{"id":117483,"date":"2012-05-26T23:03:27","date_gmt":"2012-05-26T21:03:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/?p=117483"},"modified":"2012-05-26T23:03:27","modified_gmt":"2012-05-26T21:03:27","slug":"esistono-le-prove-paleontologiche-dellevoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/2012\/05\/esistono-le-prove-paleontologiche-dellevoluzione\/","title":{"rendered":"Esistono le prove paleontologiche dell&#8217;evoluzione?"},"content":{"rendered":"<p>Nel celebre libro di Darwin si trova un capitolo, generalmente ignorato dagli specialisti, dal titolo molto efficace, \u201cOn the imperfections of geological records\u201d, che inizia con un paragrafo che, ancora pi\u00f9 eloquentemente, suona cos\u00ec: \u201cOn the absence of transitional varieties\u201d (On the origin of species by means of natural selection, Darwin, London 1859)<!--more--><br \/>\nDarwin si rese conto che, se la sua ipotesi fosse stata vera, i paleontologi delle generazioni successive alla sua avrebbero dovuto rinvenire una quantit\u00e0 smisurata di \u201cforme intermedie\u201d, ovvero di animali e di vegetali che presentano di volta in volta tutte le sfumature richieste perch\u00e9 possa avvenire il transito da una classe ad un\u2019altra (per esempio, da un pesce ad un anfibio).<br \/>\nIn altre parole, poich\u00e9 l\u2019evoluzione procede a piccoli passi (natura non facit saltus) ecco che in epoche geologiche trascorse si dovrebbero rinvenire animali che sono per un terzo pesci e per due terzi anfibi, altri che sono arrivati a met\u00e0 strada e infine gli ultimi che sono pesci per due terzi.<br \/>\nIl tutto, ovviamente, negli strati di fango e di roccia compresi tra il letto pi\u00f9 antico ricco di pesci e quello un po\u2019 pi\u00f9 recente, ricco di anfibi perfettamente formati.<br \/>\nEbbene, questa carota ideale \u00e8 stata trovata in diverse parti del Pianeta, ma ovunque i due strati, quello iniziale e quello terminale, risultano appiccicati e privi della necessaria farcitura di forme intermedie (e mostruose\u2026).<br \/>\nTra le diapositive gentilmente offertemi dal prof. Roberto Fondi, paleontologo dell\u2019Universit\u00e0 di Siena, quella che colpisce di pi\u00f9 (anche in occasione del recente Convegno tenutosi a Verona il 29 marzo scorso, \u201cEvoluzione: i fatti e le teorie\u201d) rimane quella, pubblicata ancora nel 1980 nel suo celebre \u201cDopo Darwin\u201d scritto a quattro mani, insieme al genetista Giuseppe Sermonti, che ritrae l\u2019andamento nel tempo di una decina di phyla animali.<br \/>\nContrariamente a quanto ipotizzato e disegnato da Darwin nel celeberrimo \u201calbero della vita\u201d (un puntino di vita da cui nasce il tronco con le sue belle fronde), la diapositiva presenta, dopo un lungo tratto bianco (privo di fossili), un cespuglio, datato 550 milioni di anni fa, in cui si ritrovano Poriferi, Celenterati, Brachiopodi, Anellidi, Echinodermi, Artropodi e perfino Cordati: tutti comparsi improvvisamente, senza precursori e completi di ogni loro attributo.  Vispi e vitali, cos\u00ec come lo sono oggi i loro discendenti.<br \/>\nNon un puntino, all\u2019inizio, ma un cespuglio!<br \/>\nNon un unico tronco, ma tronchi diversi e distinti tra loro!<br \/>\nNon una fronda, ma solo tronchi paralleli. Senza ramificazioni.<br \/>\nUna brutta storia veramente!<br \/>\nAll\u2019inizio della vita non c\u2019\u00e8 una bella cellula indifferenziata pronta a tutto come le staminali embrionali\u2026 no!  Ci sono forme di vita gi\u00e0 complesse e strutturate come quelle delle spugne, dei polipi, dei vermi, dei ricci, dei trilobiti, di pikaja (il primo cordato, cio\u00e8 vertebrato) e di un\u2019infinit\u00e0 di altri animali che oggi non esistono pi\u00f9.<br \/>\nCi sono gi\u00e0, fin dall\u2019inizio, tutti i \u201cpiani di sviluppo\u201d che oggi definiamo come phyla o tipi.<br \/>\nSembra inoltre che al posto delle ramificazioni previste dal famoso \u201calbero\u201d, siano state le potature a ridimensionare e a rinnovare la vita nel corso della lunga storia geologica.<br \/>\nCome la mettiamo allora con quella storia che racconta la vita che si evolve dal \u201cmeno\u201d al \u201cpi\u00f9\u201d, passo dopo passo, per tentativi ed errori, nel brodo primordiale\u2026?  Prima un phylum solo (il pi\u00f9 semplice) e poi gli altri lentamente, come germogli scolpiti dalla mutazione e dalla selezione naturale. Et voil\u00e0, alla fine anche l\u2019uomo!<br \/>\nIl quadro offerto dalla Paleontologia ridicolizza il racconto della scienza ufficiale e lo trasforma in una fiaba: la verit\u00e0 \u00e8 che la vita appare con la formula \u201ctutto e subito\u201d, immediatamente, senza alcun precursore e senza alcun tentativo mal riuscito.<br \/>\nLa faccenda \u00e8 tanto seria al punto che il pi\u00f9 grande paleontologo contemporaneo, morto nel 2002, S.J. Gould, fu costretto a riconoscere che \u201cil contributo offerto dalla paleontologia alla teoria dell\u2019evoluzione \u00e8 nullo\u201d.<br \/>\nLa domanda che ci poniamo allora \u00e8 questa: cosa aspettiamo a cancellare dai nostri libri di testo l\u2019onnipresente e ossessivo albero della vita?<br \/>\nI fisici, se fosse stato di loro competenza, lo avrebbero gi\u00e0 fatto. I biologi, no; non rinunciano alle loro certezze.<br \/>\nE ancora: perch\u00e9 non ci liberiamo la mente da questa idea di progresso naturale della vita e ci rimettiamo di fronte al suo mistero per generare nuovi pensieri, pi\u00f9 fecondi anche per la ricerca?<br \/>\nIo, nel mio piccolo, ho iniziato a farlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel celebre libro di Darwin si trova un capitolo, generalmente ignorato dagli specialisti, dal titolo molto efficace, \u201cOn the imperfections of geological records\u201d, che inizia con un paragrafo che, ancora pi\u00f9 eloquentemente, suona cos\u00ec: \u201cOn the absence of transitional varieties\u201d (On the origin of species by means of natural selection, Darwin, London 1859)<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":180050,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","footnotes":""},"categories":[60],"tags":[],"class_list":["post-117483","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117483","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=117483"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117483\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.libertaepersona.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}