Pietro Tenerani, Cristo in trono, 1853 – 1866, Monumento funebre di Papa Pio VIII, Vaticano, Basilica di San Pietro. Fonte Pexels. Immagine di Pegah Sharifi.
Un divorziato, risposato civilmente, riflette su tutta la sua storia.
La mia è una storia come ce ne sono tante, di ragazzi immaturi, di entusiasmi giovanili, di utopie, di egoismi, di sottovalutazione della realtà, di fede bambina, formale… inesistente. In questo contesto a errore si somma errore e ancora errore: la gravidanza non voluta, la presunzione di essere tutto l’uno per l’altra e di essere pronti ad affrontare le responsabilità della vita, la decisione del matrimonio che salva la forma, ma che non ha sostanza, perché non è basato sulla consapevolezza e sulla fede. Però è un matrimonio cattolico e questo alla fine, con queste premesse, porta ad aggiungere altri problemi a quelli della vita.
Quel matrimonio si scioglie consensualmente sul piano civile quasi venticinque anni fa, senza particolari traumi e, tutto sommato, il mio rapporto con il figlio che ne è nato trova una sua normalità, riesce bene.
Nel frattempo conosco un’altra donna, con la quale, al contrario della prima, non ho nulla da chiedere, nulla da forzare: nasce in breve una relazione seria, consapevole della situazione ma con progetti e prospettive. Provo sentimenti mai provati prima; tutto mi riesce bene; il lavoro mi dà grandi soddisfazioni, che mi sento di collegare a questo mio equilibrio sentimentale.
Non rifiuto Dio e nemmeno Cristo, ma non li considero; li ho messi da parte, non ci penso, sono troppo preso dalle mie cose. E poi, se proprio vogliamo, penso di non essere io a essermi messo fuori dalla Chiesa, ma è questa che mi tiene fuori …
Ci sposiamo civilmente dopo il mio divorzio (sono passati sette anni) e, finalmente, abbiamo dei figli; per loro abbiamo deciso di aspettare e di fare il passo del matrimonio. Provo la gioia immensa della paternità responsabile. La prima parola che sente mio figlio appena nato da sua madre è «amore!»; [… La lettera, riportata solo in parte, è alle pagine 16-20 di Eugenio Zanetti, Dopo l’Inverno. Testimonianze, domande e messaggi di separati, divorziati o risposati che vivono nella Chiesa, Àncora, Milano 2005]
