Immagine dalle Anamorfosi di Trinità dei Monti, Roma sul Pincio. Fonte Artribune. Finanziamento Ministero della Cultura. Pubblicabile per scopi culturali privi di lucro.
Acclamazione al Vangelo
Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. (Mt 16,18)
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
– 23 Agosto 2026
Colore Liturgico Verde
Commento artistico-spirituale alla Seconda Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio? Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen» (dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 11,33-36).
Il testo di san Paolo è una dossologia, un inno di lode che celebra la grandezza assoluta di Dio ed esalta l’imperscrutabilità divina. Attraverso interrogativi retorici, l’Apostolo ricolloca ogni persona di fronte al mistero, ricordando che nessuno può farsi consigliere del Creatore o vantarne il primato. La riflessione fa morire qualsiasi logica di merito o di contraccambio commerciale nel rapporto con il divino, restituendo centralità alla gratuità della fede. L’intero cosmo si rivela così un’armonia perfetta che da Dio ha origine, per mezzo di Lui sussiste e in Lui trova il suo eterno compimento.
L’incipit del brano con l’esclamazione latina «O altitudo Divitiarum Sapientia et Scientia Dei!» (O profondità della ricchezza, della sapienza e…), fa da sigillo descrittivo al «Complesso monumentale della Trinità dei Monti», posto sulla sommità del colle Pincio, a Roma. Le parole guidano la comprensione delle anamorfosi (dal greco, «trasformazioni»), opere realizzate nel 1642 da Emmanuel Maignan e Jean-François Niceron, frati dell’ordine dei Minimi fondato da san Francesco da Paola. I testi sono mimetizzati all’interno dei tratti orizzontali dilatati dell’affresco che si sviluppa sulla parete del corridoio del chiostro superiore; qui le lettere, deformate da una prospettiva accelerata, seguono l’andamento della pittura distorta. Quando un osservatore guarda la parete di fronte vede la natura; quando si sposta di sbieco all’estremità del corridoio, la contrazione geometrica annulla la deformazione e la scritta si ricompone. I frati scienziati hanno scelto di inserire i messaggi proprio in quel punto per creare un’esperienza immersiva: il visitatore è così costretto a sperimentare fisicamente che la «profondità e l’inaccessibilità» delle vie divine possono essere comprese solo trovando il corretto punto di vista spirituale.
«La Sapienza di Dio»
I versi seguenti appartengono al componimento poetico «Salmo XLIV», intitolato «La Sapienza di Dio» e contenuto nell’opera «Iddio e l’uomo: salterio», scritta da Gabriele Rossetti nel 1833. Un invito a riflettere sul mistero dell’inaccessibilità della mente divina.
«Dall’invisibile tuo trono immenso,/ chi mai penetra il tuo profondo senso?/ Chi consigliò l’eterna tua veduta?/ Quale intelletto l’ha mai sostenuta?/ Tutto da Te, per Te, nel Tuo volere,/ vive e respira, o inconscio mio Signore./ Sia gloria a Te, che le speranze avvivi,/ nei secoli dei secoli festivi».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.