Bagnasco: «Vescovi uniti per difendere la famiglia»

Bagnasco: «Vescovi uniti per difendere la famiglia».

Così oggi titola Avvenire

 

Sono le ore 21.26 di Mercoledì 21.01.2016.

Un’ora fa Libertà & Persona pubblicava un breve e critico articolo sul titolo rinnovato della testata mensile del Quotidiano Avvenire Noi -Famiglia e vita, che sostituirebbe il precedente “Noi – Genitori e figli”.

Contemporaneamente, -sempre un’ora fa, dunque-, Avvenire pubblicava sul proprio sito, a firma del giornalista Adriano Toti, un significativo articolo del giorno, del quale riprendiamo il titolo, per dovere di citazione e di giustizia. Esso ripropone, in modo essenziale e documentato, l’intervento di Sua Ecc. il Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, di mercoledì scorso. Ecco l’esordio con le parole del Presule:

«Noi tutti sappiamo che i nostri vescovi italiani, tutti, insieme al loro presidente e al segretario generale, sono uniti e compatti nel difendere, promuovere e sostenere il patrimonio universale irripetibile che è la famiglia che è il luogo e il grembo della vita, la prima scuola di umanità, di relazioni, di dialogo. Sì, siamo profondamente uniti, insieme a tutto il popolo di Dio, per prenderci cura sempre più e sempre meglio» della famiglia.

Non solo. Nello stesso articolo, il giornalista dava ampio spazio al Prof. Massimo Gandolfini, anche qui con dovuta documentazione. Il Professore è stato fondamentale Continue reading “Bagnasco: «Vescovi uniti per difendere la famiglia»”

AVVENIRE E FAMIGLIA. DA CHE PARTE?

 

Avvenire, quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, sempre ricco di interessanti inserti, interviste, interventi, rinnova la testata mensile  “Noi – Genitori e figli”. Sarà intitolata, d’ora in poi,  Noi – famiglia e vita.

“Genitori e figli” non fa più al caso. Si sente la necessità di chiarire il contesto in cui sia legittimo parlare di famiglia e di vita. Dove c’è famiglia?, dove c’è vita?  È vero, è giusto e sacrosanto!

Bene Avvenire!

Sapete perché?

Dobbiamo chiederci, dice  Avvenire: Quando si può parlare di Famiglia?, quando di Vita?

Ecco la risposta: «La vita può nascere – in senso biologico, Continue reading “AVVENIRE E FAMIGLIA. DA CHE PARTE?”

«QUANDO NOI PRESENTIAMO IL VUOTO, GLI ALTRI LO RIEMPIONO CON QUELLO CHE HANNO» (Mons. Nunzio Galantino). Con l’audio del discorso del Dott. Massimo Gandolfini per il Family Day 2016

Foto ripresa dal sito di Sua Eccellenza Mons. Nunzio Galantino,

Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana

  Credo che sempre per i Pastori sia difficile interloquire con il mondo e con i fedeli a riguardo di questioni inerenti il rapporto Chiesa (Popolo di Dio gerarchicamente ordinato) e mondo. Sicuramente, su ciò non vi è una visione sufficientemente comune e quanto il Concilio Ecumenico Vaticano II ha ben espresso nella Gaudium et Spes -1; 3a e numerosi passi su ciò illuminanti- richiede ulteriore meditazione così che, di volta in volta, il Popolo di Dio, pellegrinante in questo mondo, sappia distinguere dialogo, annuncio, intervento nella società civile, politica, mondo della cultura, testimonianza, riconducendo ogni aspetto ad unità. Continue reading “«QUANDO NOI PRESENTIAMO IL VUOTO, GLI ALTRI LO RIEMPIONO CON QUELLO CHE HANNO» (Mons. Nunzio Galantino). Con l’audio del discorso del Dott. Massimo Gandolfini per il Family Day 2016”

LA DOMANDA DI JÜRGEN MOLTMANN «PUÒ DIO SOFFRIRE?» E L’ANNUNCIO DELLA CHIESA.

 

Come dobbiamo pensare Dio?

Stabat Mater dolorósa

iuxta crucem lacrimósa,

dum pendébat Fílius.

 

 Padre Ivan Marko Rupnik, S.J., Crocifissione, Cappella Redemptoris Mater, Palazzo Apostolico Vaticano

(Amadeus Mozart, Stabat Mater Quando Corpus morietur. Amen. Versione mp3. Selezionare “freccia play”)

 Il segno sacramentale dell’arte ci ha aiutato a scorgere la luce oltre la sofferenza. Possiamo ora accostare con serenità quelle considerazioni teologiche che da Jürgen Moltmann[1], teologo tedesco riformato, in avanti, si sono sempre più diffuse in parte della teologia contemporanea.

 

Jürgen Moltmann, Amburgo, 8 Aprile 1926-

  La domanda è: come dobbiamo pensare Dio? Catherine Chalier nel suo Trattato delle lacrime, Continue reading “LA DOMANDA DI JÜRGEN MOLTMANN «PUÒ DIO SOFFRIRE?» E L’ANNUNCIO DELLA CHIESA.”

SOFFERENZA DELL’UOMO E SOFFERENZA IN DIO 2. Verità della morte e del soffrire ed orientamento protestante

Sofferenza in Dio nel dialogo teologico

All’interno del dialogo ecumenico, apertosi fin da prima del Concilio Ecumenico Vaticano II, il tema della sofferenza di Dio ha preso sempre più piede fin quasi a porre in ombra, anche in area cattolica, il tema della impassibilità di Dio. Questo per un equivoco nella lettura di piani per loro natura diversa.

 

Guiard des Moulins, Bible historiale, Miniatura della SS. Trinità,  XV sec., Parigi, BNF

 

Dio, in quanto incarnato in Cristo, progressivamente, sembra diventare Dio della storia non tanto nel senso di suo Signore, ma di Dio storico, che, della storia, della dimensione temporale e umana, assume tutte le sembianze sino a smarrire le proprie. Le prerogative dell’eterno progressivamente vengono meno, tanto che, nella pratica del linguaggio, anche dei fedeli, il Cristo diviene l’amico Gesù non in senso evangelico, ma quasi banale del termine. Viene meno il presupposto di carattere non solo metafisico, ma anche rivelativo di quel Dio, che resta inaccessibile tranne che nell’incarnazione.

 

 

Miniatura della SS. Trinità, sec XV Firenze – Opera del Duomo – Cod. G 2 n. 16 – C 93

 

Ma Colui che è incarnato –sappiamo per la rivelazione- non smette di sedere alla destra del Padre, di essere, cioè, Dio con tutte le sue prerogative. A tal riguardo vedi l’articolo del teologo Manfred Hauke, Gli attributi di Dio, in RTLu XVI (1/2011) 5-11, in particolare a pag. 9.

Parte della filosofia e della teologia contemporanea e del secolo scorso salta le questioni della impassibilità di Dio per dare attenzione alla sofferenza Continue reading “SOFFERENZA DELL’UOMO E SOFFERENZA IN DIO 2. Verità della morte e del soffrire ed orientamento protestante”

Sofferenza e Paternità misericordiosa nella Cappella degli Scrovegni in Padova

La magnifica Biblia Pauperum di Santa Maria della Carità (Scrovegni 1303-1305), in Padova, nel suo ciclo di affreschi, può offrirci, se ci apriamo ad una lettura attenta, un esempio di equilibrio tra sofferenza dell’uomo e presenza provvidente di Dio[1]. Essa ci può aiutare a leggere la presenza del Padre e dello Spirito nella vicenda salvifica, dove la croce non è vissuta come ingiustizia, ma nella vera luce di salvezza, di dolore salvifico[2], dove il Dio impassibile, proprio grazie alla Sua impassibilità, è speranza per l’uomo.

Resurrezione di Lazzaro

  Dall’affresco dell’arco trionfale, ove il Padre invia l’Arcangelo Gabriele ad annunciare a Maria la nascita del Salvatore, alla Resurrezione di Lazzaro, dove Gesù, in Gv 11, 41ss, si riferisce alla gloria del Padre, all’Ingresso a Gerusalemme o alla Cacciata dei Mercanti dal Tempio, Gesù è incamminato verso il Padre in una condizione di crescente impopolarità tra i capi del popolo. Egli tornerà al Padre, ma dopo aver compiuto la missione: aver visitato i coltivatori della sua vigna, coltivatori che non ne riconoscono l’Autorità amorevole.

Tutta la Sua vita sulla terra è ritorno al Padre perché l’Uomo deve tornare al Padre. In questo è la misericordia del Padre: il Padre Lo attira a Sé.

Nel Tempio, all’inizio della missione (Gv 2, 13)[3], Gesù ristabilisce i diritti del Padre sul Suo popolo. Nell’ingresso a Gerusalemme, al termine della missione ricevuta dal Padre, Gesù corona la missione proprio con il ritorno al Padre e non con la liberazione politica Continue reading “Sofferenza e Paternità misericordiosa nella Cappella degli Scrovegni in Padova”

IL VANGELO DELLA FAMIGLIA 3. Giona nel ventre della balena. Ascoltando il Sinodo

Conversazioni accanto al fuoco

 

Come ascoltare il Sinodo

Ascoltando di recente il mio Vescovo, che si rivolgeva agli operatori della pastorale familiare in una assemblea cui era anche invitato il nostro gruppo per persone separate, divorziate e risposate, sono rimasto molto contento della convinzione con la quale Egli ribadiva, a proposito della Relatio Finalis del Sinodo sulla Famiglia, che i documenti del magistero non vanno presi come risultato di un compromesso. Essi non accontentano tutti e nessuno. Essi sono frutto del dialogo condotto alla luce della Parola, dell’ascolto; fanno incontrare posizioni di partenza diverse, che tendono ad un novum, che è il documento conclusivo. Tanto più, poi, che, nel caso del Sinodo, il documento raccoglie suggerimenti per il Pontefice e non le indicazioni definitive, che, certo, terranno conto del Documento quale fase preparatoria e preziosa. Certamente, dal novum del Documento del Sinodo e, soprattutto, da quanto detterà il Santo Padre nel suo successivo Documento, tutti dovranno poi ripartire. Ma si può già capire qualcosa di quanto il Papa desideri? Sì, leggendo il suo Discorso conclusivo, che invito tutti a rileggere e sul quale tornerò prossimamente, essendone la autentica chiave di lettura. Con questo spirito, in continuità con le linee dottrinali e pastorali raccomandate negli anni dalla Chiesa, essendo stato indetto Continue reading “IL VANGELO DELLA FAMIGLIA 3. Giona nel ventre della balena. Ascoltando il Sinodo”

SOFFERENZA DELL’UOMO E SOFFERENZA IN DIO 4. La sofferenza in Dio nei Compianti sul Cristo morto di Lorenzo Lotto e di Albrecht Dürer

Dal confronto tra la posizione dei corpi delle resurrezioni di Palma il Vecchio e i Compianti sul Cristo morto del Lorenzo Lotto (Venezia 1480-Loreto 1556-7) come del Dürer (Norimberga 1471-1528), e le resurrezioni di Lazzaro (Palma il Vecchio), della precedente puntata, vi è somiglianza, nella parte centrale, per la posizione e per l’atteggiamento.
Il corpo del Cristo, come di Lazzaro, è abbandonato nelle mani di quanti lo sostengono. Importanti anche le diversità, come, soprattutto, la sproporzione, nella tela del Dürer, tra la lunghezza del corpo e la testa di Cristo, quasi che il suo corpo debba in ogni modo dominare la scena, sottolineando la crudezza della sua sofferenza.

Lorenzo Lotto, 1509, Compianto, Pinacoteca di Jesi

 

Albrecht Dürer: 1505, Compianto,
Germanisches Nationalmuseum, Norimberga

Confrontando la resurrezione di Lazzaro di Palma il Vecchio, del 1514 (Philadelphia Musium ) e il Compianto sul Cristo morto di Dürer, del 1505, a prescindere dal simbolismo del Dürer, di ascendenza ancora medioevale, notiamo che i due corpi cadaveri, sono in tutto simili, se non che il corpo di Gesù è sproporzionatamente grande e allungato rispetto ai personaggi, per significare la centralità eminente di Cristo, mentre il cadavere di Lazzaro mantiene le normali proporzioni: è uno come noi.

Palma il Vecchio, Resurrezione di Lazzaro, 1514
Philadelphia Musium

I corpi dei due amici, Lazzaro e Gesù, sono egualmente abbandonati. Gesù, in questo compianto, Continue reading “SOFFERENZA DELL’UOMO E SOFFERENZA IN DIO 4. La sofferenza in Dio nei Compianti sul Cristo morto di Lorenzo Lotto e di Albrecht Dürer”

SOFFERENZA DELL’UOMO E SOFFERENZA IN DIO 3 La sofferenza in Dio nelle due resurrezioni di Lazzaro in Palma il Vecchio (Uffizi e Philadelphia Museum)

Per procedere nel tema della sofferenza in Dio, vorrei gettare uno sguardo su alcune opere d’arte sacra: le due Resurrezioni di Lazzaro, opera di Palma il Vecchio nel 1513-1515 e 1514, e i due Compianti sul Cristo Morto, rispettivamente del Lotto, 1509, e del Dürer 1505 (queste ultime due nella quarta parte).

Le due resurrezioni di Lazzaro, di Palma il Vecchio, Jacopo d’Antonio Nigretti, (Serina, 1480 ?– Venezia, 1528), datano, rispettivamente, 1513-1515 (Uffizi) e 1514 (Philadelphia Musium).

 

Palma il Vecchio, Resurrezione di Lazzaro, 1513-1515 Uffizi

Palma il Vecchio, Resurrezione di Lazzaro, 1514 Philadelphia Musium

Come per i due Compianti su Cristo morto, del Lotto e del Dürer, che vedremo nella prossima puntata, va detto che siamo nel rinascimento, epoca nella quale l’arte si ispira al paganesimo antropomorfico, più vicino alla dimensione terrena dell’uomo che ad una rappresentazione del divino, che sembrerebbe distaccata dall’uomo. Proprio questa epoca sviluppa veramente il naturalismo, ove hanno fortemente spazio le passioni, pur senza dimenticare il riferimento Continue reading “SOFFERENZA DELL’UOMO E SOFFERENZA IN DIO 3 La sofferenza in Dio nelle due resurrezioni di Lazzaro in Palma il Vecchio (Uffizi e Philadelphia Museum)”

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