Foto copertina del libro di Aldo Maria Valli, edizioni Chorabooks, Luglio 2026
Aldo Maria Valli, il più acuto analista di vicende vaticane, giornalista di lungo corso e da tempo scrittore prolifico, ci ha regalato una nuova perla.
Un volumetto agile e godibilissimo dal titolo “Breve elogio dell’ingenuità”, edito da pochi giorni da Chorabooks.
Posso dire, in tutta modestia, che in qualche modo ho contribuito a spingere Valli a pubblicare questo testo.
UN PROGETTO NEL CASSETTO
Alcuni mesi fa, recensendo il libro Elogio del cuore mite, scritto da me insieme a Alessandro Gnocchi, Valli rivelava l’esistenza di un suo progetto: “Una volta ho scritto un “Elogio dell’ingenuità” che però non ho mai pubblicato. L’ho qui nel cassetto, ogni tanto lo tiro fuori ma poi lo ripongo. In quel testo parto dall’etimologia (ingenuo viene da ingenuus, ovvero nativo, naturale, per cui l’ingenuus era anche il nato libero) per sostenere che, nel mondo che esalta la furbizia, l’ingenuo è il solo vero rivoluzionario. Solo che ingenuo, ormai, ha per tutti un connotato negativo difficile da scalfire. L’ingenuo non è l’uomo libero, sincero e schietto, ma il credulone, lo sprovveduto, lo sciocco sventato che si lascia raggirare. E così le mie pagine restano nel cassetto, perché sono quasi sicuro che non sarebbero capite. Ed ecco che ora due autori, due scrittori che sono anche miei cari amici, pubblicano un “Elogio del cuore mite” che mi ha fatto tornare in mente la mia operina addormentata nel cassetto”.
Galeotta fu dunque la mitezza, che è una virtù sorella dell’ingenuità, ed ecco che Valli ha pubblicato questo testo finora nascosto, un testo davvero prezioso.
L’INGENUITÀ: VIRTÙ INNATA
L’ingenuità una qualità, un modo di essere, che lascia davvero stupiti. E’ anche una virtù? Per Valli sì, e a mio modo di vedere è una virtù innata. Ingenui si nasce. Miti, o puri di cuore, o generosi lo si diventa.
L’ingenuità trova un suo robusto sostegno nel Vangelo, che ci inviata ad essere candidi come colombe (senza dimenticare di essere anche furbi, nel senso di accorti).
E’ una gioia incontrare persone ingenue, candide, anche se la maggior parte delle persone non la pensa così, e quando incontra un ingenuo se ne vorrebbe subito approfittare.
Come i miti, anche gli ingenui sono destinati spesso ad essere vittima dei furbi, degli “scafati”, dei cinici.
L’ingenuo quindi è un vero anticonformista, capace di andare controcorrente, o meglio ancora, come dice san Paoo, di non conformarsi alla mentalità di questo mondo.
Valli quindi non si limita a descrivere e a analizzare la bella ingenuità, ma anche a farne un elogio.
Perché non essere così, vivere così? Ci si chiede sfogliando le pagine del libro, vedendo i vari esempi che l’autore ci porta, tratti dalla sua esperienza personale.
L’ingenuità fa spesso riferimento a quel tipo di inesperienza che ti mette nelle condizioni di essere ingannato, ma può riferirsi anche ad una fiducia innocente nelle cose o nelle persone.
UN LIBRO, UNA SPERANZA
Alla fine, quello che se ne trae dalla lettura di questo libro è una speranza. Scrive Valli: “Sono ingenuo perché credo che una classe politica migliore sia ancora possibile, perché credo che la maleducazione dilagante possa essere fermata,perché ritengo che la devastazione del territorio non sia irreversibile, perché immagino un futuro migliore per i nostri figli e nipoti, (…) perché penso che l’amicizia disinteressata esista”, e così via.
La persona ingenua non è una persona rammollita, ma crede, spera, ama.
Insomma, ingenui di tutto il mondo unitevi! Perché il mondo è vostro, non è loro. Quindi date una bella lezione ai violenti, agli arroganti, ai maliziosi e ai furbi. Un altro mondo, un mondo pieno di candore, è possibile.