ARLECCHINO E L’INIZIO DI QUARESIMA

Carl Spitzweg, Arlecchino, 1855-1860,
Staatsgalerie, Stoccarda.

Commento artistico-spirituale al Vangelo di Mercoledì delle Ceneri

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

Le origini

La maschera di Arlecchino ha origine a metà del XVI secolo dalla commistione dello Zanni bergamasco (poi a Venezia chiamato Zan Ganassa) con personaggi diabolici della tradizione popolare francese. Quasi certamente è il personaggio più antico del carnevale, riconoscibile dall’abito multicolore e dal cappello bianco, con la maschera nera sul viso, la borsa alla cintura e un bastone di legno. Egli interpreta il servo lazzarone, pigro, pronto a imbrogliare ma sciocco solo all’apparenza.
Proprio Arlecchino compare al centro del dipinto ad olio su canapa, intitolato «Mercoledì delle Ceneri» realizzato da Carl Spitzweg tra il 1855 e il 1860, visibile alla Staatsgalerie di Stoccarda.

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