Presentiamo la ventiquattresima pillola di musicologia a cura del Discanto Vocal Ensemble, nell’ambito del Progetto Bach 2026/27 (per maggiori informazioni si rimanda all’articolo di presentazione di questa importante iniziativa: Viaggio nella bellezza: la Messa in Si Minore di J.S. )
Nel ventiquattresimo appuntamento di formazione musicale, il maestro Giorgio Brenna mostra come Bach trasformi il lamento di Geremia in preghiera universale.
Entriamo in uno dei momenti più intensi dell’intera opera: il Qui tollis peccata mundi, il coro che segue senza respiro il Domine Deus e ci precipita dal dialogo luminoso tra il Padre e il Figlio alla supplica dell’umanità davanti all’Agnello sacrificale.
Scopriremo che questo coro nasce come parodia di una cantata del 1723, la BWV 46, il cui testo originale è tratto dal Libro delle Lamentazioni del profeta Geremia. Un dolore antico che Bach riconosce come lo stesso dolore di Cristo sulla croce, e lo stesso dolore dell’umanità peccatrice che chiede misericordia.
Parleremo dello stile antico, delle figure retoriche e di quel canone dei due flauti che i musicologi descrivono come un’aureola luminosa sul dramma umano.
E alla fine ci fermeremo su una domanda: come può una musica così dolorosa essere così bella? La risposta passa per C.S. Lewis, la Sehnsucht, e quella letizia radicata nell’intimo che è la grande conquista di ogni essere umano.