Quinto Orazio Flacco si chiedeva: Quid leges sine moribus vanae proficiunt?, ovvero, A che servono delle vuote leggi se non c’è morale?
La morale è fonte del Diritto e si fonda su una Legge scritta nel cuore dell’uomo. Così Paolo: 14Quando i pagani, che non hanno la Legge (di Dio), per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a sé stessi;15essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori come risulta
Category: Giurisprudenza
Per i Romani, la giurisprudenza, iurisprudentia, era arte e virtù nell’applicare le leggi stabilite dal Diritto. Il giurista Domizio Ulpiano la definiva: “Conoscenza delle cose divine e umane, scienza del giusto e dell’ingiusto”. E Celso descriveva definiva la giurisprudenza “ars boni et aequi”, ovvero, l’arte di applicare ciò che è buono ed equo, ovvero, la legge buona ed equa, al peculiare caso.