Presentiamo la venticinquesima pillola di musicologia a cura del Discanto Vocal Ensemble, nell’ambito del Progetto Bach 2026/27 (per maggiori informazioni si rimanda all’articolo di presentazione di questa importante iniziativa: Viaggio nella bellezza: la Messa in Si Minore di J.S. )
In questo video entriamo nel Qui sedes ad dexteram Patris, il settimo movimento del Gloria, un’aria per contralto e oboe d’amore che occupa una posizione speculare rispetto al Laudamus Te.
Con il Qui sedes cambia qualcosa di fondamentale. La supplica non è più rivolta a Cristo Agnello sacrificale, ma al Cristo glorificato, risorto e assiso alla destra del Padre in tutta la sua maestà regale. E di fronte a quella gloria, la postura del fedele non può che essere una: l’inchino reverente.
Bach sceglie per questo brano un affetto che rimanda alla Polonaise, la danza nobile e solenne delle corti europee, gesto musicale per eccellenza della riverenza verso il sovrano. Ma qui il sovrano è il Re dei Cieli. E quell’inchino davanti al principe terreno diventa la forma altissima di adorazione verso Colui che siede alla destra del Padre.
Parleremo dell’oboe d’amore e del suo timbro scuro e malinconico, della figura retorica dell’inchino nelle prime note del brano, del legame tra la polacca e la corte di Dresda e faremo una piccola divagazione sull’unzione dei sovrani, da Salomone fino all’incoronazione di Re Carlo III nel 2023. Con una sorpresa per gli amanti del calcio.