Category: ARTE
L’ave Maria sarda
Io non sono degno.
Selezione dal teatro-canzone di Giorgio Gaber

Mercoledì 19 alle ore 20.45 presso il Teatro S.Marco di Trento (via S. Bernardino 8) si terrà lo spettacolo “Per Giorgio Gaber” di e con Davide Giandrini.
L’incontro è promosso dall’Associazione “Amici del Faggio”, nell’ambito del ciclo teatrale “Quattro Fratelli: Serafino, Giorgio, Parsifal e Miguel”.
PER GIORGIO GABER
teatro-canzone
di e con Davide Giandrini
pianoforte elettrico Giovanni Rosina
batteria Dario Barbuto
responsabile tecnico Giordano Bruno
Un arrampicatore insieme a due amici parte per la più elegante tra le vette, quella del Cerro Torre. Uno zaino ciascuno con dentro corde, ganci, chiodi, moschettoni e poco altro; giusto dello speck, del pane e del formaggio. Basta. Primo aereo da Malpensa, secondo aereo da Roma, terzo e ultimo aereo da Buenos Aires per un breve volo interno. Siamo a Calafate in Patagonia. Occorrono ancora tre ore di jeep e venticinque chilometri zaino in spalla tra i nevai, per arrivare ai piedi della montagna più verticale del mondo. Un missile di granito…..che punta al cielo. Noi anche.
DAVIDE GIANDRINI
Autore e attore teatrale è tra i più riconosciuti interpreti di teatro-canzone. Si forma diplomandosi alla Scuola di Piero Mazzarella, con lo studio del canto, della chitarra e il rapporto privilegiato avuto con Giorgio Gaber nel corso degli anni novanta. Partecipa a numerosi Festival di teatro e di teatro-canzone (Lugano, Viareggio, Pavia…) e ad alcune trasmissioni televisive (Camera Cafè, Maurizio Costanzo Show…) . Con il suo teatro-canzone replica una settantina di spettacoli all’anno in giro per l’Italia lavorando per teatri, piazze, scuole, convention…
Attualmente gira con numerosi spettacoli, tra i quali:
PER GIORGIO GABER teatro-canzone
PARSIFAL, cercando il Padre. Scritto con la consulenza di Claudio Risé
LA CANZONE COMICA intrattenimento comico-musicale
Per qualsiasi informazione e contatto:
www.davidegiandrini.it
Una canzone per i papà
Un modo simpatico per dire che amare è generare vita e servirla; che questo è il compito di un padre e di una madre.
“Il disgelo” dei Nomadi e “Sì” della poetessa Margherita Guidacci
Alle 17 e 32 di oggi, 20 marzo, si verificherà l’equinozio di primavera. Dopo questo lungo inverno, il clima comincia a farsi più mite, le giornate si allungano e la natura si risveglia: sulle piante sono visibili i primi germogli e gli uccellini ricominciano a cinguettare…
Margherita Guidacci nacque a Firenze nel 1921. Qui studiò e si laureò con Giuseppe De Robertis, insegnò nei licei, quindi Letteratura angloamericana all’Università di Macerata e all’Istituto Maria Assunta di Roma. Collaborò con molti quotidiani e riviste, viaggiò, tradusse, e scrisse saggi su Eliot e altri narratori americani. Morì a Roma nel 1992.
Sì
Sì alla terra ed all’acqua ed alle creature che vi dimorano,
sì all’aria da cui viene la vita, sì alla luce ed all’ombra,
sì al ritmo delle stagioni ed al ritmo del sangue,
sì a tutto ciò che si forma e trasforma, sorgendo
dalla polvere e ritornandovi, sì agli altri pianeti e alle stelle
fino alle più lontane, sconosciute Galassie,
immensamente fulgide anche se il loro fulgore a noi non giunge.
Sì col mio amore, breve com’è breve il mio tempo,
e che pure vorrebbe tutto in sé accogliere, di sé circondare!
Le mie braccia allargate sono appena l’inizio del cerchio.
Ma un Amore più vasto lo coprirà.
(da Inno alla gioia , Centro internazionale del libro, 1983)
Franco Battiato, “Bandiera bianca”
Una canzone che fa riflettere, soprattutto alla luce degli eventi politici di questi giorni.
Riporto qui sotto il testo, evidenziandone alcuni punti.
Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare
rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare
siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.
Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali con tribune elettorali
e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti
siete come sabbie mobili tirate giù uh uh.
C’è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero
uh com’è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano.
Quante squallide figure che attraversano il paese
com’è misera la vita negli abusi di potere.
Sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca.
A Beethoven e Sinatra preferisco l’ insalata
a Vivaldi l’ uva passa che mi dà più calorie
uh! com’è difficile restare calmi e indifferenti
mentre tutti intorno fanno rumore
in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore.
Ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si azzuffano per niente
minima immoralia
minima immoralia
e sommersi soprattutto da immondizie musicali.
RIT
minima immoralia…
The end
my only friend this is the end
sul ponte ecc.