“I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele”

«Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti? Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!» (Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani 11,13-15.29-32).

Paolo descrive una storia della salvezza in continuo movimento: la disobbedienza degli uni porta misericordia agli altri, in un intreccio provvidenziale. Questo dinamismo evoca visivamente la storia umana guidata da Dio: un cammino tormentato e sinuoso (la disobbedienza) che tuttavia è interamente impregnato della luce dorata della grazia (la misericordia universale). Non c’è infatti separazione netta tra il disegno divino e la vita delle donne e degli uomini; tutto è avvolto dallo stesso movimento, suggerendo che anche la ribellione e il rifiuto temporaneo fanno parte di un mistero più grande che conduce alla riconciliazione universale. Nello stesso brano biblico, l’apostolo propone a commento l’immagine dell’ulivo secolare.

Il dipinto «Uliveto» è stato realizzato da Vincent van Gogh nel 1889, durante il suo soggiorno a Saint-Rémy-de-Provence e ora è visibile al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City. La tela descrive un dramma cosmico in pieno movimento, dove ogni pianta deve organizzarsi per vivere. Gli alberi saldamente aggrappati al suolo, sembrano emergere e nutrirsi da questa terra mossa, alimentando la linfa vitale. I tronchi degli ulivi — contorti, segnati dal tempo e piegati dal vento — sono dipinti con linee sinuose, nodose e spesse di un blu profondo. Esprimono una forza vitale resistente a ogni intemperia, simbolo visivo di una chiamata divina che non si spezza mai, nemmeno davanti alle tempeste della storia. I rami sembrano braccia tese, protese con dinamismo verso un cielo vorticoso, quasi a evocare una continua e incessante risposta alla luce. Le foglie, infine, sono fiammate di verde che risaltano nitide contro lo sfondo agitato e luminoso.


don Tarcisio Tironi
direttore del M.A.C.S

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Author: Libertà e Persona

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