Acclamazione al Vangelo
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
– 04 LUGLIO 2026
Colore Liturgico Verde
Commento artistico-spirituale alla Seconda Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete» (Dalla lettera di san Paolo ai Romani 8,9.11-13).
San Paolo scrive alla comunità di Roma intorno al 57-58 d.C., affrontando il tema della salvezza e spiegando come la fede in Cristo trasformi radicalmente l’esistenza umana. La vita cristiana infatti è un’accoglienza quotidiana dello Spirito che guarisce e rinnova le nostre scelte.
San Paolo allo scrittoio
«San Paolo allo scrittoio», è opera di Rembrandt van Rijn del 1629 ca. Il dipinto ad olio su tavola appartiene al primo periodo della produzione dell’artista a Leida ed è attualmente esposto al Germanisches Nationalmuseum di Norimberga. Il pittore olandese ritrae Paolo come un uomo anziano, solcato dalle rughe, immerso nell’ombra della sua stessa stanza, illuminata dalla calda luce di una lampada ad olio, forse l’ultimo domicilio imposto all’apostolo Paolo quando, in attesa di giudizio, era agli arresti domiciliari a Roma. Quasi nascosta e appoggiata al bracciolo, la mano destra dell’apostolo stringe una penna d’oca: sembra che Paolo stia riflettendo prima di riprendere a scrivere una delle sue celebri lettere. La sinistra, al contrario, emerge protesa in avanti, adagiandosi sulle pagine aperte del grande volume posato sullo scrittoio carico di carte e di documenti. Al centro, la presenza della spada evoca il dramma della persecuzione e del martirio, affrontati da Paolo in nome della totale fedeltà al disegno divino.
Preghiera di Edith Stein allo Spirito Santo
Una delle invocazioni più intense scritte da Edith Stein (santa Teresa Benedetta della Croce) è la preghiera «Spirito Santo – Amore eterno!», composta nel 1942, poco prima della sua deportazione ad Auschwitz dove morirà.
«Spirito Santo, eterno Amore,/ che sei dolce Luce che mi inondi/ e rischiari la notte del mio cuore;/ Tu ci guidi qual mano di una mamma;/ ma se Tu ci lasci non più d’un passo solo avanzeremo!/ Tu sei lo spazio che l’essere mio circonda e in cui si cela./ Se m’abbandoni cado nell’abisso del nulla,/ da dove all’esser mi chiamasti./ Tu a me vicino più di me stessa, più intimo dell’intimo mio./ Eppur nessun Ti tocca o Ti comprende/ e d’ogni nome infrangi le catene./ Spirito Santo, eterno Amore».
don Tarcisio Tironi
direttore del M.A.C.S