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In un’epoca in cui anche la fede rischia di essere vissuta secondo la logica dell’immediatezza e del risultato, la preghiera può trasformarsi, quasi impercettibilmente, in una ricerca della formula giusta per ottenere ciò che desideriamo. Novene, devozioni e pratiche spirituali vengono talvolta presentate come strumenti dalla potenza quasi automatica, capaci di assicurare grazie e miracoli.Ma che cosa significa davvero pregare? E in che senso possiamo parlare della potenza della Messa, del Rosario o di una novena?
Sì, perché in realtà non ci sono preghiere o novene più “potenti” di altre, nel senso che abbiano un potere autonomo in sè.
Seguite bene il discorso: una preghiera o una novena non è un incantesimo o una formula segreta per “far funzionare Dio”.
A volte, senza accorgercene, trasformiamo la preghiera in una specie di tecnica spirituale:“Questa è potentissima, funziona. Recitala per tot. giorni e vedrai”.
La potenza della preghiera non sta nelle parole precise che diciamo, ma sta in ciò che quelle parole esprimono e significano, perché ci mettono in relazione con Dio.
La preghiera non serve a piegare la volontà Sua alla nostra. Serve, attraverso la perseveranza, a conformare la nostra volontà alla Sua.
A questo servono le devozioni, le novene, le pie pratiche: a risvegliare fervore e costanza nello spirito, ma non ad assicurarci un passaporto automatico per un miracolo. È necessario relazionarci con Dio e abbandonarci nelle Sue mani. Potremmo pregare nove giorni per ottenere una grazia e non accorgerci che, nel frattempo, Dio sta sta cambiando il nostro cuore. E questa è una delle grazie più grandi da ottenere in una novena.
E attenzione: ciò non significa che tutte le forme di preghiera siano identiche.
La MESSA, ad esempio, è il culmine della preghiera cristiana. Ma essa è potente non per le nostre parole ma per quelle di Cristo, che dicendo “Questo è il mio Corpo” “Questo è il mio Sangue”, rende presente il suo sacrificio e lo offre al Padre per noi.
Il ROSARIO è un’arma fortissima contro il male. Ma non perché recitiamo in modo preciso il numero di 50 Ave Maria, ma perché meditando i misteri della vita di Cristo e di sua Madre, li facciamo entrare nella nostra esistenza e li rendiamo operativi, mentre sulle nostre labbra scorrono le parole dell’Annunciazione e del Padre Nostro.Amici, la la preghiera più potente è quella fatta con fiducia e abbandono in Dio.
Ricordate cosa dice la Sacra Scrittura? “Cristo nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per il suo pieno abbandono” (Eb 5,7).
Ma come fu esaudito se poi morì? Perché il suo esaudimento consisteva nel compimento della volontà del Padre. Per questo nel Vangelo dice “Mio cibo è fare la volontà del Padre”.
FIDUCIA E AMORE per Dio. Sono queste le armi che ci rendono forti contro il male e che fanno di noi una preghiera vivente.
La fede non è fare coincidere la risposta di Dio con la mia, ma è fidarsi del Suo progetto, anche quando non corrisponde al nostro.
Lui vede oltre. Lui vede più lontano di te.