Presentiamo la ventiduesima pillola di musicologia a cura del Discanto Vocal Ensemble, nell’ambito del Progetto Bach 2026/27 (per maggiori informazioni si rimanda all’articolo di presentazione di questa importante iniziativa: Viaggio nella bellezza: la Messa in Si Minore di J.S. )
Al centro del Gloria della Messa in Si minore di Bach si trova un brano che, a prima vista, si presenta come un elegante duetto in stile galante per soprano e tenore. Ma più lo si osserva, più rivela una profondità teologica e compositiva di straordinaria complessità.
In questo appuntamento con le nostre Pillole di Musicologia, entriamo nel cuore del Domine Deus, il quinto movimento del Gloria, collocato esattamente al centro di una struttura a nove movimenti. Una posizione che, come vedremo, non è casuale: Bach costruisce l’intera Messa ponendo sempre la figura di Cristo come asse portante di ogni grande sezione.
Parleremo delle due voci che dialogano alternandosi nei ruoli del Padre e del Figlio, del flauto traversiere che ricama melodie sopra di loro e di una domanda apparentemente semplice che nasconde implicazioni filologiche, acustiche e teologiche tutt’altro che banali: uno o due flauti?
E poi faremo qualcosa di insolito: ascolteremo lo stesso brano in due esecuzioni a confronto Karl Richter e Ton Koopman, per capire concretamente cosa significhi oggi suonare Bach in modo storicamente informato, e perché questa scelta cambi radicalmente il carattere della musica.