in cuor suo senza eccessivi trionfalismi, mentre\u00a0 lo sposo raccontava ovunque quanto era loro capitato soffermandosi su quanto\u00a0 aveva imparato. Diceva: \u00ab-Ho imparato\u2026 a non mettermi nei tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a guardar con chi parlo: ho imparato a non alzare troppo il gomito: ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte, quando c\u2019\u00e8 l\u00ec d\u2019intorno gente che ha la testa calda: ho imparato a non attaccarmi un campanello al piede, prima d\u2019aver pensato quel che ne possa nascere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Insomma, Renzo faceva il moralista, si poneva di fronte all\u2019accaduto con uno sguardo tutto proteso su di s\u00e9 pi\u00f9 che sul Mistero di chi fa tutte le cose, sforzandosi di migliorare e cambiare e non ripeter pi\u00f9 gli errori di prima. La visione di Renzo era agli occhi di Lucia parziale, in quanto l\u2019esperienza ci insegna che spesso quanto accade non \u00e8 conforme ai nostri progetti e alle nostre aspettative, anche quando il nostro comportamento \u00e8 stato dettato dal buon senso: \u00ab-E io -disse un giorno al suo moralista- cosa volete che abbia imparato? Io non sono andata a cercare i guai: son loro che sono venuti a cercare me. Quando non voleste dire,- aggiunse, soavemente sospirando, -che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene, e di promettermi a voi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ebbene i due novelli sposi si misero\u00a0 a discutere su questo punto e arrivarono ad una conclusione che l\u2019anonimo decise di porre come \u00absugo di tutta la storia\u00bb perch\u00e9 estremamente giusta e ragionevole, anche se partorita da povera gente. Questo \u00e8\u00a0<em><\/em>il sugo della storia, quindi, ovvero il senso che d\u00e0 sapore e, quindi, significato all\u2019intera vicenda. \u00c8 Manzoni stesso a dircelo e, quindi, sembra fuorviante andare a chiederlo e a cercarlo nelle pagine di tanta critica letteraria: \u00abI guai vengono bens\u00ec spesso, perch\u00e9 ci si \u00e8 dato cagione; ma che la condotta pi\u00f9 cauta e pi\u00f9 innocente non basta a tenerli lontani, e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore\u00bb. I guai (cio\u00e8 il dolore, la malattia, i problemi della vita), se vissuti di fronte alla presenza di Ges\u00f9, sono l\u2019occasione, la circostanza in cui noi siamo chiamati a convertirci, a riconoscere Lui presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo \u00e8 il gi\u00e0, la sperimentazione del \u00abcentuplo quaggi\u00f9\u00bb,\u00a0 non \u00e8 l\u2019eliminazione dei problemi, ma uno sguardo nuovo sulla realt\u00e0. Esso infonde quella perfetta letizia di cui parla S. Francesco quando afferma che essa risiede nella nostra sofferenza offerta a Cristo per il bene e la salvezza altrui (in questa \u00abofferta\u00bb l\u2019amaro si tramuta in dolcezza).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il centuplo quaggi\u00f9 non \u00e8 l\u2019eliminazione della sofferenza, ma si traduce in uno sguardo nuovo e diverso sulla stessa. Anche il male viene guardato diversamente, con una misericordia che abbraccia s\u00e9 e l\u2019altro per la debolezza umana, nella consapevolezza che il\u00a0<em>misterium iniquitatis<\/em>\u00a0trova solo in Cristo una plausibile risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fonte: <em>www.tempi.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Fighera Qualche settimana fa (sabato 1 dicembre) con\u00a0Repubblica\u00a0nella serie \u00abLe grandi storie della letteratura raccontate dai grandi scrittori di oggi\u00bb\u00a0\u00e8 uscita una revisione dei\u00a0Promessi sposi\u00a0operata dal semiologo, saggista, romanziere italiano di fama internazionale\u00a0Umberto Eco. 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