Difficile pensare Benedetto XVI nella terra di mezzo, la regione abitata dagli Hobbit, i singolari e piccoli personaggi che Tolkien pone protagonisti della grande vicenda del Signore degli anelli. Sorprende pensarlo molto simile a questi buffi abitanti semplici, bassi di statura e in presunzione, ma soprattutto lieti e grati.
Andrea Monda è uno tra i massimi conoscitori della letteratura cristiana anglofona del secolo scorso e che trova i suoi rappresentanti maggiori in C.S. Lewis e J.R.Tolkien, passando per G.K.Chesterton e J.H.Newman. Nel suo “Benedetta umiltà” (ed. Lindau, 14 euro, pag. 192) Monda arriva a dire che l’hobbit nel suo essere “humi acclinis”, ossia incline alla terra, avvezzo alla terra, è un paradigma della persona di Benedetto XVI e delle sue più riservate, ma incisive qualità. E’ davvero ardito il paragone con cui Monda associa il pontefice regnante con questi “mezzi uomini”, eppure appropriato. Abituati dai mezzi di comunicazione a pensarlo degno erede dei più arcigni inquisitori, con quell’accento tedesco così privo di appeal mediatico, nel scorrere le pagine ci si trova dinanzi ad un Papa mite, gentile, umoristico, ma tutt’altro che imbelle, coraggioso, generoso nel suo farsi carico dell’anello di Pietro.