La negazione dell’evidenza

Il Catechismo di S.Pio X pone tra i “peccati contro lo Spirito Santo” l’“impugnazione della verità conosciuta”. Perché “peccato contro lo Spirito Santo”? Perché è lo “Spirito della Verità”. Perché peccato? Perché il peccato comporta la cattiva volontà ovvero il volere (=“deliberato consenso”) un falso bene sapendo che è un falso bene, la cosiddetta “avvertenza”. Ora la nostra mente, fatta per la verità, ha il dovere di riconoscerla e di amarla, per cui se la verità è evidente e la mente le si oppone, l’uomo commette un peccato.

Negare o impugnare volontariamente e coscientemente la verità in quanto bene dell’uomo, vuol dire dunque non fare il vero bene, il che è come dire peccare, giacchè l’atto contrario al peccato, ossia la giustizia, è il volere e desiderare il vero bene dell’uomo, ossia la verità. Continue reading “La negazione dell’evidenza”

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Dal Tu all’Io. Il cammino dell’idealismo moderno

La gnoseologia biblica

Per l’Autore sacro la certezza iniziale e più immediata nella storia della sua esistenza, sin dalla più tenera infanzia, è data dal contatto sensibile con le cose, con le realtà corporee, col mondo, con la natura che ci circonda: le bellezze naturali, i beni materiali, la terra, il cielo, gli animali, le piante; è data dal contatto con le altre persone: i genitori, i figli, i nonni, i fratelli, i familiari, i parenti, gli amici, i nemici. Il mondo, per l’uomo biblico, è un “tu” sconfinato e misterioso, ma anche pieno di significato intellegibile, alla portata della sua intelligenza, un “tu” che gli parla, un tu a sua disposizione, a volte un tu nemico e pericoloso che lo può danneggiare ed anche uccidere. Continue reading “Dal Tu all’Io. Il cammino dell’idealismo moderno”

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Convertitevi e fate penitenza!

Come sappiamo bene, l’anno liturgico comporta dei periodi di più intenso impegno morale – l’Avvento e la Quaresima -, che servono per compiere un passo avanti nel nostro cammino spirituale, rafforzando la nostra fede, potenziando le nostre risorse, confermandoci nella nostra vocazione, correggendo i difetti, formando nuovi propositi sulla linea del cammino intrapreso. Per riassumere tutto in una formula che oggi viene impiegata per l’interpretazione del Concilio Vaticano II: progresso nella continuità, oppure: tradizione nel rinnovamento. Continue reading “Convertitevi e fate penitenza!”

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Né uomo, né donna. La tecnologia del sesso

Uno dei frutti dell’umanesimo antropocentrico sorto dal Rinascimento e da Cartesio è la convinzione sempre più rafforzatasi nell’età moderna che l’uomo esprima la sua dignità di persona, raggiunga la sua felicità ed attui la sua libertà non adeguando coscientemente, ragionevolmente e volontariamente il proprio comportamento ad inclinazioni e finalità oggettive poste nella sua natura materiale e spirituale, ma determinando la propria esistenza, la propria condotta e le proprie scelte secondo una volontà (res cogitans) ed un’istintualità (res extensa) che egli ritiene dotate di una libertà e di un’autonomia fondate su se stesse, senza quindi l’obbligo di adeguarsi a norme oggettive, presupposte alle decisioni dell’uomo, eventualmente stabilite da un Dio creatore e legislatore della condotta umana. Continue reading “Né uomo, né donna. La tecnologia del sesso”

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La confusione tra l’umano e il divino

Una delle questioni più importanti della cultura e della formazione umana da sempre, sia ad Occidente che ad Oriente, è quella del rapporto dell’uomo con Dio, legata alla stessa concezione dell’uomo, delle possibilità della natura umana, della morale e del senso della sua vita.
Qualunque concezione dell’uomo, anche la più animalesca e materialista, lega l’uomo ad un qualche assoluto, dato che nell’uomo, anche il più abbrutito, è insopprimibile il bisogno di assoluto, il quale – si noti bene – non è ancora necessariamente il bisogno di Dio, giacchè l’uomo può assolutizzare anche la creatura, anche se stesso. Continue reading “La confusione tra l’umano e il divino”

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Il meccanismo dell’ipocrisia

Sappiamo come una delle principali accuse, se non la costante accusa che Gesù fa ai suoi nemici, in particolare ai farisei e ai dottori della legge, sia quella dell’ipocrisia. Gesù è particolarmente severo contro questo vizio uscendo anche in invettive durissime, come quelle di “razza di vipere”, “serpenti”, “sepolcri imbiancati”.

Si tratta certo di atteggiamenti di Cristo che chiudono il dialogo, come avviene sempre quanto vengono lanciati simili appellativi. Sembra dunque trattarsi di precorrimenti, in certo modo, dell’eterna condanna; anche se sappiamo bene come la divina misericordia attenda sempre sulla soglia della nostra casa sino all’ultimo istante della nostra esistenza in questo mondo. Ma Gesù non mostra alcuna misericordia, almeno sul momento, nei confronti degli ipocriti appunto perché non sono pentiti e quindi non sono disposti a ricevere il perdono divino. Continue reading “Il meccanismo dell’ipocrisia”

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La confusione tra l’umano e il divino

Uno dei problemi più gravi della teologia contemporanea e in particolare della cristologia e dell’antropologia è l’incapacità o la non volontà di distinguere in generale l’umano dal divino e in special modo, in cristologia, le due nature di Cristo, umana e divina, secondo il dettato del dogma di Calcedonia.

Questo dogma fondamentale della cristologia, conclusione della sofferta chiarificazione dottrinale avvenuta nel quinto secolo, dopo alcuni secoli di dibattiti accesi e a volte drammatici, raccomanda di non confondere le due nature, benchè insegni che esse sono strettissimamente unite nell’unica persona divina di Gesù Cristo. Tuttavia, precisa il Concilio, distinte non vuol dire separate, perché Cristo è appunto un’unica Persona umano-divina. Continue reading “La confusione tra l’umano e il divino”

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Gesù Cristo e i suoi nemici

Un aspetto importante della vita di Gesù è la sua condotta con i suoi nemici. Secondo le narrazioni evangeliche Gesù nel corso della sua vita, certo involontariamente e pur di attuare il piano del Padre celeste, si fece gradualmente dei nemici, la cui ostilità crescente si concluse con la condanna al supplizio della croce. Ma l’ostilità contro Cristo continua anche dopo la sua morte contro la sua persona e contro i suoi discepoli, contro la religione e la Chiesa da lui fondata, sino ai nostri giorni, e ciò sarà sino alla fine del mondo. Si tratta di un aspetto essenziale della vita della Chiesa.
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Le radici pagane della teologia di Lutero

E’ noto il metodo della esegesi biblica adottato da Lutero: egli pretende interpretare la Scrittura senza alcuna mediazione filosofica o ecclesiale, ma in modo diretto, ponendosi immediatamente davanti al testo biblico nella convinzione che la Parola di Dio gli si manifesti infallibilmente grazie all’assistenza dello Spirito Santo ed alla forza della sua fede personale. Continue reading “Le radici pagane della teologia di Lutero”

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Il sola Scriptura in Martin Lutero

Sappiamo, e lo riconosce anche il Concilio Vaticano II, quanto amore Lutero avesse per il libro della Sacra Scrittura, nel quale rintracciava la presenza della Parola di Dio culminante nel Vangelo, divina rivelazione che dev’essere accolta nella fede che ci salva dai nostri peccati e ci conduce alla vita eterna. Continue reading “Il sola Scriptura in Martin Lutero”

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