{"id":118663,"date":"2012-09-11T05:18:50","date_gmt":"2012-09-11T03:18:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=118663"},"modified":"2012-09-11T08:23:14","modified_gmt":"2012-09-11T06:23:14","slug":"emergenza-educativa-che-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2012\/09\/emergenza-educativa-che-fare\/","title":{"rendered":"Inizia la scuola!!!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/scuola6-orari.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-118697 lazyload\" title=\"scuola6 orari\" data-src=\"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/scuola6-orari-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 150px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 150\/150;\" \/><\/a>Tra pochi giorni oltre sette milioni di studenti \u2013 ripartiti tra le scuole elementari, medie e superiori \u2013 torneranno sui banchi di scuola.<br \/>\nCome ogni anno, l\u2019apertura del nuovo ciclo scolastico \u00e8 accompagnata dalle polemiche pi\u00f9 disparate: si va dai dibattiti circa la penalizzazione inflitta dall\u2019attuale governo alle scuole private, alla ridicola telenovela estiva della prima prova nazionale per l\u2019abilitazione all\u2019insegnamento tramite il <em>Tirocinio Formativo Attivo<\/em> (il cosiddetto \u201cTfa\u201d, che si sta rivelando un buco nell\u2019acqua), per finire con il recente annuncio di un concorso indetto per coprire circa 12.000 cattedre nelle scuole statali di ogni ordine e grado. <!--more--><\/p>\n<p>Ma il vero punto focale, quando si parla di scuola, riguarda il <strong>come affrontare l\u2019attuale emergenza educativa, che \u00e8 un fedele specchio della crisi di valori che attanaglia la nostra societ\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>S. E. Monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino\u2013Montefeltro, ha trattato questa tematica in varie occasioni e alcuni di questi sui interventi sono stati raccolti nell\u2019utilissimo libro <em>Emergenza educativa \u2013 Che fare?<\/em>, edito da Fede&amp;Cultura (Verona, 2008, pp. 131, 13 euro).<\/p>\n<p>Per prima cosa, <strong>Monsignor Negri definisce il concetto di educazione<\/strong>: essa \u00e8 \u201c<em>la comunicazione che l\u2019adulto fa al giovane di un\u2019ipotesi di vita<\/em>\u201d (<em>op. cit<\/em>., p. 40). Ipotesi di vita che ha come fine ultimo quello di portare ogni giovane a porsi la domanda di che cosa sia la verit\u00e0, nella ricerca di un \u201c[\u2026] <em>rapporto con se stesso e contestualmente con il reale, chiedendo il senso della propria vita e il senso della realt\u00e0<\/em>\u201d (<em>op. cit<\/em>., p. 33). <strong>Perch\u00e9 i giovani hanno essenzialmente bisogno di questo: di sapere perch\u00e9 vivono e, nel contempo, di trovare delle ragioni per vivere.<\/strong><br \/>\nOggi ci troviamo per\u00f2 in una <strong>situazione di emergenza educativa che si rende presente in tutti gli ambiti del vivere sociale<\/strong> e che consiste, secondo Monsignor Negri, in \u201c[\u2026] <em>una impossibilit\u00e0 comunicativa fra il mondo adulto e il mondo giovanile. [\u2026] C\u2019\u00e8 questa impossibilit\u00e0 comunicativa perch\u00e9 le generazioni precedenti sono state lentamente espropriate dalla loro cultura, che \u00e8 stata sbrigativamente sostituita dall\u2019opinione comune massmediatica<\/em>\u201d (<em>op. cit<\/em>., p. 8).<br \/>\nIn sintesi: <strong>nella nostra societ\u00e0 vi \u00e8 stata una progressiva eutanasia dei valori e gli adulti di oggi non sono pi\u00f9 in grado di rispondere adeguatamente alla sete di verit\u00e0 che \u00e8 prerogativa<\/strong> \u2013 finch\u00e9 non sopraggiungono la delusione o l\u2019inerzia \u2013 <strong>dell\u2019animo giovanile.<\/strong><br \/>\nAi ragazzi d\u2019oggi <strong>mancano dunque dei padri<\/strong>, degli esempi autorevoli da seguire.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 possibile porre freno a questa emergenza educativa? Certo.<\/strong> E non solo \u00e8 possibile, ma \u00e8 altres\u00ec doveroso. Ognuno, nel proprio piccolo, \u00e8 chiamato ad agire in tal senso, in comunione con quando afferma la <em>Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>, ovvero che <strong>il vertice dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 costituito dalla paternit\u00e0 e dalla maternit\u00e0 educativa<\/strong> (Cfr. <em>op. cit<\/em>., p. 27).<\/p>\n<p>In primo luogo \u00e8 doveroso agire affinch\u00e9 <strong>la famiglia<\/strong> \u2013 che \u00e8 attaccata con la stessa violenza con la quale \u00e8 perseguitata la Chiesa \u2013 torni ad essere il primo soggetto educativo, mentre gli altri organi deputati a tale funzione (la scuola, la parrocchia, etc.) dovrebbero svolgere un ruolo esclusivamente sussidiario e non, come oggi troppo spesso accade, sostitutivo.<br \/>\nIn seconda istanza, la nostra societ\u00e0 dovrebbe <strong>tornare ad appropriarsi della cultura<\/strong>, intesa come insieme tradizionale di valori atti a domandarsi la verit\u00e0 sulla propria vita e sul mondo. Giovanni Paolo II, in un discorso all\u2019Unesco il 1 luglio 1980, disse: \u201c<em>La cultura \u00e8 il modo specifico di essere e di esistere dell\u2019uomo<\/em>\u201d. Ma questo \u00e8 vero solo nel momento in cui si ha a che fare con una cultura dell\u2019essere e non con la cultura dell\u2019avere (o dell\u2019apparire), attualmente dominante.<br \/>\nA questo proposito Monsignor Negri osserva: \u201c[\u2026] <em>c\u2019\u00e8 un problema culturale ed etico alla radice dell\u2019educazione, cio\u00e8 il fare esperienza dell\u2019umanit\u00e0, della cura di se stesso<\/em>\u201d (<em>op. cit<\/em>., p. 35)<br \/>\n<strong>Come terzo ed ultimo punto, occorre intervenire nell\u2019ambito scolastico<\/strong>. Innanzitutto per chiarire che il fine della scuola non deve essere esclusivamente quello di istruire, bens\u00ec quello di <strong>\u2018insegnare educando\u2019<\/strong>, perch\u00e9 altrimenti si formano delle persone-automi preparate sotto il versante didattico, ma non formate sotto il profilo umano.<br \/>\nInoltre, \u00e8 necessario <strong>creare una comunicazione culturale<\/strong> che faccia s\u00ec che gli insegnanti che interagiscono con i giovani siano in grado di <strong>suscitare in loro una domanda di senso rispetto alla loro vita e di fornire loro anche un\u2019ipotesi di risposta, <\/strong>ovvero Cristo come risposta ultima all\u2019anelito di verit\u00e0 insito in ogni essere umano.<br \/>\nOvviamente questa risposta non deve essere imposta, bens\u00ec lasciata alla <strong>verifica<\/strong> e alla <strong>libert\u00e0<\/strong> degli alunni. <strong>Tuttavia \u00e8 doveroso proporla<\/strong>, altrimenti \u2013 da cattolici e da adulti \u2013 si viene meno alla propria responsabilit\u00e0 educativa.<br \/>\n\u201c<em>Ex nihilo nihil fit<\/em>\u201d diceva Melisso di Samo. Ecco dunque perch\u00e9 i genitori e gli insegnanti hanno il delicato ruolo di proporre Cristo come senso ultimo del vivere: infatti, \u201c[\u2026] <strong><em>l\u2019esperienza cristiana non \u00e8 una possibilit\u00e0, ma \u00e8 la via lungo la quale ritrovare l\u2019umano nella sua pienezza<\/em><\/strong>\u201d (<em>op. cit<\/em>., p. 22).<\/p>\n<p>Fonte: <em>www.campariedemaistre.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra pochi giorni oltre sette milioni di studenti \u2013 ripartiti tra le scuole elementari, medie e superiori \u2013 torneranno sui banchi di scuola. 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